Tolo Tolo

Film del 2020 diretto da Checco Zalone
Tolo Tolo
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2020
Durata90 min
Generecommedia
RegiaLuca Medici
SoggettoLuca Medici e Paolo Virzì
SceneggiaturaLuca Medici e Paolo Virzì
ProduttorePietro Valsecchi
Casa di produzioneMedusa Film, Taodue Film
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaFabio Zamarion
MontaggioPietro Morana
Effetti specialiMonica Galantucci
MusicheLuca Medici in collaborazione con Antonio Iammarino e Giuseppe Saponari
ScenografiaMaurizio Leonardi
CostumiMonica Simeone
TruccoKaren Schembri Grima, Federico Meniconi, Mauro Meniconi e Ghislaine Nejjar
Interpreti e personaggi
  • Luca Medici: Checco Zalone
  • Souleymane Sylla: Oumar
  • Manda Touré: Idjaba
  • Nassor Said Birya: Doudou
  • Alexis Michalik: Alexandre Lemaitre
  • Arianna Scommegna: Nunzia
  • Antonella Attili: signora Lella
  • Gianni D'Addario: Luigi Gramegna
  • Nicola Nocella: avvocato Russo
  • Sara Putignano: Nicla (prima moglie)
  • Diletta Acquaviva: Barbara (seconda moglie)
  • Maurizio Bousso: ragazzo di Agadez
  • Barbara Bouchet: signora Inge
  • Nicola Di Bari: zio Nicola

Tolo Tolo è un film del 2020, scritto, diretto e interpretato da Checco Zalone e prodotto da Pietro Valsecchi.

TramaModifica

Pierfrancesco Zalone, detto Checco, rifiutandosi di percepire il reddito di cittadinanza in quanto disoccupato, apre nel suo paese, Spinazzola, un improbabile ristorante giapponese chiamato "Murgia&Sushi", ma dopo appena un mese dall'apertura viene travolto dai debiti, con il fisco che gli pignora il locale e lo costringe alla chiusura: per sfuggire ai creditori decide di scappare in Africa, dove trova lavoro come cameriere in un lussuoso villaggio turistico del Kenya. Qui conosce Oumar, anche lui cameriere e appassionato della cultura italiana, molto più acculturato e intelligente del protagonista. Checco si innamora inoltre della giovane Idjaba e fa amicizia con Doudou, un ragazzino che Idjaba descrive come suo figlio.

Nel paese scoppia improvvisamente una guerra civile, con i terroristi che attaccano e distruggono il villaggio turistico, ma Checco sembra totalmente inconsapevole della drammatica situazione in cui si trova, preoccupandosi solo di cosmetici, dei suoi abiti firmati e delle telefonate delle sue due ex-mogli (che ritiene essere ancora peggio dei terroristi), arrabbiate con lui perché se ne è andato lasciando la famiglia in una difficile condizione economica e con tutte le proprietà pignorate, e di tutti i suoi creditori.

Checco e Oumar si rifugiano nel villaggio di cui Oumar è originario, ma anch'esso viene attaccato dai terroristi, spingendo Oumar a decidere di emigrare in Europa. Checco decide quindi di accompagnare Oumar, Idjaba, Doudou e altri migranti nel loro viaggio, tornando clandestinamente in Europa (infatti getta via i suoi documenti) e pianificando di rifugiarsi a casa di un cugino nel paradiso fiscale del Liechtenstein invece che tornare in Italia. Intanto i familiari di Checco sperano invece che non torni in Italia e che anzi muoia negli attentati, così da ricevere un risarcimento ed annullare i suoi debiti.

Dopo aver creato involontariamente diversi ostacoli al viaggio dei migranti, tra cui far scoprire alle autorità che non hanno documenti, Checco comincia a sentirsi uno di loro e vende i suoi vestiti per raccogliere parte del tantissimo denaro richiesto per il viaggio. I quattro protagonisti si ritrovano poi ad attraversare a piedi il deserto del Sahara, in quanto Checco era sceso dal veicolo su cui viaggiavano nel vano tentativo di farsi aiutare da due convogli dell’esercito italiano in avvicinamento, ma i militari, che transitavano nella zona per ragioni logistiche, lo avevano scambiato per un africano e lo avevano totalmente ignorato, dopo avergli anche lanciato contro una granata di avvertimento. La carovana era quindi ripartita senza aspettarlo, e Doudou, ormai affezionato a Checco, era sceso a sua volta per non lasciarlo da solo, facendosi seguire a catena anche da Idjaba e Oumar.

Durante il viaggio nel deserto incontrano Alexandre Lemaitre, un giornalista francese che documenta le tragedie dei migranti ma lavora anche come modello, pubblicizzando i cosmetici preferiti di Checco. Alexandre dà loro un passaggio in auto fino ad un albergo, dove li fa alloggiare a sue spese e tenta senza successo di intervistare e corteggiare Idjaba.

Il giorno dopo, Oumar dice ad Alexandre di portarli a quello che descrive come un luogo dove potrà documentare le barbarie a cui i migranti sono sottoposti. Giunto in Libia, il gruppo viene sequestrato dai trafficanti di migranti, e si scopre che Oumar ha venduto i suoi compagni per pagare a se stesso il viaggio. Alexandre viene liberato dopo aver telefonato alle autorità francesi, che hanno pagato un riscatto, mentre Checco, dopo gli inutili tentativi di contatto con vari suoi concittadini illustri, tra cui un suo cugino, ovvero l’ex presidente della Puglia Nichi Vendola, ormai ritiratosi a vita privata in campagna, che gli fa capire di non voler fare favoritismi con il suo solito modo di esprimersi particolarmente forbito, non riceve alcun aiuto dall'Italia. In una ribellione generale dei migranti rinchiusi, Checco, Idjaba e Doudou riescono a scappare e a raggiungere la costa, dove Idjaba affida Doudou a Checco, svelando che il bambino in realtà non è suo figlio e lo stava solo accompagnando in quanto lo aveva promesso alla madre di Doudou, una sua amica morta tempo prima, e dichiarando di dover tornare al suo Paese.

Checco e Doudou salgono su un barcone diretto in Italia, che dopo un giorno di viaggio viene travolto da un’onda anomala causata da una burrasca e naufraga; il gruppo viene salvato da una nave di una ONG, che viene inizialmente bloccata al largo delle coste italiane e poi autorizzata dal presidente del Consiglio italiano Luigi Gramegna, anch'egli di Spinazzola, vecchio conoscente di Checco, un fannullone che ha avuto una rapidissima carriera in politica, a sbarcare dopo aver concordato con il resto dell'Unione europea una distribuzione dei migranti in base ai loro chilogrammi di peso. Nella surreale “lotteria” a bordo dell’imbarcazione, gli ultimi due gruppi di migranti rimasti, tra cui quello di Checco, saranno destinati uno all'Italia ed uno al Liechtenstein. Con sommo rammarico dell’imprenditore fallito, il suo gruppo alla fine si accaparra l’ingresso nel Bel Paese. Allo sbarco nel porto di Monopoli i migranti vengono accolti sia da cortei pro-accoglienza che da proteste contro di loro, e le ex mogli di Checco, che si trovavano una in un gruppo e una nell’altro, lo vedono scendere tra gli altri migranti e, abbandonando le loro ideologie contrapposte, si abbracciano disperate, al pensiero che i debiti contratti da Checco ritorneranno attivi. Nel frattempo la famiglia di Checco si vede nuovamente negato il risarcimento per la sua morte, che gli era stato inizialmente concesso in quanto Checco era stato erroneamente creduto morto in Africa.

Checco accompagna quindi Doudou a Trieste, dove il ragazzino incontra il suo vero padre, insieme ad altri migranti che Checco aveva conosciuto in Kenya, tra i quali vi è un medico che, dopo aver soccorso Checco sulla carovana nel Sahara, a seguito di uno dei suoi improvvisi “attacchi di fascismo”, utilizza la frase detta in quell’occasione dall’italiano, che afferma che "Il fascismo è come la candida, con il sole e lo stress viene fuori", per scrivere un libro e diventa uno scrittore di successo. Idjaba ricompare alla fine e sembra dirigersi in abito da sposa verso Checco, coronando il suo sogno d'amore, ma si scopre che è solo una scena recitata all'interno di un film neorealista diretto da Oumar. Al termine delle riprese arriva Gramegna, divenuto addirittura commissario europeo, e ordina di far rimpatriare tutti gli immigrati presenti nel cast; Checco si accorda con il suo concittadino e promette ai bambini che tornerà in Africa per fornire loro i permessi di soggiorno.

ProduzioneModifica

 
Set cinematografico a Trieste (agosto 2019).
 
link=File:Riprese_del_film_%22Tolo_Tolo%22_di_Checco_Zalone_(Acquaviva_delle_Fonti,_30_aprile_2019).jpg

L'idea iniziale di realizzare la nuova opera cinematografica è partita da Paolo Virzì, il quale ha contattato Medici per lavorare insieme al progetto. Tuttavia durante la stesura della sceneggiatura è diventato evidente che la maggior parte della pellicola nasceva da idee di Medici, quindi si è deciso di affidare la regia al comico pugliese, con Virzì accreditato come co-sceneggiatore.[1]

Ambientato in Marocco, in Kenya (Watamu), a Malta e in Italia (Acquaviva delle Fonti, Bari, Gravina in Puglia, Latina, Minervino Murge, Monopoli, Poggiorsini, Roma, Spinazzola, Torre Guaceto e Trieste),[2] le riprese sono durate nove mesi,[3] con un budget stimato di oltre 20 milioni di euro.[1]

Sono presenti alcuni camei con Nichi Vendola, Massimo Giletti (nello studio di Non è l'Arena) ed Enrico Mentana (nello studio del TG LA7).

PromozioneModifica

 
Luca Medici e Maurizio Bousso in un frame del videoclip promozionale.

In occasione dell'uscita di Tolo Tolo, il 6 dicembre 2019 è stato diffuso il video musicale del brano Immigrato; esso ricorda la celebre canzone L'italiano di Toto Cutugno e segue la giornata di un italiano medio (Checco) a cui un immigrato chiede continuamente l'elemosina, al supermercato, al distributore di benzina e al semaforo. Tornato a casa, Checco ritrova a sorpresa lo stesso immigrato – con un gioco di parole – "senza permesso nel soggiorno" e in compagnia della moglie. Alla domanda "Perché hai scelto me?", l'immigrato, con le mani alzate, ribatte affermando "Prima l'italiano!".

Il video ha sollevato numerose accuse di razzismo, respinte dal regista.[4]

DistribuzioneModifica

La pellicola è uscita nelle sale italiane il 1º gennaio 2020.[5]

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

Nel primo giorno di programmazione è stato visto da 1.174.285 spettatori riscuotendo 8.668.926 €, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione.[6][7] Dopo la prima settimana dalla sua uscita sfiora i 35.000.000 €, diventando uno dei dieci film con maggiori incassi in Italia.[8]

Il film ha incassato in totale 46.2 milioni di euro, diventando il quinto film col maggior incasso in Italia, nonché terzo film italiano (superato solo dai precedenti film dello stesso Checco Zalone, Quo Vado? e Sole a catinelle).

CriticaModifica

La critica in generale ha lodato il cambiamento di Luca Medici e la sua evoluzione verso temi più impegnativi. Paolo Mereghetti su il Corriere della Sera[9] e Natalia Aspesi su la Repubblica[10] hanno parlato di un film riuscito paragonandolo (come molti altri quotidiani) alle commedie all'italiana di Alberto Sordi o di Dino Risi. In rete invece la critica ha avuto generalmente toni anche più morbidi e circostanziati. MYmovies.it assegna al film 3 stelle e mezza su 5[11] e Gabriele Niola su Badtaste.it scrive:

«Tolo Tolo ha proprio altre ambizioni e valori produttivi che per la prima volta si vedono. In buona sostanza è ben confezionato e scritto con cura [...] Già dall’introduzione e dall’inizio a sorpresa, si nota una regia diversa. Non stiamo parlando di chissà quali sofisticazioni, ma di un’attenzione sicuramente maggiore di prima a come la messa in scena (e in particolar modo il montaggio) possono aiutare le gag, fluidificare il racconto e sorprendere un po’. Sarebbe l’ABC della cura per lo spettatore, ma prima non c’era e ora invece sì[12]»

Francesco Alò, della stessa testata, non ha promosso il film, definendolo meno divertente rispetto ad altre pellicole con protagonista il comico e criticando le strutture di determinate gag.[13]

NoteModifica

  1. ^ a b Cosa si dice di “Tolo Tolo”, su Il Post, 2 gennaio 2020. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  2. ^ Sky Cinema, "Immigrato", il testo della nuova canzone di Checco Zalone, su tg24.sky.it, 10 dicembre 2019. URL consultato il 10 dicembre 2019.
  3. ^ Tolo Tolo, Pressbook (PDF), in Taodue.
  4. ^   Checco Zalone Official, Checco Zalone - Immigrato (Video Ufficiale), su YouTube, 6 dicembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  5. ^ Checco Zalone torna a scegliere Latina per girare il suo nuovo film. Ciak sotto la Torre Pontina, su Latina Quotidiano, 28 settembre 2019. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  6. ^ Zalone record, batte se stesso e incassa oltre 8,6 milioni di euro in un solo giorno, in Repubblica.it, 2 gennaio 2019.
  7. ^ Laura Zangarini, «Tolo Tolo»: 8,7 milioni in un giorno, esordio record per il cinema italiano, su Corriere della Sera, 1º febbraio 2020. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  8. ^ Andrea Francesco Berni, Tolo Tolo sale a 35 milioni di euro, su BadTaste.it, 8 gennaio 2020. URL consultato l'8 gennaio 2020.
  9. ^ Tolo Tolo di Checco Zalone, la recensione: sgradevolezze e crudeltà sulle orme di Alberto Sordi, Corriere della sera, 2019-12-28e.
  10. ^ Natalia Aspesi, L'inganno anti migranti di Zalone, in la Repubblica, 28 dicembre 2019, p. 1.
  11. ^ Recensione di Tolo Tolo, MYMovies.it.
  12. ^ Gabriele Niola, Tolo Tolo - La recensione, Badtaste.it.
  13. ^   BadTaste.it, Cinema - Tolo Tolo, di Checco Zalone - RECENSIONE, su YouTube, 30 dicembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2020.

Voci correlateModifica

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