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Tommaso Barbato

politico italiano
Tommaso Barbato

Capogruppo dell'UDEUR al Senato della Repubblica
Durata mandato 7 giugno 2006 –
8 maggio 2008
Predecessore Mauro Fabris
Successore -

Segretario del Senato della Repubblica
Durata mandato 7 giugno 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Franco Marini

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Gruppo Misto - Popolari UDEUR
Circoscrizione Campania
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente del Gruppo Misto;
  • membro della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
  • membro della commissione Bilancio;
  • segretario della commissione ambiente, territorio e beni ambientali
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Udeur
Professione Dirigente. Ex Ufficiale della Marina

Tommaso Barbato (Marigliano, 1º maggio 1952) è un politico italiano.

Eletto Senatore nelle liste dell'UDEUR, il partito di Clemente Mastella, in Campania. Barbato ha ricoperto questo ruolo nella XV Legislatura, iscritto al Gruppo Misto, come tutti i senatori UDEUR.

Vita politicaModifica

Tommaso Barbato si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1981, nel 1994 si iscrive nel CCD di Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella; Nel 1998, in seguito alla rottura fra i due, segue l'ex Guardasigilli prima nella fallimentare esperienza dell'UDR, fino alla fondazione dell'UDEUR. Dal 2001 al 2005 è presidente provinciale del partito; quindi si candida e viene eletto al Senato della Repubblica nel 2006 con la coalizione di centrosinistra di cui l'UDEUR faceva parte.
È ricordato per avere sputato in faccia al collega di partito Nuccio Cusumano in Parlamento il 24 gennaio 2008[1]. Nel 2009 aderì all'Alleanza di Centro di Francesco Pionati. Nel 2015 è stato candidato Consiglio regionale della Campania nella lista civica di centrosinistra, in appoggio a Vincenzo De Luca, Campania Libera nella circoscrizione di Napoli. Ha ottenuto 4238 preferenze, non sufficienti all'elezione.

Controversie giudiziarieModifica

Assieme a Giuseppe Demitry, è indagato dal 2014 dalla procura di Napoli per voto di scambio.[1]

Il 14 luglio 2015 ne è stato richiesto l'arresto assieme al deputato Carlo Sarro, Pio Del Gaudio (ex sindaco di Caserta), e ad altri politici campani, sotto l'accusa di avere truccato, tra il 2006 ed il 2010, degli appalti pubblici in favore del clan dei Casalesi.[2] Nel processo di primo grado è condannato nel 2018 dal tribunale di Napoli a 7 anni.[3]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica