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BiografiaModifica

Rimasto presto orfano di padre, terminati gli studi, s'impiegò come segretario presso alcune nobili famiglie, tra cui i Carafa e i Pignatelli, attività che si protrasse per circa quarant'anni[3]. Segretario della Gran Corte dell'ammiragliato per volontà di don Matteo Di Capua, grande ammiraglio del Regno di Napoli, trasse da quell'esperienza un Trattato del segretario edito a Napoli nel 1604[4]. Fu anche al servizio di Alberico I Cybo-Malaspina, marchese di Massa[3].

Costo si dedicò alla scrittura di poemetti, novelle e testi di erudizione storica. Ebbe rapporti anche con alcuni importanti intellettuali del suo tempo, quali il poeta ed erudito Giovan Battista Attendolo, il poeta e storico Angelo Di Costanzo e il capitano di milizie e letterato Scipione De' Monti[3]. Il suo primo lavoro, stampato a Napoli nel 1573, è il poema La rotta di Lepanto che, alla maniera ariostesca, esalta la vittoria dei cristiani sulla flotta turca[3]. La sua opera più nota è Le otto giornate del fuggilozio (Napoli 1596), una raccolta di novelle alla maniera del Boccaccio, dedicata a Matteo di Capua[4], ristampata più volte, anche in anni recenti[5]. Curò, inoltre, una pregevole edizione della Gerusalemme liberata del Tasso, edita a Napoli nel 1582, mettendone in risalto, nella presentazione, la migliore fedeltà al testo rispetto alle precedenti[3]. Classicista, dotato di scrupolo critico e concorde con le posizioni puriste, nel 1591 aderì all'Accademia della Crusca[3].

È anche noto per aver scritto, assieme a Vincenzo Verace, della vita di San Guglielmo da Vercelli[6].

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Così l'Enciclopedia Italiana citata nei Collegamenti esterni. Il Dizionario Biografico (Collegamenti esterni) scrive: «Si ignora l'anno di nascita e quello di morte.»
  2. ^ Dizionario Biografico: «Nel 1613 il C[osto] è ancora vivo, come si deduce dall'edizione da lui curata del Compendio dell'Istoria..., Venezia 1613, ma probabilmente morì nel corso dello stesso anno.». L'Enciclopedia Italiana scrive: «...ivi [Napoli] morto circa il 1620.»
  3. ^ a b c d e f Fonte: V. Lettere, Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti e link in Collegamenti esterni.
  4. ^ a b Fonte: A. Belloni, Enciclopedia Italiana, riferimenti e link in Collegamenti esterni.
  5. ^ Tommaso Costo, Il fuggilozio, a cura di Corrado Calenda, Collezione "I novellieri italiani", Roma-Salerno, 1989. ISBN 88-8402-021-2.
  6. ^ vera-istoria.

BibliografiaModifica

Edizioni moderneModifica

  • E. Imparato, La prima giornata del ‘Fuggilozio’, Napoli, SEN, 1979.
  • Il Fuggilozio, a cura di C. Calenda, Roma, Salerno Editrice, 1989.
  • Discorso pratico […] intorno ad alcune qualità che debbe aver un buon segretario, in T. Costo; M. Benvenga, Il segretario di lettere, a cura di S. S. Nigro, Palermo, Sellerio, 1991, pp. 29-73.
  • Discorso per lo quale si dimostra a che fine il Petrarca indirizzasse le sue rime, e che i suoi Trionfi siano poema eroico, in G. Ferroni; A. Quondam, La “locuzione artificiosa”. Teoria ed esperienza della lirica a Napoli nell'età del manierismo, Roma, Bulzoni, 1973, pp. 145-48.

CriticaModifica

  • Angelo Borzelli, L'operosità di T. Costo poligrafo del XVI secolo in Napoli, Napoli, Libreria Vallardi, 1925.
  • Girolamo De Miranda, Due lettere inedite di T. Costo, in «Esperienze letterarie», a. XVII, 1992, fasc. 4; pp. 41-62.
  • Claudio Gigante, La poesia epica di Tomaso Costo, in Id., Esperienze di filologia cinquecentesca. Salviati, Mazzoni, Trissino, Costo, il Bargeo, Tasso, Roma, Salerno Editrice, 2003, pp. 80-95.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN315072719 · ISNI (EN0000 0004 4635 2431 · SBN IT\ICCU\CFIV\104097 · LCCN (ENn80028322 · GND (DE100093094 · BNF (FRcb121546964 (data) · BAV ADV10275526 · CERL cnp00948743 · WorldCat Identities (ENn80-028322