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Tommaso Napoli (architetto)

architetto, ingegnere e matematico italiano

Tommaso Maria Napoli, nato Francesco Tommaso Antonio (Palermo, 16 aprile 1655Palermo, 12 giugno 1725), è stato un architetto, ingegnere e matematico italiano, esponente del barocco siciliano.

Indice

BiografiaModifica

Nacque da Giovanna e Domenico Napoli, quartogenito di sette. Venne battezzato nella chiesa di San Giacomo, parrocchia del quartiere di famiglie e botteghe orafe, una delle quali gestita con successo dal padre e dallo zio. Quindi la sua prima formazione avvenne nella bottega orafa famigliare, poi fu affiliato al convento di San Domenico e ivi si dedicò alla teologia, alla matematica e all'architettura.

Nel 1679 si trasferì per breve tempo nella capitale continentale, dopodiché rimpatriò nella città natale divenendo al contempo padre lettore col nome di Tommaso Maria. Partecipò al restauro della chiesa conventuale, durante la quale collaborò e fu apprendista del tecnico Andrea Cirrincione. Qualche anno più avanti il Napoli risiedette per un momento a Roma, dove editò il suo primo testo (1688), poi lo si trova occupato nella Ragusa balcanica, per conto del Consiglio dei Pregadi, dove fu in primo tempo collaboratore dell'architetto Andrea Buffalini per la ricostruzione del duomo dell'antico capoluogo repubblicano, danneggiato dal terremoto del 1667. Durante i nov'anni lì trascorsi, fu anche ingegnere del principe di Savoia, impegnato nella secolare guerra contro gli ottomani, e grazie all'incarico di prestigio poté svolgere varî soggiorni a Vienna, venendo particolarmente influenzato dallo sviluppo della città imperiale. Fu nominato architetto ufficiale dello Stato (1689-1700) e messo a capo di opere diversificate, utili dal punto di vista militare, da quello monumentale per il decoro urbano e per la realizzazione di apparati scenografici.

Tornò in Sicilia nel 1711, forse contattato per la direzione del cantiere di San Domenico, che tenne fino alla morte. Precedentemente di pertinenza dell'architetto Andrea Palma, quest'ultimo preferì non concludere l'esperienza per problemi sopr'aggiunti colla committenza.

Parallelamente divenne genio ufficiale e stretto collaboratore di Paolo Amato nel 1713, per conto del Senato peloritano, vivendo anche di affermato patronaggio, da parte di privati e ordini religiosi, grazie al successo ottenuto all'estero. Per tutta la vita ottenne altri incarichi ufficiali, come il titolo di architetto del Regno e della Camera Reale (1722-1725), per la programmata visita dell'imperatore Carlo e della famiglia asburgica nell'isola (1721), che gli fu dato anche per i già proficui rapporti con la dirigenza della corte.

OpereModifica

PubblicazioniModifica

  • Utriusque architecturae compendium in duos libros, per i tipi di Giambattista Moli, Roma 1688;
  • Breve trattato dell'architettura militare moderna cavato dai più insigni autori, dedicato ad Eugenio di Savoia, Palermo 1722;
  • Breve ristretto dell'architettura militare e fortificazione offensiva e difensiva, Palermo 1723.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Nàpoli, Maria Tommaso, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 14 febbraio 2016.