Palazzo Bartolommei-Buschetti

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Palazzo Bartolommei-Buschetti
Palazzo bartolommei.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàFirenze
Coordinate43°46′07.91″N 11°15′15.45″E / 43.768864°N 11.254292°E43.768864; 11.254292Coordinate: 43°46′07.91″N 11°15′15.45″E / 43.768864°N 11.254292°E43.768864; 11.254292
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Palazzo Bartolommei-Buschetti si trova in via Lambertesca 11 a Firenze.

StoriaModifica

Il palazzo fu fatto costruire dai Lamberteschi, una famiglia che ha lasciato il proprio nome anche alla via. Esso incorporava già all'epoca l'antica Torre dei Gherardini. Fu sede dell'Arte dei Vinattieri.

Passato nel 1640 a Anton Maria Bartolommei, inglobò in seguito anche l'antica Torre dei Girolami, situata all'angolo con via Por Santa Maria, come risulta anche da una registrazione del catasto del 1864. Nei primi anni del Seicento Girolamo Bartolommei, ereditando le proprietà di più rami familiari, decise di riunirle in un unico palazzo, chiamando come architetto Ferdinando Tacca, il quale lavorò anche alla zona presbiteriale della vicina chiesa di Santo Stefano al Ponte, sempre su incarico dei Bartolommei (1650 circa).

 
L'androne

Il palazzo è legato anche a memorie risorgimentali. Qui Ferdinando Bartolommei preparò la "rivoluzione" senza spargimento di sangue che portò all'uscita di scena del Granduca Leopoldo II di Lorena da Firenze, il 27 aprile 1859. Durante quel periodo di complotti il palazzo era strettamente sorvegliato ed oggetto di perquisizioni. Il Bartolommei venne anche incarcerato ed esiliato, ma tornato a Firenze riprese con più vigore le sue attività.

L'aspetto odierno del palazzo risale essenzialmente alle ricostruzioni dopo le mine dell'agosto del 1944, quando i tedeschi in ritirata resero gli accessi al Ponte Vecchio, compresa via Por Santa Maria, un cumulo di macerie, per ostacolare l'accesso al ponte. Crollarono in quell'occasione le due torri medievali dei Gherardini e dei Girolami, che ancora sporgevano dal palazzo,

Il palazzo, che appartiene oggi alla famiglia Marchi è stato oggetto di un accurato restauro a cura degli architetti Stefano Nardini e Raffaella Melucci, che dal 2003 al 2015 ha permesso il recupero di tutte le unità abitative, delle coperture, delle facciate e degli spazi comuni incluso il prezioso androne, lo scalone ed i saloni affrescati del piano nobile.

DescrizioneModifica

 
La cancellata
 
La targa dedicata a Ferdinando Bartolommei

La facciata è piuttosto semplice, con conci di pietraforte che sottolineano il pianterreno, soprattutto in corrispondenza dei due portali. Da quello principale, oltre una cancellata in ferro battuto con lo stemma familiare, si accede a un androne-galleria, in sobrio stile barocco fiorentino, con archi ribassati in pietra serena, colonne binate con capitelli dorici, e nicchie con statue, tra cui una Minerva in gesso. Particolari accorgimenti ottici dilatano lo spazio, più piccolo di quanto non appaia. Questo passaggio è collegato con piazza Santo Stefano al Ponte.

Lo scalone, di forma irregolare, porta ai piani che presentano ambienti con volta a botte e decorazioni in pietra

La Torre dei GirolamiModifica

La torre era uno degli edifici più interessanti su via Por Santa Maria, prima di venire distrutto dalle mine tedesche nell'estate del 1944. Dopo il crollo non venne ripristinata.

Costruita nel XIII secolo aveva l'aspetto di un solido palagio con un pregevole coronamento con un ballatoio sostenuto da beccatelli e una merlatura sul lato verso la strada. Il suo aspetto era simile a quello della vicina Torre dei Compiobbesi.

L'ultima discendente dei Girolami si sposò con il conte Covoni. I suoi eredi poi vendettero la torre al marchese Girolamo Bartolommei, che la inglobò nel palazzo.

BibliografiaModifica

  • Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995.
  • Toscana Esclusiva XV edizione, Associazione Dimore Storiche Italiane, 2010.

Voci correlateModifica

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