Torre dei Mannelli

Torre dei Mannelli
Ponte Vecchio angolo via de' bardi e piazzetta salvatore e wanda ferragami, torre dei mannelli, 01.jpg
La torre dei Mannelli, circondata dal Corridoio vasariano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
IndirizzoPonte Vecchio
Coordinate43°46′03″N 11°15′10.8″E / 43.7675°N 11.253°E43.7675; 11.253
Informazioni generali
CondizioniIn uso

La torre dei Mannelli si trova in cima al Ponte Vecchio e vi si accede da via de' Bardi 84r a Firenze.

Questa torre è l'unica superstite dei quattro "capi di ponte", cioè le torri che controllavano un ponte ai quattro angoli.

La torre appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

StoriaModifica

I Mannelli facevano risalire le loro origini addirittura alla famiglia romana dei Manlii, ed erano di credo ghibellino, imparentati con i burrascosi Uberti. Dopo la definitiva sconfitta del loro partito con la battaglia di Benevento subirono l'esilio, ma rientrarono presto cambiando il nome (in Pontigiani, per la torre sul "ponte", o Piazzigiani, perché questo quartiere era chiamato "Piazza"), mutando la fede politica e giurando fedeltà alla Parte Guelfa.

La torre è citata come "nova" per la prima volta in un documento del 16 agosto 1249.

È famosa per il contenzioso tra la famiglia e Cosimo I, quando venne deliberata la costruzione del Corridoio vasariano (1564-1565), che avrebbe previsto l'abbattimento della torre o comunque il suo drastico ridimensionamento. La famiglia riuscì a opporsi fermamente e Giorgio Vasari dovette modificare il suo progetto facendo passare il corridoio attorno alla torre, attraverso un sistema di beccatelli in pietra serena, che ancora oggi rappresentano uno gli elementi più caratteristici di questo scorcio di Firenze.

Fu anche il quartier generale dei partigiani fiorentini a cui apparteneva il padre della scrittrice Oriana Fallaci, la quale, già prossima alla morte, la desiderò come ultima dimora (senza poi però riuscire effettivamente a tornarci).[1]

La torre venne danneggiata durante la seconda guerra mondiale dall'esplosione delle mine poste dall'esercito tedesco in ritirata durante la seconda guerra mondiale (agosto 1944), ma non in maniera irreparabile e fu restaurata dall'architetto Nello Baroni su incarico della Soprintendenza ai Monumenti (1944-46). Andò invece perduto il palazzetto Mannelli che vi era affiancato, lungo l'imbocco di via de' Bardi.

DescrizioneModifica

 
La torre vista dalla vicina torre dei Rossi Cerchi

Fasciata la torre dai beccatelli del corridoio vasariano, l'unico lato rimasto libero è quello interno, opposto alla faccia sul ponte, e che oggi guarda a un piccolo slargo dove si apre il portone dell'edificio. Qui in realtà si sviluppava in aderenza il palazzo dei Mannelli, che a suo tempo aveva incorporato una loggia già dei Canigiani e che non doveva presentare all'esterno elementi di particolare rilievo, visto che lo stesso Federico Fantozzi lo cita unicamente in relazione al fatto di essere stato dimora di Francesco Mannelli, "amico di Boccaccio e celebre trascrittore del Decameron".

Oggi la torre presenta ancora il caratteristico rivestimento in filaretto di pietra a vista, punteggiato da alcune buche pontaie. Vi si aprono alcune finestre di diverse forme, alcune quadrangolari, altre sormontate da archi. All'ultimo piano si apre una sala panoramica di realizzazione più recente.

All'ultimo piano è un grande ambiente che è stato oggetto recentemente di vari interventi di sistemazione. Sul lato che guarda il ponte è, prossima alla cantonata, un'ormai consunta cartella in pietra serena, testimonianza di una buca per le 'limosine' seicentesca, a favore "de' poveri di S. Gio. Batista in Bonifazio" (cosi nella trascrizione a suo tempo fatta da Francesco Bigazzi).

NoteModifica

  1. ^ Oriana Fallaci volle tornare a Firenze per morire Da New York usò un aereo privato di Berlusconi, su ilgiornale.it, 14 settembre 2011. URL consultato il 15 marzo 2020.

BibliografiaModifica

 
Il passaggui coi beccatelli sulla torre
 
Antica buca delle elemosine per l'ospedale Bonifacio
  • Domenico Maria Manni, Della vecchiezza sovraggrande del Ponte vecchio e de' cangiamenti di esso, Firenze, Stamperia di Pietro Gaetano Viviani, 1763;
  • Marco Lastri, Palazzo Mannelli e come il Boccaccio lo frequentasse, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, XIV, pp. 78-81;
  • Federico Fantozzi, Nuova guida ovvero descrizione storico artistico critica della città e contorni di Firenze, Firenze, Giuseppe e fratelli Ducci, 1842, p. 593, n. 306;
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, p. 236, n. 591;
  • Nuova guida della città di Firenze ossia descrizione di tutte le cose che vi si trovano degne d’osservazione, con piante e vedute, ultima edizione compilata da Giuseppe François, Firenze, Vincenzo Bulli, 1850, p. 556;
  • Emilio Bacciotti, Firenze illustrata nella sua storia, famiglie, monumenti, arti e scienze dalla sua origine fino ai nostri tempi, 3 voll., Firenze, Stabilimento Tipografico Mariani e Tipografia Cooperativa, 1879-1886, III, 1886, p. 67;
  • Restauri, in "Arte e Storia", III, 1884, 34, p. 272;
  • Iscrizioni e memorie della città di Firenze, raccolte ed illustrate da M.ro Francesco Bigazzi, Firenze, Tip. dell’Arte della Stampa, 1886, p. 153;
  • Ministero della Pubblica Istruzione (Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti), Elenco degli Edifizi Monumentali in Italia, Roma, Tipografia ditta Ludovico Cecchini, 1902, p. 255;
  • L’illustratore fiorentino. Calendario storico per l’anno ..., a cura di Guido Carocci, Firenze, Tipografia Domenicana, (1911) 1910, p. 114;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Lipsia, F.A. Brockhaus, 1910, n. 401;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 284, n. XXIX;
  • Walther Limburger, Le costruzioni di Firenze, traduzione, aggiornamenti bibliografici e storici a cura di Mazzino Fossi, Firenze, Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, 1968 (dattiloscritto presso la Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze Pistoia e Prato, 4/166), n. 401;
  • Loris Macci, Valeria Orgera, Architettura e civiltà delle torri. Torri e famiglie nella Firenze medievale, Firenze, Edifir, 1994, pp. 181-183;
  • Touring Club Italiano, Firenze e dintorni, Milano, Touring Editore, 1974, pp. 304-305;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, I, 1977, p. 99;
  • Alessandro Guidotti, Il Ponte Vecchio dalle origini al 1593, in Un ponte dalle botteghe d'oro, a cura di Dora Liscia Bemporad, Firenze, M.C.M. Editore, 1993, pp. 53-62;
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  • Lara Mercanti, Giovanni Straffi, Le torri di Firenze e del suo territorio, Firenze, Alinea, 2003, pp. 112-115;
  • Lara Mercanti, Giovanni Straffi, Le torri di Firenze e del suo territorio, Alinea, Firenze 2003.
  • Fortunato Grimaldi, Le "case-torri" di Firenze, Edizioni Tassinari, Firenze 2005.
  • Franco Cesati, Le strade di Firenze. Storia, aneddoti, arte, segreti e curiosità della città più affascinante del mondo attraverso 2400 vie, piazze e canti, 2 voll., Roma, Newton & Compton editori, 2005, II, p. 503;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, pp. 429, 443;
  • Guido Morozzi, Relazione sui danni sofferti a causa della guerra dal patrimonio artistico monumentale di Firenze (1946), a cura di Claudio Paolini, Firenze, Polistampa, 2009, pp. 40-41.
  • Claudio Paolini, Ponte Vecchio di pietra e di calcina, Firenze, Polistampa, 2012.

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