Totò sexy

film del 1963 diretto da Mario Amendola
Totò sexy
Paese di produzioneItalia
Anno1963
Durata90 min
Generecomico
RegiaMario Amendola
SoggettoBruno Corbucci e Giovanni Grimaldi
SceneggiaturaBruno Corbucci e Giovanni Grimaldi
FotografiaAlessandro d'Eva
MontaggioJolanda Benvenuti
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaEnnio Michettoni
Interpreti e personaggi

Totò sexy è un film del 1963 diretto da Mario Amendola.

Pur non essendo un film musicarello, in uno dei tanti inserti del film (che uniscono le diverse scene dei due protagonisti, Totò e Macario) appare un giovane Gianni Morandi che canta Penelope.

TramaModifica

Due suonatori ambulanti, Ninì e Mimì, vengono arrestati per contrabbando e condotti in galera. Qui si divideranno tra i ricordi dei loro viaggi di piacere (in cui visitavano i vari locali di striptease delle grandi capitali europee) e scherzi e screzi con gli altri galeotti ed il secondino Umberto.

CriticaModifica

Almeno dodici pellicole apparvero in Italia, nella stagione cinematografica 1962 - 1963, con la parola sexy nel titolo. «Con il centrosinistra che si profilava all'orizzonte, e, di conseguenza, con l'instaurazione di una censura cinematografica più "elastica" (...). i produttori si buttarono a pesce sulla confezione a scatola chiusa di intere serie di filmetti estremamente commerciali, aventi per unico scopo l'inento di mostrare un po' di cosce e seni al pubblico giubilante e pagante...» [1] Domenico Cammarota, nella stessa scheda del film, salva, «in mezzo a tanto fango», lo sketch alla frontiera svizzera.

È considerata una delle pellicole peggiori di Totò, è quasi una fotocopia di Totò di notte n. 1, con gli stessi scadenti risultati. Ne ha scritto Valentino De Carlo:

«Il divertimento manca del tutto [...] in questo ennesimo zibaldone rivistaiolo in cui un illustre attore come Totò avvilisce la sua fama senza alcuna ragione. In una lunga carriera cinematografica non costellata certo di capolavori, i più recenti film di Totò spiccano per la loro infima qualità; ma questo "Totò Sexy" è senza dubbio il gradino più basso della scala [...] Allusioni e battute volgari si sprecano e di regia non è neppure il caso di parlare [...].»

NoteModifica

  1. ^ Domenico Cammarota, Il cinema di Totò, Fanucci, Roma 1985.

Collegamenti esterniModifica

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