Tracy McGrady

cestista statunitense

Tracy Lamar McGrady jr. (Bartow, 24 maggio 1979) è un ex cestista e giocatore di baseball statunitense.

Tracy McGrady
McGrady con la maglia degli Houston Rockets
NazionalitàBandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Altezza203 cm
Peso101 kg
Pallacanestro
RuoloGuardia, ala piccola
Termine carriera2013
Hall of fameNaismith Hall of Fame (2017)
Carriera
Giovanili
1993-1996Auburndale High School
1996-1997Mount Zion Christian Academy
Squadre di club
1997-2000Toronto Raptors192 (2.122)
2000-2004Orlando Magic295 (8.298)
2004-2010Houston Rockets303 (6.888)
2010N.Y. Knicks24 (226)
2010-2011Detroit Pistons72 (574)
2011-2012Atlanta Hawks52 (273)
2012-2013Qingdao Eagles29 (725)
2013San Antonio Spurs(play-off)
Nazionale
2003Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti7
Palmarès
 Campionati americani
OroPorto Rico 2003
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Baseball
RuoloLanciatore
Termine carriera2014
Record
Batte destro
Tira destro
Carriera
Squadre di club
2014 Sugar Land Skeeters
 

Biografia

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Fin dai tempi dell'high school McGrady ha sempre indossato la maglia numero uno in onore di Penny Hardaway. Nell'estate del 2007 è stato in Darfur a visitare i campi per i rifugiati, in favore dei quali ha organizzato diverse iniziative benefiche; sul viaggio di T-Mac è stato poi realizzato un documentario intitolato 3 Points. Nel 2009 ha deciso di cambiare il suo numero di maglia da uno a tre per promuovere il documentario e le sue iniziative umanitarie in Darfur.

Si è sposato con Clerenda Harris il 12 settembre del 2006 a Los Cabos, in Messico. La coppia ha due figli: Layla Clarice, nata il 25 gennaio 2003, e Laymen Lamar, nato il 27 dicembre 2007.[1] Tracy ha un altro figlio, avuto con una donna di Bradenton, Florida, il cui nome è Pearl Vega.[1]

È cugino di terzo grado del cestista Vince Carter, con il quale ha militato insieme nelle file dei Toronto Raptors.[2]

Ha un fratello di nome Chancellor (detto "Chance") che ha giocato a basket con i Memphis Tigers.[3]

È inoltre apparso sulla copertina del videogioco NBA Live 07.

Caratteristiche tecniche

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McGrady è stato uno swingman: poteva giocare ala piccola o guardia. Era un ottimo scorer, vincitore per due volte consecutive della classifica realizzatori (2002-2003: 32.1 ppg, 2003-2004: 28 ppg).[4] T-Mac, inoltre, è ricordato per la sua verticalità e per la sua abilità nella schiacciata (skill che condivide con il cugino Vince Carter detto Vinsanity):[5] è stato lui l'inventore della remix,[6][7] ovvero della schiacciata che si effettua buttando la palla contro il tabellone e schiacciando al volo[6][7], effettuata durante l'All-Star Game 2002.

Carriera

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Pallacanestro

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Toronto Raptors

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Mc Grady fu la nona scelta nel draft NBA 1997 dai Toronto Raptors diventando uno dei primi giocatori a passare direttamente dalla High school, la Mt. Zion Christian Academy, alla NBA senza passare prima per il college. Il general manager dei Chicago Bulls Jerry Krause, che aveva organizzato uno scambio immediato per mandare Scottie Pippen a Vancouver in cambio della quarta scelta assoluta che avrebbe usato per prendere McGrady, fu costretto a tornare sui suoi passi quando Michael Jordan minacciò di ritirarsi se fosse andato in porto.[8]

Orlando Magic

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La sua carriera ebbe una svolta significativa quando passò agli Orlando Magic in cambio della loro prima scelta nel draft dell'anno successivo (2000) coronando il suo sogno di vestire la maglia n.1 di Orlando, appartenuta al suo idolo di sempre Penny Hardaway[senza fonte]. Nella stagione 2000-01 vinse il "Most Improved Player Award" (MIP) e fu selezionato per partecipare all'All Star Game nel quintetto della Eastern Conference. Lui e Grant Hill erano ritenuti i migliori giocatori degli Orlando Magic ma, vista la lunga serie di infortuni di Hill, McGrady divenne il punto di riferimento della squadra. Nella stagione 2002-03 si affermò come miglior realizzatore della lega con una media di 32,1 punti a partita. Nella stagione 2003-04 otterrà poi nuovamente questo primato segnando 28 punti a partita stabilendo anche il record stagionale il 10 marzo 2004 mettendo a referto 62 punti contro i Washington Wizards di Gilbert Arenas e quest'ultimo nella stessa partita mise a segno 40 punti. Così McGrady diventò il quarto giocatore negli ultimi 12 anni a segnare più di 60 punti in una partita.[senza fonte]

Orlando ottenne comunque un pessimo risultato stagionale totalizzando il peggior computo di vittorie. McGrady venne accusato di non dare il massimo durante le partite, e il rapporto con il general manager John Weisbrod peggiorò tanto da arrivare alla decisione di scambiarlo per non rischiare di perderlo l'anno successivo al momento della scadenza del contratto.

Houston Rockets

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Tracy McGrady contro Caron Butler

Il 29 giugno 2004, McGrady e Juwan Howard vennero ceduti agli Houston Rockets in uno scambio che coinvolse 7 giocatori tra i quali Steve Francis, ceduto ai Magic.

Il 9 dicembre 2004 mette a segno 13 punti negli ultimi 35 secondi della partita contro i San Antonio Spurs, realizzando una delle migliori performance nella storia dell'NBA, mettendo quattro triple in fila tra cui la seconda, spettacolare, dato che dopo aver effettuato una finta di tiro Tim Duncan salta finendogli addosso. McGrady tirando in controtempo riesce a segnare guadagnandosi anche un tiro libero. I Rockets vinsero la partita 81-80. Nelle sue stagioni a Houston, McGrady giocò con Yao Ming, centro di nazionalità cinese, finendo la stagione al quinto posto nella Western Conference.

Pur essendo stato considerato per molti anni uno dei migliori giocatori della NBA, T-Mac è stato spesso accusato dai critici di non essere un vincente[9] e di essere svogliato[10][11] per il fatto che nessuna delle sue squadre ha mai superato il primo turno nei play-off. Le critiche non hanno potuto che aumentare dopo quanto verificatosi nei play-off 2009 quando, nonostante la sua assenza per infortunio, gli Houston Rockets riuscirono ad approdare al 2º turno.

Il vero problema che ha attanagliato la carriera di McGrady sono appunto gli infortuni. Nell'annata 2005-06 il giocatore dei Rockets fu costretto a saltare metà della stagione regolare per colpa dei dolori alla schiena. Stesso destino a metà della stagione 2008-09 a causa dei ricorrenti dolori al ginocchio sinistro, che lo hanno tormentato per tutto l'anno, rendendo necessario un intervento chirurgico che ha posto fine alla sua stagione.

New York Knicks e Detroit Pistons

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T-Mac con la maglia dei New York Knicks.

Nella stagione 2009-10, dopo aver scelto il numero 3 al posto del solito 1, il 18 febbraio 2010 venne coinvolto in uno scambio multigiocatore finendo ai New York Knicks, dopo essere passato anche per i Sacramento Kings.

A New York McGrady nella sua prima partita mise a referto 26 punti contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant, Russell Westbrook e un giovane James Harden. Dopo i promettenti inizi, però, T-Mac dimostrò di essere l'ombra del giocatore che era: chiuse infatti l'esperienza ai knicks con 9,4 punti di media in 24 partite giocate, tutte in quintetto base, nonostante in altre occasioni realizzò oltre 20 punti e altre buone partite ( 23 punti in 25 minuti contro i wizards, 21 contro i pistons, 15 contro i bucks, 15 contro denver, 15 contro i suoi ex rockets, 13 contro utah, 11 contro dallas, 12 contro dallas, 13 contro i suoi ex raptors). Anche se disputa buone partite non è più esplosivo come una volta, è più lento cerca raramente la conclusione al ferro e si affida molto spesso al suo jumpshot da 2 e dai 3 punti. Sommando anche le partite giocate con i Rockets ad inizio stagione la sua media punti scende a 8,2 punti pur risultando il giocatore nella NBA con il contratto più pesante pari a 23.239.570 di dollari.

Scaduto il contratto con i Knicks, nell'estate 2010 diventò free agent e, dopo aver cercato di accasarsi ai Chicago Bulls, firmò un contratto annuale al minimo salariale con i Detroit Pistons. Anche nella scelta di andare a Detroit ebbe un peso la presenza di un ottimo preparatore atletico: McGrady infatti dichiarò di "sentirsi in buone mani" a proposito di Arnie Kander, preparatore dei Pistons, che aveva già rivitalizzato la carriera di giocatori con gravi infortuni alle ginocchia come l'ex-Piston Antonio McDyess[12]. I Pistons chiusero la stagione con 30 vinte e 52 perse non qualificandosi per i playoff, in questa stagione Mcgrady viaggia a 8.0 punti di media, il season high di questa stagione è di 22 punti contro i Raptors.

Atlanta Hawks, Qingdao DoubleStar, San Antonio Spurs e ritiro

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Il 9 dicembre 2011, dopo la fine del lockout NBA, firmò un contratto annuale per gli Atlanta Hawks, con cui disputò in totale 52 partite, mettendo a referto 273 punti, ovvero solamente 5,2 di media con una media di 16,2 minuti a partita, tornando però a disputare i playoff dopo l'ultima apparizione nel 2008 con Houston. Gli Hawks vennero eliminati al primo turno dai Celtics per 4-2. L'unica partita degna di nota di McGrady fu gara 3, dove realizzò 12 punti e 9 rimbalzi con 5-14 dal campo.

Il 9 ottobre 2012 comunicò il suo trasferimento ai Qingdao DoubleStar, squadra del massimo campionato cinese[13]

Il 16 aprile 2013 i San Antonio Spurs annunciarono il suo ingaggio per i play-off dopo avere tagliato Stephen Jackson; con gli Spurs disputò complessivamente 6 incontri, giocando solamente durante il cosiddetto "Garbage Time". Per la prima volta in carriera, all'età di 34 anni, superò il primo turno di playoff battendo 4-0 i Los Angeles Lakers privi di Kobe Bryant infortunato, raggiungendo anche le finali NBA, scendendo in campo per qualche minuto in gara 2 e 3. Purtroppo per gli Spurs e T-Mac il sogno di coronare un anello svanisce nel nulla, infatti si devo arrendere ai Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh per 4-3.(L'anno dopo la finale Nba sarà di nuovo Miami contro San Antonio e questa volta gli spurs trionfano per 4-1, ma Mcgrady purtroppo si ritirò alla fine della stagione precedente).

Il 26 agosto annunciò ufficialmente il ritiro dall'attività cestistica in NBA.[14]

Nel settembre 2017 venne introdotto nella Basketball Hall of Fame.[15], diventando l'unico giocatore ad essere introdotto pur non avendo maglie ritirate dalle sue ex franchigie.

Baseball

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Abbandonata la carriera cestistica, nel 2014 manifestò l'intenzione di intraprendere una parentesi nel baseball. Il 10 maggio 2014 debuttò con i Sugar Land Skeeters, squadra della Atlantic League, venendo tuttavia indicato a fine partita come lanciatore sconfitto[16]. Il 16 luglio 2014 disputò l'Atlantic League All Star Game, durante il quale realizzò il suo primo e unico strikeout di tutta la carriera, che si è conclusa dopo questa partita come annunciato dal giocatore. In 4 partite di regular season di Atlantic League, McGrady ha lanciato 6,2 inning complessivi, concedendo 4 valide e 5 punti[17].

Statistiche

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Dati aggiornati al 3 maggio 2020

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high
* Primo nella lega

Regular Season

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Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
1997-1998 Toronto Raptors 64 17 18,4 45,0 34,1 71,2 4,2 1,5 0,8 1,0 7,0
1998-1999 Toronto Raptors 49 2 22,6 43,6 22,9 72,6 5,7 2,3 1,1 1,3 9,3
1999-2000 Toronto Raptors 79 34 31,2 45,1 27,7 70,7 6,3 3,3 1,1 1,9 15,4
2000-2001 Orlando Magic 77 77 40,1 45,7 35,5 73,3 7,5 4,6 1,5 1,5 26,8
2001-2002 Orlando Magic 76 76 38,3 45,1 36,4 74,8 7,9 5,3 1,6 1,0 25,6
2002-2003 Orlando Magic 75 74 39,4 45,7 38,6 79,3 6,5 5,5 1,7 0,8 32,1*
2003-2004 Orlando Magic 67 67 39,9 41,7 33,9 79,6 6,0 5,5 1,4 0,6 28,0*
2004-2005 Houston Rockets 78 78 40,8 43,1 32,6 77,4 6,2 5,7 1,7 0,7 25,7
2005-2006 Houston Rockets 47 47 37,1 40,6 31,2 74,7 6,5 4,8 1,3 0,9 24,4
2006-2007 Houston Rockets 71 71 35,8 43,1 33,1 70,7 5,3 6,5 1,3 0,5 24,6
2007-2008 Houston Rockets 66 62 37,0 41,9 29,2 68,4 5,1 5,9 1,0 0,5 21,6
2008-2009 Houston Rockets 35 35 33,7 38,8 37,6 80,1 4,4 5,0 1,2 0,4 15,6
2009-2010 Houston Rockets 6 0 7,7 36,8 50,0 66,7 0,8 1,0 0,0 0,3 3,2
N.Y. Knicks 24 24 26,1 38,9 24,2 75,4 3,7 3,9 0,6 0,5 9,4
2010-2011 Detroit Pistons 72 39 23,4 44,2 34,1 69,8 3,5 3,5 0,9 0,5 8,0
2011-2012 Atlanta Hawks 52 0 16,1 43,7 45,5 67,5 3,0 2,1 0,3 0,3 5,3
Carriera 938 703 32,7 43,5 33,8 74,6 5,6 4,4 1,2 0,9 19,6
All-Star 7 6 24,4 50,0 35,1 61,9 3,0 3,9 1,6 0,4 17,1

Play-off

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Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2000 Toronto Raptors 3 3 37,0 38,6 28,6 87,5 7,0 3,0 1,0 1,0 16,7
2001 Orlando Magic 4 4 44,5 41,5 20,0 81,6 6,5 8,3 1,8 1,3 33,8*
2002 Orlando Magic 4 4 44,5 46,2 31,3 73,9 6,3 5,5 0,5 1,8 30,8*
2003 Orlando Magic 7 7 44,0 44,8 34,0 77,3 6,7 4,7 2,0 0,9 31,7
2005 Houston Rockets 7 7 43,0 45,6 37,0 82,4 7,4 6,7 1,6 1,4 30,7
2007 Houston Rockets 7 7 40,0 39,4 25,0 73,7 5,9 7,3 0,7 0,9 25,3
2008 Houston Rockets 6 6 41,2 42,5 20,8 62,3 8,2 6,8 1,5 0,8 27,0
2012 Atlanta Hawks 6 0 15,0 38,5 0,0 83,3 2,8 1,0 0,0 0,3 4,2
2013 San Antonio Spurs 6 0 5,2 0,0 0,0 - 1,3 1,2 0,3 0,5 0,0
Carriera 50 38 34,5 42,6 29,0 75,7 5,7 5,0 1,1 0,9 22,2

Massimi in carriera

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Palmarès

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2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007
  • All-NBA Team: 7
First Team: 2002, 2003
Second Team: 2001, 2004, 2007
Third Team: 2005, 2008

Record di franchigia con gli Orlando Magic

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  • Maggior numero di punti in un match di regular season: 62 (10 marzo 2004 vs. Washington Wizards)
  • Maggior numero di punti in un tempo: 37 nel primo tempo (9 marzo 2003 vs. Denver Nuggets)
  • Maggior numero di punti in un singolo quarto: 25 nel secondo quarto (9 marzo 2003 vs. Denver Nuggets)
  • Maggior numero di tiri da tre punti realizzati in un tempo: 8 (26 gennaio 2004 vs. Cleveland Cavaliers)
  1. ^ a b (EN) Todd Ruger, Mom awarded $54,000 a year in paternity case [collegamento interrotto], su Sarasota Herald-Tribune. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  2. ^ Nba, Tracy McGrady: "Vi racconto la mia carriera", su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) Flashback Friday: TMAC's Brother Chance McGrady Remembers His Mother, su Kiel Colon Cancer, 19 febbraio 2016. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2019).
  4. ^ (EN) NBA & ABA Year-by-Year Leaders and Records for Points Per Game, su Basketball-Reference.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Chelena Goldman, More Articles, 2017 November 30, The 10 Greatest Dunkers in NBA History, su The Cheat Sheet, 30 novembre 2017. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2019).
  6. ^ a b Claudio Pellecchia, T-Mac like Mike, su THESHOTMAG, 27 ottobre 2016. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2019).
  7. ^ a b Andrea Nola, La leggendaria Remix dunk, su Le Foto Della Storia Del Basket, 5 aprile 2018. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato il 1º dicembre 2020).
  8. ^ Sky Sport, McGrady ai Bulls di Michael Jordan: perché è saltato lo scambio | Sky Sport, su sport.sky.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  9. ^ (EN) Stein: The biggest losers of the '09 playoffs, su ESPN.com, 16 giugno 2009. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  10. ^ (EN) John Friel, 20 Laziest Players in the NBA, su Bleacher Report. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  11. ^ (EN) Tracy McGrady Admits He Didn't Practice Hard, su SLAMonline, 8 febbraio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2019).
  12. ^ (EN) McGrady out to prove he's still got plenty left for Pistons, su nba.com (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2010).
  13. ^ t-mac.com
  14. ^ (EN) Tracy McGrady retires from NBA, in ESPN, 26 agosto 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  15. ^ (IT) Andrea Grazioli, Nba, Tracy McGrady nella Hall of Fame, in Gazzetta.it, 9 settembre 2017. URL consultato l'8 aprile 2019.
  16. ^ (EN) Tracy McGrady takes loss in debut, su espn.go.com, 11 maggio 2014.
  17. ^ (EN) T-Mac Retires From Baseball, su houston.cbslocal.com, 17 luglio 2014. URL consultato il 27 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2015).
  18. ^ Tracy McGrady - NBA Career Bests, su basketball.realgm.com. URL consultato il 7 giugno 2020.

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Collegamenti esterni

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