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Traforo T4
Traforo T4 Italia.svg
Frejus Road Tunnel Bardonecchia portal 2.jpg
L'ingresso della galleria sul versante italiano
TipoAutostrada
StatiItalia Italia
Francia Francia
Coordinate45°08′27″N 6°41′20″E / 45.140833°N 6.688889°E45.140833; 6.688889Coordinate: 45°08′27″N 6°41′20″E / 45.140833°N 6.688889°E45.140833; 6.688889
GestoreSITAF - SFTRF
StradaAutostrada A32
PortaliBardonecchia (ITA) - Modane (FRA)
Lunghezza12,895 km
Attraversamonte Fréjus
Altitudine1 300 m s.l.m.
Veicoli ammessitraffico turistico e commerciale
N° di canne1
N° di corsie2
Velocità operativa70 Km/h
Inizio dei lavori1974
Fine dei lavori1979
Apertura1980[1]
Annotazioni
Sono in corso i lavori per il raddoppio
Mappa
Sito web

Il traforo stradale del Frejus è una galleria a pedaggio che collega la Francia con l'Italia. È posto sotto il monte Fréjus fra le città di Modane in Francia e Bardonecchia in Italia e corre parallelo al traforo ferroviario del Frejus. Costituisce uno dei principali collegamenti transalpini fra Francia e Italia.

La parte italiana, nella rete autostradale, è classificata come "traforo T4".[2]

Indice

CaratteristicheModifica

 
Posizione del tunnel nell'arco alpino
 
L'ingresso al tunnel dal lato francese

Lungo 12,870 km (6,8 km in Italia),[3] è entrato in servizio il 12 luglio 1980 causando la chiusura del servizio navetta di trasporto delle automobili nella galleria ferroviaria. È gestito da due società: una francese (SFTRF) e una italiana (SITAF, Società Italiana per il Traforo Autostradale del Frejus), ciascuna per il tratto nazionale di competenza. (La SFTRF fu presieduta da Pierre Dumas dal 1962 al 1989). Del progetto ingegneristico Autostradale fece parte il Professore Ordinario del Politecnico di Torino Carlo De Palma.

È raggiungibile dal versante italiano tramite l'autostrada Torino – Bardonecchia (A32) o la statale 335 che sale da Oulx ove si stacca dalla statale 24, detta "del Monginevro", e raggiunge Bardonecchia dopo poco più di 20 km. Dal lato francese, è raggiungibile tramite Route Nationale o tramite l'autoroute de la Maurienne, collegata all'autostrada per Lione (A43 nella numerazione francese). Il transito, consentito sia al traffico turistico sia commerciale, è sottoposto a pedaggio. Nei primi 20 anni di esercizio ha visto il passaggio di oltre 20 milioni di veicoli

In seguito all'incidente occorso nel traforo del Monte Bianco nel 1999, la sicurezza della galleria è stata notevolmente rinforzata all'inizio degli anni 2000, imponendo anche il rigido rispetto della velocità massima di 70 km/h e una distanza di sicurezza di 150 m tra ogni veicolo. Il traforo è stato dotato dei più moderni mezzi di segnalazione di fumi e fiamme (particolare citazione merita il sistema D.A.I., che rileva attraverso le videocamere poste all'interno della galleria il rallentamento dei veicoli e/o il bagliore di fiamme, nonché la presenza di fumi) e sensori di rilevamento delle temperature con dispositivi posti lungo il percorso a brevi distanze e monitorati da una sala comandi, il P.C.C. (Posto di Controllo Centralizzato). È installato anche un sistema di idranti (uno ogni 130 metri) alimentato da capaci serbatoi d'acqua. Sono presenti lungo il percorso 11 rifugi, dotati di collegamenti telefonici e altoparlanti collegati con la sala di controllo e con un condotto di ventilazione di aria pura, separati ciascuno da due porte tagliafuoco la più esterna delle quali si chiude automaticamente quando la temperatura della galleria nelle vicinanze supera un determinato valore. Sono stati infine realizzati due portali termografici siti dinanzi agli ingressi in grado di rivelare se nei mezzi in transito sono presenti situazioni anomale generatrici di calore.

 
Sbocco di un condotto di aerazione della galleria sul versante italiano

Nonostante questo, il 4 giugno 2005 un incendio ha causato la morte di due camionisti slovacchi con la conseguente chiusura al traffico per varie settimane. È stato riaperto al traffico il 4 agosto 2005 alle autovetture e successivamente ai veicoli commerciali.

L'équipe antincendio è composta da quattro squadre d'intervento, di cui:

  • una sulla piattaforma italiana;
  • una su quella francese;
  • due all'interno della galleria, poste entrambe a circa quattromila metri dagli imbocchi.

RaddoppioModifica

Nel luglio del 2011 sono iniziati, dal lato francese, i lavori di scavo della seconda canna, per ottemperare alle direttive comunitarie delle gallerie inserite nella rete Ten-T. La caduta del diaframma è avvenuta come previsto il 17 novembre 2014. La seconda canna sarà lunga 12,848 km (6,495 in territorio francese, 6,353 in quello italiano), rendendo così il traforo del Frejus la più lunga galleria europea a doppia canna, togliendo il titolo al traforo del Gran Sasso.[4] Entrerà in esercizio dopo il 2020.[5]

NoteModifica

  1. ^ Sito società di Gestione SITAF
  2. ^ Traffico e sicurezza (PDF), in AISCAaT informazioni, dicembre 2009, p. 8.
  3. ^ Quadro riassuntivo della rete autostradale al 31-12-2009 (PDF), in AISCAaT informazioni, aprile 2009, p. 5.
  4. ^ Frejus, alla seconda galleria mancano solo 50 metri, in La Stampa, 31 ottobre 2014.
  5. ^ SISTEMA VALICHI Traforo del Frejus, Sistema Informativo Legge Opere Strategiche. URL consultato il 1º dicembre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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