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Traiano Boccalini (Loreto, 1556Venezia, 29 dicembre 1613) è stato uno scrittore italiano.

BiografiaModifica

Visse per lungo tempo a Roma, al servizio della Chiesa, per poi trasferirsi a Venezia nel 1612. Amico di Paolo Sarpi, si considerava un moderno menante, ossia una specie di giornalista attento alle questioni politiche, morali e letterarie. La sua opera principale sono i Ragguagli di Parnaso.

I Ragguagli di ParnasoModifica

 
Ragguagli di Parnaso e Pietra del paragone politico, edizione Laterza 1912

L'opera, divisa in tre centurie (le prime due pubblicate in vita dall'autore a Venezia, l'ultima data alle stampe invece nel 1615 con il titolo di Pietra del paragone politico), è costituita da una serie di resoconti, i ragguagli appunto, che descrivono le discussioni e i processi che si svolgono sul monte Parnaso. Qui, secondo l'autore, oltre alle Muse e ad Apollo che vi regna, si trova anche un nutrito gruppo di letterati e politici noti al pubblico colto dell'epoca. Le dispute hanno per oggetto avvenimenti e personaggi del passato e del presente; in questo modo l'autore può satirizzare la vita politica italiana e in particolare quella romana.

La situazione dell'Italia, così come descritta nell'opera, è molto negativa[1]; eppure, l'autore non pensa a nessun possibile rimedio e assume un atteggiamento di sostanziale rassegnazione: ritiene infatti che di volta in volta vada scelto quello che è il male minore. Boccalini dunque è molto lontano dalla saggistica utopica che, in quegli anni, annoverava tra i propri esponenti Tommaso Campanella e Francesco Bacone.

L'avviso 77 dei Ragguagli, tradotto in latino, fu incorporato come sezione nel manifesto originale dei rosacroce la Fama fraternitatis (edizione del 1614 a Kassel). La Pietra del paragone politico è stata tradotta in francese, tedesco, inglese e latino; la traduzione inglese, opera di Henry Carey, 2º Conte di Monmouth, era intitolata The Politicke Touchstone (Londra, 1674). Boccalini morì a Venezia il 16 novembre 1613. Furono pubblicati postumi i suoi Commentarii sopra Cornelio Tacito (Ginevra, 1669). Molti dei suoi manoscritti sono ancora inediti.[2]

Il pensiero politicoModifica

Boccalini, intellettuale spregiudicato e nemico di ogni dogmatismo, difende Tacito in quanto maestro dei meccanismi di potere e dà del Principe di Machiavelli un'interpretazione repubblicana: lo scrittore fiorentino infatti avrebbe voluto denunciare al popolo, seppur in modo indiretto, e dunque smascherare i metodi politici, considerati crudeli e immorali, usati dai principi italiani. Tale interpretazione sarebbe giunta fino ai Sepolcri di Foscolo.

Lo stileModifica

La prosa di Boccalini può essere considerata come uno degli ultimi esempi della tradizione tardo-rinascimentale: è infatti molto sobria, in contrasto con le tendenze barocche presenti già all'epoca dei Ragguagli e, più in generale, con lo stile in voga nel Seicento.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Ceccarelli, Alessia, Il Parnaso genovese : una guerra delle scritture nella guerra dei Trent'anni (1625-1634), Nuova rivista storica : XCIV, 3, 2010, Roma : Società editrice Dante Alighieri, 2010.
  2. ^ (EN) Hugh Chisholm (a cura di), Boccalini, Trajano, in Enciclopedia Britannica, XI, Cambridge University Press, 1911.

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Collegamenti esterniModifica

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