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Tramonti

comune italiano
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Tramonti
comune
Tramonti – Stemma Tramonti – Bandiera
Tramonti – Veduta
Conservatorio del '600
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoDomenico Amatruda (lista civica Tramonti democratica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate40°42′N 14°38′E / 40.7°N 14.633333°E40.7; 14.633333 (Tramonti)Coordinate: 40°42′N 14°38′E / 40.7°N 14.633333°E40.7; 14.633333 (Tramonti)
Altitudine321[1] m s.l.m.
Superficie24,83 km²
Abitanti4 118[2] (30-6-2019)
Densità165,85 ab./km²
FrazioniCampinola, Capitignano, Cesarano, Corsano, Figlino, Gete, Novella, Paterno Sant'Arcangelo, Paterno Sant'Elia, Pietre, Polvica, Ponte, Pucara
Comuni confinantiCava de' Tirreni, Corbara, Lettere (NA), Maiori, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Ravello, Sant'Egidio del Monte Albino
Altre informazioni
Cod. postale84010
Prefisso089
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065151
Cod. catastaleL323
TargaSA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantitramontani
Patronosant'Antonio di Padova, san Francesco, santa Maria la Nova
Giorno festivo13 giugno, 4 ottobre, 12 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tramonti
Tramonti
Tramonti – Mappa
Posizione del comune di Tramonti all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Tramonti (Tramunte in campano) è un comune italiano sparso (la sede comunale è collocata nella frazione Polvica) di 4 118 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Sorge sui monti Lattari, in Costiera amalfitana, in prossimità dell'Agro nocerino sarnese. È stata la sede principale della comunità montana Penisola Amalfitana (tramutatasi nel 2008 in "Comunità Montana dei Monti Lattari", costituita in seguito all'accorpamento delle Comunità Montane Zona Penisola Sorrentina e Zona Penisola Amalfitana). Il monte più alto è il monte Cerreto, 1316 m s.l.m. (presso la frazione Cesarano).

Le parrocchie del territorio

Ogni frazione è una parrocchia e quindi ogni frazione ha un santo protettore: Campinola San Giovanni Battista, Cesarano Santa Maria Assunta e San Trifone, Capitignano Santa Maria in Nivis, Corsano San Salvatore, Pietre San Felice di Tenna, Figlino San Pietro Apostolo, Paterno Sant'Arcangelo San Michele, Paterno Inferiore Sant'Elia, Pucara Sant'Erasmo, Novella San Bartolomeo Apostolo e Sant'Antonio, Gete San Michele, Ponte San Felice e Polvica San Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi.

ClimaModifica

La stazione meteorologica più vicina è quella di Ravello. In base alla media decennale di riferimento 2006-2016, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6 °C e quella del mese più caldo, agosto, è di +25 °C[3].

StoriaModifica

Tredici borghi con altrettante parrocchie, sparsi sopra ineguali piani, costituiscono il territorio di Tramonti; il luogo prende il nome dalla sua configurazione morfologica, "intra montes ubertas", ovvero terra tra i monti.

Le origini della cittadina non sono certe. Secondo quanto afferma lo storico Camera "l'istoria è muta intorno ai primi abitatori di Tramonti, anche se non senza fondamento si può attribuire l'origine di questo borgo agli espulsi e dispersi Picentini, i quali, rimasti combattuti e fugati dai romani, furono costretti a cercare ricovero nelle vicine borgate"; della stessa idea è anche lo storico Cerasuoli, il quale afferma che Tramonti abbia avuto origine dall'unione di Picentini, Etruschi ed altri popoli.

Prendendo spunto da ciò che riferisce il cronista Andrea Mola da Tramonti, gli aborigeni abitanti di Tramonti furono uniti a consorzio dai Romani, fondatori di Scala e Amalfi, edificarono, per motivi di sicurezza, sul lato occidentale il villaggio di Cesarano, la cui fondazione si fa risalire al IV - V secolo a.C. Questo borgo fu per molto tempo propugnacolo principale di Tramonti, e dovette sostenere la guerra contro i principi Durazzeschi ed Aragonesi di Napoli. La popolazione andò man mano crescendo, si sparse per il medesimo luogo il quale venne diviso in villaggi. Anche il suo stemma è allusivo: tre monti sormontati da luna crescente.

In antiche scritture medioevali sono state trovate notizie riguardo all'esistenza di altri borghi (che prendevano il nome dalle famiglie più importanti del luogo), oltre ai tredici che costituiscono l'attuale territorio.

Tramonti, come gli altri paesi della costiera, non può essere considerato separatamente dalla città di Amalfi, infatti quest'ultima arrivò all'apice della sua grandezza attraverso un lungo travaglio di prove, di lotte, di vittorie, cui contribuirono anche le varie forze limitrofe. Anche Tramonti ha avuto una parte importante nel sorgere della repubblica amalfitana, per cui la troveremo coinvolta con le popolazioni rivierasche nella difesa della città di Amalfi contro il longobardo Arechi II, contro l'ambizioso Sicardo, fino a quando Amalfi liberandosi dal dominio del duca di Napoli, il 1º dicembre 839, e con la proclamazione della repubblica, cominciò quella gloriosa ascesa che la portò ad essere una grande potenza marinara per più di tre secoli. Anche Tramonti ha usufruito dei traffici della Repubblica Amalfitana, accrescendo così il proprio sviluppo commerciale ed artistico; non sarebbe altrimenti possibile spiegare il gran numero di chiese ivi esistenti, di monumenti antichi, la presenza di tante famiglie nobili ed il numero straordinario di uomini illustri.

Con la caduta della repubblica amalfitana, ad opera dei Normanni, e con il conseguente dominio di questi, cominciò il periodo oscuro di Amalfi ed anche la grandezza e l'importanza di Tramonti andò diminuendo. Dai Normanni il Ducato di Amalfi passò agli Svevi nel 1197, poi agli Angioini con Carlo I nel 1266 e, successivamente, agli Aragonesi con Alfonso I nel 1442.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Antico Conservatorio di S. Giuseppe e TeresaModifica

La costruzione dell'antico conservatorio, ubicato nella borgata Pucara, risale al 1662. Esso nacque grazie al testamento di Francesco Antonio Ricca che chiese di fondare un "conservatorio di donne vergini in Tramonti". Nel 1676 ricevette la protezione regia da parte del viceré di Napoli. La struttura con l'annessa chiesa venne benedetta nel 1723 e ha quindi preso il nome di San Giuseppe e Teresa. Tra le presenze illustri è necessario ricordare quella di S. Alfonso Maria de' Liguori. Una prima visita al monastero fu fatta nel 1731, quando il Santo passò per il Conservatorio Regio di Santa Teresa e San Giuseppe per confermare le monache nello spirito evangelico.

Alle suore di Pucara mandò una raccolta di 25 volumi, scelti per la meditazione e per la lettura alla mensa: "Vi mando una buona provvista di libri, che meglio delle catenelle possono aiutarvi a farvi sante". Nel marzo del 1733, dopo le missioni di Tramonti, S.Alfonso si recò al Monastero di Pucara per gli esercizi alle monache e per infondere lo spirito della stretta osservanza. Anche da lontano, da Napoli (Villa degli Schiavi) e da Ciorani, S.Alfonso non cessò con le lettere di mantenere contatto con le suore per infervorarle nello spirito.

Durante il periodo di governo di Vittorio Emanuele II di Savoia il complesso conventuale venne requisito per realizzare un educandato.

Il ConcertoModifica

Nell'antico Conservatorio Regio di S. Giuseppe e Teresa, sito nella frazione Pucara, vide la luce il liquore denominato "concerto" per l'armonia di erbe che lo compone. Le religiose, avendo a disposizione molte varietà di erbe e spezie come liquirizia, finocchietto, chiodi di garofano, noce moscata, stella alpina e mentuccia, idearono questo infuso di erbe con l’aggiunta di orzo e caffè, che risulta essere il più antico rosolio della Costiera Amalfitana. La tradizione di Tramonti vuole che questo liquore venga offerto dalle famiglie agli ospiti in segno di ospitalità e di continuità con il passato.

Castello di Montalto ed Eremo di Santa CaterinaModifica

Il castello di Montalto (frazione Paterno Sant'Elia), che sorge sulla montagna omonima nel complesso dei monti Lattari, era una fortezza posta a presidio della Repubblica di Amalfi nel suo versante settentrionale. Del castello e dell'annessa cappella dedicata a santa Caterina (frazione Paterno Sant'Elia--Sant' Arcangelo) resta ben poco, ma il sentiero che lo raggiunge offre spunti paesaggistici e storici notevoli. La fortezza fu scenario di un'aspra battaglia nel 1127: i Normanni assaltarono il fortilizio, il quale cadde dopo una forte resistenza dei cittadini di Tramonti. La capitolazione, seguita da quella della vicina fortezza di Ravello a monte Brusara, segnò la resa di Amalfi ai Normanni ed il declino dello splendore della Repubblica marinara.

Chiesa San Pietro apostoloModifica

"'Figlino e la sua chiesa"'Nella chiesa di San Pietro in Figlino si può ammirare una pavimentazione della scuola di Capodimonte. Le Maioliche rappresentano scene di pavoni, simbolo dell'eternità, e limoni, simbolo dell'appartenenza al territorio della Costiera Amalfitana.

Convento di S. Francesco in PolvicaModifica

Nella frazione di Polvica si eregge la chiesa e il convento di San Francesco d'Assisi. I francescani vivono a Tramonti dal 1400, portando prima la devozione di Sant'Antonio di Padova e poi quella del "poverello d'Assisi". Comunque il convento è sempre stato il punto di incontro della popolazione tramontana. Molti anni fa, ogni giorno, il frate "questuante" faceva il giro delle borgate per chiedere un po' di cibo per sopravvivere quotidianamente. Il comune di Tramonti, ogni anno, in memoria del frate questuante" ripropone l'immagine di Fra Serafino come simbolo del calendario comunale.

Chiesa di Santa Maria la NovaModifica

Sulla collina dell'odierno cimitero c'è la chiesa di Santa Maria la Nova, protettrice di Tramonti. Un tempo in quel luogo si ergeva il "castrum Sanctae Marie Novae"; questo castello era il luogo dove si riunivano i sacerdoti di Tramonti e l'Arciprete.

Chiesa Santa Maria AssuntaModifica

La chiesa di Santa Maria Assunta è nata sull'antica fortezza di Cesarano, detta bastida, All'inizio era formata da una sola navata a croce latina, poi nel 1500 fu ampliata con altre due navate laterali. Del campanile è sconosciuta la data di edificazione, si stima che sia contemporaneo all'ampliamento del 1500. Nel 1700 il famoso pittore Luca Giordano dipinse due importanti tele che tuttora si conservano nella chiesa. Le tele rappresentano, una la Santa Vergine Assunta, posta sull'altare maggiore, l'altra la Crocifissione. Nel 1980 durante il terremoto l'altare maggiore cadde è la tela suddetta fu spostata nella navata destra. Nella chiesa si conservano le reliquie di San. Trifone.

Santo Trifone compatrono di CesaranoModifica

Da ricordare che nella chiesa parrocchiale di Cesarano si conserva un busto reliquiario del santo martire Trifone compatrono della borgata. Le reliquie furono ritrovate durante i lavori di restauro dell'agosto del 1515. Dopo la violenta peste bubbonica del '600 i cesaranesi fecero voto che se si fossero salvati avrebbero fatto costruire un busto reliquiario. Al termine dell'epidemia di peste del 1656 fu fatto fare da un artista napoletano il busto che tutt'oggi si venera con grande devozione.

Chiesa di San Felice di TennaModifica

La chiesa San Felice di Tenna in Pietre prospetta su un ampio sagrato, la data della sua edificazione originaria è sconosciuta, infatti l'attuale è il frutto di una riedificazione effettuata dopo il crollo avvenuto a causa del terremoto del 1688 (prima di quest'ultimo essa era a tre navate mentre ora appare con una sola) e di un'altra riedificazione effettuata in seguito al sisma del 1930.

La facciataModifica

La facciata è molto semplice e fine, è costituita da due paraste binate, coronate dal frontone con al centro un oculo. Una finestra che sormonta un'iscrizione facente riferimento alla riedificazione della chiesa a seguito del crollo del 1930. Il portale d'ingresso di colore verde è decorato da due paraste con capitelli posti ai suoi lati, al di sopra di essi vi è lo stemma pontificio di Pio XI.

L'internoModifica

L'interno é a una sola navata con cappelle laterali, conclusa dall'abside con copertura a catino, mentre la navata è coperta da una volta a botte con unghie, all'interno delle quali si aprono le otto finestre che lasciano entrare luce, tutta la volta è ricoperta di affreschi che a loro volta sono coperti da pittura bianca che non li rende visibili. Sul portale d'ingresso è posto l'organo della cantoria. Secondo alcune fonti, tra le quali il libro "Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e ducato di Amalfi" di Matteo Camera innanzi all'altare maggiore è sepolto l'eremitano di Sant'Agostino, Agostino de Vivo morto in odore di santità a Tramonti il 1º dicembre 1581, compose un libro intitolato: Studio di vera sapienza.

StoriaModifica

La storia è muta in merito alla prima edificazione della chiesa, ma si presume che risalga al XV secolo, in quanto ai principi del '500 era attiva la confraternita del corpo di Cristo; nel 1525 fu fondata da Roberto Romano una cappella gentilizia in onore di Santa Lucia, verso la fine del '500 fu fondata un'altra capella ad opera della famiglia Palumbo. Nel 1632 la chiesa subì un restauro, ma crollò quasi del tutto dopo il terremoto del 1688, fu poi ricostruita a una sola navata, nell'ottocento era attiva la congrega di Santa Maria delle Grazie. Nel 1930 la chiesa fu vittima di un altro terremoto dove rimase seriamente danneggiata, fu restaurata e nel 1932 fu posta la lapide situata sul portale d'ingresso, rimase danneggiata anche dal terremoto dell'Irpinia del 1980.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

ReligioneModifica

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico, e fa capo all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

  • Strada Provinciale 1 Innesto SP 20 (Ravello)-Innesto SP 2 (Valico di Chiunzi);
  • Strada Provinciale 2/b Chiunzi-Polvica-Maiori;
  • Strada Provinciale 141 Polvica-Pietre di Tramonti (compreso tratto Cesarano-SP 1);
  • Strada Provinciale 157 Polvica-Corsano;
  • Strada Provinciale 299 Pietre-Capitignano di Tramonti.,
  • ferriera vinu

SITA SUD (tramonti-maiori) SITA SUD (tramonti-amalfi) SITA SUD (tramonti-salerno) SITA SUD (tramonti-nocera)

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

NoteModifica

  1. ^ Tramonti, su Tuttitalia. URL consultato il 3 gennaio 2019.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  3. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Crescenzo Paolo Di Martino; Maria Carla Sorrentino, Tramonti la terra operosa, Centro di Cultura e Storia amalfitana, Amalfi, 2008 ISBN 978-88-88283-30-2
  • Comune di Tramonti, Statuto, Tramonti, 2001
  • Don Francesco Amatruda , Le mie Parrocchie , Appunti di storia su Figlino, Capitignano e Cesarano e altre importanti congrege , 2012
  • Don Francesco Amatruda, Le confraternite di Tramonti, 2018
  • Matteo Camera Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e ducato di Amalfi"',1876

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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