Tranvia Vercelli-Biandrate-Fara

Tranvia Vercelli-Biandrate-Fara
Borgo Vercelli, tramway to Fara Novarese.jpg
Convoglio lungo la linea
InizioVercelli
FineFara Novarese
Inaugurazione1884
Chiusura1933
GestoreSocietà Ferrovie del Ticino
Lunghezza32,076 km
Tipotranvia
Scartamento1.445 mm
Vercelli-Biandrate-Fara and Novara-Biandrate tramway maps.JPG
Trasporto pubblico

La tranvia Vercelli-Biandrate-Fara faceva parte di un esteso insieme di linee realizzate a cura di una società di origine belga che sussidiavano la rete ferroviaria nelle province di Vercelli e Novara.

Inaugurata nel 1884 e completata dalla tranvia Novara-Biandrate la linea, esercita a vapore, fu soppressa nel 1933.

StoriaModifica

 
Vercelli, zona Porta Milano con le rotaie

Concessa ai signori Charpillon e G. Provasi la linea, soprannominata "la Biandrina", venne collaudata fra il 27 e il 29 aprile 1884 con apertura al pubblico il successivo 6 maggio[1] a cura della Società Ferrovie del Ticino, con sede a Novara, incaricata dell'esercizio di un'estesa rete di ferrovie e tranvie da realizzarsi nella zona[2].

 
Orario del 1888

A Biandrate la tranvia si congiungeva con la preesistente Novara-Biandrate, inaugurata il 16 febbraio dello stesso anno e gestita dalla medesima società[2].

Al traffico viaggiatori si affiancava una modesta attività di trasporto a servizio delle imprese agricole della zona, prevalentemente di cereali[2]; la tranvia risultava inoltre fra le linee impiegate regolarmente per l'inoltro della corrispondenza[3].

Penalizzato dalla trazione a vapore, ormai in corso di obsolescenza, e dalla scarsa quantità di merci trasportate, il servizio cessò il 1 maggio 1933[2].

CaratteristicheModifica

Percorso[4]
 
33 Fara Stazione
         
ferrovia Novara-Varallo
 
29 Carpignano Sesia
     
ferrovia Biella-Novara
 
27 Sillavengo
 
23 Mandello Vitta
 
21 Vicolungo
 
19 Biandrate
     
per Novara
 
17 Casalbeltrame
 
12 Casalvolone
 
8 Strada per Villata
 
 
     
ferrovia Torino-Milano
 
7 Borgo Vercelli
     
ferrovia Vercelli-Pavia
     
per Casale Monferrato
 
2 Vercelli Bivio Cervetto
 
Vercelli Stazione ferrovia
 
0 Vercelli (Stazione Tram)

Con un percorso in costante salita[2] con valori che raggiungevano il 27 per mille, la tranvia era lunga complessivamente 32,076 km ed armata con rotaie dallo scartamento di 1.445 mm. Il raggio minimo di curvatura risultava di 50 metri[5]

PercorsoModifica

 
Ponte sul Sesia

Dalla stazione tranviaria di Vercelli, prossima a quella ferroviaria e a quella delle tranvie SATV per Trino, Aranco e Biella[6] e che sorgeva nel lato sud della strada di Gattinara[1], i tram raggiungevano il quartiere di porta Milano per poi impegnare il ponte sul Sesia; da qui, volgendo verso nord lungo corso Novara, incrociavano la ferrovia Vercelli-Pavia per raggiungere Borgo Vercelli, di cui veniva raggiunta la stazione ferroviaria posta lungo la Torino-Milano, anch'essa attraversata.

 
Vercelli, binari presso la caserma Re Umberto I

Il binario proseguiva lungo le strade provinciali 14 e 15, servendo Casalvolone e Casalbeltrame fino alla stazione di diramazione di Biandrate, da cui si dipartiva la linea per Novara. Proseguendo ulteriormente verso nord e osservata fermata a Vicolungo, Mandello Vitta e Sillavengo, i tram giungevano a Carpignano Sesia, località che dopo la chiusura della tranvia ritrovò un collegamento su ferro con la realizzazione di una stazione ferroviaria lungo la ferrovia Biella-Novara.

Piegato infine verso nord est e incrociata ancora una volta una ferrovia, la Novara-Varallo Sesia, veniva infine raggiunto il capolinea di Fara Novarese, posto presso la stazione ferroviaria[7] all'altitudine di 211 metri sul livello del mare[2].

Materiale rotabileModifica

Per il servizio sulle proprie linee sociali del Vercellese e Novarese le SFT disponevano di diversi gruppi di locomotive tranviarie a vapore a due assi; per le linee Vercelli-Fara e Vercelli-Casale, in particolare, furono acquistate sei unità numerate 30-35, costruite da Henschel & Sohn nel 1884; tali unità, del peso a vuoto di 1,5 t, potevano raggiungere la velocità massima di 30 km/h[8].

NoteModifica

  1. ^ a b F. Ogliari, F. Sapi, Scintille tra i monti, op. cit., p. 209.
  2. ^ a b c d e f M. Matto, Santhià e la ferrovia, op. cit., p. 249.
  3. ^ Paolo Guglielminetti, Il tram come mezzo di trasporto della posta, Conferenza I sistemi di comunicazione dall’Unità d’Italia ad oggi, Salerno, 12 Dicembre 2014. URL consultato nel dicembre 2015.
  4. ^ Orario ufficiale delle strade ferrate, delle tramvie, della navigazione e delle messaggerie postali del Regno d'Italia con la indicazione delle principali corrispondenze estere compilato per cura della direzione generale delle Ferrovie dello Stato, Fratelli Pozzo Editori, Torino, gennaio 1911, quadro 329
  5. ^ Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti - Storia dei trasporti italiani - Piemonte, Valle d'Aosta - Volume 2, Milano, 1968, p. 764.
  6. ^ Aldo Riccardi, Fantasmi DOC - Il tram a vapore Vercelli-Trino, in Tutto Treno, 4/1988, Duegi Editrice, Ponte San Nicolò (PD), pp. 44–46.
  7. ^ Metron, In Lomellina tra tranvie mancate e disastri tranviari, in Mondo Ferroviario, n. 309, aprile 2013, pp. 12-17.
  8. ^ Walter Hefti, Dampf-Strassenbahnen, Birkhäuser Verlag, Basilea, 1984, ISBN 978-3-7643-1536-8, p. 216.

BibliografiaModifica

  • Mario Matto, La tramvia Santhià-Ivrea e la rete tranviaria locale, in Santhià e la ferrovia: una storia che dura 150 anni, GS Editrice, Santhià, 2006, pp. 203–266, ISBN 88-87374-95-3.
  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti - Storia dei trasporti italiani - Piemonte, Valle d'Aosta - Volume 1, Milano, 1968.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica