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Il trash, dall'inglese «immondizia» noto anche come cultura trash, identifica espressioni "artistiche" o di intrattenimento come libri, film o programmi televisivi, di cattivo gusto, qualità scadente e con tematiche volgari, spesso realizzati così volontariamente al fine di interessare il pubblico attraverso ciò che è scadente, di bassa qualità e culturalmente povero. Il termine è entrato in uso comune dagli anni ottanta per indicare produzioni considerate di basso profilo culturale e - in quanto tali - in grado di stimolare e attrarre il pubblico.[1][2]

NoteModifica

  1. ^ Tra kitsch e trash: il cattivo gusto è l'altra faccia del populismo, in l'Espresso, 15 dicembre 2016. URL consultato l'8 novembre 2018.
  2. ^ trash, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 19 dicembre 2018.

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