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Trattato di Altranstädt

Trattato di Altranstädt
Altranstadt Mittagessen 1706.jpg
Il pranzo ufficiale dopo la firma del trattato in una stampa dell'epoca
Contestogrande guerra del Nord
Firma24 settembre[1] 1706
LuogoAltranstädt, Sassonia
Condizionifine della guerra tra Svezia e Sassonia,
abbandono delle pretese di Augusto II sul trono della Confederazione polacco-lituana
PartiSvezia Svezia
Flag of Electoral Saxony.svg Elettorato di Sassonia
FirmatariCarlo XII di Svezia
Augusto II di Polonia
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Il trattato di Altranstädt venne firmato il 24 settembre 1706 tra Carlo XII di Svezia e Augusto II di Polonia (re della Confederazione polacco-lituana e principe elettore dell'Elettorato di Sassonia) nella località di Altranstädt, in Sassonia; il trattato pose temporaneamente fine alla partecipazione della Sassonia alla grande guerra del Nord contro la Svezia, e impose la rottura dell'alleanza tra Augusto II e lo zar Pietro I di Russia nonché la rinuncia del monarca alle sue pretese sul trono della Confederazione polacco-lituana.

StoriaModifica

Nel febbraio del 1700, un'alleanza tra Danimarca-Norvegia, Regno russo ed Elettorato di Sassonia mosse guerra alla Svezia nell'intento di accaparrarsi i suoi domini sulla sponda meridionale del mar Baltico; il giovane re Carlo XII fu però ben presto capace di ristabilire la situazione militare, obbligando i danesi a siglare la pace di Traventhal e infliggendo ai russi una pesante sconfitta nella battaglia di Narva. Tra il 1701 e il 1706 le forze svedesi si impegnarono quindi in una serie di campagne ai danni delle forze polacco-sassoni di Augusto II, principalmente nei territori della Confederazione polacco-lituana: nel tentativo di destabilizzare il monarca, gli svedesi appoggiarono la ribellione di alcuni nobili polacchi che proclamarono la deposizione di Augusto dal trono di Varsavia e l'elezione di Stanislao Leszczyński come suo successore[2]; parte della nobiltà polacca rimase però fedele al precedente sovrano, e riunita nella "Confederazione di Sandomierz" scatenò una guerra civile ai danni dei sostenitori di Leszczyński[3].

Le decisive vittorie svedesi nella battaglia di Grodno (15 gennaio 1706) e nella battaglia di Fraustadt (13 febbraio 1706) fecero pendere l'ago della bilancia a favore delle forze di Carlo XII: praticamente indifesa, la stessa Sassonia venne invasa e occupata senza resistenza da parte degli svedesi, obbligando Augusto II ad avviare trattative diplomatiche[4]. Il 24 settembre 1706, dopo lunghi negoziati, le due parti siglarono quindi un trattato di pace: la Sassonia uscì dal conflitto contro la Svezia e Augusto II rinunciò ufficialmente alle sue pretese sul trono polacco, riconoscendo Stanislao Leszczyński come legittimo monarca della Confederazione polacco-lituana[5]. L'alleanza tra Augusto II e Pietro I di Russia, stabilita dal trattato di Preobraženskoe del 21 novembre 1700 e dal trattato di Narva del 30 agosto 1704, fu dichiarata nulla e Augusto II si impegnò a consegnare agli svedesi come prigionieri di guerra tutti i militari russi presenti al suo comando[5]; sempre come effetto del trattato, il nobile livone Johann Patkul, un agitatore anti-svedese fautore dell'alleanza tra russi e sassoni, fu consegnato agli svedesi, i quali lo condannarono a morte per tradimento giustiziandolo poi l'11 ottobre del 1707[5].

Il trattato fu negoziato in segreto[5], e i diplomatici russi, a loro volta intenti a negoziare una pace separata tra Russia e Svezia, non furono in grado di intervenire nelle trattative[6]; dopo la rinuncia di Augusto II, lo zar Pietro offrì il trono di Varsavia al principe ungherese Francesco II Rákóczi, al generale britannico John Churchill, I duca di Marlborough, al nobile polacco Jakub Sobieski, al generale Eugenio di Savoia e ad altri, ma senza successo[7].

Il trattato rimase in vigore fin verso la fine del 1709, quando a seguito della pesante sconfitta patita dagli svedesi nella battaglia di Poltava contro i russi Augusto II riportò la Sassonia in guerra contro la Svezia: il monarca siglò con lo zar Pietro un nuovo trattato di alleanza (trattato di Thorn), con cui avanzò nuovamente le sue pretese sul trono della Confederazione polacco-lituana[8].

NoteModifica

  1. ^ Data secondo il calendario gregoriano; per il calendario svedese era il 14 settembre.
  2. ^ Bromely, p. 699.
  3. ^ Anisimov, pp. 103-104.
  4. ^ Bromely, p. 700.
  5. ^ a b c d Anisimov, p. 105.
  6. ^ Anisimov, p. 106.
  7. ^ Anisimov, p. 107.
  8. ^ Anisimov, p. 125.

BibliografiaModifica

  • Evgeniĭ Viktorovich Anisimov, The reforms of Peter the Great. Progress through coercion in Russia, M.E. Sharpe, 1993, ISBN 1-56324-047-5.
  • J. S. Bromley, Rise of Great Britain & Russia, 1688-1725, The New Cambridge Modern History 6, 1970, ISBN 0-521-07524-6..

Collegamenti esterniModifica

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