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Trattato di Avignone
Avignon, Palais des Papes by JM Rosier.jpg
Il Palazzo dei Papi di Avignone.
Tipotrattato di pace
Contestoguerre del Vespro
Firma20 agosto 1372
LuogoAvignone
PartiGiovanna d’Angiò
Federico IV di Sicilia
MediatoriC o a Gregorio XI.svg papa Gregorio XI
Firmatari originaliArmoiries Anjou Jérusalem.svg Giovanna d’Angiò
Arms of the Aragonese Kings of Sicily.svg Federico IV di Sicilia
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Il trattato di Avignone firmato il 20 agosto 1372 da Federico IV d'Aragona e Giovanna d'Angiò e con l'aiuto di papa Gregorio XI[1], fu l'atto conclusivo delle guerre del Vespro, iniziate novanta anni prima.

Con la mediazione di papa Gregorio XI, Federico fu riconosciuto re di Trinacria, Giovanna Regina di Sicilia.

Il rapporto tra Regno di Trinacria e Regno di Sicilia Citeriore, che nella pace di Caltabellotta era stato definito tra entità sovrane ed indipendenti, fu con la pace di Avignone ridisegnato come di vassallaggio della Trinacria verso la corona angioina: il territorio siciliano dovette infatti giurare fedeltà a Giovanna, riconoscendo a questa un tributo di 3.000 once annue.

In realtà, storicamente il trattato segna definitivamente il distacco del Regno di Napoli dal Regno di Sicilia: dalla successiva disputa ereditaria sul trono di Giovanna derivò l'assunzione degli aragonesi del titolo di re di Sicilia (riconosciuto ad Avignone a Giovanna) e, quando nel secolo successivo espugnarono Napoli, la riunificazione dei due regni nel Regno delle due Sicilie.

NoteModifica

  1. ^ (CA) Bolòs Jordi, Diccionari de la Catalunya medieval (ss. VI-XV), Barcellona, Edicions 62, Col·lecció El Cangur / Diccionaris, núm. 284, aprile 2000, pp. 69, ISBN 84-297-4706-0.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica