Treniota

2º Granduca di Lituania
Treniota
Treniota.jpg
Raffigurazione di Treniota nelle cronache di Alessandro Guagnini pubblicate nel 1578
Granduca di Lituania
(Formalmente Granduca dei Lituani)
In carica 1263 –
1264
Predecessore Mindaugas
Successore Vaišvilkas
Nascita Lituania, 1210 circa
Morte Lituania, 1264
Casa reale Casato di Mindaugas
Religione paganesimo

Treniota (in bielorusso: Транята, trasl. Troniata; 1210 circa – 1264) è stato il secondo granduca di Lituania, in carica dal 1263 al 1264, anno della sua morte[1].

BiografiaModifica

Treniota era il nipote di Mindaugas, primo e unico re del Regno di Lituania.[2] Mentre Mindaugas si era convertito al cristianesimo per scoraggiare gli attacchi dell'Ordine di Livonia e dei Cavalieri Teutonici contro la Lituania e così acquisendo la corona, Treniota rimase un pagano fervente. Si ritiene che Treniota fosse destinato a governare la Samogizia, in quanto forse figlio del duca locale.[2]

La battaglia di Durbe e il dualismo con MindaugasModifica

Nonostante la conversione di Mindaugas, i cavalieri teutonici effettuarono regolarmente incursioni nel territorio lituano. Uno degli scontri più celebri avvenne nel 1260 ed è noto come battaglia di Durbe: le popolazioni locali dovettero difendersi dai teutonici e riuscirono a prevalere sui secondi.[3] I crociati ne uscirono molto indeboliti e l'influenza di Treniota aumentò in maniera notevole (anche se alcuni storici dubitano della sua partecipazione alla battaglia in quanto, non essendo della Samogizia, difficilmente avrebbe potuto essere il loro condottiero),[4] poiché era tra i pochi ad avere un canale di comunicazione diretto con il re, il quale intendeva stipulare una pace con i cristiani.[5] Al contrario, Treniota propendeva per un'azione militare: si lasciò persuadere dai messaggeri che sostenevano vi fossero frotte di lettoni e livoni pronti a riabbracciare il paganesimo non appena questi fossero stati liberati dai teutonici. I filo-cristiani non vedevano di buon occhio i piani di Treniota, tanto che la regina cristiana Morta, moglie di Mindaugas, lo paragonò sdegnosamente ad una scimmia.[5]

Mindaugas si fidò di suo nipote e degli aiuti cui faceva riferimento e decise dunque di continuare a combattere: rinnegò inoltre il cristianesimo e attaccò personalmente vari centri abitati, tra cui il più importante era Cēsis. Mentre Treniota riuscì a prevalere con i suoi guerrieri più a sud, nelle regioni che si affacciavano sul fiume Vistola (Mazovia, Kulm e Pomesania), Mindaugas divenne furioso per non aver ricevuto l'assistenza sperata dei livoni, per essersi fidato del nipote senza averci oculatamente riflettuto sopra e per l'inconsistenza delle manovre del suo alleato Aleksandr Nevskij, principe di Novgorod.[5]

Mindaugas iniziò a meditare sull'opportunità di non proseguire il suo stretto rapporto con il nipote. Le campagne vittoriose avevano senza dubbio reso quest'ultimo il duca più celebre della Lituania, anche se nella legittimazione ereditaria la corona sarebbe spettata a uno dei quattro figli dell'ex re: Ruklys, Repeikis, Girstukas e Vaišelga. I presupposti per un profondo dualismo tra l'ambizioso duca di Samogizia e il re c'erano tutti.[5][6]

La questione del matrimonioModifica

Quando Morta, moglie di Mindaugas, spirò nel 1262, il primo re di Lituania decise di celebrare le nozze con la moglie di Daumantas di Pskov, sottraendola così al marito legittimo.[2] Tale decisione diede luogo a propositi di vendetta.[2][7] Mindaugas decise infine di opporsi apertamente a Treniota: non è noto se la decisione fu assunta in base al seguente dato o meno, ma le fonti contemporanee raccontano di riunioni segrete presenziate da Treniota in cui si discuteva su come esautorare il sovrano in carica.[5]

L'assassinioModifica

L'occasione ideale si presentò nel 1263: Mindaugas aveva inviato le sue truppe guidate da Daumantas a Brjansk, mentre Treniota si trovava in Samogizia. Daumantas abbandonò l'armata e sulla via del ritorno (Mindaugas aveva accompagnato i soldati fino ad un certo punto) incontrò e uccise il Granduca e alcuni dei suoi figli. Probabilmente le guardie che seguivano il re furono corrotte in anticipo. Vaišelga, il più maturo tra i papabili eredi, si trovava nel monastero di Pinsk e vi fuggì non appena saputa la notizia. Tautvila, un altro nipote di Mindaugas, fu fraudolentemente assassinato dopo essere stato invitato in Samogizia con la promessa da parte di Treniota di proteggerlo da eventuali rivolte popolari. La congiura per acquisire il potere poteva dirsi completa.[5]

Il ducatoModifica

Treniota usurpò il trono, decise di non riportare in auge il regno, proseguendo così nel solco del Granducato di Lituania e ripristinò nella nazione il paganesimo. Secondo le ricostruzioni degli storici, Treniota riuscì nel 1264 ad eguagliare il numero di uomini armati di cui disponeva Mindaugas venti anni prima, ossia 30.000 soldati, frammentati dal Granduca in tre macro-divisioni e in ulteriori sottogruppi. Gli attacchi effettuati durante il dominio di Treniota erano più alla stregua di incursioni, poiché organizzati da gruppi sporadici che il più delle volte - se non sempre - si muoveva adoperando solo cavalli, in maniera tale di risultare più rapidi.[8] Per i saccheggi effettuati in inverno, i combattenti ricorrevano a slitte e stivali per la neve.[8]

Treniota fu in grado di governare solo per un anno prima di essere deposto da Vaišelga, il figlio minore di Mindaugas: morì per mano dei vecchi servitori di suo zio.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Zenonas Norkus, An Unproclaimed Empire: The Grand Duchy of Lithuania, Routledge, 2017, ISBN 978-13-51-66905-4, p. 82.
  2. ^ a b c d (EN) Lars Ulwencreutz, The Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, ISBN 978-13-04-58135-8, p. 80.
  3. ^ (EN) Lucien Ellington, Eastern Europe: An Introduction to the People, Lands, and Culture, ABC-CLIO, 2005, ISBN 978-15-76-07800-6, p. 70.
  4. ^ Si parla di un certo Algimas, il quale aveva condotto i samogiti nella battaglia di Skuodas del 1259: (EN) Zigmantas Kiaupa, The History of Lithuania: Before 1795, Arturas Braziunas, 2000, ISBN 978-99-86-81013-1, p. 64.
  5. ^ a b c d e f (EN) Rūta Janonienė; Tojana Račiūnaitė; Marius Iršėnas; Adomas Butrimas, The Lithuanian Millennium: History, Art and Culture, VDA leidykla, 2015, ISBN 978-60-94-47097-4, pp. 54-55.
  6. ^ (EN) Vita di Mindaugas e scontri con il nipote Treniota, erenow.net, link verificato il 7 maggio 2020.
  7. ^ (EN) Anti Selart, Livonia, Rus’ and the Baltic Crusades in the Thirteenth Century, BRILL, 2015, ISBN 978-90-04-28475-3, pp. 234-235.
  8. ^ a b (EN) Ian Heath, Armies of Feudal Europe 1066-1300, Lulu.com, 2016, ISBN 978-13-26-68621-5, p. 78.

Voci correlateModifica

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