Tri Nations 2000

5ª edizione del torneo internazionale di rugby a 15 dell’Emisfero Sud
Tri Nations 2000
2000 Tri Nations
Logo della competizione
Competizione Tri Nations
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Edizione
Organizzatore SANZAAR[1]
Date dal 15 luglio 2000
al 26 agosto 2000
Luogo Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica
Partecipanti 3
Formula girone unico
Risultati
Vincitore Australia Australia
(1º titolo)
Secondo Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Terzo Sudafrica Sudafrica
Bledisloe Cup Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Mandela Plate Australia Australia
Statistiche
Miglior marcatore Nuova Zelanda Andy Mehrtens (77)
Record mete Nuova Zelanda Chris Cullen (7)
Incontri disputati 6
Pubblico 401 655
(66 943 per incontro)
Cronologia della competizione
Left arrow.svg Tri Nations 1999 Tri Nations 2001 Right arrow.svg

Il Tri Nations 2000 (in inglese 2000 Tri Nations Series) fu la 5ª edizione del torneo annuale di rugby a 15 tra le squadre nazionali di Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica.

Si tenne dall'15 luglio al 26 agosto 2000 e fu vinto per la prima volta dall'Australia.

Gli Wallabies, campioni del mondo da pochi mesi, esordirono con una sconfitta interna contro la Nuova Zelanda, ma nel ritorno a Wellington si presero la rivincita nel nuovo Regional Stadium[2] che prendeva il posto dell'Athletic Park demolito pochi mesi addietro[3], risultato grazie al quale mantennero la Bledisloe Cup vinta l'anno prima. Tuttavia, la differenza fu marcata dalle due vittorie australiane sul Sudafrica che diedero agli Wallabies il vantaggio decisivo per iscrivere per la prima volta il proprio nome nel palmarès della manifestazione[4].

Nella partita inaugurale del torneo tra Wallabies e All Blacks, allo Stadium Australia di Sydney fu battuto il record d'affluenza del rugby a 15 internazionale da esso stesso stabilito un anno addietro: 109874, primato al 2022 imbattuto, furono gli spettatori presenti[5]. Dopo i giochi olimpici che si tennero a Sydney due mesi dopo il torneo, lo stadio fu ristrutturato e la sua capienza diminuita a circa 83000 spettatori, quindi il record di capienza quantomeno di tale impianto è definitivo salvo ampliamenti successivi.

Il valore delle marcature, come stabilito dall’IRFB nel 1992, era: 5 punti per ciascuna meta (7 se trasformata), 3 punti per la realizzazione di ciascun calcio piazzato, idem per il drop[6].

Nazionali partecipanti e sediModifica

Squadra Città Impianto interno
  Australia Sydney Stadium Australia
  Nuova Zelanda Christchurch
Wellington
Lancaster Park
Wellington Regional Stadium
  Sudafrica Durban
Johannesburg
Kings Park
Ellis Park


RisultatiModifica

Sydney
15 luglio 2000, ore 20 UTC+10
Australia  35 – 39
referto
  Nuova ZelandaStadium Australia (109874 spett.)
Arbitro:   André Watson

Christchurch
22 luglio 2000, ore 14:35 UTC+12
Nuova Zelanda  25 – 12
referto
  SudafricaLancaster Park (49000 spett.)
Arbitro:   Chris White

Sydney
29 luglio 2000, ore 20 UTC+10
Australia  26 – 6
referto
  SudafricaStadium Australia (77048 spett.)
Arbitro:   Ed Morrison

Wellington
5 agosto 2000, ore 14:35 UTC+12
Nuova Zelanda  23 – 24
referto
  AustraliaRegional Stadium (36500 spett.)
Arbitro:   Jonathan Kaplan

Johannesburg
19 agosto 2000, ore 17 UTC+2
Sudafrica  46 – 40
referto
  Nuova ZelandaEllis Park (57233 spett.)
Arbitro:   Andrew Cole

Durban
26 agosto 2000, ore 15 UTC+2
Sudafrica  18 – 19
referto
  AustraliaKings Park (52000 spett.)
Arbitro:   Paul Honiss

ClassificaModifica

Classifica G V N P PF PS B PT
  Australia 4 3 0 1 104 86 18 2 14
  Nuova Zelanda 4 2 0 2 127 117 10 4 12
  Sudafrica 4 1 0 3 82 110 −28 2 6

NoteModifica

  1. ^ All’epoca sotto il nome di SANZAR
  2. ^ (EN) Robert Kitson, No Pénaud to heal French bruises, in The Guardian, 26 febbraio 2000, p. 38.
  3. ^ Martin Palmer, Eales kick spark Aussies' joy, in The Guardian, 6 agosto 2000, p. 68.
  4. ^ (EN) Eddie Butler, Even their refs have the edge over ours, in The Guardian, 27 agosto 2000, p. 76.
  5. ^ (EN) Lomu clinches Tri-Nations epic, in BBC, 15 luglio 2000. URL consultato il 24 giugno 2014.
  6. ^ (EN) Rugby Rules Changed for Faster Game, in The Canberra Times, 17 aprile 1992, p. 18. URL consultato il 15 dicembre 2021. Ospitato su Biblioteca nazionale australiana.

Collegamenti esterniModifica


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