Tribunale speciale per la difesa dello Stato (1926-1943)

tra il 1926 e 1943
Tribunale speciale per la difesa dello Stato
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg
Stato Italia Italia
Istituito 25 novembre 1926
Operativo dal 1º febbraio 1927
Soppresso 29 luglio 1943
Sede Roma

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato fu un organo speciale del regime fascista italiano, competente a giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato e del regime.

Durante il regime fascista il Tribunale speciale ebbe il potere di diffidare, ammonire e condannare gli imputati politici ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico e la sicurezza del regime stesso. Con la stessa legge di costituzione del tribunale venne reintrodotta la pena di morte per alcuni reati a carattere politico.

Il Tribunale speciale operava secondo le norme del Codice Penale per l'Esercito sulla procedura penale in tempo di guerra. Contro le sue sentenze non era possibile alcuna impugnazione.

Indice

StoriaModifica

Fu istituito con la legge 25 novembre 1926, n. 2008 (Provvedimenti per la difesa dello Stato), una delle cosiddette leggi fascistissime, e attuato con regio decreto 12 dicembre 1926, n. 2062. La sua prima sessione ebbe luogo il 1º febbraio 1927 alle ore 10 presso la sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il Tribunale speciale venne sciolto dal regio decreto legge 29 luglio 1943 n. 668, adottato nella prima riunione del governo Badoglio I.[1]

Il 3 dicembre 1943 nella Repubblica Sociale Italiana venne ricostituito un tribunale omonimo con decreto legislativo del duce n. 794, con sede a Mantova e poi a Padova, quindi a Bergamo, rimanendo operativo fino alla Liberazione[2].

 
Lapide a ricordo di condannati dal Tribunale speciale

ComposizioneModifica

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato era costituito da:

La costituzione del tribunale era ordinata dal Ministro per la guerra, che ne determinava la composizione, la sede e il comando presso cui era stabilito.

PresidentiModifica

AttivitàModifica

Il 6 settembre 1930 presso la località di Basovizza, Comune di Trieste, fu eseguita mediante fucilazione la condanna a morte comminata dal Tribunale Speciale (riunitosi per l'occasione presso il Tribunale di Trieste) dei quattro "Eroi di Basovizza", Zvonimir Miloš, Fran Marušič, Ferdo Bidovec e Aloyz Valenčič, tutti cittadini italiani di lingua slovena. Tale condanna a morte può essere considerata la prima condanna a morte comminata dal Tribunale Speciale per reati specificatamente politici, dal momento che tra i 99 reati contestati ed ascritti ai quattro antifascisti era compresa l'attività volta a "sottoporre una parte del nostro Stato (la Regione Giulia), al domino straniero"; nel corso del dibattimento (supervisionato a distanza da Mussolini stesso) ai quattro fu rinfacciato anche di aver svolto "azione antiitaliana mediante diffusione clandestina di stampe slave". Anche per tale motivo i quattro "Eroi di Basovizza" possono essere considerati i primi martiri europei dell'antifascismo armato[3]. È utile anche osservare che 26 delle 31 condanne a morte fatte eseguire dal Tribunale Speciale sono state comminate a cittadini italiani di lingua slovena o croata, per i quali, dunque, venivano usati criteri diversi rispetto ai cittadini italiani di lingua italiana. Se non è dunque possibile ritenere tutti e ventisei i condannati come "condannati per reati politici", è chiaro tuttavia che, almeno nella Venezia Giulia e nei confronti dei cittadini della Venezia Giulia, il Tribunale Speciale svolse un ruolo direttamente politico. Con il decreto legge 30 novembre 1942, n. 1365, la pena di morte venne estesa a taluni reati relativi ad attività illegali in tempo di guerra.

Un bilancio quantitativo dell'attività svolta dal Tribunale è fornito dai dati qui sotto riportati:[4]

Sentenze emesse

  • 978 per reati politici
  • 746 di rinvio ad altro Tribunale per reati politici
  • 12 su ricorsi contro il Tribunale speciale coloniale
  • 324 per spionaggio
  • 258 per reati annonari, valutari, frodi, ecc.
    (commessi durante gli anni di guerra)
  • 146 per omicidio, rapina, violenza ecc.
    (commessi durante gli anni di guerra)
  • 293 di rinvio ad altro Tribunale per sabotaggio
  • 7 per reati diversi
  • 16 archiviazioni, commutazioni, ecc.

Processati

  • 5.619 imputati
  • 4.596 condannati
  • 988 assolti
  • 5.497 uomini
  • 122 donne
  • 697 minori
  • 3.898 operai e artigiani
  • 546 contadini
  • 221 professionisti
  • 238 commercianti
  • 296 impiegati
  • 164 studenti
  • 36 casalinghe
  • 219 altri e non specificati

Condanne irrogate

  • 27.735 anni, 5 mesi, 19 giorni
  • 42 a morte (31 eseguite)
  • 3 ergastolo
  • 19 stralciati deceduti

NoteModifica

  1. ^ REGIO DECRETO LEGGE 29 luglio 1943, n. 668
  2. ^ S.A.N., Tribunale Speciale per la difesa dello Stato della R.S.I. - Ente
  3. ^ Joze Pirjevec., Pagine di storia dell'antifascismo sloveno : i fucilati di Basovizza del settembre del '30, in Qualestoria, IX (1981), nº 1.
  4. ^ A. Dal Pont, A. Leonetti, P. Maiello, L. Zocchi, Aula IV. Tutti i processi del Tribunale speciale fascista. Roma, Anppia, 1961, p. 548

BibliografiaModifica

  • Tribunale speciale per la difesa dello Stato, Decisioni emesse, Roma, SME- Ufficio Storico, 1981-87 [1]
  • A. Dal Pont, A. Leonetti, P. Maiello, L. Zocchi, Aula IV. Tutti i processi del Tribunale speciale fascista. Roma, Anppia, 1961.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica