Tribunali (Palermo)

unità di primo livello di Palermo
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Tribunali o anche Kalsa è la prima unità di primo livello di Palermo[1]. È situata nel centro storico della città ed è uno dei quattro rioni storici (o mandamenti); fa parte della I Circoscrizione.

Tribunali o Kalsa
StatoBandiera dell'Italia Italia
RegioneBandiera della Sicilia Sicilia
Provincia  Palermo
Città Palermo
CircoscrizioneI
QuartiereTribunali-Castellammare
Data istituzione21 dicembre 1976
Codice1
Superficie0,79 km²
Abitanti7 397 ab.
Densità9 341,47 ab./km²
Mappa dei quartieri di {{{comuneMappa}}}
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Chiesa di Santa Maria dello Spasimo alla Kalsa

Toponomastica modifica

Il primo nome del quartiere è Kalsa che deriva dall'arabo (in arabo الخالصة?, al-Khālisa), che significa "la pura" o "l'eletta", un termine strettamente legato all'antico ismailismo.[2] Questo per separarla dalla città vecchia dove le mire secessionistiche sembravano farla da padrone.

Il nome attuale è Mandamento Tribunali (anche se viene chiamata comunemente in città con il vecchio nome arabo). Il nome deriva dalla presenza al suo interno dell'ex tribunale dell'Inquisizione, palazzo storico comunemente noto con il nome Palazzo Chiaramonte-Steri.

Confini modifica

Il quartiere si trova in pieno centro storico, lato mare, ed è delimitato da:

Storia modifica

 
Il rione all'interno del centro storico

Il quartiere nasce nel periodo arabo ed è il primo quartiere esterno rispetto alle mura più antiche che si trovavano nella zona più ad Ovest. La città muraria del al-Halisa o Kalsa venne costruita sotto il governatore Khalil ibn Ishaq a partire dal 937.[3] Il governatore procedette a dare a Palermo un assetto che si conformasse a quello delle città sviluppate in Africa nella spinta dell'islamismo.[4] Il nuovo quartiere militare[5] venne costruito e fortificato in breve tempo per creare un altro polo difensivo alla città distaccato dal vecchio centro dove convivevano troppi dissapori e mire secessionistiche, e venne scelta come ubicazione l'area Sud-orientale del porto che si andava espandendo, anche grazie all'apporto dei due fiumi. La cittadella, dominando il porto, poteva tagliare tutti i rifornimenti dalla città[6] e tenere costantemente sotto minaccia la 'Medina', recalcitrante a sottomettersi al governo fatimide.[7]

La cittadella fortificata divenne quindi il fulcro dell'attività di governo, la sede degli emiri e degli uffici amministrativi e comprendeva una moschea, dei bagni e l'arsenale.[7][8]

Durante la successiva dominazione normanna vennero abbattute le mura arabe lasciando solo le mura esterne della città per favorire la comunicazione tra le aree e probabilmente perché non era più necessaria una tale protezione, allo stesso tempo venne costruito il Castello a Mare in contrapposizione al castello vecchio.

In periodo medievale la zona crebbe in maniera disorganica e casuale, infatti gli orti ed i giardini venivano occupati per costruirvi all'interno così il quartiere, un tempo separato, si unì dapprima al quartiere ebraico, mentre successivamente l'espansione del quartiere le permise di congiungersi con la cittadella fortificata.

L'area venne risistemata nel XV secolo, e nel 1600 con il taglio di via Maqueda subì una prima profonda trasformazione. Successivamente, a stravolgerne definitivamente l'assetto fu il taglio di via Roma, che la divide in due parti.

Negli ultimi anni il quartiere, un tempo estremamente degradato, ha visto un rapido miglioramento: al suo interno si alternano zone restaurate e zone in corso di restauro, tanto che le strette vie vengono rese ancora più anguste dalla presenza di cantieri edili.

Da alcuni anni il comune organizza in estate un festival, durante il periodo estivo, chiamato Kals'art. Durante i tre mesi del festival all'interno delle strade tutte le sere si svolgono concerti, mostre e rappresentazioni teatrali, mentre i beni culturali rimangono aperti e visitabili fino a notte fonda. Questo festival viene affiancato alcuni inverni dal Winter Kasl'Art che ripropone, ma per un periodo più breve, la stessa atmosfera estiva.

Monumenti modifica

 
Basilica di San Francesco d'Assisi
 
Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere
 
Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio
 
Chiesa di San Cataldo
 
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto e Fontana Pretoria
 
Oratorio dei Bianchi
 
Porta Felice.

Note modifica

  1. ^ Panormus 2008, pag. 34 (PDF), su comune.palermo.it. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011). (PDF)
  2. ^ Alex Metcalfe, I musulmani dell'Italia medievale, Officina di Studi Medievali, 2021, p. 61, ISBN 978-88-6485-135-8. URL consultato il 28 novembre 2023.
  3. ^ (EN) Luciano Cessari e Elena Gigliarelli, Il palazzo Forcella de Seta a Palermo: Analisi architettonica per il Restauro, Gangemi Editore, 7 febbraio 2016, p. 19, ISBN 978-88-492-9749-2. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  4. ^ L'Italia dell'alto Medioevo, vol. 5, Teti, 1984, p. 207. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  5. ^ Giuseppe Caronia, La Zisa di Palermo: storia e restauro, Laterza, 1987, p. 9, ISBN 978-88-420-2087-5. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  6. ^ (EN) Heinz Halm, The Empire of the Mahdi: The Rise of the Fatimids, BRILL, 6 dicembre 2021, p. 285, ISBN 978-90-04-49265-3. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  7. ^ a b Ferdinando Maurici, Breve storia degli Arabi in Sicilia, Flaccovio, 1995, p. 80, ISBN 978-88-7804-104-2. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  8. ^ Martino Beltrani-Scalia, Sul governo e sulla riforma delle carceri in Italia, G. Favale, 1867, p. 204. URL consultato il 2 dicembre 2023.

Bibliografia modifica

Voci correlate modifica

Altri progetti modifica

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