Trinitapoli

comune italiano
Trinitapoli
comune
Trinitapoli – Stemma Trinitapoli – Bandiera
Trinitapoli – Veduta
Santuario della Beata Maria Vergine, in una foto d'epoca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.svg Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Francesco Di Feo (Rinascita Trinitapolese) dal 17-5-2011
Territorio
Coordinate 41°21′N 16°06′E / 41.35°N 16.1°E41.35; 16.1 (Trinitapoli)Coordinate: 41°21′N 16°06′E / 41.35°N 16.1°E41.35; 16.1 (Trinitapoli)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 148,77 km²
Abitanti 14 724[1] (01-07-2016)
Densità 98,97 ab./km²
Frazioni Ofantino
Comuni confinanti Barletta, Cerignola (FG), Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Zapponeta (FG)
Altre informazioni
Cod. postale 76015
Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110010
Cod. catastale B915
Targa BT,FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casalini o trinitapolesi
Patrono San Michele
Santo Stefano
Maria Santissima di Loreto
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trinitapoli
Trinitapoli
Trinitapoli – Mappa
Posizione del comune di Trinitapoli nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale

Trinitapoli (U Casòile in dialetto locale, fino al 1863 chiamata Casaltrinità) è un comune italiano di 14 724 abitanti[2] della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Fino al 2004 nella provincia di Foggia

Indice

Storia

Alle origini di Trinitapoli, che non si è mai chiamata Casale de Palia o Casale de Fabrica - come riporta una errata tradizione - vi è la Ecclesia Sancte Trinitatis, citata in una Bolla pontificia del 1186. È una di quelle chiesette rurali sorte nei primi secoli dopo il Mille, quando l'espansione economica e demografica portò ad un maggiore popolamento delle campagne. La denominazione della Trinità deriva dal fatto che la chiesa sorse in un territorio - denominato locus Trinitatis nelle fonti - appartenente all'abbazia garganica della Trinità di Monte Sacro. Attorno alla chiesa, probabilmente costruita dai benedettini dell'Abbazia di Monte Sacro (Gargano), si andò ad aggregare il Casale della Trinità, cioè un borgo rurale, che attinse la denominazione dalla stessa chiesa[3]. Quest'ultima veniva a trovarsi lungo uno di quei tratturi battuti dai pastori transumanti d'Abruzzo, alcuni dei quali cominciarono a stabilirsi definitivamente nel Casale, incrementandone la popolazione[4].

Oltre agli abruzzesi, altre genti andranno a popolare il piccolo borgo. L'antica e non lontana città di Salpi, d'origine greco-romana e sede vescovile sin dai primordi del cristianesimo, durante il basso medioevo declinò in maniera irreversibile, alimentando un flusso migratorio dei suoi abitanti verso il Casale della Trinità, che da quella città ereditò anche l'arcipretura, allorché la diocesi di Salpi fu soppressa nel 1547.[5]

Ma già nella seconda metà del Quattrocento numerose famiglie di schiavoni (o slavoni) ottennero l'assenso regio a stanziarsi nel Casale, che diventa così un piccolo crogiolo di etnie. Sin dalla metà del XV secolo, inoltre, il Casale appare protetto da una Torre di guardia, una delle tante erette lungo la costa in funzione antipiratesca, abbattuta poi nel XVIII secolo perché lesionata dai terremoti; di essa è memoria nello stemma civico, nel quale si presenta sormontata da una banderuola rossa con il drappo carico della Croce di Malta.[6] Il Casale, infatti, dopo essere stato feudo di famiglie nobili barlettane (Della Marra, Marulli), fu per due secoli (1589-1798) Commenda Magistrale dei Cavalieri di Malta[7]. L'attuale Palazzo di Città fu la dimora dei commendatori del Casale, che, tra l'altro, dedicarono molte cure all'antica chiesa della Trinità divenuta di loro patronato.

Le notevoli trasformazioni di carattere socio-economico avutesi nel Sette-Ottocento, come il processo di particolarizzazione fondiaria, il passaggio dalla pastorizia alla cerealicoltura e da questa alla viticoltura, determinarono una crescita demografica ed urbanistica[8] che fece ritenere non più appropriato il nome di Casale; pertanto, nel 1863 si ottenne dal re d'Italia Vittorio Emanuele II di poter mutare il nome di Casaltrinità in quello di Trinitapoli. Nel dialetto locale, comunque, sopravvive l'antico nome di "Casale" e i cittadini vengono chiamati piuttosto "Casalini" che Trinitapolesi.

L'ulteriore sviluppo del paese, grazie soprattutto ad un'agricoltura moderna e competitiva (con un predominio della ortofrutticoltura e della viticoltura) e ad un incipiente turismo dovuto alle sue risorse naturalistiche e archeologiche, ha portato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a conferire a Trinitapoli la qualifica di città.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa di Santo Stefano. Di stampo neoclassico, ha una facciata di marmo bianco e si affaccia su piazza Umberto I (più nota come piazza Municipio). Fu costruita sul finire dell'Ottocento e completata con la cappella del Santissimo nel 1935. L'interno della chiesa è affrescato.[10]
  • Chiesa della Madonna di Loreto. L'intitolazione non fa riferimento al santuario marchigiano di Loreto, ma al nome di battesimo di un pastore che trovò un'icona della Madonna e la portò al pubblico culto. La prima attestazione della chiesa è in un documento del 1204; la primitiva Cappella, semidistrutta, fu trasformata nell'attuale tempio a tre navate nella prima metà dell'Ottocento. Nel 1971 è stata elevata a santuario diocesano. Vi si conserva, oltre all'affresco della Vergine sull'altare maggiore, la statua lignea della Madonna, databile tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Custodisce inoltre una tela di Giambattista Calò raffigurante santo Stefano e una Via Crucis in bronzo. Nel 2004 è stato celebrato l'ottavo centenario della chiesa.[11]
  • Chiesa della Trinità. L'antica ecclesia Sancte Trinitatis, più nota come chiesa di Sant'Anna, perché a metà Ottocento fu rifatta ex novo a cura dell'omonima Confraternita istituita nel 1832. Conserva una reliquia della Croce, contenuta all'interno di una splendida urna dorata. Da vedere anche una ottocentesca statua lignea dell'Immacolata[12].
  • Chiesa di S. Giuseppe. Inaugurata nel 1729, funse da parrocchia sino alla realizzazione della nuova chiesa madre. Custodisce la settecentesca statua lignea di san Giuseppe, un affresco della Vergine e varie epigrafi.
  • Chiesa di Cristo Lavoratore. Risale al 1961, è nata da un'intuizione di monsignor Giuseppe Nenna. In origine era parte integrante della struttura ad essa adiacente chiamata Villaggio del Fanciullo che come fine aveva lo scopo di accogliere ed ospitare gli orfani, per istruirli ed avviarli al lavoro.
  • Convento dei frati Cappuccini.
  • Auditorium ex Chiesa dell'Assunta.
  • Ex Chiesa dei Santi Medici.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[13]

 

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 344 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 165 1,13%

Persone legate a Trinitapoli

Amministrazione

Trinitapoli fa parte, con Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, dell'Unione dei Comuni Tavoliere Meridionale[14].

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 luglio 1988 7 giugno 1993 Silvestro Miccoli Partito Socialista Italiano Sindaco [15]
19 giugno 1993 4 marzo 1997 Giuseppe Brandi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [15]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Arcangelo Barisciano lista civica Sindaco [15]
14 maggio 2001 28 maggio 2006 Arcangelo Barisciano centro-sinistra Sindaco [15]
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Ruggero Di Gennaro Democrazia è Libertà - La Margherita Sindaco [15]
17 maggio 2011 in carica Francesco Di Feo lista civica: rinascita trinitapolese Sindaco [15]

Sport

Nel comune hanno sede le seguenti società spotrive: la squadra di calcio A.S.D.Trinitapoli che ha disputato campionati dilettantistici regionali, la società di pallacanestro Alidaunia basket Trinitapoli[Chiarire...è ancora in attività?] e la compagine di pallavolo Casalvolley Trinitapoli.

Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º luglio 2016.
  2. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  3. ^ Pietro di Biase, Da Casal Trinità a Trinitapoli. Lineamenti di storia sociale, Foggia, 1976
  4. ^ Pietro di Biase (a cura di), Trinitapoli nella civiltà del Tavoliere, Fasano, 1987
  5. ^ Pietro di Biase, Puglia medievale e insediamenti scomparsi. La vicenda di Salpi, Fasano, 1985
  6. ^ Pietro di Biase, Da Casale a Città della Trinità. La storia in un simbolo, Trinitapoli 2009
  7. ^ Pietro di Biase, Trinitapoli città dei Cavalieri di Malta, in "Ipogei06", Quaderni dell'Istituto d'Istruzione Superiore Statale "S. Staffa" di Trinitapoli, n. 8, giugno 2010
  8. ^ Pietro di Biase, Il volto della città nel tempo. Dall'album fotografico di Trinitapoli, Trinitapoli, 2008
  9. ^ DPR 23 aprile 2004.
  10. ^ Pietro di Biase, Il cantiere dei sogni. Alle sorgenti del sacro nella Puglia del sole e del sale, Foggia, 2000
  11. ^ Nella città amata mi ha fatto abitare. Atti dell'8º centenario della chiesa di S. Maria di Loreto in Trinitapoli, a cura di Pietro di Biase e Giuseppe Pavone, Trinitapoli, 2005
  12. ^ Pietro di Biase, Trinitapoli sacra. Appunti per una storia socio-religiosa del Sud, Milano, 1981
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Unione dei Comuni del Tavoliere Meridionale - è tempo di pedalare !
  15. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

Voci correlate

Altri progetti

Controllo di autorità VIAF: (EN243170381
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