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Triora

comune italiano
Triora
comune
Triora – Stemma Triora – Bandiera
Triora – Veduta
Panorama di Triora
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoMassimo Di Fazio (Lista civica di centro-destra "Triora Viva") dal 10-6-2018
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°00′N 7°46′E / 44°N 7.766667°E44; 7.766667 (Triora)Coordinate: 44°00′N 7°46′E / 44°N 7.766667°E44; 7.766667 (Triora)
Altitudine780 m s.l.m.
Superficie67,61 km²
Abitanti366[1] (30-11-2018)
Densità5,41 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiBriga Alta (CN), Castel Vittorio, Briga Marittima (La Brigue) (FR-06), Mendatica, Molini di Triora, Montegrosso Pian Latte, Pigna, Saorgio (Saorge) (FR-06)
Altre informazioni
Cod. postale18010
Prefisso0184
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008061
Cod. catastaleL430
TargaIM
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 039 GG[2]
Nome abitantitrioraschi
PatronoNostra Signora Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Triora
Triora
Triora – Mappa
Posizione del comune di Triora nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Triora (Triöra in ligure[3]) è un comune italiano di 366 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisicaModifica

Il territorio comunale di Triora - il più esteso della provincia imperiese - è situato quasi interamente nella valle Argentina e in minima parte nella vallata del torrente Tanarello (ramo sorgentifero del fiume del Tanaro), nel cui bacino sorge la frazione di Monesi di Triora.

Il centro principale (Triora) sorge a 780 m s.l.m. sulle estreme pendici meridionali di un costone montuoso che digrada dal massiccio del Saccarello verso la stretta conca di fondovalle percorsa dal torrente Argentina.

Grazie all'altitudine e alla relativa distanza dalla costa, Triora ha un clima prevalentemente montano, con escursioni diurne accentuate. Il freddo invernale, comunque, non è mai eccessivo, soprattutto perché il borgo, esposto a mezzogiorno e in pendio, risente del buon soleggiamento diurno e non subisce l'effetto dell'inversione termica di fondovalle; l'alta bastionata montuosa che chiude a nord l'alta valle Argentina, con altitudini uniformemente superiori ai 2000 m, la ripara poi dai venti settentrionali provenienti dalla val Padana, che portano pioggia e nevicate nelle zone vicine dell'alta val Tanaro.

Nel comune è compreso quasi interamente il lago di Tenarda, che è artificiale.

StoriaModifica

Percorso storicoModifica

 
Scorcio del borgo triorese

Secondo alcuni storici locali, il borgo ebbe probabilmente avuto origine nell'epoca romana, dalla tribù dei Liguri Montani, che si sottomisero all'Impero romano dopo lunghe lotte nel territorio.

Fin dall'epoca longobarda vi operavano i monaci colombaniani della potente abbazia di San Colombano di Bobbio, attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione del Papa. Essi a partire dal vasto feudo reale ed imperiale monastico, di cui facevano parte l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona presente nell'opera di evangelizzazione nella valle Argentina, ed anche Abbazia di Lerino sulla costa, diedero impulso all'agricoltura con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche e le migliorie agronomiche con il recupero e la diffusione di oliveti (fra cui la cultivar di oliva taggiasca), vigneti, castagneti, mulini, fratoi, ecc. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti ed alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olio, burro, formaggi, salumi, grazie a sale e spezie; inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie commerciali e delle vie del sale ed il commercio dalla marittima ligure lungo le valli appenniniche verso la pianura con conscambi di merci varie come olio, sale, legname, carne, ecc. Si ebbe fin dal VII secolo, la fondazione dell'abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia.

Tutta la zona fu oggetto di scorrerie saracene tra i secoli IX e X che spopolarono le coste e le valli, esse colpirono anche l'abbazia di Taggia e la valle Argentina[4][5]. Essa sarà nuovamente ricostruita, sempre dai monaci benedettini dell'Abbazia di Santo Stefano di Genova, di proprietà bobbiese, sul finire del X secolo che si insediarono nell'imperiese in valle Argentina, a Taggia e Villaregia (odierno Santo Stefano al Mare).

Come altri paesi vicini in seguito venne sottoposto alla Marca Aleramica e successivamente a quella facente capo ad Arduino d'Ivrea.

In seguito divenne possedimento, intorno al XII secolo, del conte di Badalucco (politicamente dipendente dai conti di Ventimiglia) ed iniziò a stringere alleanze con i paesi e borghi attigui, specialmente con quelli maggiormente vicini alla politica espansionistica della Repubblica di Genova, e ad acquistare nuove terre tra cui metà castrum di Castelfranco (l'odierna Castel Vittorio). La stretta vicinanza politica con Genova fece sì che in un atto del 4 marzo 1261, rogato poi l'8 novembre del 1267, si sancisse il passaggio di Triora come nuovo feudo della repubblica genovese. Il passaggio di proprietà giovò molto al paese e al borgo - soprattutto per le numerose concessioni offerte dal capoluogo genovese, tra cui la libera pena capitale - tanto da diventarne comune capofila della nuova podesteria comprendente i borghi di Molini di Triora, Montalto Ligure, Badalucco, Castel Vittorio, Ceriana e Bajardo.

 
Il Dipartimento delle Alpi Marittime nel 1805, con Triora nel suo cantone

La creazione di nuove cinte murarie e l'erezione di cinque fortezze difensive creò una sorta di nucleo fortificato, quasi inespugnabile, che mise a dura prova le truppe dell'imperatore Carlo IV nella tentata conquista del borgo. Persino la repubblica ebbe notevoli problemi nella sua gestione, leggermente inasprita per le continue tasse imposte agli abitanti, tanto da far imprigionare il capo delle milizie e distruggere parte della fortezza. Nonostante i dissapori creatisi, la popolazione rispose positivamente alle chiamate di guerra, specie nella famosa battaglia della Meloria del 1284, dove Triora e la sua podesteria inviarono nella battaglia marinara contro Pisa circa duecentocinquanta balestrieri a sostegno di Genova.

Nel 1625 l'esercito piemontese del Ducato di Savoia cercò invano la conquista del borgo, che strenuamente difese le proprie terre, a differenza di altri paesi vicini che - dati alle fiamme - si arresero ai sabaudi. Ulteriori scontri si ebbero nel 1671 con la comunità di Briga (ora in territorio francese) per futili motivi legati al territorio da pascolo.

In seguito alla caduta della Repubblica di Genova nel 1797 e all'istituzione della Repubblica Ligure di Napoleone Bonaparte, Triora divenne capoluogo cantonale della Giurisdizione degli Ulivi e dal 1805 parte integrante del Dipartimento delle Alpi Marittime francese.

Nel maggio 1814 il sindaco di Triora, Luca Maria Capponi, si recò a Genova per felicitarsi della restaurazione della Repubblica di Genova, che però fu vanificata da quanto stabilito dal congresso di Vienna che impose il passaggio della Superba e dei suoi territori al Regno di Sardegna, e il definitivo passaggio nel neo-costituito Regno d'Italia.[6]

Nel corso del XX secolo la storia di Triora subì, secondo alcuni per le continue liti tra amministratori, notevoli contrasti governativi specie riguardo al territorio comunale, anche in seguito alla costituzione del comune di Molini di Triora nel 1903.

La seconda guerra mondiale contribuì drasticamente alla decadenza del comune, dove la furia nazista si accanì furiosamente il 2 e 3 luglio del 1944. Il borgo venne dato alle fiamme e furono rasi al suolo interi quartieri, causandone il repentino spopolamento.

Finita la guerra si ridisegnarono i confini comunali nel 1947 e si stabilì l'assorbimento della frazioni brigasche di Realdo e Verdeggia, che scatenò vivaci contese comunali.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Argentina Armea.

Processi per stregoneriaModifica

 
La "cabotina", la grotta delle streghe.

Dopo un periodo di pace dal XV al XVI secolo, dove si costruirono chiese e altre opere d'arte, la storia locale di Triora testimonia dei famosi processi di stregoneria compiuti dal 1587 al 1589. Alcune donne locali vennero accusate di essere le artefici delle continue pestilenze, piogge acide, uccisione di bestiame e addirittura di cannibalismo verso bambini in fasce.

I documenti dei processi ed i verbali di interrogatorio sono attualmente conservati presso l'Archivio di Stato di Genova. Le condanne per presunte stregonerie causarono la morte al rogo di diverse fanciulle ed addirittura anche di un ragazzo. Fu il più grande processo per stregoneria della fine del XVI° secolo, così feroce da far soprannominare il paese la Salem d'Italia.[7]

Ancora oggi il paese è noto per i suoi processi alle streghe (o presunte tali) che scatenarono successivamente uguali reazioni anche in altri borghi liguri e italiani. In memoria di questi avvenimenti è stata istituita una vera e propria festa dedicata alla stregoneria chiamata Strigora che si svolge la prima domenica dopo Ferragosto tra le vie dell'antico borgo.[8]

SimboliModifica

«D’azzurro al cerbero d’argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

(Descrizione araldica dello stemma[9])

«Drappo partito, di bianco ed azzurro, riccamente ornato di argento e caricato dello stemma comunale, con la iscrizione centrale in argento Comune di Triora. La parte di metallo e cordone saranno argentate. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale»

(Descrizione araldica del gonfalone[9])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 10 maggio del 1972.[10]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa parrocchiale-collegiata di Nostra Signora Assunta nel centro storico di Triora. Forse sorta su un tempio pagano, tra il 1770 e il 1775 l'impianto interno originario venne sostituito con un'unica navata; nel 1837 la facciata fu convertita nello stile neoclassico. Conserva un dipinto del pittore Taddeo di Bartolo, forse uno dei più antichi quadri della Riviera di Ponente nel suo genere.
  • Santuario della Madonna di Loreto, edificato nella prima metà del XVI secolo per volere della famiglia Gastaldi di Triora. L'interno, a tre navate, ha un altare in stile barocco nel quale si conserva la tela del pittore locale Lorenzo Gastaldi. Nel dialetto triorese è denominato dagli abitanti come Madonna del Ciappazzu dalla roccia in ardesia su cui è stata fondata.
  • Chiesa di San Bernardino, risalente al XV secolo, al di fuori del centro abitato.
  • Chiesa di Sant'Antonio abate.
  • Chiesa di San Dalmazio, già menzionato nel 1261, ad est del centro storico.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie del XII secolo.
  • Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, eretta nel XIV secolo e riedificata nel 1390. Attualmente si presenta in stato di rovina.
  • Chiesa di Sant'Agostino del 1614.
  • Oratorio di San Giovanni Battista, risalente al 1632. All'interno sono presenti, oltre l'ancona del 1682, una statua lignea del 1725 ritraente il santo di Anton Maria Maragliano.
  • Ex convento e chiesa di San Francesco a Triora. La posa della prima pietra avvenne, per la chiesa, nel corso del 1594; l'attiguo complesso conventuale, invece, fu edificato nel 1608. Sui ruderi rimasti dopo la seconda guerra mondiale è stato realizzato un albergo.
  • Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine nella frazione di Creppo.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Rosario nella frazione di Realdo, riedificata nel corso del XVIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Carmelo nella frazione di Verdeggia, edificata nel 1641.

Architetture militariModifica

 
Il santuario della Madonna di Loreto presso l'omonima frazione

Architetture civiliModifica

  • Ponte di Loreto (1959). Un altissimo ponte (112 m) a campata unica (119 m) in cemento armato unisce, in regione Loreto, l'abitato di Triora con la frazione Cetta, posta sul lato opposto della profonda gola del torrente Argentina. Fu probabilmente costruito per sperimentare nuove tecniche costruttive, in quanto la poco popolata regione così raggiunta non ne giustificava certo l'alto costo di realizzazione. Negli anni passati è stato sede di lanci di bungee jumping. Dopo vari suicidi compiuti proprio dall'alto del ponte, i suoi parapetti sono stati recentemente resi più alti e sicuri con l'aggiunta di una griglia.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Il campanile della collegiata triorese

Abitanti censiti[11]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Triora sono 39[12].

Lingue e dialettiModifica

 
La frazione di Realdo

In due frazioni del comune, ossia Realdo e Verdeggia, si parla il dialetto brigasco della lingua ligure in virtù della secolare appartenenza alla Terra brigasca (Tera brigašca in brigasco, Pays brigasque in francese).

Qualità della vitaModifica

Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[13] e insignito, dal 2007, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[14].

Geografia antropicaModifica

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo comunale, dalle frazioni di Abenin, Borniga, Bregalla, Carmeli, Cetta, Creppo, Goina, Loreto, Monesi di Triora, Pin, Realdo, Verdeggia, Vesignana per una superficie territoriale di 67,61 km2[15].

Confina a nord con il comune piemontese di Briga Alta, a sud con Pigna e Castel Vittorio, ad ovest con i comuni francesi di Briga Marittima e Saorgio, ad est con Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Molini di Triora.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

  • Museo regionale etnografico e della stregoneria. I primo documenti e attrezzi legati alla pastorizia, alla lavorazione del latte e agli antichi mestieri in generale furono raccolti a partire dagli anni sessanta del Novecento, poi riuniti negli attuali spazi museali sul finire degli anni ottanta con la nascita del museo. Nelle sale, oltre all'illustrazione della vita contadina di Triora, è presente inoltre una sezione dedicata alla stregoneria e alla ricostruzione degli strumenti di tortura impiegati nei processi alle presunte streghe che interessarono il territorio triorese tra il 1587 e il 1589.

CucinaModifica

  • Pane di Triora si tratta del tradizionale pane locale, cotto in forme basse e larghe del peso di circa 850 grammi.
  • Bruss, un tradizionale derivato del latte simile ad un formaggio cremoso e spalmabile dal gusto molto forte.
  • Alpeggio di Triora.

EconomiaModifica

 
Panorama della frazione di Monesi di Triora

La principale risorsa economica del comune è il turismo. L'attività agricola è pressoché scomparsa, mentre quella legata alla pastorizia è passata in secondo piano. Nel territorio erano presenti, fino al 2008, cave d'ardesia, trasportata in val Fontanabuona (Genova) per essere lavorata ed utilizzata soprattutto per la realizzazione di biliardi e quindi esportata negli Stati Uniti d'America.

Nella frazione di Monesi di Triora sono presenti impianti sciistici, per una superficie battuta di circa 330 ettari, adatti per praticare sci alpino sia nei mesi invernali che primaverili.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio comunale di Triora è attraversato principalmente da due strade provinciali: la SP 52 e la SP 89; la prima permette il collegamento ad est con Molini di Triora, mentre la seconda sino al passo della Guardia. Nella parte a sud del territorio è attraversato dalla SP 65 che da Molini di Triora permette il collegamento con Castel Vittorio.

AutolineeModifica

Vi è un servizio di corriere di linea della Società Riviera Trasporti, che percorrendo tutta la Valle Argentina collegano Sanremo a Triora (capolinea).

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 giugno 1985 1º giugno 1990 Luigi Capponi Democrazia Cristiana Sindaco
27 giugno 1990 24 marzo 1992 Luigi Capponi Democrazia Cristiana Sindaco [16]
24 marzo 1992 8 maggio 1995 Antonio Lanteri Democrazia Cristiana Sindaco
8 maggio 1995 14 giugno 1999 Antonio Lanteri Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Antonio Lanteri Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Lorenzo Lanteri Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 12 luglio 2011 Marcello Lanza Lista civica "Triora per tutti" Sindaco [17]
12 luglio 2011 7 maggio 2012 Francesco Piano Comm. straord. [18]
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Angelo Lanteri Lista civica "Noi per Triora" Sindaco
12 giugno 2017 6 gennaio 2018 Angelo Lanteri Lista civica "Ancora noi per Triora" Sindaco [19]
6 gennaio 2018 10 giugno 2018 Cristian Alberti Lista civica "Ancora noi per Triora" Vicesindaco [20]
10 giugno 2018 in carica Massimo Di Fazio Lista civica di centro-destra "Triora Viva" Sindaco

GemellaggiModifica

Triora è gemellata con:

Altre informazioni amministrativeModifica

Triora fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Argentina e Armea.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ I monaci di Taggia e l'oliva taggiasca
  5. ^ Olive Taggiasche: le origini, i monaci di Taggia
  6. ^ Dalla prima eta' moderna al 1815 (Parte 2), su Comune.triora.im.it. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  7. ^ InStoria - Triora, la Salem d'Italia, su www.instoria.it. URL consultato il 16 agosto 2019.
  8. ^ Strigora - Il 21 agosto a Triora per danzare con le streghe, su www.rivieraligure.it. URL consultato il 18 marzo 2019.
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2017, su demo.istat.it. URL consultato il 24 maggio 2019.
  13. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  14. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  15. ^ Fonte dallo statuto comunale di Triora, su comune.triora.im.it. URL consultato il 15 novembre 2018.
  16. ^ Dimissioni a seguito di una mozione di sfiducia costruttiva
  17. ^ Dopo le dimissioni del vicesindaco, di un assessore e di altri consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  18. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 settembre 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 21 settembre 2011
  19. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  20. ^ Subentra come sindaco facente funzioni

BibliografiaModifica

  • Maria Antonietta Breda, Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padovan, I segreti di Triora. Il potere del luogo, le streghe, l'ombra del boia, 2010, Mursia Editore, prefazione di.Elena Percivaldi
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Triora, Anno Domini 1587. Storia della stregoneria nel Ponente Ligure, De Ferrari Editore.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Triora...terra di streghe, De Ferrari Editore.
  • Stefano Moriggi, Le tre bocche di Cerbero, Bompiani, 2004.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Il Paese del Tramonto. Demoni, spettri e streghe della notte triorese, De Ferrari Editore, 2004.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Il pietrificatore di Triora, Frilli editore.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Elisabetta Colombo Triora, il paese delle streghe, Frilli editore.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Le notti gotiche di Triora, Frilli Editore.
  • Fiorenzo Toso, La letteratura ligure in genovese e nei dialetti locali, vol. 5, Le Mani, Recco 2009.
  • Breda, Ferario, Padovan I segreti di Triora Mursia, Milano ISBN 978-88-425-4475-3

Voci correlateModifica

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