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Tristano
Titolo originaleTristan
Tristan Koeln.JPG
Tristan e Isolde - manoscritto 1323 nell'Archivio storico della città di Colonia Best. 7020 (W*) 88
AutoreGottfried von Straßburg
1ª ed. originaleXIII secolo
GenerePoema epico
Lingua originalealto tedesco medio
ProtagonistiTristano e Isotta
Marc (re)
Altri personaggiRivalen
Biancofiore
Moroldo
Re Gormond d'Irlanda
Regina Isotta d'Irlanda

Il Tristano è l'opera più importante del poeta medievale Gottfried von Straßburg.

Il romanzo in versi, creato intorno al 1210, è un adattamento del "Tristano e Isotta"; la versione di Gottfried è considerata la forma più classica di questo tipo di opera.

Il frammento che ci é giunto contiene quasi 20.000 versi; l'intera opera era prevista in 30.000 versi (per un confronto: il Parzival di Wolframs conta circa 25.000 versi).

Fonti della Saga di TristanoModifica

Il tema del suo poema che deriva dal ciclo irlandese, secondo una fonte francese, era già stato trattato precedentemente in lingua tedesca (XII secolo) da Eilhart von Oberg.

Eilhart scrive il suo Tristrant presumibilmente intorno al 1175-1180, ma nella ricerca c'é chi sostiene una datazione dell'opera più tarda. I primi frammenti, diversamente elaborati, sono stati conservati in versioni complete. Tuttavia, a causa della levigatura e della riduzione dei testi, il restauro dell'originale non è più possibile. All'inizio, la Saga irlandese era già stata adattata in francese e inglese, poi in spagnolo, danese, norvegese, slavo (bohémien) e persino in poesia greca.

La fonte principale di Gottfried per il suo poema è il lavoro di Thomas, Tomas von Britanje o Thomas von Britannien, che nel linguaggio di Gottfried significa 'Bretagna', ma potrebbe anche essere 'Britannia'.

Il Tristan di Thomas (ca. 1155-1170) è conservato solo in frammenti; questi consentono un confronto immediato su almeno tre piccoli pezzi. Nel 1995 si scopre il frammento di Carlisle scritto da Thomas, che permette un paragone più preciso con il lavoro di Gottfried.

È stata conservata anche una versione in prosa del Tristan di Thomas, tradotta in lingua norrena: la Tristrams saga ok Ísondar di frate Robert (ca. 1226). La traduzione norvegese si limita a rendere la trama dell'azione ma omette i commenti filosofici e psicologici di Thomas. D'altra parte Gottfried - secondo i principi enunciati nel suo prologo e nella "Lettereraturexkurs" - adotta appunto la trama esterna dell'originale, ma veste il soggetto della storia con le proprie interpretazioni. Nell'interpretazione della trama e nella valutazione dei personaggi, egli è quindi completamente indipendente dal lavoro di Thomas, se non a volte anche opposto a lui.

Possiamo vedere che la trama esterna corre completamente parallela a quella di Thomas rispetto alla versione norvegese.

Un altro curatore del materiale su Tristano è Breri, le cui versioni si sono tuttavia perse. Nel XIII secolo, Béroul scrisse anche un episodio del Tristano nel sud-ovest della Francia. Tuttavia, questo è molto individuale e drammaticamente accentuato. La lavorazione della trama del Tristano si distingue quindi anche nella continua ricerca di una versione comune, tra la versione giocosa a cui appartengono i testi di Eilhart e Béroul e la versione cortese (courttoise) proprie dell'opera di Gottfried e Thomas.

Personaggi e vicendeModifica

Tristano (Tristan), figlio di Rivalen (Riwalins von Parmenien) e Biancofiore (Blanscheflurs), sorella di Marco (Markes) re di Cornovaglia, viene allevato dopo la morte precoce dei suoi genitori dal fedele maresciallo di suo padre, Rual li Foitenant, e dopo molteplici avventure da suo zio.

Dopo che Tristano ha aiutato lo zio contro Moroldo (Morold) (un ambasciatore irlandese che aveva presentato richieste di tributo) e dopo aver sconfitto e ucciso quest'ultimo in duello, deve recarsi in Irlanda perché ha contratto una ferita mortale dalla spada avvelenata di Moroldo. Solo la Regina d'Irlanda ha le conoscenze e le abilità per guarire questa ferita, come è stata lei che ha inzuppato la spada del fratello Moroldo con il veleno.

Tristano nasconde la sua identità con un trucco: finge di essere Tantris, perché ne teme la vendetta. Alla fine è guarito. In cambio della sua guarigione, la Regina lo rende educatore dell'omonima figlia, la bellissima Isotta (Isolde), alla quale tiene lezioni di musica, lingue ed etica per un certo periodo di tempo.

Dopo il suo ritorno in Cornovaglia, Marco gli confida la sua volontà di sposarsi. Tristano raccomanda Isotta come sposa adatta, e così viene inviato come messaggero dal Re Gurmun e dalla Regina d'Irlanda per chiedere la mano della figlia.

Tristano uccide dapprima un drago in Irlanda, sulla cui uccisione il re aveva messo la figlia come premio. Isotta riconosce in Tristano il presunto musicista Tantris. Scopre anche essere il vincitore di Morold. Nonostante queste rivelazioni, Tristano però è lasciato vivo e Isotta viene data in sposa per re Marco.

Partono in nave. Brangaene, una delle dame di corte di Isotta, riceve segretamente dalla regina un "minnetrank", che donerà a lei e suo marito da bere al matrimonio, in modo che entrambi siano legati da un amore immutabile. Nell'assenza di Brangaene, Tristano e Isotta si dissetano ignari con la pozione.

AccoglienzaModifica

Il Tristano di Gottfried è considerato una delle più belle poesie del XIII secolo. La poesia di Gottfried non ha eguali in tutta l'epopea cortese della Germania medio-alta nella chiarezza e trasparenza della sua rappresentazione, nel fascino magico di un leggero flusso di pensiero, nell'unità plastica e conseguente sviluppo delle sue figure, nella melodia melodica del suo linguaggio e della sua rima.

Subito dopo la stesura del poema, due poeti si cimentarono nella continuazione di Tristano: Ulrich von Türheim, con stesura goffa e secca; Heinrich von Freiberg, che si avvicinò di più allo stile di Gottfried, si rivolse ad esso con grazia, ma che entrambi usarono una fonte diversa da Gottfried.

Nell'Herzmaere, Konrad von Würzburg allude a numerosi motivi del Tristano di Gottfried e imita il suo stile chiaro e dualistico.

TraduzioniModifica

BibliografiaModifica

  • Tempeste e bonacce nel Tristano di Gottfried, di Laura Mancinelli, Cagliari, Naufragi: atti del convegno di studi, 8-9-10 aprile, 1992.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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