Tu scendi dalle stelle

Canto tradizionale natalizio
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Tu scendi dalle stelle, noto anche come Canzoncina a Gesù Bambino o semplicemente A Gesù Bambino, è un canto natalizio italiano, diffuso in tutta Italia.[1]

Il sindaco di Betlemme, Hanna Hanania, e il padre Ibrahim Falstas, Vicario Custode di Terra Santa, in visita alla Grotta del beato Felice da Corsano che nel natale del 1744 ispirò a S. Alfonso Maria de' Liguori la pastorale Tu scendi dalle stelle - Al centro, padre Luca Preziosi, rettore del santuario della Consolazione - Deliceto, 19 Settembre 2023.

Composta dal santo vescovo napoletano Alfonso Maria de’ Liguori, Tu scendi dalle stelle è il titolo della più famosa pastorale natalizia italiana. Con il nome di Canzoncina a Gesù Bambino, il suo testo fu pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1755 per i tipi dell’editore Benedetto Gessari, che ne inserì i versi nel libro di S. Alfonso Operette Spirituali, VI edizione.[2]

Fu composta nel dicembre 1754 a Nola ed eseguita per la prima volta nel duomo durante la predicazione della Novena dell'Immacolata; in quell'anno il De Liguori era ospite del Vescovo Tojano Caracciolo del Sole ed alloggiava nella casa dei canonici Zamparelli, tra cui il parroco della cattedrale don Felice Zamparelli. Il canto divenuto celebre come "Tu scendi dalle stelle" è la versione in lingua italiana del racconto alfonsiano circa la nascita di Gesù che si accompagna al canto in napoletano Quanno nascette Ninno, dello stesso autore.

Testo e melodia

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Targa che ricorda la scrittura della canzone Tu scendi dalle stelle, posta a Nola, all'inizio del corso Tommaso Vitale

Il testo è composto da sette strofe di sei versi ciascuna: i primi due versi di ogni strofa sono endecasillabi a rima baciata; il terzo e il quarto verso sono ottonari, il primo spesso con rima interna (Bambino: divino, eletto: pargoletto, amore: core, ecc.,) il secondo tronco (tremar, povertà, trasportò, ecc.); il quinto verso è un quinario che rima con il sesto verso, endecasillabo. Lo schema complessivo si può pertanto riassumere così: AAb(b)cC. Tale schema è particolarmente complesso, e non sembra avere precedenti illustri nella tradizione letteraria.

Il testo presenta numerose varianti (riportate in calce) a seconda delle edizioni, frutto in parte di interventi successivi dello stesso autore, ma altre da attribuire senz'altro alla tradizione popolare che presto si impadronì del brano.

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui tremar;
o Dio beato!
Ahi quanto ti costò l'avermi amato!
Ahi quanto ti costò l'avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
mancâro panni e foco[variante 1], o mio Signore,
mancâro panni e foco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
giacché ti fece amor povero ancora,
giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci il bel gioir del divin seno,[variante 2]
per venir a penar su questo fieno,
per venir a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core,
dove amor ti trasportò?
O Gesù mio,
perché tanto patir? Per amor mio!
perché tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù, t'intendo sì!
Ah, mio Signore,
tu piangi non per duol, ma per amore,
tu piangi non per duol, ma per amore.

Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato,
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto del mio petto,
se già un tempo fu così,
or te sol bramo:
caro non pianger più, ch'io t'amo e t'amo,
caro non pianger più, ch'io t'amo e t'amo.

Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no, ma veglia a tutte l'ore,
non dorme, no, ma veglia a tutte l'ore.
Deh, mio bello e puro Agnello,
a che pensi? dimmi tu.
O amore immenso,
"Un dì morir per te" – rispondi – "io penso",
"Un dì morir per te" – rispondi – "io penso".

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss'io?
ed altro, fuor di te, amar poss'io?[variante 3]
O Maria, speranza mia,
s'io poc'amo il tuo Gesù,
non ti sdegnare
amalo tu per me, s'io nol so amare!
amalo tu per me, s'io nol so amare!

 
  1. ^ Variante: Non sono panni e foco.
  2. ^ Variante: Tu, che godi il gioir nel divin seno, come vieni penar su questo fieno; altrove: Tu lasci il bel gioir del divin seno, per venir a penar su questo fieno.
  3. ^ Variante: Ed altr'oggetto amar come poss' io?[3]

Versioni moderne ed interpretazioni

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Di seguito alcune popolari incisioni moderne del canto:

Il compositore italiano Ottorino Respighi, inoltre, ha adattato la linea vocale del canto nel suo poema sinfonico Trittico Botticelliano, P 151; l'opera è ispirata a tre celebri dipinti di Sandro Botticelli (la Primavera, l'Adorazione dei Magi e la Nascita di Venere), e il tema di Tu scendi dalle stelle compare nel secondo movimento.[9]

  1. ^ A Deliceto come a Betlemme - La grotta che ispirò Tu scendi dalle stelle.
  2. ^ Alfonso Maria de’ Liguori, Operette Spirituali, ed. VI, presso Benedetto Gessari, Napoli, 1755.
  3. ^ Alfonso Maria de Liguori, Le Glorie di Maria e Canzoncine Spirituali, Torino, Giacinto Marietti, 1825, p. 17.
  4. ^ (EN) Claudio Villa – Le Intramontabili (1998, CD). URL consultato il 10 gennaio 2022.
  5. ^ (EN) Topo Gigio Con Hugo Blanco – Topo Gigio En Navidad (1975, Vinyl). URL consultato il 10 gennaio 2022.
  6. ^ Nini Rosso - Buon Natale Da Nini Rosso, su Discogs. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  7. ^ Various - Carnival! - The Rainforest Foundation, su Discogs. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  8. ^ Piccoli cantori di Torino, Buon Natale. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  9. ^ Elisa Cerasoli, Guida all'ascolto 11 e 12 febbraio 2017, su sinfonicaabruzzese.it. URL consultato il 22 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2020).

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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