Tudhaliya IV

sovrano ittita
Tudhaliya IV
Re degli Ittiti
In carica 1237 a.C. –
1209 a.C.
Predecessore Hattusili III
Erede Nerikkaili
Arnuwanda III
Successore Arnuwanda III
Nome completo Tashmi-Šarruma
Nascita Nerik, 1270 a.C. ca.
Morte Hattusa, 1209 a.C.
Padre Hattusili III
Madre Puduhepa
Consorte Principessa babilonese
Figli Arnuwanda III
Suppiluliuma II

Tudhaliya IV (Nerik, 1270 a.C. ca. – Hattusa, 1209 a.C.) è stato un sovrano dell'impero ittita dal 1237 al 1209 a.C.[1].

Tudhaliya IV

La giovinezza: inaspettatamente reModifica

Nato attorno al 1270 a.C., nell'immediato seguito dell'epocale scontro di Kadesh (1274) con gli Egizi[2], non era destinato a regnare: infatti la corona dell'impero era sulla testa del giovane cugino Mursili III, appena asceso al trono della "nuova" capitale ittita, Tarhuntassa. Il precedente sovrano Muwatalli II suo zio, infatti, in vista dello scontro con gli Egizi, aveva abbandonando con la corte la storica capitale Hattusa, cuore ittita da secoli, affidandola alla reggenza del fratello Hattusili, padre appunto di Tashmi-Sharrumma e stimato veterano di guerra nonché abilissimo diplomatico. Poco dopo lo scontro, nel 1272, il sovrano era deceduto, lasciando corona e trono di Tarhuntassa al primogenito Mursili.

Ben presto i rapporti tra il giovane sovrano e il potente zio si incrinarono e, dopo una rapida guerra civile, Hattusili depose il nipote, usurpandone il trono.

Immediatamente Hattušili III, per consolidare la posizione di re, mise in atto una serie di azioni diplomatiche interne ed esterne, tra le quali la nomina a "tuhkanti" (principe ereditario) del figlio maggiore Nerikkaili[3].

Sorprendentemente però a succedere a Hattusili alla sua morte, avvenuta nel 1237 a.C. non fu Nerikkaili ma Tudhaliya IV[4].

Gli storici hanno molto dibattuto sulle ragioni di tale cambiamento di rotta[5]: alcuni ritengono che Nerikkaili non fosse figlio della sposa principale del sovrano e Regina Regnante, la potentissima Puduhepa, come invece lo era Tudhaliya, bensì di una moglie secondaria e quindi erede di "secondo rango"; altri che la scelta di Tudhaliya sia stata motivata dagli eccellenti rapporti che questi aveva con Kurunta, fratello del detronizzata Mursili III e possibile pretendente al trono, scelta che avrebbe così garantito maggiore possibilità di stabilità al regno; qualcuno infine la ritiene semplicemente una scelta attitudinale, che abbia fatto preferire il figlio minore per le proprie caratteristiche; il quesito resta irrisolto, anche se l'ipotesi che sia stato scelto in quanto figlio maggiore di Puduhepa resta quella che riscuote maggiori consensi tra gli studiosi.

Qualunque fosse la ragione della scelta, alla morte del quasi ottantenne Hattusili III, salì al trono Tudhaliya IV, senza opposizione di Nerikkaili e forse senza essere mai stato nominato tuhkanti, ma venendo probabilmente associato al padre in una breve coreggenza[6].

Gli studiosi ipotizzavano inizialmente che Nerikkaili potesse essere premorto al padre e che questa fosse la ragione dell'ascesa di Tudhaliya, ma è proprio il nuovo re, nell'unica tavoletta bronzea ittita mai rinvenuta[7], quella del trattato col cugino Kurunta, a spiegare che "...mio padre rimosse mio fratello maggiore dal ruolo di tuhkanti, innalzandomi a re..."; al primo posto nell'elenco dei testimoni del trattato compare proprio il principe Nerikkaili, a conferma che il passaggio di consegne a Tudhaliya sia stata una scelta precisa di Hattusili.

Sorprendentemente ritroveremo poi Nerikkaili ancora nel ruolo di "tuhkanti" all'inizio del regno di Tudhaliya[8]: egli compare con tale titolo infatti nel cosiddetto "testo di Sahurunuwa" (1237-36 ca.), che precede di pochi anni la tavoletta bronzea del trattato con Kurunta (1235-33 ca.). L'ipotesi più accreditata è che il nuovo sovrano non avesse ancora eredi maschi all'epoca del primo e li avesse avuti invece al tempo della seconda (circostanza che ci fornisce la data approssimativa di nascita dell'erede di Tudhaliya, Arnuwanda III), e che avesse voluto in un certo senso "risarcire" il fratello privato della successione dal padre nominandolo temporaneamente ma prestigiosamente di nuovo tuhkanti.

D'altra parte l'ascesa di Tudhaliya pare essere stata preparata fino dalla tenera età, ripercorrendo una per una le tappe della carriera del padre[9]: sacerdote nella città sacra di Nerik, governatore di Hapkis, importante centro del Nord, Gal Mesedi (capo delle guardie reali) e infine sovrano; la stessa scelta (effettuata dalla madre Puduhepa) della consorte principale, una principessa babilonese, pare porlo in una posizione di rilievo rispetto al fratello Nerikkaili, cui era stata data in sposa la figlia del re-vassallo del Amurru.

Il regno di Tudhaliya, come anche quello del padre, fu improntato dal timore di perdere il trono, soprattutto in seguito a possibili faide familiari: troppo viva era ancora l'eco del colpo di Stato di Hattusili (sebbene largamente avallato dalla nobiltà Ittita) perché il sovrano non avesse a temere possibili pretese sulla corona da parte del vecchio ramo regnante; d'altra parte se Mursili III, ancora in vita, non pareva costituire una reale minaccia, c'erano da tenere in considerazione svariati potenziali pretendenti, in particolare appunto l'altro figlio di Muwatalli II, Kurunta.

KuruntaModifica

Questi era cresciuto ad Hakpis, nella casa di Hattusili, e i rapporti con Tudhaliya erano stati eccellenti fin da bambini; vinta la guerra civile, Hattusili aveva fissato proprio Kurunta (schieratosi dalla sua parte contro il fratello) su Tarhuntassa, come reggente della capitale secondaria ittita, allorquando aveva riportato la corte nella sede storica. E il primo atto di Tudhaliya sovrano sarà proprio quello di confermare il cugino al proprio posto. Nonostante doni, territori e attestati di stima, il timore che sotto la cenere Kurunta potesse covare sogni di riappropriarsi del trono che era stato del padre Muwatalli deve aver turbato i sonni del re per tutta la durata del proprio regno. A riprova del clima instabile che regnava a palazzo, va ricordato pure che Tudhaliya nei primi anni di regno sfuggì a un doppio attentato messo in atto dal fratellastro Heshni, in accordo con alcuni nobili[10].

Tudhaliya va a ovest: la rivolta ArzawaModifica

Come un secolo prima all'ascesa al trono di suo nonno Muršili II, attorno al 1235 a.C. il mondo Arzawa, periferia occidentale dell'impero, si sollevò in moti indipendentistici, alimentati dalla politica espansionistica del regno Egeo degli Ahhiyawa[11]. Tudhaliya intervenne con tempestività e fermezza e alla testa del suo esercito scese personalmente ad Ovest, domando le rivolte di Tarhuna-Radu, appropriatosi del potere sulla "Terra del fiume Seha" (la cui vicenda è nerrata dallo stesso sovrano nel cosiddetto Editto regale di Tudhaliya IV[12]), e del re-vassallo di Mira, Alantalli, sostituendo entrambi sul rispettivo trono con nuovi sovrani. Si rivoltò anche il regno suddito dei Lukka (la Licia), ma il re ittita uscì vincitore anche da questo scontro. Tudhaliya approfittò dell'occasione per sistemare una volta per tutte i conti proprio con l'ingerenza Ahhiyawa in area anatolica: assaltò e distrusse la città di Millawata/Mileto, da sempre base per le operazioni micenee nella zona, estromettendo definitivamente Ahhiyawa dalla storia anatolica, operazione mai riuscita in oltre un secolo ad alcun sovrano ittita[13].

Evidentemente preoccupato di non riuscire a controllare una periferia tanto variegata e in costante fermento come quella Arzawa, Tudhaliya prese una decisione "storica", mai attuata da nessun sovrano ittita in precedenza, ponendo il nuovo re di Mira, Tarkasnawa, come "supervisore regionale" dell'area Arzawa: in sostanza lo stato di Mira veniva elevato sopra quelli di Terra del fiume Seha, Wilusa (Troia)[14] e Hapalla, gli altri regni Arzawa appunto; questi avrebbero reso conto al sovrano di Mira che poi avrebbe riferito per tutta l'area al sovrano ittita[15]. Non è escluso, ma anzi possibile, che Tarkasnawa svolgesse lo stesso ruolo sui vicini territori di Masa, Millawata/Mileto e Lukka.

Guerra assira: la sconfitta di NihriyaModifica

 
Tudhaliya IV, re degli Ittiti. Rilievo situato a Yazılıkaya, Turchia.

Ma una nuova e ben più pericolosa minaccia incombeva all'orizzonte a nord-est: l'espansionismo assiro.

Già durante il regno di Mursili III gli Ittiti avevano perduto parte dello stato vassallo e assai ricco del Mitanni/Hanigalbat per mano degli aggressivi Assiri, da decenni in costante ascesa e giunti ormai a minacciare le due superpotenze dell'era, Ittiti ed Egizi. Dopo pochi anni dall'insediamento di Tudhaliya, ascese al trono mesopomatico Tukulti-Ninurta (1233), con il quale il sovrano ittita provò a intrattenere rapporti migliori dei precedenti sovrani; ma le mire espansionistiche assire furono chiare quando il neo-sovrano (1228 ca.) invase la ricca zona mineraria di Nihriya, nominalmente indipendente ma in realtà vicinissima per influenza politica e collocazione geografica al cuore del regno ittita. Tudhaliya allora rispose militarmente, convinto di poter contare sull'appoggio dei vassalli siriani e dei principati dell'area occupata, che invece non arrivò; lasciato da solo, l'esercito ittita andò incontro ad una cocente sconfitta a Nihriya, sotto il profilo del prestigio internazionale, enfatizzata oltre ogni limite dal sovrano assiro. Pur avendo ora la nuova potenza mesopotamica pericolosamente vicina ai propri territori, senza stati cuscinetti in mezzo, in realtà gli Ittiti non persero un metro di terreno[16] riducendo gli effetti pratici della sconfitta quasi a zero. Tukulti-Ninurta avrebbe potuto sfruttare il momento e cercare di sfondare oltre l'Eufrate (confine tra i due imperi) invadendo la ricca area siriana e la costa, ma commise l'errore strategico di dirigersi a sud-est per invadere la Babilonia, impresa militare dispendiosa sia sotto il profilo economico che umano, che poco profitto portò agli Assiri, precludendo loro invece altre e più fruttuose imprese militari, e mettendo così in salvo i possedimenti ittiti.

La secessione di TarhuntassaModifica

La seconda parte del regno di Tudhaliya fu così molto più tranquilla della prima, almeno per quanto concerne la politica estera, ma fu probabilmente[17] segnata da un evento che determinò il futuro degli ittiti: la secessione di Tarhuntassa.

I primi indizi in tal senso, data la completa assenza di fonti scritte, sono arrivati dall'archeologia: un anello è riemerso ad Hattusa col sigillo del Grande Re Kurunta, ed una stele nei pressi di Hatip (nella zona ove sorgeva Tarhuntassa) è stata decifrata e porta l'inequivocabile dicitura di rappresentare Kurunta, Grande Re, Labarna, figlio del Grande Re Muwatalli, titolo riservato solo ai sovrani Ittiti[18].

Oggi gli studiosi concordano quasi totalmente sul distacco di Tarhuntassa, ma non sulle modalità, ed ipotizzano diversi scenari.

Il più probabile, visto che nessuna fonte a noi giunta parla di uno scontro armato tra le due città Ittite nel 13^ secolo, è quello di un distacco politico di Kurunta dal cugino, una dichiarazione di indipendenza che avrebbe portato ad una effettiva spaccatura in due dell'Impero con due "Grandi Re"[19], forse verso la fine del regno di Tudhaliya (1220-15) o alla sua morte (1209) o a quella di suo figlio e successore Arnuwanda III (1207), della quale abbiamo notizie confuse; scenari quest'ultimi due poco probabili, visto che all'epoca Kurunta sarebbe stato quasi ottantenne!

Qualcuno (Bryce, supportato da Neve[20]) si spinge ad ipotizzare addirittura un breve avvicendamento sul trono di Hattusa tra i cugini (che daterebbe al 1227)[21], con Kurunta che avrebbe destituito per un breve periodo Tudhaliya, impegnato nella disastrosa campagna anti-Assira di Nihryia o immediatamente dopo; tale teoria trae fondamento dal ritrovamento di alcune parti delle mura e del quartiere del tempio di Hattusa bruciate in tale periodo[22], ma con immediati segni di ripresa nell'ultima parte del regno di Tudhaliya, con sviluppo architettonico e nuova pavimentazione nella stessa zona, proprio sotto la quale la tavoletta in bronzo col trattato tra i cugini è stata rinvenuta, bruciata ed intenzionalmente sepolta, rafforzando l'idea che sia stata interrata dopo l'incendio effetto del colpo di stato[23].

Comunque, anche secondo questa teoria, Tudhaliya IV si sarebbe riappropriato del trono in capo a pochi mesi[24], e il successivo destino di Kurunta, in un caso o nell'altro, resta ad oggi un mistero.

Secondo Bryce, a far da detonatore finale per la secessione di Kurunta dopo tanti anni di fedeltà ad Hattusili e Tudhaliya, potrebbe esser stato il ricongiumento col fratello esiliato Mursili III, scappato anche dall'Egitto e di nuovo attivo in Anatolia nel tentativo di riguadagnare il trono di Hattusa; Mursili potrebbe aver raggiunto Kurunta a Tarhuntassa, che certo non lo avrebbe consegnato a Tudhaliya: la successiva morte di Mursili[25], già molto avanti con gli anni, potrebbe aver spinto Kurunta ad avanzare le proprie rivendicazioni mirate non solo all'indipendenza ma come obiettivo finale alla conquista del trono di Hattusa[26].

I rapporti tra le due capitali ed i cugini dopo la secessione restano oggetto di indagine, anche se le iscrizioni del Sudburg nelle quali Šuppiluliuma II, figlio di Tudhaliya IV, rivendica, attorno al 1200-1190, una ampia campagna militare[27] nelle regioni anatoliche centro-meridionali contro le città di Tamina, Masa, Lukka, Ikuna e Tarhuntassa lascia ipotizzare che la vecchia capitale, nella propria secessione, si sia tirata dietro (o abbia sottratto ad Hattusa militarmente) una serie di regioni storicamente vassalle ittite, creando una autentica spaccatura in due dell'impero.

L'eredita di TudhaliyaModifica

Il sovrano morì nel 1209, lasciando un impero molto vasto, quanto quello del suo predecessore, se si eccettua la questione-Tarhuntassa che verrà affrontata da suo figlio Suppiluliuma II; rispetto alla propria ascesa, Tudhaliya lasciava un regno molto più stabile da un punto di vista politico avendone in definitiva pacificato e rinsaldato i confini, anche grazie al potenziamento di aree cuscinetto nelle zone piu instabili.

Tudhaliya portò lo sviluppo ed il livello architettonico a punte mai toccate in precedenza: nulla faceva presagire, apparentemente, che la fine dell'epopea ittita fosse così prossima.

Durante il suo regno furono approntate anche opere civili: ben tredici dighe furono costruite per affrontare la grande siccità che stava flagellando l'area anatolica e che gli storici considerano uno dei motivi piu importanti del crollo dell'impero[28]. Una di queste dighe sopravvive ancora oggi nei pressi di Alacahöyük.

A Tudhaliya succedette il figlio Arnuwanda III, tukhanti designato, che però morì dopo solo 18 mesi di regno, lasciando lo scettro al fratello Šuppiluliuma II, l'ultimo sovrano della grande epopea ittita.

NoteModifica

  1. ^ Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, Oxford University Press, 1998, ISBN 978-0-19-924010-4.
  2. ^ Fu sulla via del ritorno dal campo di battaglia che suo padre Hattusili conobbe la giovane sacerdotessa Puduhepa a Kizzuwadna. Si veda T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag 126.
  3. ^ T. Bryce, The kingdom of the Hittites, pp. 272-273.
  4. ^ T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag.272 e seg.
  5. ^ T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag.272-274 e note relative
  6. ^ Come sostenuto da vari studiosi, tra cui Bryce e Van den Hout: T. Bilgin, Officials and administration in the Hittite World pag 31-32
  7. ^ Nome ufficiale del reperto Bo 86/299, scoperta sotto la porta della Sfinge ad Hattusa nel '86, trascritta da Otten e poi tradotta per primo da Beckman nel '99
  8. ^ T. Bilgin, Officials and administration in the Hittite World pag.32
  9. ^ T. Bryce, The kingdom of the Hittites, pp. 295-299.
  10. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 268-271 e pag. 299-300.
  11. ^ Entità ancora non chiaramente identificata; molti autori la ritengono Micene o una coalizione di stati micenei facenti capo magari proprio a tale città (tra questi Bryce, Cline e Beckman); J. Latacz invece propone Tebe; Troy and Homer, pp. 240 e seg.
  12. ^ Nome ufficiale del reperto: CTH 211.4. Si vedano a tal proposito Beckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts, pp. 154-157.
  13. ^ Beckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts, pp. 156-157.
  14. ^ Trevor Bryce, I troiani ed i popoli vicini.
  15. ^ Lettera di Millawata, CTH182. Paragrafo 7,32-44.
  16. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites, pp. 316-319.
  17. ^ Gli storici non concordano se il distacco di Tarhuntassa sia avvenuto sotto il regno di Tudhaliya o alla sua morte
  18. ^ T. Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag.319.
  19. ^ In particolare per questa tesi Beal, D'Alfonso ed Hawkins, che suggerisce come la stele di Hatip che ritrae Kurunta, Grande Re, demarcasse il confine tra i regni di Hattusa e di Tarhuntassa. Contra Singer che ipotizza una divisione volontaria dell'impero in due parti per una migliore governabilità, con collaborazione fattiva tra i due cugini.
  20. ^ Più cauta Jasink che parla di "colpo di mano fallito" ma propende comunque per una spaccatura conflittuale dell'impero in due regni: "Il ruolo di Tarhuntassa", pag. 276-278
  21. ^ T. Bryce: The kingdom of the Hittites. Pag.319-321; lo stesso autore ammette tuttavia che tale ricostruzione è messa in dubbio dall'assenza di fonti scritte. Si veda The secession of Tarhuntassa; pag. 125.
  22. ^ Come rimarcato dal prof. Neve, direttore degli scavi archeologici ad Hattusa.
  23. ^ Joachim Latacz, Troy and Homer. Pag.82.
  24. ^ T. Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag.320-321.
  25. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 125-127.
  26. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 124.
  27. ^ Iscrizioni di Sudburg. Si veda Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 329.
  28. ^ M. Alparslam: The Hittites and their geography; European journal of archeology, nr. 18 (1) 2015. Pag.94.

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