Type 75 130 mm Multiple Rocket Launcher

Il lanciarazzi semovente Type 75 era un sistema d'arma sviluppato per trasportare i razzi da 130 mm sviluppati dalla Aerospace Division della Nissan Motor Company giapponese. Utilizzava le sospensioni, cingoli e il motore diesel del Type 73 Armored Personnel Carrier. La Komatsu era responsabile della struttura del veicolo, mentre la IHI Aerospace, nome assunto dalla divisione aerospazione della Nissan, progettò il lanciatore e i suoi razzi. Vennero costruiti anche 15 veicoli per la misura del vento Type 75, basati sullo stesso scafo e da impiegare per fornire informazioni di tiro ai lanciarazzi.

Type 75 130 mm Multiple Rocket Launcher
Type75MRLleftfront.jpg
Un lanciarazzi Type 75 al Museo delle armi Sinbudai di Camp Asaka in Giappone
Descrizione
Tipolanciarazzi
Equipaggio3
CostruttoreGiappone Komatsu
Data impostazione1973
Data entrata in servizio1975
Data ritiro dal servizio2010 circa
Utilizzatore principaleGiappone Giappone
Esemplari66
Altre variantiType 66 - veicolo per la misura del vento
Dimensioni e peso
Lunghezza5,8 m
Larghezza2,8 m
Altezza2,67 m
Peso16,5 t
Propulsione e tecnica
MotoreMitsubishi 4ZF (diesel)
Potenza300 hp
Sospensionibarra di torsione
Prestazioni
Velocità max53 km/h
Autonomia300 km
Armamento e corazzatura
Armamento primario30 razzi da 130 mm
Armamento secondario1 mitragliatrice M2 cal.50
Corazzatura frontalealluminio
Caratteristiche del razzo
  • peso: 43 kg
  • portata: 15 km
  • alzo: 0° a 50°
  • brandeggio: 100°
  • peso spoletta: 15 kg
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Nel 2001, il Giappone indicò alla United Nations Office for Disarmament Affairs che 61 lanciarazzi Type 75 erano ancora in servizio[1] insieme a 13 veicoli per la misura del vento. Il sistema d'arma viene rimpiazzato dallo statunitense MLRS, costruito su licenza in Giappone. Secondo l'editore Jane's, nel 2008 erano rimasti in servizio solo 20 lanciarazzi Type 75.

I razzi impiegati erano stabilizzati con alette e potevano essere lanciati singolarmente o tutti insieme in una salva della durata di 12 secondi.

NoteModifica

  1. ^ JGSDF Inventory circa 2001, su disarmament.un.org, Nazioni Unite. URL consultato il 24 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2011).

BibliografiaModifica

  • Chant, Christopher. A Compendium of Armaments and Military Hardware. New York e London: Routledge & Kegan Paul, 1987 ISBN 0-7102-0720-4, p. 120-1

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