UBI Banca

Banca italiana del Gruppo Intesa Sanpaolo
UBI Banca
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione2007
Sede principaleBergamo
GruppoIntesa Sanpaolo
Persone chiavePaolo Maria Grandi (presidente)
Gaetano Miccichè (Consigliere delegato e DG)
SettoreBancario
Fatturato3,638 miliardi di € (2019)
Utile netto251 milioni di € (2019)
Dipendenti19.940 (2019)
Slogan«Fare banca per bene»
Sito webwww.ubibanca.it/


UBI Banca S.p.A. (Unione di Banche Italiane) è una banca italiana con sede a Bergamo che a partire dal 5 agosto 2020, dopo il successo dell'OPAS, è parte del gruppo bancario Intesa Sanpaolo.

La sede storica della ex Banca Popolare di Bergamo in piazza Vittorio Veneto.

Nata il 1º aprile 2007 dalla fusione fra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda, UBI Banca era un gruppo bancario italiano di origine cooperativa, quarto per numero di sportelli, con 1.565 filiali in Italia, di cui 581 in Lombardia e 144 in Piemonte ed una rilevante presenza nelle regioni più dinamiche del Centro Italia e nel Sud Italia, con una quota di mercato del 6,8% al 30 giugno 2019.[1]

La forza lavoro dell'ex Gruppo UBI Banca è composta, al 30 giugno 2020, da 19.547 risorse.[2]

UBI Banca è stata quotata dal 2007 al 2020 sull'MTA della Borsa Italiana: dal 1º aprile 2007, quando è nata, al 4 agosto 2020, ininterrottamente nel suo indice principale (che fino al 29 maggio 2009 era lo S&P Mib, sostituito dal 1º giugno seguente dal FTSE MIB) e dal 5 agosto fino al al 5 ottobre 2020, quando è stata revocata, solamente sull'MTA.

StoriaModifica

UBI Banca S.p.A. che nasce il 1º aprile 2007 dalla fusione tra il gruppo BPU Banca ed il gruppo Banca Lombarda ed opera prevalentemente con clientela retail (famiglie, piccoli operatori economici e PMI ha sede a Bergamo.

La trasformazione in S.p.A.Modifica

In seguito al decreto legge, adottato il 20 gennaio 2015 dal Consiglio dei ministri, che impone alle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro la trasformazione da Società cooperativa per Azioni in società per azioni, UBI Banca ha proceduto ad adeguarsi alla nuova normativa. Il 10 ottobre 2015 l'assemblea straordinaria dei soci, riunita a Brescia, ha approvato la trasformazione da Società cooperativa per Azioni in Società per Azioni. La delibera è stata assunta in presenza di 5.032 soci (circa 2.500 presenti fisicamente), rappresentanti il 20,91% del capitale sociale; i voti a favore sono stati 4.975 rappresentanti il 20,88% del capitale sociale e il 98,87% dei voti espressi, i voti contrari sono stati 26, gli astenuti 31.[3]

Dal 12 ottobre 2015, data dell'iscrizione della delibera presso il Registro delle Imprese di Bergamo, UBI Banca è S.p.A.[4]

Nasce il Gruppo UBI BancaModifica

Il gruppo era formato da una rete di banche locali, le quali tra il 2016 e il 2017 sono state fuse per incorporazione nella capogruppo UBI Banca.
Le banche rete incorporate sono:

  • Banca Popolare di Bergamo S.p.A., con sede a Bergamo, presente fondamentalmente in Lombardia e in particolare nelle provincie di Bergamo, Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese, oltre che in Lazio (fusa per incorporazione il 19 febbraio 2017 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banco di Brescia S.p.A., con sede a Brescia, presente in Lombardia e in particolare nelle provincie di Brescia e Lodi, in Lazio, Veneto e Friuli Venezia Giulia (fusa per incorporazione il 19 febbraio 2017 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banca Popolare Commercio e Industria S.p.A., con sede a Milano, era presente in Lombardia e in particolare nelle provincie di Milano e Pavia, in Emilia-Romagna e in Lazio (fusa per incorporazione il 21 novembre 2016 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banca Regionale Europea S.p.A., con sede a Torino, era presente prevalentemente nel nord-ovest, dopo che il 22 ottobre 2012 ha incorporato il Banco di San Giorgio, acquisendo così i suoi sportelli, dislocati tutti in Liguria e che continuano tuttavia a conservare il marchio della banca genovese. (fusa per incorporazione il 21 novembre 2016 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banca Popolare di Ancona, con sede a Jesi (AN), presente nelle Marche, in Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania e Lazio (fusa per incorporazione il 19 febbraio 2017 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banca Carime, con sede a Cosenza, presente in Puglia, Campania, Basilicata e Calabria (fusa per incorporazione il 19 febbraio 2017 in UBI Banca S.p.A.)
  • Banca di Valle Camonica, con sede a  Breno (BS), presente in Lombardia e in particolare nelle provincie di Brescia, Bergamo, Como, Sondrio. (fusa per incorporazione il 19 febbraio 2017 in UBI Banca S.p.A.)

Al 31 dicembre 2018, l'ex gruppo presentava, in riferimento al capitale:[5]

  • un rapporto Common Equity Tier 1[6] "phased in"[7] all'11,7%;
  • un Total Capital Ratio[8] “phased in” al 13,80%;
  • in riferimento alla liquidità un Liquidity Coverage Ratio[9]>1 e un Net Stable Funding Ratio[10] > 1 e riguardo alla leva finanziaria[11] un Leverage Ratio Basilea III[12] "phased in" al 5,45%.

Il 27 giugno 2016, l'ex gruppo ha presentato il piano industriale 2019-2020[13], aggiornato l'11 maggio 2017 a seguito del perfezionamento dell'acquisizione di tre bridge banks[14].

Le acquisizioniModifica

A gennaio 2017 l'ex gruppo UBI Banca ha deliberato[15] l'offerta vincolante per l'acquisto del 100% del capitale delle seguenti banche: Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio S.p.A. e la Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, facenti parte delle Target Bridge Institutions, al prezzo di un euro, ma dovendole ricapitalizzare. L'assemblea del gruppo ha quindi approvato un aumento di capitale di 400 milioni. L'offerta effettuata ha inoltre previsto, prima del closing dell'operazione, la cessione pro-soluto da parte delle Target Bridge Institutions di circa 2,2 miliardi di euro di crediti lordi deteriorati, venduti al Fondo Atlante. Il 10 maggio 2017, in seguito alla sopramenzionata cessione dei crediti, si è conclusa l'operazione al prezzo di 713 milioni di euro[16].

In seguito all'acquisizione delle Target Bridge Institutions entrano a far parte del gruppo Nuova Banca delle Marche S.p.A., Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio S.p.A., la Nuova Cassa di Risparmio di Chieti S.p.A., Banca Federico del Vecchio S.p.A. (controllata di Banca Etruria), Cassa di risparmio di Loreto S.p.A. (98,86%) (controllata di Banca Marche), Oro Italia Trading S.p.A. (controllata di Banca Etruria), BancAssurance Popolari S.p.A. (89,53%) (controllata di Banca Etruria) e BancAssurance Popolari Danni S.p.A. (controllata di Banca Etruria tramite BancAssurance Popolari).

Dal 16 ottobre 2017 Banca Adriatica (ex Nuova Banca Marche) e Carilo (Cassa di risparmio di Loreto) tramite fusione per incorporazione sono entrate nella capogruppo. Gli effetti verso i terzi della fusione di Banca Adriatica e di Carilo in UBI Banca decorrono dal 23 ottobre 2017, gli effetti contabili e fiscali della fusione dal 1º ottobre 2017. Dal 27 novembre 2017 Banca Tirrenica S.p.A. (ex Banca Etruria) e la sua controllata Banca Federico del Vecchio S.p.A. sono state fuse per incorporazione nella capogruppo UBI Banca S.p.A. Dal 26 febbraio 2018 Banca Teatina S.p.A. (ex Carichieti) è stata fusa per incorporazione nella capogruppo UBI Banca S.p.A.[17]

Dopo la realizzazione della "Banca Unica", e con la successiva integrazione delle cosiddette “Bridge Banks”, la rete è stata suddivisa in macro aree territoriali, a presidio dei territori di storico radicamento delle banche:

  • Bergamo e Lombardia Ovest (con sede a Bergamo);
  • Brescia e Nord Est (con sede a Brescia);
  • Milano ed Emilia-Romagna (con sede a Milano);
  • Nord Ovest (con sede a Torino);
  • Lazio Toscana Umbria (con sede a Roma);
  • Marche Abruzzo (con sede a Jesi);
  • Sud (con sede a Bari).

Il Piano industriale 2019-2020Modifica

Una volta approvata la creazione della Banca Unica tramite la fusione di sette banche rete in UBI Banca, è stata prevista una crescita dei proventi operativi da circa 3,4 miliardi di euro a 3,8 miliardi nel 2020. Un ulteriore obiettivo si basa su una grande riduzione del costo del credito, per opera del decremento di flussi dei crediti deteriorati. Tutti gli obiettivi del piano industriale 2019-20 si sviluppano sulla base di uno scenario economico abbastanza prudente, vista la modesta crescita del PIL. In aggiunta, la crisi economica e l'evoluzione tecnologica hanno cambiato in modo colossale i bisogni della clientela e di molte imprese, le quali non sono soddisfatte di servizi delle banche.

UBI nel Gruppo Intesa SanpaoloModifica

Il successo dell'OPAS di Intesa SanpaoloModifica

Il 17 febbraio 2020 Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, annuncia a sorpresa il lancio di una OPS (Offerta pubblica di scambio) volontaria per 4,9 miliardi di euro nei confronti di UBI Banca. La proposta iniziale prevedeva che per ogni 10 azioni di UBI Banca saranno corrisposte 17 azioni di Intesa Sanpaolo di nuova emissione con un premio del 27,6% rispetto alla quotazione in Borsa di venerdì 14 febbraio (ex-dividend). Inoltre il 27 aprile 2020 Intesa, che con il successo dell'operazione accede a tre milioni di clienti di UBI, ha sottoposto all'assemblea straordinaria la proposta di un aumento di capitale in sostegno dell'OPS, con voto favorevole della stessa.[18][19]

L'operazione di Intesa Sanpaolo è complessa in quanto, per prevenire possibili problemi con l'Antitrust, Intesa ha sottoscritto un accordo con BPER Banca che prevede l'acquisto da parte di quest'ultima di un ramo d'azienda comprensivo di 532 filiali prevalentemente nel Nord Italia con circa 1,2 milioni di clienti ed un accordo con Unipol per la cessione dei rami d'azienda delle compagnie assicurative Banca Assurance Popolari, Lombardia Vita e Aviva Italia (partecipate da UBI) e costituiti dai rapporti assicurativi sottoscritti dai clienti del ramo bancario ceduto a BPER. Il gruppo assicurativo bolognese ha sostenuto l'aumento di capitale di 802,26 milioni di euro di BPER, di cui è prima socia con il 19,9% al fine di sostenere l'impegno finanziario di quest'ultima per l'acquisizione in contanti del ramo bancario di cui sopra. L'operazione, che ha già ottenuto l'approvazione della Banca Centrale Europea, della Banca d'Italia, dell'IVASS e di altre autorità europee ed extra europee, prevede alla fine il delisting di UBI e la fusione tra le due banche.[18]

All'offerta viene aggiunto successivamente anche un conguaglio in denaro di 0,57 euro per ogni azione UBI consegnata, diventando così un'OPAS.

UBI esce dal FTSE MIBModifica

L'offerta si conclude il 30 luglio 2020 col raggiungimento del 91,0149% del capitale di UBI. Pertanto avendo superato il 90% del capitale sociale, sono partite le procedure di delisting che hanno portato Intesa Sanpaolo a diventare l'unico azionista di UBI Banca.[20][21] Dal 5 agosto 2020 UBI, avendo un flottante inferiore al 10%, è uscita dal FTSE MIB, l'indice principale della Borsa Italiana, in cui era presente ininterrottamente dalla sua nascita del 1º giugno 2009.

Micciché nuovo CD e DGModifica

Il 3 agosto 2020 Victor Massiah si dimette con effetto immediato dall'incarico di consigliere delegato e direttore generale.[22] Tre giorni dopo il cda di UBI, su proposta di Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, nomina al suo posto Gaetano Micciché, esperto di ristrutturazioni bancarie, con il compito di traghettare il progetto di integrazione tra le due banche.[23]

Il delistingModifica

Il successivo 5 ottobre intesa Sanpaolo ha effettuato il regolamento della procedura congiunta per esercitare il diritto di acquisto e contestualmente adempiere all'obbligo di acquisto avente a oggetto le azioni ordinarie di UBI Banca in circolazione non detenute, a seguito della conclusione dell’OPAS volontaria totalitaria da essa promossa in data 6 marzo 2020 sulle Azioni UBI Banca.

Conseguentemente Borsa Italiana ha disposto la revoca delle azioni di UBI Banca dalla quotazione sull'MTA, (ossia il delisting) a decorrere dal 5 ottobre 2020.

Intesa Sanpaolo nomina Grandi nuovo presidenteModifica

Via libera alla nuova UBI targata Intesa Sanpaolo. Il 15 ottobre 2020 l’assemblea ordinaria di UBI Banca, controllata al 100% da Intesa Sanpaolo, ha nominato il nuovo board per il triennio 2020-22, che in verità è a scadenza, visto che UBI Banca verrà incorporata nella capogruppo nel corso del 2021.

A guidare il nuovo consiglio come presidente, è Paolo Maria Grandi affiancato da Gaetano Miccichè che già dal 6 agosto ricopre il ruolo di consigliere delegato e direttore generale della banca.

Grandi subentra a Letizia Moratti che era presidente dal 12 aprile 2019.

AzionistiModifica

Dal 5 ottobre 2020 Intesa Sanpaolo S.p.A. detiene il 100% del capitale sociale di UBI Banca e ne è dunque l'azionista unico.

Capitale socialeModifica

Il capitale sociale di UBI Banca ammonta a 2.843.177.160,24 euro, costituito da n. 1.144.285.146 azioni ordinarie prive del valore nominale.[24]

Consiglio di amministrazioneModifica

Il 15 ottobre 2020, l’assemblea ordinaria di UBI Banca ha nominato il nuovo cda per il triennio 2020-22, indicato da Intesa Sanpaolo che la controlla al 100%.

A guidare il nuovo consiglio come presidente, è Paolo Maria Grandi, attuale Chief governance officer di Intesa Sanpaolo e figura strategica all’interno del gruppo bancario. È stato confermato Gaetano Miccichè, banchiere di lunga esperienza che già dal 6 agosto ricopre il ruolo di consigliere delegato e direttore generale della banca. Nominato vicepresidente Bruno Picca, membro del Cda di Intesa Sanpaolo che in passato ha ricoperto diversi ruoli di vertice all’interno del gruppo.

Gli altri eletti del board sono: Paola Angeletti, Laura Vigano', Giovanni Boccolini, Giuseppe Attana', Anna Simioni, Felice Scalvini, Alessandra Vitali Rosati, Luigi Arturo Bianchi, Stefania Mancino, Cristina Flaim, Mario Ciaccia e Marialuisa Cicognani. Luigi Arturo Bianchi è stato nominato presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione.

Il nuovo board, che ha formalmente una durata fino al 2022, è in verità di breve durata, visto che UBI Banca verrà incorporata nella capogruppo nel corso del 2021.

L'ex Gruppo UBI BancaModifica

Storia e significato del nomeModifica

Nel 2007 il Gruppo BPU e il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese si sono uniti, dando forma ad UBI Banca - Unione di Banche Italiane.

Il Gruppo BPU era nato nel 2003, grazie all'unione tra Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio e Industria. Le due banche hanno una storia ultracentenaria, risalente sin all'Unità d'Italia.

Il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese, invece, era nato nel 1998 e l'anno seguente l'attività bancaria è stata affidata al Banco di Brescia. Nel 2000, il gruppo cresce di rilievo e nel corso dello stesso anno assume il nome di Banca Lombarda e Piemontese.

UBI Banca ha una copertura multiregionale, con più di 1500 filiali, ovvero le sedi secondarie appartenenti ad un'organizzazione più vasta. Inoltre, interagisce con oltre quattro milioni di clienti. UBI Banca è presente a livello internazionale, attraverso banche, filiali e numerosi uffici di rappresentanza.

Il nome e il simbolo della banca ne caratterizzano gli elementi fondanti: l'unione e la partecipazione che rendono la Banca polifunzionale, federale e integrata. La necessità di adottare un acronimo idoneo e al contempo ambizioso ne ha condizionato la scelta, la quale è ricaduta su UBI, ossia un termine latino che significa "ovunque" e ha rispecchiato gli intenti del gruppo: essere ovunque, in modo da diventare un punto di riferimento a livello nazionale.

L'ex strutturaModifica

Il gruppo era composto da:

  • una banca on-line specializzata nella gestione degli investimenti di individui e famiglie:
    • IW Bank S.p.A. (IWBank Private Investments) (controllata al 100%)
  • società attive nel:
    • cessione del quinto: Prestitalia S.p.A. (controllata al 100%) e UFI Servizi S.r.l. (partecipata al 23,1667% da Prestitalia)
    • asset management: Pramerica SGR S.p.A. (controllata al 65%, il 35% è di proprietà di Prudential Financial Inc. con logo Pramerica Financial) e Pramerica Management Co Sa (Lussemburgo) (controllata al 100% da Pramerica SGR)
    • servizi fiduciari: UBI Trustee Sa (controllata al 100%)
    • servizi di formazione e sviluppo professionale: UBI Academy S.c.r.l. (controllata al 100%)
    • factoring: UBI Factor S.p.A. (controllata al 100%)
    • leasing: UBI Leasing S.p.A. (controllata al 100%)
    • bancassicurazione:
      • Lombarda Vita S.p.A. (controllata al 40%, il 60% è di proprietà di Cattolica Assicurazioni)
      • Aviva Vita S.p.A. (controllata al 20%, l'80% è di proprietà di Aviva)
      • BancAssurance Popolari S.p.A. (100%)
        • UBI Sicura S.p.A. (100%)
  • una società di servizi: UBI Sistemi e Servizi S.C.p.A. (controllata al 98,56%) (restante 1,44% è detenuto da Cargeas Assicurazioni S.p.A. già UBI Assicurazioni S.p.A. controllata da BNP Paribas Cardif SA)
  • una Re.O.Co.: Kemodus S.r.l. (controllata al 100%)
  • una società immobiliare BPB Immobiliare S.r.l. (controllata al 100%)
  • Polis Fondi SGR.p.A.(partecipata al 19,6%)
  • Montefeltro Sviluppo SCRL (partecipata al 26,3699%)
  • SF Consulting Srl (partecipata al 35%)
  • Zhong Ou Asset Management Co. Ltd (partecipata al 25%)
  • società veicolo per la cartolarizzazione di crediti:
    • UBI Finance S.r.l. (controllata al 60%)
    • UBI Finance CB 2 S.r.l. (controllata al 60%)
    • . 24-7 Finance S.r.l. (controllata al 10%)
    • . UBI Finance 2 S.r.l. - in liquidazione (controllata al 10%)
    • UBI SPV Group 2016 S.r.l. (controllata al 10%)
    • UBI SPV Lease 2016 S.r.l. (controllata al 10%)
    • Mecenate S.r.l. (controllata al 95%)

Prestitalia S.p.A.Modifica

Le attività di Prestitalia iniziano 1998.[25] Nel 2007 e 2008 la società ha aderito alle convenzioni, per l'erogazione di prestiti agli iscritti, rispettivamente con l'Inpdap e con Inps.[25]

Nel 2007 inizia una modifica dell'assetto societario con l'ingresso di UBI Banca nel capitale sociale, modifica che culminerà nel settembre del 2010 con la completa acquisizione da parte di UBI Banca.[25]

UBI Factor S.p.A.Modifica

È la sesta società italiana di factoring con un volume complessivo di operazioni realizzate nel 2016 pari a circa 9 miliardi di Euro.[26]

Fondata nel 1981 con la denominazione di "CBI Factor " ad opera di un gruppo di banche su iniziativa dell'Istituto di banche e banchieri. CBI Factor venne acquisita alla fine degli anni novanta dal gruppo Banca Lombarda. Nel 2005 CBI Factor si è fusa con Veneta Factoring.

A seguito della fusione di Banca Lombarda con BPU, che ha dato origine al gruppo UBI Banca, ha cambiato denominazione e, a partire dal 24 settembre 2008, diventa "UBI Factor".

La direzione generale della UBI Factor ha sede a Milano, mentre a Pordenone si trova una unità operativa. La società è presente in Polonia con una propria succursale a Cracovia.

IWBank S.p.A.Modifica

IWBank Private Investments è la banca online specializzata nella gestione degli investimenti di individui e famiglie, nata dall'integrazione tra IWBank e UBI Banca Private Investment, la rete di promotori del Gruppo, il 25 maggio 2015.

Operativa come servizio di trading di @Imiweb Sim sin dal 1999, venne trasformata in banca del gruppo Sanpaolo IMI nel 2001 (Imiweb bank).

Il controllo della banca, nel corso degli anni, è passato dall'allora SanPaolo IMI (2003) a Centrobanca (gruppo UBI Banca) e al management IWBank, fino ad essere detenuta al 100% da UBI Banca nel 2011.

Nel mese di agosto 2014 è stato deliberato l'avvio del progetto di integrazione con UBI Banca Private investment che ha portato alla costituzione di IWBank Private Investments.

A luglio 2017 IWBank è il secondo operatore in Italia per volumi scambiati sul mercato MTA di Borsa Italiana[27]; l'offerta comprende servizi di Consulenza sugli Investimenti, Pianificazione Finanziaria, Trading e Online Banking.

Posizionamento di mercatoModifica

Il Gruppo UBI Banca era la quarta rete distributiva per numero di sportelli (quota di mercato del 6,7% al 31 dicembre 2018[1]), quarto gruppo nazionale in termini di crediti netti verso clientela (quota di mercato 6,1% al 30 settembre 2018[1]), quinto gruppo nazionale in termini di totale attivo (125,3 miliardi di euro al 31 dicembre 2018[1]) e raccolta diretta da clientela (quota di mercato 4,5% al 30 settembre 2018[1]).

Presenza internazionaleModifica

Con la presenza estera e con il programma UBI World, la Banca offre supporto alle imprese italiane clienti anche sui mercati esteri, assicurando la necessaria assistenza finanziaria e una serie di servizi di supporto all'internazionalizzazione dell’attività. Le filiali sono presenti a Cracovia, Madrid, Monaco di Baviera, Nizza, Mentone e Antibes. Ci sono vari Uffici di Rappresentanza a Casablanca, Dubai, Hong Kong, Mosca, Mumbai, New York, San Paolo e Shanghai.

Dati finanziariModifica

Quella che segue è la tabella di comparazione dei dati finanziari consolidati dell'ex Gruppo UBI.[28]

Anno Proventi operativi netti

(in milioni di €)

Utile di esercizio

(in milioni di €)

Totale dell'attivo

(in milioni di €)

Patrimonio netto

(in milioni di €)

2019 3.638 251 126.525 9.491
2018 3.519 425 125.306 9.163
2017 3.578 690 127.376 9.925
2016 3.119 -830 112.384 9.820
2015 3.371 117 117.201 9.865
2014 3.410 -726 121.787 10.530
2013 3.437 251 124.242 10.088
2012 3.526 83 132.434 9.655
2011 3.438 -1.841 129.804 10.781
2010 3.496 172 130.559 10.807
2009 3.906 270 122.313 11.141
2008 4.090 69 121.956 11.071
2007 4.459 941 130.559 10.849
2006 4.278 852 116.164 10.651

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019 (PDF), su ubibanca.it, 26 febbraio 2020. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  2. ^ UBI Banca – Risultati 2019, su ubibanca.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  3. ^ Comunicato UBI Banca 10 ottobre 2015 (PDF), UBI Banca, 10 ottobre 2015. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  4. ^ Comunicato UBI Banca 12 ottobre 2015 (PDF), UBI Banca, 12 ottobre 2015. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  5. ^ Indicatori di redditività e rischio, UBI Banca. URL consultato il 22 marzo 2019.
  6. ^ Aggregato patrimoniale regolamentare, costituito prevalentemente da azioni ordinarie e riserve di utili. Per valutare la solidità patrimoniale delle banche vengono impiegati degli indicatori, chiamati ratio. Il "Cet 1 ratio" (o "Common equity tier 1 ratio") è il rapporto tra Cet 1 e la attività ponderate per il rischio.
  7. ^ Misura determinata avendo a riferimento le previsioni di calcolo pro tempore applicabili nel cosiddetto periodo transitorio, durante il quale le nuove regole saranno applicate in proporzione crescente.
  8. ^ Il Total Capital è l'ammontare complessivo di capitale regolamentare detenuto per soddisfare i requisiti patrimoniali imposti dalla normativa di vigilanza. Il Total Capital Ratio è dato dal rapporto tra il Total Capital e il valore delle attività ponderate per il rischio.
  9. ^ L'indicatore esprime il rapporto tra il valore dello stock di attività liquide di elevata qualità in condizioni di stress e il totale dei deflussi di cassa netti calcolato secondo determinati parametri di scenario. Il valore del rapporto non dovrà essere inferiore al 100%. Esso mira ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide, non vincolate, che possano essere convertite in contanti per fronteggiare il proprio fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in uno scenario di stress. Tale indicatore è stato introdotto a partire dal 1º gennaio 2015, ma il livello minimo richiesto è inizialmente pari al 60% con un progressivo incremento fino a raggiungere il 100% il 1º gennaio 2019 (Bilancio UBI Banca, 2014, pag 758)
  10. ^ L'indicatore esprime il rapporto tra l'ammontare disponibile di provvista stabile e l'ammontare obbligatorio di provvista stabile. Il coefficiente, che entrerà in vigore il 1º gennaio 2018. L'indicatore stabilisce un ammontare minimo accettabile di raccolta stabile basato sulle caratteristiche di liquidità delle attività e delle operazioni di un'istituzione su un orizzonte temporale di un anno (Bilancio UBI Banca, 2014, pag 759)
  11. ^ L'indice di leva finanziaria di Basilea III è definito come rapporto fra il patrimonio di base e le attività in bilancio e fuori bilancio
  12. ^ Al fine di contenere l'indebitamento complessivo delle banche, in base ai requisiti di Basilea 3, il livello massimo di leva finanziaria (leverage ratio) è fissato nella misura del 3%: il patrimonio di base deve essere almeno pari al 3% delle attività in bilancio e fuori bilancio
  13. ^ Piano Industriale UBI 2019-2020 (PDF), UBI Banca. URL consultato il 5 agosto 2016.
  14. ^ UBI Banca, Massiah commenta la trimestrale e l'acquisizione delle bridge banks, Arnoldo Mondadori Editore Spa. URL consultato il 9 agosto 2017.
  15. ^ Ubi Banca: ufficiale l’acquisto del 100% di Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, in bergamonews.it, 18 gennaio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  16. ^ Ubi compra Banca Marche, Etruria e CariChieti. Ad Atlante 2,2 miliardi di crediti deteriorati, in ilsole24ore.com, 10 maggio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  17. ^ News - Banca Teatina, su www.carichieti.it. URL consultato il 19 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2018).
  18. ^ a b Ecco l'offerta a sorpresa di Intesa Sanpaolo su UBI Banca, su ansa.it, 18 febbraio 2020. URL consultato il 19 febbraio 2020.
  19. ^ Intesa Sanpaolo lancia un'offerta su UBI Banca da 4,9 miliardi, su repubblica.it, 17 febbraio 2020. URL consultato il 19 febbraio 2020.
  20. ^ Il Sole 24 ore. Ubi diventa di Intesa Sanpaolo: le adesioni all’Ops volano al 72%.
  21. ^ https://www.agi.it/economia/news/2020-07-30/intesa-sanpaolo-chiusa-opas-ubi-banca-adesioni-9299774/
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