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Ula Tirso
comune
Ula Tirso – Stemma Ula Tirso – Bandiera
Ula Tirso – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoOvidio Loi (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°02′42.81″N 8°54′12.97″E / 40.045226°N 8.903604°E40.045226; 8.903604 (Ula Tirso)Coordinate: 40°02′42.81″N 8°54′12.97″E / 40.045226°N 8.903604°E40.045226; 8.903604 (Ula Tirso)
Altitudine348 m s.l.m.
Superficie18,85 km²
Abitanti516[1] (30-11-2018)
Densità27,37 ab./km²
FrazioniSanta Chiara del Tirso
Comuni confinantiArdauli, Busachi, Ghilarza, Neoneli, Ortueri (NU)
Altre informazioni
Cod. postale09080
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095068
Cod. catastaleL488
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) ulesi
(SC) ulesos
Patronosant'Andrea
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ula Tirso
Ula Tirso
Ula Tirso – Mappa
Posizione del comune di Ula Tirso all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale
La grande diga di Santa Chiara, ormai dismessa

Ula Tirso[2] (Ula è l'antico toponimo in sardo,[3] successivamente è stato aggiunto Tirso per via del vicino fiume con questo nome; erroneamente noto anche come Ulà Tirso[4][5]) è un comune italiano di 516 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, nella regione storica del Barigadu.

Geografia fisicaModifica

Il territorio di Ula Tirso confina con i seguenti comuni: a sud Busachi, il paese più vicino a Ula, situato a soli 2,7 km a nord-est Neoneli, a est Ortueri, a nord Ardauli e a nord-ovest Ghilarza.

StoriaModifica

Area abitata fin dall'epoca nuragica per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi, nel medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Parte Barigadu. Alla caduta del giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla definitiva sconfitta degli arborensi (1478) passò sotto il dominio aragonese. Formò un feudo che passò sotto la signoria di diversi signori. Nel 1774, in epoca sabauda, entrò a far parte del marchesato di Neoneli, concesso in feudo a Pietro Ripoll Manca. Il feudo rimase ai Ripoll fino al 1837, quando passò ai Sanjust, per il matrimonio di Maria Angela Ripoll e Carlo Enrico Sanjust, barone di Teulada al quale fu riscattato agli nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, per diventare un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

Lingue e dialettiModifica

La variante del sardo parlata a Ula Tirso è riconducibile alla Limba de mesania.

CulturaModifica

EventiModifica

La festa principale è La Maddalena che si festeggia il 22 luglio, ma si festeggia anche il patrono sant'Andrea il 30 novembre, giorno in cui si usa anche gustare il vino novello, il 13 dicembre è invece festeggiata santa Lucia con balli e dolci e a gennaio, come negli altri paesi del circondario e della zona nord-est della provincia di Oristano, si festeggia sant'Antonio Abate con la tradizionale tuva (falò) e balli accompagnati dal pane cun gherdas, un tipico pane sardo fatto con il lardo o con lo strutto di maiale. e vino a volontà; a febbraio c'è il carnevale con le tradizionali sfilate rigorosamente accompagnate dalla maschera ulese s'urtzu e sos bardianos. Per Pasqua sono invece da non perdere i riti antichissimi della settimana santa, il più toccante dei quali è s'iscravamentu, il rito della rimozione di Cristo dalla croce, il venerdì con la processione notturna. Questo rito è diffuso in tutta la Sardegna ed è di origine catalana, derivando il nome dal catalano desclavament, letteralmente "schiodamento".

Un altro santo che si festeggia è sant'Isidoro, l'ultimo sabato di maggio, in località Besela dove, grazie alla donazione di un terreno da parte di un generosissimo ulese emigrato in provincia di Verona, nel 1996 la popolazione ha costruito una chiesetta campestre dedicandola al Santo agricoltore; la festa è l'occasione per gustare la tipica pecora bollita accompagnata da gustosi formaggi locali e vino sino a tarda sera.

Nel mese di agosto è la volta della sagra dedicata alla tipica pasta ulese: sos cannisones, ma non mancano le svariate e gustose qualità di dolci tipici, il pane, i formaggi, il bollito di pecora, i vini, i liquori del posto e il miele. Sempre nel mese di agosto si festeggia l'emigrato: grazie alla collaborazione e partecipazione di tutto il paese ogni anno si organizza una cena all'aperto accompagnata da musica e balli tradizionali dove la maggior parte degli emigrati si danno appuntamento per trascorrere una serata di allegria con tutta la popolazione.

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Comune di Ula Tirso, su comune.ulatirso.or.it. URL consultato il 3 maggio 2016.
  3. ^ Consiglio della Provincia di Oristano, Comune delimitato di lingua sarda ai sensi dell'art.3 della Legge 482/1999 con Delibera di Consiglio n. 25 del 2004 della Provincia di Oristano., in Delibera n.25.
  4. ^ 14º Censimento della Popolazione e delle Abitazioni, su Istat.it. URL consultato il 3 maggio 2016.
  5. ^ 12º censimento generale della popolazione, Istat, 1985, p. 39. URL consultato il 12 gennaio 2017.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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