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Ulisse Igliori

politico, dirigente sportivo e imprenditore italiano
Ulisse Igliori
Ulisse igliori.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII, XXIX

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione delle costruzioni edili

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Professione imprenditore

Ulisse Igliori (Firenze, 18 dicembre 1895Roma, 19 settembre 1966) è stato un politico, dirigente sportivo e imprenditore italiano, tenente del Regio Esercito, medaglia d'oro al valor militare nella prima guerra mondiale, protagonista dell'impresa di Fiume nel 1919, tra i capi militari della Marcia su Roma, e a capo dello squadrismo a Roma negli anni Venti. Fondò assieme a Italo Foschi e a Renato Sacerdoti la società di calcio Roma. Fu deputato e poi consigliere nazionale dal 1924 al 25 luglio 1943.

Indice

BiografiaModifica

La guerra e lo squadrismoModifica

Durante la prima guerra mondiale, tenente degli arditi del 70º Reggimento fanteria, medaglia d'argento al valore nella battaglia di Oslavia, appena ventenne Ulisse Igliori si comportò eroicamente nell'assalto al Monte Maronia, dove restò vittima della mutilazione del braccio sinistro. Il 16 maggio 1916 fu insignito della medaglia d'oro al valor militare.

Catturato dagli austriaci, fu internato per dieci mesi nel Campo di Mauthausen e poi rimpatriato avendo nel frattempo contratto la tubercolosi.

Nel 1919 si trovava a Trieste come impiegato della Banca italiana di sconto e partecipò all'impresa di Fiume, e fu a capo della legione "La Disperata", che costituiva la Guardia del D'Annunzio.

Nell'ottobre del 1921 sfida a duello l'onorevole Benito Mussolini, reo di avergli impedito il duello con il giornalista e politico Francesco Ciccotti Scozzese, che lo aveva offeso[1]; il duello Mussolini-Ciccotti si svolse il 28 ottobre 1921 a Livorno). Il preannunciato duello tra l'eroe di guerra e il futuro Duce, che ebbe ampia eco sulla stampa dell'epoca, non ebbe poi luogo.

Passato al fascismo, si distinse nel 1921 per uno scontro con le Guardie Regie. Durante tali scontri Igliori è colpito al capo dal calcio di un moschetto: «Grondante sangue, cadeva a terra e veniva portato all'ospedale e poi, medicato, era portato in trionfo per le vie di Roma»[2]. Il toscano Igliori svolse un ruolo decisivo nell'assicurare alloggio vettovagliamento e trasporto a Monterotondo ai partecipanti alla Marcia su Roma, in qualità di comandante delle Squadre d'Azione del Lazio, agli ordini del triumvirato Bottai-Calza Bini-Polverelli.

L'attività politica e imprenditoriale durante il fascismoModifica

Negli anni successivi, dopo la presa del potere e la nascita della dittatura fascista, fu tra gli artefici del clima di terrore a Roma. Gaetano Salvemini lo riteneva il mandante dell'aggressione fascista a Giovanni Amendola, mentre secondo l'opinione pubblica antifascista del tempo Igliori non sarebbe stato estraneo al delitto Matteotti[3].

Igliori ebbe una posizione di assoluto prestigio durante il regime[4]: fu tra i fondatori del corpo militare della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nella quale assunse il ruolo di Luogotenente generale e nel 1922 fu contemporaneamente a capo delle Federazioni fasciste di Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna. Entrò nel direttorio nazionale del PNF nel 1924. Nello stesso anno fu eletto deputato del Regno d'Italia a Roma con la Lista Nazionale raccogliendo 10 000 preferenze. Nel 1939, allorché la Camera dei Deputati fu ribattezzata Camera dei Fasci e delle Corporazioni, Igliori divenne consigliere nazionale, carica che mantenne fino alla caduta del regime il 25 luglio 1943[5].

 
Un esempio di architettura Igliori-Piacentini: la sede dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra a Roma, prima grande commessa pubblica realizzata da Igliori.
 
Latina, palazzo del Governo (Prefettura)

Dal 1926, tuttavia, Igliori cominciò a spostare il baricentro delle proprie attività all'interno del regime dalla politica agli affari tout court. Prima tappa di rilievo fu la fusione della squadra sportiva Alba Roma (nata nel 1907), con l'Audace Roma formando l'Unione Sportiva Alba Audace, di cui assunse la presidenza. Nel 1927, attraverso una nuova fusione con la Fortitudo Roma e con il Roman fu poi costituita la società di calcio Roma, nella quale Igliori svolse il ruolo di amministratore delegato. Il passo successivo fu, nel 1927, la presidenza della Federazione romana degli enti autarchici.

Abbandonato nel 1928 l'impegno politico a tempo pieno (pur conservando fino al 1939 la carica di deputato), fondò la "Impresa Ulisse Igliori", società di costruzioni, e realizzò in Roma, a piazza Adriana, la Casa madre dei mutilati, esempio di architettura fascista, costruita per volontà di Carlo Delcroix, presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, su progetto dell'architetto Marcello Piacentini. L'edificio, ampliato nel 1934 a cura dello stesso Piacentini, oltre agli uffici dell'associazione dal 1984 ospita anche la Procura generale presso la Corte di Appello di Roma. Successivamente, realizzò anche l'edificio dell'Università di Trieste. Provvide anche al riassetto del "Museo Mussolini" in Roma, che aveva sede a Palazzo Vidoni Caffarelli.

La ditta Igliori partecipò anche alla bonifica dell'Agro Pontino e alla realizzazione della nuova città di Littoria, l'odierna Latina, dove in particolare realizzò il "Palazzo del Governo".

L'impresa di costruzioni aveva ottimi rapporti con l'amministrazione della Difesa. Nel 1937 Igliori realizzò a Firenze la sede della scuola di Applicazione dell'Aeronautica italiana (su progetto di Raffaello Fagnoni), nel Parco delle Cascine. Anche le caserme di Viterbo, in località Acque Albule e la galleria sotterranea antiaerea dell'Università di Trieste furono opera dell'impresa Igliori.

Nel 1937 fondò assieme ad Elia Federici, il costruttore di origini abruzzesi che aveva realizzato Via dell'impero (oggi via dei Fori Imperiali) a Roma, la società cinematografica Mediterranea film, di cui fu presidente fino al 1943 Alessandro Chiavolini, già redattore del Popolo d'Italia e segretario particolare di Mussolini.[6] Ma con il Federici, soprattutto, Ulisse Igliori costituì la società di costruzioni "Federici & Igliori", che ottenne l'appalto per la realizzazione dei cosiddetti "alberghi di massa" in prossimità della prevista E.42, l'avveniristico quartiere destinato dal Regime all'Esposizione Universale, l'odierno quartiere EUR. Nel dopoguerra i due giganteschi fabbricati, che si trovano a piazza dei Navigatori e in via Cristoforo Colombo, furono riconvertiti in edifici di civile abitazione. Un terzo fabbricato non fu mai portato a termine. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Igliori si mise nuovamente a disposizione de regime, ed essendo luogotenente generale della MVSN, ricevette l'incarico di ufficiale di collegamento tra la Milizia e il quartier generale del Principe di Piemonte, situato a Sessa Aurunca. Ebbe anche il compito di impostare l'addestramento dei nuovi reparti femminili dell'esercito. Non aderì comunque alla R.S.I..

Alla caduta del fascismo, Igliori fu tratto in arresto il 26 agosto 1943, e denunciato per indebiti arricchimenti davanti alla Commissione speciale appena istituita da Badoglio per accertare tali delitti, ma rapidamente rimesso in libertà.

Nel dopoguerraModifica

Dopo la Liberazione di Roma da parte degli Alleati nel giugno 1944, Igliori fu incluso negli elenchi delle personalità sottoposte a procedimento di epurazione e anche inquisito dalla magistratura con l'accusa di aver guidato azioni violente della Milizia durante il Ventennio e in particolare per l'assalto, avvenuto nel 1925, al villino dell'ex Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti (si veda in proposito La presa del potere di Benito Mussolini di Raffaello Uboldi, Milano 2009 e Achille Saitta, Dal Terrorismo alla dittatura, 1945)[senza fonte], mentre proseguivano gli accertamenti della commissione arricchimenti illeciti. Alla fine fu interamente prosciolto, sia sul profilo penale (nel frattempo era entrata in vigore la cosiddetta Amnistia Togliatti del 22 giugno 1946) che su quello amministrativo e, di conseguenza, le sue società furono dissequestrate e le sue proprietà gli furono restituite. Igliori poté quindi riprendere la sua attività imprenditoriale attraverso le sue società, attività alla quale si associò ben presto l'unico figlio Massimo che realizzò, tra l'altro, una pregevole coppia di palazzine ai margini di Villa Balestra a Roma.

NoteModifica

  1. ^ cfr. Mussolini, Opera Omnia, a cura di E. e D. Susmel, vol. 17, pp. 437 e 456.
  2. ^ M.Franzinelli, Squadristi: protagonisti e tecniche della violenza fascista, 1919-1922, p. 231
  3. ^ Gaetano Salvemini, The fascist dictatorship in Italy, 1927, p. 302 e Achille Saitta, Dal terrorismo alla dittatura: storia della ceka fascista, 1945, p. 115
  4. ^ Ricciotti G. Lazzero, Il Partito nazionale fascista, 1985, pp. 14, 33, 36
  5. ^ Ulisse Igliori: XXX Legislatura del Regno d'Italia. Camera dei fasci e delle corporazioni / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico
  6. ^ Questi i film prodotti (direttore di produzione Eugenio Fontana):
    1. Sotto la croce del sud (1938)
    2. Piccoli naufraghi (1939)
    3. Le educande di Saint-Cyr (1939)
    4. Forse eri tu l'amore (1939)
    5. Due occhi per non vedere (1939)
    6. Il ladro sono io (1940)
    7. Mater dolorosa (1943)
    8. La fornarina (1944)

BibliografiaModifica

  • A. Spinosa D'Annunzio, Il poeta armato, 1987.
  • AAVV a cura di Romain Rainero, Stefano B. Galli, L'Italia e la "grande vigilia": Gabriele D'Annunzio nella politica italiana, 2007.
  • G. Candeloro Storia dell'Italia moderna: La prima guerra mondiale, 1986.
  • Arrigo Petacco, Denis Mack Smith, Franco Bandini, Storia del fascismo, 1981.
  • A. Tasca, Nascita e avvento del fascismo, vol. 2, 1965.
  • R.G. Lazzaro, Il Partito Nazionale Fascista, 1985.
  • V. Araldi, Camicie nere a Montecitorio, 1974.
  • G. Albanese, La marcia su Roma, 2006.
  • Victoria De Grazia, Sergio Luzzatto, Dizionario del fascismo, Volume 2 2003.
  • P. Secchia, Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Volume 2 - Pagina 108.
  • R. Cantagalli, Storia del fascismo fiorentino, 1919/1925.
  • M. Caudana, Processo a Mussolini, 1964.
  • M. Lucini, Verità sulla nascita del fascismo, 1974.
  • Mimmo Franzinelli, L'amnistia Togliatti: 22 giugno 1946: colpo di spugna sui crimini fascisti, 2006.
  • E. Gentile, Storia del Partito fascista: 1919-1922, 1989.
  • G. Albanese, Alle origini del fascismo: la violenza politica a Venezia, 1989.
  • Olindo Malagodi, Il regime liberale e l'avvento del fascismo, 2005, p. 13.
  • Luigi Albertini, Epistolario. 1911-1926: Il fascismo al potere, p. 1611.
  • Gian Franco Venè (pref. Pietro Nenni), La lunga notte del 28 ottobre 1922, 1972.
  • Renzo De Felice, Mussolini il fascista, p. 343.
  • D. Leva, Cronache del fascismo romano, p. 133.
  • S. Zavoli, Nascita di una dittatura, 1973.
  • Jeffrey Thompson Schnapp, Olivia E. Sears, A primer of Italian fascism - p. 186, 2000.
  • Ferdinando Cordova, P. Carucci, Uomini e volti del fascismo, p. 12, 1980.
  • Ferdinando Cordova, Arditi e legionari dannunziani, 1969.
  • Francesca Tacchi, Storia illustrata del Fascismo, 2000.
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  • E. Crispolti, Futurismo 1909-1944: arte, architettura, spettacolo, grafica, letteratura, 2001.
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  • M. Guarino, I soldi dei vinti: la dolce vita della casta fascista e la fame per milioni di italiani, 2008, p. 167.
  • Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Bottai un fascista critico 1976, p. 50.
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  • Franzinelli-Cavassini, Fiume: l'ultima impresa di D'Annunzio, 2009.
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  • Antonino Repaci, La marcia su Roma: mito e realtà, Volume 1.
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  • Vincenzo Cazzato, Ministero per i beni e le attività culturali Atlante del giardino italiano: 1750-1940, Volume 2.
  • Erika Diemoz, Il noir Matteotti. Lotta politica, vendette private, fantasie romanzesche, Ed. Passato e Presente, 2005.
  • Lamberto Mercuri, L'epurazione in Italia ('43-'48), 1988.

Voci correlateModifica

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