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Ulisses Maximilian Brown
24 ottobre 1705 – 6 giugno 1757
Nato aBasilea
Morto aPraga
Cause della morteFerite in battaglia
Dati militari
Paese servitoAustria
Forza armataEsercito
ArmaFanteria
Anni di servizio1715-1757
GradoFeldmarschall
ComandantiPrincipe di Liechtenstein; von Lobkowitz
GuerreGuerra di successione austriaca; Guerra dei sette anni
CampagneItalia 1744 e 1746; Slesia; Baviera
BattaglieAssedio di Belgrado; Parma; Gustalla; Assedio di Callansara; Banja Luka; Mollwitz; Velletri; Piacenza; Lobositz; Praga
DecorazioniOrdine del Toson d'Oro; Ordine dell'Aquila Bianca
F. S. de Feller opera citata in bibliografia
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Ulisses Maximilian Brown (Basilea, 24 ottobre 1705Praga, 6 giugno 1757) è stato un militare irlandese che operò per quasi tutta la vita nell'esercito austriaco. Partecipò alla battaglia di Velletri (1744) al comando dell'ala sinistra dell'esercito austriaco comandato dal principe von Lobkowitz.

Indice

Biografia[1]Modifica

Era figlio di Ulysses barone di Brown, di antica nobiltà irlandese, nacque a Basilea, ma fece i i primi studi a Limerick, a 10 anni fu chiamato in Ungheria da suo zio, Conte Georg di Brown, colonnello di un reggimento di fanteria al servizio dell’Austria, e fu presente all’assedio di Belgrado (1717), alla fine del 1723 divenne capitano nel reggimento dello zio, nel 1725 fu promosso tenente colonnello, nel 1730, passato in Corsica, fu ferito ad una coscia nell’assedio di Callansara, nel 1733 divenne colonnello. Nella campagna d’Italia combatté a Parma e a Guastalla, nel 1736 fu nominato generale e coprì la ritirata dopo la sfortunata battaglia di Banja Luka (3 agosto 1737), ottenendo quindi il Reggimento di fanteria già del conte Francesco di Wallis. Nel 1739 fu nominato tenente feldmaresciallo e chiamato nel Consiglio Aulico dell'Austria. Successivamente combatté in Slesia contro Federico II con un numero limitato di truppe contrastando il terreno palmo a palmo, e, nella battaglia di Mollwitz (1741), venne ferito, ma ritirò in buon ordine l’ala destra dell’esercito austriaco. Ritiratosi in Baviera al comando dell’avanguardia dell’esercito austriaco occupò Deckendorf, cacciando i francesi dalle rive del Danubio e impadronendosi dei loro bagagli. Fu inviato dalla regina Maria Teresa a Worms come plenipotenziario per il trattato fra Austria, Inghilterra e Regno di Sardegna.

Nel 1744 partecipò, sotto il comando di von Lobkowitz alla campagna in Italia ed alla battaglia di Velletri. Nel corso della battaglia comandava l'ala sinistra dell'esercito di von Lobkowitz, e penetrò nell'abitato di Velletri, catturando nove stendardi[2], ma, costretto a ritirarsi, perse parte degli uomini (fra cui il suo vicecomandante generale Novati)[3]. Venne richiamato in Baviera e vi si distinse, tornò in Italia nel 1746, cacciò gli spagnoli dal milanese e, riunitosi con il principe di Liechtenstein (che comandava l'esercito), assunse il comando dell'ala sinistra dell’esercito austriaco nella battaglia di Piacenza (16 giugno 1746), sconfiggendo l’ala destra dell’esercito franco-ispanico, comandata dal marchese di Maillebois. Assunto il comando dell'esercito occupò Genova e, insieme alle truppe del Re di Sardegna, prese la contea di Nizza. Entrato in Provenza, fu costretto a ritirarsi dalla rivolta di Genova provocata dal gesto di Balilla. Per tutto il 1747 difese gli stati austriaci in Italia. Nel 1749 fu nominato governatore della Transilvania e nel 1752 ebbe il comando della città di Praga e di tutte le truppe del regno di Boemia. Nel 1775 fu insignito dal Re di Polonia dell'Ordine dell'Aquila Bianca. Quando Federico II invase la Boemia si scontrò con lui a Lobositz (1º ottobre 1756), dove Brown ottenne una vittoria difensiva, sette giorni dopo muoveva in Sassonia per liberare l’esercito locale, chiuso fra Prina e Königstein. Costrinse poi i prussiani a lasciare la Boemia e, per tale motivo, ebbe il collare del Toson d’oro (6 marzo 1757). Nel corso della battaglia di Praga (6 maggio 1757) venne ferito gravemente e costretto a ritirarsi in città, dove, un mese esatto dopo, moriva per le ferite riportate.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Le notizie biografiche, salvo quando diversamente indicato, sono tratte da F. S. de Feller, opera citata in bibliografia
  2. ^ C. Buonamici, opera citata in bibliografia, p 141
  3. ^ C. Buonamici, opera citata in bibliografia p 130-156

BibliografiaModifica

  • Castruccio Buonamici, Memoria sulla giornata presso Velletri nel MDCCXLIV, Napoli, 1802. tradotto dal latino da Nicola Zehender
  • Francesco Saverio de Feller, Voce Brown, in Dizionario storico ossia storia compendiata degli uomini memorabili per ingegno, dottrina, virtù, errori, delitti, dal principio del mondo fino ai nostri giorni, Vol II, Venezia, Girolamo Tasso, 1831.

Voci correlateModifica