Ulysses S. Grant

18º presidente degli Stati Uniti d'America
Ulysses S. Grant
UlyssesGrant.png
Il generale Grant negli anni della sua presidenza

18º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 marzo 1869 - 4 marzo 1877
Predecessore Andrew Johnson
Successore Rutherford Hayes

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica Patronaggio/Liberale (temi sociali)
Espansionismo (politica estera)
Firma Firma di Ulysses S. Grant
Ulysses Simpson Grant
General U.S. Grant.tif
Foto del generale Grant in uniforme.
27 aprile 1822 – 23 luglio 1885
Nato aPoint Pleasant (Ohio), USA
Morto aWilton (New York), USA
Cause della mortecancro alla gola
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Forza armataUnited States Army
Union Army
Anni di servizio1843 - 1854
1861 - 1869
GradoMaggior generale
Brigadier generale
Comandante generale dell'esercito statunitense
GuerreGuerra Messico-Stati Uniti
Guerra di secessione americana
CampagneCampagna di Vicksburg
Assedio di Vicksburg
Campagna di Chattanooga
Campagna terrestre
Assedio di Petersburg
Campagna di Appomattox
BattaglieBattaglia di Fort Henry
Battaglia di Fort Donelson
Battaglia di Shiloh
Battaglia di Spotsylvania Court House
Battaglia di Cold Harbor
Battaglia del Wilderness
Battaglia di Appomattox
Comandante diArmata del Tennessee
Armata del Potomac
Studi militariUnited States Military Academy
PubblicazioniMemorie
(fonti nel corpo del testo)
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Ulysses S. Grant, all'anagrafe Hiram Ulysses Grant (Point Pleasant, 27 aprile 1822Wilton, 23 luglio 1885), è stato un generale e politico statunitense. Fu generale dell'Unione nel corso della Guerra di secessione americana, comandante generale dell'esercito statunitense alla sua conclusione e vincitore alle elezioni presidenziali del 1868, tramite le quali diventerà il 18º Presidente degli Stati Uniti d'America servendo dal 1869 al 1877.

Ufficiale di successo, eroe di guerra nell'Union Army e tra i principali artefici della vittoria Nordista nella guerra civile, lavorerà a stretto contatto con la presidenza di Abraham Lincoln. Dopo l'assassinio di Lincoln, avvenuto il 14-15 aprile del 1865, l'incarico datogli di implementare l'Era della Ricostruzione lo metterà spesso in contrasto con la presidenza di Andrew Johnson, il quale succedette a Lincoln.

Riconfermato alla carica presidenziale nelle elezioni presidenziali del 1872, guiderà il Partito Repubblicano nel tentativo di rimuovere le vestigia del nazionalismo e dello schiavismo negli ex Stati Confederati d'America, proteggere il diritto alla cittadinanza per gli afroamericani e i relativi diritti civili, attuare la Ricostruzione del Sud e sostenere la prosperità economica.

Militare di carriera, diplomatosi a 21 anni nella celebre United States Military Academy di West Point, si distinse nella Guerra Messico-Stati Uniti. Al termine del conflitto sposò Julia Grant ed insieme ebbero 4 figli. Ritiratosi in un primo momento dall'United States Army nel 1854, s'impegnò in alterne operazioni commerciali le quali non gli permisero però mai di fare fortuna. All'avvio della secessione nel 1861 rientrò in campo e rapidamente salì tutti i gradi; l'anno seguente prese il controllo del Kentucky e della maggior parte del Tennessee e portò le forze unioniste alla vittoria nella battaglia di Shiloh, guadagnandosi la reputazione di comandante intraprendente.

Nel luglio del 1863, dopo una serie coordinata di scontri, guidò le truppe federali in una fondamentale serie di successi nel Teatro Occidentale, culminati con l'assedio di Vicksburg, che concludeva vittoriosamente l'omonima campagna. Assicurato all'Unione il pieno controllo del fiume Mississippi e tagliata in due la Confederazione, Grant si spostò sul Teatro Orientale e dopo le vittorie ottenute nella campagna di Chattanooga alla fine di quello stesso anno il Presidente Abraham Lincoln lo nominò luogotenente generale e comandante di tutti gli eserciti dell'Unione nel marzo seguente.

Fronteggiò e sconfisse il temuto Generale Lee dopo una serie di sanguinose battaglie conclusesi con l'Assedio di Petersburg ed intrappolando l'Armata di Lee costringendola ad arroccarsi alla difesa di Richmond. Nell'aprile del 1865 a seguito della Battaglia di Appomattox Lee si arrese ponendo così fine ad una guerra fratricia tra le più sanguinose della storia americana e durata esattamente 4 anni. La maggior parte degli storici è concorde nel riconoscere la grandezza del genio militare di Grant, sebbene una minoranza affermi che ottenne successo con la forza bruta piuttosto che attraverso una strategia superiore.

Guidò quindi la supervisione militare per la Ricostruzione del Sud. Come presidente fece imporre il rispetto della Civil Rights Act (1866) e successivamente, dopo le ripetute aggressioni che gli afroamericani subivano da parte dei bianchi americani, della Civil Rights Act (1871) e della Civil Rights Act (1875); lottando contro la violenza promossa dal Ku Klux Klan da lui fatto sciogliere con la forza nel 1871. Nel 1870 fece ratificare il XV emendamento, concedendo la protezione costituzionale necessaria per poter realizzare il diritto di voto degli afroamericani.

Utilizzò per un breve periodo di tempo anche la forza militare per far rispettare le leggi sul suffragio universale maschile nel Sud e creò il Dipartimento di Giustizia. Appoggiò i Repubblicani Radicali meridionali sulla base di elettori neri, di immigrati discesi dal Nord (i Carpetbagger) e simpatizzanti bianchi del Sud (Scalawag). Entro 8 anni 14 deputati e 2 senatori neri entrarono a far parte del Congresso. Al termine della Presidenza i conservatori Sudisti ripresero però il controllo di tutti gli Stati Uniti meridionali e ciò causò il totale fallimento delle politiche a favore del movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896).

Nel 1871 creò l'"United States Civil Service Commission" per placare i riformatori. Democratici e Liberal si unirono provvisoriamente contro di lui in occasione dell'appuntamento elettorale del 1872, ma Grant fu rieletto con un forte margine di scarto; durante il suo secondo mandato le coalizioni Repubblicane si spezzarono e vennero pertanto sconfitte, mentre la fazione dei "Redeemers" meridionali bianchi riguadagnò il controllo dei governi del Sud utilizzando violenza diffusa, frode elettorale ed appelli inneggianti al razzismo.

In politica estera Grant cercò di aumentare il peso commerciale e l'influenza della nazione rimanendo in pace con il resto del mondo; grazie all'aiuto determinante offertogli dal Segretario di Stato Hamilton Fish si distinse per aver risolto con piena soddisfazione di entrambe le parti l'arbitrato internazionale relativo alle Rivendicazioni dell'Alabama con le quali gli Stati Uniti riuscirono ad ottenere dall'impero britannico un risarcimento per gli aiuti forniti alla Confederazione durante la guerra civile.

Negoziò una soluzione pacifica riuscendo ad evitare lo scontro aperto con l'impero spagnolo dopo l'Affare Virginius, un contenzioso internazionale in cui gli Stati Uniti vennero accusati di favoreggiamento nel tentativo indipendentista cubano durante la Guerra dei dieci anni. Fallì invece il tentativo di Grant di annessione della Repubblica Dominicana il cui progetto creò una forte frattura tra i Repubblicani.

Sul piano economico Grant implementò un rigoroso sistema aureo e cercò di rafforzare il dollaro. La risposta immediata all'esplosione del "panico del 1873" non riuscì a fermare una grande depressione economico-industriale, che produsse alti tassi di disoccupazione, deflazione e bancarotta; la conseguenza fu il dilagaredel la corruzione su larga scala nel settore pubblico. Nel 1875 scoppiò lo scandalo del Whiskey Ring, nel quale oltre 3 milioni di dollari di tasse furono sottratti al governo federale, il che danneggiò ulteriormente la sua reputazione.

Quando lasciò l'incarico nel 1877, si imbarcò in un tour mondiale di due anni e mezzo che catturò l'attenzione globale e la simpatia rivolta sia a lui che agli Stati Uniti. Nelle elezioni presidenziali del 1880 tentò, senza successo, la corsa per un terzo mandato presidenziale. Affrontando cospicue perdite di investimenti e morendo di cancro alla gola per la sua abitudine inveterata al sigaro, scrisse le sue memorie, che si sono rivelate un importante successo critico e finanziario. La sua morte nel 1885 provocò un'esplosione di sostegno a favore dell'unità nazionale.

Le valutazioni storiche dell'eredità di Grant sono variate considerevolmente nel corso degli anni; la reputazione presso l'opinione pubblica si concentra sul suo presunto alcolismo, che gli storici concordano nel non aver minimamente influenzato negativamente le campagne militari. Il suo governo è stato invero generalmente criticato per gli innumerevoli scandali e corruzione che lo afflissero l'intero periodo della sua durata e soprattutto per l'incapacità di alleviare la grande depressione economica del 1873; sebbene personalmente considerato onesto Grant ha dovette affrontare accuse di frode, ambiguità politica e cattiva condotta dei suoi principali amministratori più di qualsiasi altro presidente del XIX secolo.

Mentre viene valutato nella classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America in una posizione decisamente bassa la storiografia contemporanea tende a considerarlo tenendo conto del fatto che dovette svolgere la propria opera nel periodo post-bellico il quale fu estremamente difficile. La sua politica di pacificazione con i nativi americani degli Stati Uniti d'America si rilevò una partenza audace, ma gli storici concordano sul fatto che, come per la Ricostruzione, anch'essa si è conclusa con un fallimento. Gli studiosi continuano a classificare la sua presidenza al di sotto della media, ma il moderno apprezzamento per il sostegno dato ai diritti civili ha contribuito a migliorare la sua reputazione.

Indice

Giovinezza e formazioneModifica

 
I genitori del presidente nel 1870.

Hiram Ulysses Grant nacque il 27 aprile del 1822 a Point Pleasant nell'Ohio, 40 km a monte di Cincinnati sul fiume Ohio, da Jesse Root Grant (1794-1873) e Hannah Simpson[1]. Gli antenati paterni Matthew e Priscilla Grant giunsero a bordo della Mary and John nella Colonia della Massachusetts Bay nel 1630[2].

Il bisnonno combatté nella guerra franco-indiana del 1754–63, mentre il nonno Noah prestò servizio nel corso della battaglia di Bunker Hill del 17 giugno del 1775 durante l'assedio di Boston, una delle fasi iniziali della guerra d'indipendenza americana[3]; in seguito si trasferì nella Pennsylvania stabilendovisi e sposando Rachel Kelley, la figlia di un pioniere irlandese[4]. Il loro figlio Jesse sarà per tutta la vita un acceso sostenitore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America e fin dalla gioventù un affiliato del Partito Whig.[5]

 
L'abitazione in cui nacque Ulysses a Point Pleasant nel 1868.

Jesse Grant si trasferì a Point Pleasant nel 1820 e trovò impiego come caporeparto in un'industria conciaria. Poco dopo incontrerà la futura sposa Hannah, con cui contrarrà il vincolo del matrimonio il 24 giugno dell'anno successivo[6]; dieci mesi dopo ella darà alla luce il loro figlio primogenito, un maschio[7][8].

Il nome da dare al bambino verrà sorteggiato in una riunione di famiglia tenutasi diverse settimane dopo la nascita: "Ulysses" sarà estratto dalle varie schede collocate dentro un cappello. Volendo onorare il suocero Jesse dichiarerà che al rito del battesimo sarebbe stato chiamato Hyram, ma fin dalla prima infanzia per tutti rimarrà sempre e solo Ulysses[9][10]. Fu la nonna materana Sarah Simpson, una donna istruita che leggeva la letteratura francese e la letteratura greca classica, a scegliere il nome di Ulysses in memoria del leggendario eroe omerico Ulisse[10].

 
L'abitazione dei Grant a Georgetown in una foto del 1933.

Nel 1823 la famiglia si trasferirà nel villaggio Georgetown, sempre nell'Ohio, dove Ulysses vivrà fino all'età di 17 anni e qui nasceranno altri 5 fratelli: Simpson, Clara, Orvil, Jennie e Mary[11]. All'età di 5 anni inizierà la sua istruzione formale frequentando prima una scuola elementare per sottoscrizione ed in seguito due istituti privati[12][13]. Nel corso dell'inverno 1836-37 sarà studente a Maysville (Kentucky) e nell'autunno del 1838 all'accademia istituita dal ministro del presbiterianesimo abolizionista John Rankin. Ulysses svilupperà presto un'originale abilità nel cavalcare e una grande capacità nel loro accudimento e relativo addestramento[14][15].

 
Una copia del libro pubblicato nel 1828 Letters On Slavery scritto da John Rankin, ministro del presbiterianesimo e attivista per l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America, che farà per un certo tempo da insegnante al piccolo Ulysses.

Avendo espresso una forte avversione nei riguardi della professione di conciatore il padre sfrutterà le sue predisposizioni naturali per l'equitazione affidandogli il compito di guidare in sella ai suoi cavalli i carri di provviste e di assistere nel trasporto dei passegeri[16][17].

Diversamente da quanto accadrà ai fratelli minori egli non verrà mai costretto dai genitori - entrambi membri attivi del metodismo - a frequentare la chiesa[11][18] e la messa cantata.

Il biografo Edward G. Longacre attribuisce la decisione alla sua avversione nei confronti della musica. Per il resto della propria esistenza pregherà sempre in privato e non aderirà mai ufficialmente a nessuna delle diverse confessioni cristiane[9][11].

Per chi lo frequenterà, incluso in tarda età il figlio Frederick Dent Grant, sembrò professare un "quantomai laico e sano agnosticismo"[18]; erediterà in ogni caso una parte della disciplina spirituale "Works of Piety" metodista praticata dalla madre e della natura modesta paterna, adottandone al contempo anche le scelte politiche[19][20].

Inizio della carriera militare e vita privataModifica

West Point e primo incaricoModifica

Jesse scrisse al membro della Camera dei Rappresentanti per l'Ohio Thomas Lyon Hamer chiedendo di intervenire per appoggiare la richiesta d'ingresso all'United States Military Academy (USMA) di West Point (New York) per il figlio ed appena si liberò un posto - nel marzo del 1839 - questi nominò il sedicenne Ulysses[21]. Per un malinteso o errore amministrativo però lo registrò con il nome di Ulysses S. Grant; questo piacque talmente all'interessato che lo adottò mantenendolo poi per tutta la vita[22][23]. Secondo Grant stesso la S. non rappresentava nulla[24]; Hamer avrebbe creduto invece che corrispondese al cognome materno Simpson[22][25].

Inizialmente riluttante a causa delle preoccupazioni circa la sua abilità accademica, vi entrò a far parte il 1° di luglio in qualità di cadetto addestrandosi per i 4 anni seguenti[26][27][28]. Di domenica veniva richiesto a tutti di recarsi a frequentare i servizi religiosi, requisito questo che però non attraeva particolarmente il giovane[29]. Il suo soprannome divenne ben presto "Sam" tra i colleghi dell'esercito, prendendo spunto dalle iniziali US le quali venivano anche a significare "Uncle Sam" (Zio Sam)[30].

 
Il ritrattista Robert Walter Weir, che per un certo periodo darà lezioni di pittura al giovane cadetto Grant.

Grant diverrà celebre come il più abile tra i cavallerizzi e verrà a stabilire un record di salto in alto che rimarrà imbattuto per 25 anni[31][32]. Anche durante il corso di studi il suo maggior interesse rimaneva pur sempre quello inerente ai cavalli[33]; cercando un certo sollievo dalla routine militare farà un periodo di apprendistato sotto la supervisione dell'artista Robert Walter Weir affiliato alla corrente dell'arte romantica e finirà col produrre 9 opere che gli sopravvivranno[34][35].

Generalmente trascorreva una maggior quantità di tempo a leggere i libri della biblioteca - tra cui James Fenimore Cooper e altri scrittori famosi del tempo - rispetto ai suoi testi accademici di riferimento[35][36]. Inizialmente rimase per lo più indifferente alla vita militare, ma dopo un anno - quando riesaminerà il desiderio che gli era sbocciato di lasciare l'Accademia - scriverà: "in fondo mi piace molto questo posto!"[37][38] Tranquillo e pacato per intima inclinazione si creerà alcuni intimi amici tra i compagni cadetti, tra i quali spiccarono Frederick Tracy Dent e James Longstreet (quest'ultimo futuro generale Confederato).

 
Il sottotenente Grant in alta uniforme nel 1843.

Si ispirò sia all'allora capitano Charles Ferguson Smith che al generale Winfield Scott il quale fece una visita per esaminare le nuove leve; avrà modo di sottolineare in seguito nei riguardi della vita militare: "vi sono molte cose antipatiche, ma ancor di più ce ne sono di piacevoli"[39].

Si diplomerà il 1º luglio del 1843 classificandosi alla 21ª posizione su un corso composto da 39 allievi (non brillò particolarmente, non distinguendosi in alcuna materia) e venendo assegnato con il grado di sottotenente[27][40][41].

Felice in fin dei conti di lasciare l'Accademia progetterà inizialmente di dimettersi dopo i 4 anni di servizio standard[42]; nonostante la sua eccellenza nel cavalcare non verrà assegnato alla cavalleria, bensì al 4º Reggimento della fanteria, servendo come quartiermastro avendo il compito di gestire le attezzature e i rifornimenti[38][43].

Il 1° incarico lo condurrà alla "Jefferson Barracks Military Post" nella Contea di St. Louis (Missouri)[44][45]. Diretta dal colonnello Stephen Watts Kearny la caserma era a quel tempo la più grande base militare presente nel West[32]; Grand sarà felice col suo nuovo comandante, seppur attendendo con una certa impazienza il termine del servizio per poter intraprendere una possibile carriera da dedicare all'insegnamento[46].

Trascorrerà così gran parte del suo tempo nel Missouri facendo frequenti visite alla famiglia del compagno Dent tanto che giungerà nel 1844 a fidanzarsi con sua sorella Julia[46]; dopo 4 anni il 22 agosto del 1848 si sposeranno a Saint Louis (Missouri) nella grande casa di lei: Julia Boggs Dent (18261902) apparteneva ad una famiglia di piantatori della Louisiana. Il padre Jesse però, un fervente abolizionista, disapprovò i Dent possessori di schiavi rifiutandosi così di partecipare alle nozze le quali ebbero pertanto luogo prive della presenza dei genitori dello sposo[47][48][49].

Ulysses era affiancato dai 3 compagni lauteratisi con lui a West Point e tutti vestiti con le loro uniformi blu, tra cui Longstreet il quale era peraltro anche cugino della nuova signora Julia Grant[47][50][51][52]; diversi studiosi tra cui Jean Edward Smith, Ron Chernow e Charles B. Flood hanno affermato che Longstreet era il miglior amico di Grant e che gli altri due ufficiali avrebbero fatto da testimoni[51][53][54]. Tutti e tre servirono nell'esercito confederato e si arresero a Grant dopo la battaglia di Appomattox[51].

Già alla fine del mese tuttavia ella sarà calorosamente accolta dalla famiglia del marito a Bethel (Ohio), ove risiedeva[55][56][57]. La coppia avrà 4 figli: Frederick Dent (futuro generale), Ulysses Jr. ("Buck", futuro avvocato), Ellen ("Nellie") e Jesse Root Grant (futuro politico Democratico)[53]. Dopo il matrimonio Grant otterrà una proroga di 2 mesi e tornerà a St. Louis quando decise che, avendo ora la responsabilità di sostenere una moglie, sarebbe rimasto in servizio attivo dell'esercito[57].

Guerra contro il MessicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di James Knox Polk § Guerra contro il Messico.

A seguito dell'accrescersi delle tensioni con il Messico causate dall'annessione texana da parte della presidenza di James Knox Polk nel 1846 era intanto scoppiata la guerra Messico-Stati Uniti. Durante tutt il corso del comflitto Grant si segnalerà come soldato audace e competente[58]. Prima della guerra l'allora presidenza di John Tyler aveva ordinato l'Unità operativa di Grant alla Louisiana come parte dell'"Armata d'osservazione" guidata dal maggiore generale Zachary Taylor[59][60].

 
Le tre brigate di Zachary Taylor si accamparono a Corpus Christi lungo il fiume Nueces nel 1845 prima della marcia verso Sud fino al fiume Rio Grande. Vi era anche il govane Grant.

A settembre il successore di John Tyler, James Knox Polk, non riuscendo a provocare i messicani alla guerra a Corpus Christi ordinerà a Taylor di marciare 150 miglia a Sud del fiume Rio Grande; diretti a Fort Brown nel tentativo di evitare un assedio Grant sperimenterà il "battesimo del fuoco" per la prima volta: era l'8 aggio del 1846, la battaglia di Palo Alto[61][62].

Mentre continuava a servire in qualità di quartiermastro (ufficiale addetto all'approvvigionamento e al trasporto) Grant espresse il suo desiderio di essere assegnato ad un ruolo di combattimento; quando alla fine ciò gli venne permesso guiderà la carica di una compagnia di cavalleria all'assalto nella battaglia di Resaca de la Palma del giorno successivo, dimostrando poi la sua abilità equestre nel corso della battaglia di Monterrey (21-24 settembre) portando un dispaccio oltre la linea dei cecchini mentre pendeva dal fianco del suo cavallo tenendo l'animale tra lui e il nemico[63][64].

Prima di lasciare Monterrey si fermerà in una casa occupata da americani feriti, dando loro la certezza che avrebbe mandato qualcuno ad aiutarli[65][66]. Polk, diffidando della vasta popolarità di Taylor, divise le sue forze inviando così alcune truppe (inclusa l'unità di Grant) a formare una nuova armata sotto il comando di Winfield Scott[67]. Viaggiando via mare l'esercito sbarcherà a Veracruz e avanzò direttamente verso Città del Messico[68]; si scontrerà con le forze avversarie nella battaglia del Molino del Rey (8 settembre del 1847) e nella battaglia di Chapultepec (12-13 settembre) nei pressi della capitale[69]. Per il coraggio dimostrato otterrà il Brevetto (militare) come luogotenente[70].

Nei pressi dell'odierna Delegazione Cuauhtémoc - dopo essersi procurato da solo e sotto il fuoco nemico un carico di munizioni - gli uomini sotto la sua direzione riusciranno a trascinare un obice smontato fin sulla cima del campanile della chiesa locale e, dopo averlo fatto ricomporre, incominciarono a bersagliare dall'alto gli spalti avversari[69]; il coraggio e lo spirito d'iniziativa dimostrata gli valsero la sua seconda promozione in qualità di capitano[58][71]. Il 14 di settembre l'esercito di Scott marciava per le vie della capitale nemica. Il Messico si troverà alla fine contretto a cedere un vasto territorio denominato cessione messicana il 2 febbraio del 1848 a seguito del trattato di Guadalupe Hidalgo[72][73].

Per tutte queste azioni ebbe due decorazioni per meriti di guerra. Durante l'intero svolgimento del conflitto studierà le tattiche di Scott e Taylor, scrivendo molto dopo nelle sue Memorie che questo fu il modo in cui apprese la propria leadership militare[74]; in retrospettiva identificherà il suo stile con quello espresso da Taylor. Tuttavia avrà anche modo di considerare il fatto che secondo lui la guerra messicana era fondamentalmente sbagliata e che le acquisizioni territoriali erano stati progettati a tavolino con l'intenzione di espandere la schiavitù negli Stati Uniti d'America. Affermerà:

« Sono stato aspramente contrario alla misura di aprire le ostilità... e fino ad oggi riguardo a quella guerra, così come ne è risultata, ll considero come una delle più ingiuste mai intraprese da uno Stato più forte contro una nazione più debole[75]. »

Esprimerà anche l'opinione che la guerra civile era stata una giusta punizione inflitta a tutta la nazione per la sua aggressione in Messico. Durante la guerra Grant avrà modo di scoprire il suo "coraggio morale" e inizierà a considerare seriamente d'intraprendere la carriera nell'esercito[76].

Compiti nel Nord-ovest Pacifico e dimissioniModifica

I primi incarichi post-bellici del capitano Grant lo portarono - assieme e Julia - nella guarnigione di Detroit e poi al villaggio di Sackets Harbour, nello Stato di New York[77]. Nel 1852 sarà assegnato al Nord-ovest Pacifico; viaggerà lungo la rotta oceanica che faceva la spola tra New York e l'istmo di Panama[78]; la moglie, incinta di otto mesi, non lo accompagnerà[79]. Sbarcato che fu a Panama un'epidemia di colera scoppiata tra i suoi compagni di viaggio causerà 150 morti; Grant organizzerà un trasporto di fortuna e le strutture ospedaliere necessarie prodigandosi nell'assistenza dei malati[80].

Ad agosto giungerà a San Francisco e il suo incarico successivo lo manderà a Nord a "Vancouver Barracks" nel Territorio dell'Oregon, successivamente rinominato Territorio di Washington a partire dal marzo del 1853 (il 15 giugno del 1846 il Trattato dell'Oregon tra la presidenza di James Knox Polk e l'impero britannico aveva assegnato il "Territorio dell'Oregon" agli USA, ponendo così fine all'occupazione congiunta britannico-americana che si protraeva da decenni)[81].

 
Grant credeva che gli indiani del Pacifico nord-occidentale, i Chinook, fossero totalmente innocui.

Per cercare di integrare uno stipendio militare che era inadeguato per sostenere la sua famiglia, progetterà diverse iniziative imprenditoriali le quali si risolveranno però tutte in un completo fallimento, confermando la convinzione di suo padre che non avesse alcuna propensione né interesse verso il mondo del business[82]. Grant assicurerà Julia in una lettera inviatagli che i nativi americani degli Stati Uniti d'America locali erano innocui; nel contempo comincerà a sviluppare una sorta di "empatia" nei riguardi dell'ingiusto trattamento riservato agli indiani da parte dei bianchi[83].

 
Baracche abbandonate di Fort Humboldt.

Promosso a capitano il 5 agosto del 1853, Grant verrà assegnato al comando del "4th Infantry Regiment" di Fort Humboldt da poco costituito nel Nord della California[84][85]; giunto il 5 gennaio del 1854 si presenterà al suo comandante, il tenente colonnello Robert Christie Buchanan[86].

 
L'ingresso odierno del "Fort Humboldt State Historic Park".

La separazione dalla moglie pesava al giovane ufficiale, cosa che lo spinse - annoiato e depresso - ad accentuare la sua tendenza al bere[87].

Una sera aveva tentato di affogare la sua tristezza nell'alcool; il mattino seguente era giunto in ritardo al suo posto i servizio. Il rimprovero ricevuto lo aveva spinto alla decisione estrema: aveva presentato le sue dimissioni[88].

Un ufficiale che serviva in quello stesso periodo dirà che "è caduto troppo sotto l'influenza del liquore per poter svolgere correttamente i suoi compiti". Per questa ragione il colonnello Buchanan gli chiederò di dimettersi; lo storico Jean Edward Smith afferma che "la storia suona come verosimile"[89].

Quando Grant fu rimproverato per un episodio di ubriachezza egli dirà a Buchanan che se non lo avesse riformato avrebbe rassegnato le dimissioni da sé prendendo l'iniziativa. La domenica del 13 di luglio si raccontò che Grant fosse stato trovato nella cucina della sua compagnia completamente sbronzo; mantenendo l'impegno assunto si dimetterà e la dispozione entrerà in vigore il 31 seguente, senza addurre però alcuna spiegazione[85][90].

Buchanan approvò la lettera di dimissioni, ma non presenterà alcun rapporto che ne verificasse l'incidente[87][91][92]. Lo storico William Shield McFeely asserisce che Grant lasciò l'esercito semplicemente perché era "profondamente depresso" e che le prove su quanto e quanto spesso Grant beveva rimangono altamente inaffidabili ed elusive[87]. Jean Edward Smith sostiene invece che le dimissioni erano state troppo improvvise per essere una decisione calcolata[89].

Buchanan non ne parlò mai più fino a quando non glielo chiesero esplicitamente nel corso della Guerra Civile[93]. Gli effetti e l'entità del bere di Grant sulla sua carriera militare e pubblica sono comunque ancora oggetto di discussioni tra gli storici[94]. Lyle Dorsett ha detto che Grant era un "alcolista" ma funzionava lo stesso incredibilmente bene. William Farina sostiene che la devozione che provava nei confronti della famiglia gli ha impedito di bere in eccesso e di indebitarsi[95][96].

Grant non sarà messo in stato d'arresto né sottoposto alla corte marziale, mentre il Dipartimento della Guerra dichiarerà: "nulla contrasta con il suo buon nome"[97]. Egli stesso avrà modo di osservare anni dopo: "il vizio dell'intemperanza (ubriachezza) non aveva nulla a che fare con la mia decisione di dimettermi dall'United States Army"[98][99].

Senza alcun mezzo che lo potesse sostenere se ne tornerà a St. Louis per riunirsi alla famiglia, del tutto incerto sul da farsi e sul suo prossimo futuro[100].

Questioni civili e politicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Abolizionismo negli Stati Uniti d'America e Schiavitù negli Stati Uniti d'America.

« Erano cominciati anni durissimi, di privazioni e povertà. Totalmente negato per gli "affari" - che considerava qualcosa di "sporco" - aveva intrapreso la rude vita del pioniere, malgrado possedesse una laurea. Poi era arrivata la guerra e allora si era scoperto con stupore che quell'uomo modesto conosceva il mestiere delle armi: ed era uno dei pochi che, nella confusione generale, mantenevano la necessaria freddezza incoraggiando il prossimo smarrito dalla tragica grandiosità della vicenda »

(Raimondo Luraghi[101])

All'età di 32 anni, mentre viveva a Covington nel Kentucky senza alcuna vocazione civile, Grant lotterà per sette anni nel tentativo di rimpinguare le sue magre finanze; svolgerà quindi diverse occupazioni: proprietario di una fattoria, agente immobiliare, commesso di negozio e infine assistente del padre e del fratello nel commercio di pellami.

 
La casa dei Grant a Galena.

Il padre gli offrirà inizialmente un impiego a Galena nell'Illinois nell'industria conciaria di famiglia a condizione che Julia (figlia di uno schiavista) e i suoi figli restassero con i suoi genitori nel Missouri o con le sovvenzioni statali nel Kentucky. Entrambi i coniugi però si opporranno con decisione ad un'altra separazione e pertanto rifiuteranno l'offerta.

 
"Hardscrabble", la casa di campagna costruita da Grant come capanna di tronchi nel Missouri per la sua famiglia.

Nel 1855 prenderà a coltivare la proprietà del cognato nei pressi di St. Louis, utilizzando il lavoro degli schiavi posseduti dal padre di Julia; non incontrerà però il successo sperato e per guadagnare denaro finì col vendere legna da ardere negli angoli delle strade[102].

Guadagnando solo 50 dollari al mese, indossando la sua giacca militare oramai stinta, un Grant trasandato ed abbattuto cercherà disperatamente lavoro[103]. L'anno successivo si trasferiranno temporaneamente nella tenuta del padre di lei e riusciranno anche a costruirsi una casa chiamata "Hardscrabble" (oggi "Grant's Farm").

A Julia però non piaceva la Blockhaus, che descriveva come una "cabina assai poco attraente"[104][105]. Nel 1903 August Busch Sr. acquisterà i terreni che includevano anche la fattoria originale di Grant del 1850, la quale verrà ribattezzata "Grant's Farm"; nel 1910 la famiglia Busch costruirà una villa nella fattoria. Aperta al pubblico la "Grant's Farm" è diventata un'istituzione pubblica di St. Louis[106].

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America).

Alle elezioni presidenziali del 1856 esprimerà il suo primo suffragio a favore del Democratico James Buchanan, affermando che stava in realtà solamente votando contro il Repubblicano John Charles Frémont; dichiarerà la propria preoccupazione inerente al fatto la sua posizione anti-schiavitù avrebbe portato alla secessione del Sud e quindi alla guerra[107]. Sebbene Grant non fosse un abolizionista non era nemmeno considerato un "uomo schiavista" e, fintanto che ne ebbe a suo servizio, non costringerà mai gli schiavi a lavorare con la forza[108].

L'esplosione del panico del 1857 contribuirà sostanzialmente a devastare gli agricoltori, tra cui Grant che, raggiungendo il limite più basso del riflusso e della recessione si troverà costretto ad impegnare l'orologio d'oro per poter pagare le festività del Natale ai figli[109]. Nel 1858 affitterà "Hardscrabble" e trasferirà la famiglia nella piantagione di 850 acri della moglie, che impiegava largamente la manodopera schiavista[109][110][111]. Quell'autunno, dopo un attacco di malaria, Grant si ritirerà anche dagli impegni agricoli[112][113].

In quello stesso anno acquisterà uno schiavo dal suocero, un trentacinquenne di nome William Jones[114][115]; nel marzo del 1859, invece di rivenderlo in un momento in cui aveva disperatamente bisogno di soldi, lo libererà; avrebbe potuto fruttargli fino a 1.500 dollari[114][115][116].

Grant si trasferirà quindi a St. Louis, stringendo una partnership commerciale con il cugino di Julia, Harry Boggs, che lavorava nel business del nuovo settore immobiliare in qualità di esattore di debiti e prestatore di finanziamenti: ma ancora una volta senza ottenere alcun successo appezzabile. Anche a seguito delle pressioni di Julia scioglerà la collaborazione[112][117][118].

Ad agosto farà domanda per un posto come ingegnere di contea, ritenendo che la sua istruzione da sola lo qualificasse per conquistarselo. La sua richiesta giungerà assieme ad altre 35 lettere di raccomandazione degne di nota, ma Grant ritenne che la posizione sarebbe stata concessa sulla base dell'appartenenza politica e fu passata al vaglio in quanto si credette che condividesse gli stessi sentimenti Democratici del suocero[119][120].

Nell'aprile del 1860 la famiglia si trasferirà a Nord di Galena, accettando infine un ruolo nella concia gestita in quel momento dai fratelli minori Simpson e Orvil[121][122]. In pochi mesi Ulysses ripagherà tutti i debiti che aveva contratto nel Missouri[123]. Frequenteranno la locale chiesa del metodismo e ben presto si affermerà per essere un cittadino rispettabile[124]. Il commercio di conceria del padre Jesse sarà più tardi conosciuto come "Grant & Perkins" a partire dal 1862[125].

Con le elezioni presidenziali del 1860 si schiererà apertamente come "Democratico Nordista", favorendo Stephen A. Douglas sia su Abraham Lincoln che sul Sudista John C. Breckinridge; ma in mancanza dei requisiti di residenza in Illinois richiesti al momento non potrà esprimere il proprio voto[107][120]. Dopo l'elezione di Lincoln gli Stati del Sud si separarono dall'Unione formando gli Stati Confederati d'America i quali s'impossessarono dei forti militari e delle altre istituzioni federali presenti sul suo territorio[126][127]. Iniziava la guerra civile.

Guerra civileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Guerra civile e Presidenza di Abraham Lincoln.

Primi comandiModifica

« Ma chi era? Chi lo conosceva? Quali appoggi politici aveva? Poi c'era su di lui la "leggenda" che fosse un ubriacone; accusa terribile agli occhi bacchettoni dei puritani. Quando si rimprovererà il "peccato" davanti al Presidente Lincoln, questi replicherà: "Dite che beve? Ditemi qual è la marca di whisky che ne mando una cassa anche a tutti gli altri generali!" »

(Raimondo Luraghi[128])
 Lo stesso argomento in dettaglio: Generali dell'Unione (guerra di secessione americana).
Campagne del Teatro Occidentale designate dal National Park Service

Il 12 aprile del 1861 ebbe inizio la guerra di secessione americana, quando le truppe Condeferate sferrarono il loro attacco nella battaglia di Fort Sumter nelle immediate vicinanze di Charleston (Carolina del Sud), aprendo così le ostilità[129]; la postazione federale sarà costretta alla resa. Grant scriverà al padre in una lettera datata 21 aprile che "abbiamo un governo, leggi e una bandiera, e devono essere tutti sostenuti. Ora ci sono solo due partiti, i traditori e i patrioti..."[130]

Due giorni dopo l'aggressione il presidente farà richiamare 75.000 volontari e una riunione di massa si svolse a Galena per valutare la crisi venutasi a creare ed incoraggiare il reclutamento. Prima dell'attacco perpetrato dai Sudisti egli non sembrò aver reagito con una particolaare decisione alla secessione meridionale. La notizia giunse come uno shock e Grant condividerà la preoccupazione dei propri vicini nei riguardi del conflitto il quale si prospettava lungo e difficile[131].

Il capitano della milizia locale nominò proprio lui - l'unico uomo presente in città con un addestramento militare professionale - per guidare ed organizzare lo sforzo del reclutamento[132][133][134]. Un discorso pronunciato dall'avvocato paterno, John Aaron Rawlins, avrà la capacità di ottenere come sua immediata conseguenza di suscitarne il patriottismo[131][135].

Rawling diverrà in seguito aiutante di campo di Grant e intimo amico nel corso della guerra, nonché futuro ministro durante la presidenza di Ulysses S. Grant; il futuro presidente avrà modo di rammentare con estrema soddisfazione che dopo quel primo incontro a Galena "non mi sono più recato nel nostro negozio di pelletteria"[134].

Rapidamente riuscirà a reclutare ed organizzare una compagnia di volontari ricevendo il titolo di capitano, dirigendoli il 24 di aprile alla volta di Springfield la capitale dello Stato dell'Illinois[136]; percepirà con chiarezza che il conflitto sarebbe stato per lo più combattuto da volontari e non da soldati di carriera, anche se tenterà subito di rientrare nei ranghi dell'esercito regolare[137].

Il governatore dell'Illinois, il Repubblicano Richard Yates, gli affiderà l'iniziale incombenza di addestrare e reclutare nella milizia unità di volontariato; Grant accetterà, pur desiderando un comando sul campo. Intraprenderà diversi tentativi in tal direzione attraverso i suoi contatti personali; il maggiore generale George McClellan si rifiuterà di riceverlo rammentando quel giorno del 1853 nell'Oregon quando vide Grant provocare una baldoria da ubriaco[24][138].

 
Il Brigadiere Generale Grant nel 1861.
I volontari reclamarono che facesse un discorso! La sua oratoria fu: "Uomini! Ritiratevi nei vostri accantonamenti!"[139]

Con l'aiuto del suo avvocato, il deputato Elihu Benjamin Washburne, otterrà dal governatore - il quale riterrà che un uomo di "West Point" avrebbe potuto fare di più per la causa dell'Unione - la tanto sospirata promozione al grado di colonnello il 14 di giugno, dandogli la guida del "21st Illinois Volunteer Infantry Regiment" fino a quel momento accusato d'indisciplinatezza[140]. Trasferitosi nel Nord del Missouri verrà reintegrato pieno titolo nel ruolo di Brigadiere Generale - con retrodatazione al 17 di maggio - dei volontari, con il comando del distretto sudorientale[141].

 Lo stesso argomento in dettaglio: Missouri nella guerra di secessione americana § Navi corazzate e campagne fluviali e Teatro Occidentale della guerra di secessione americana § Prima metà del 1862: fiumi Tennessee, Cumberland e Mississippi.

Il controllo del fiume Misissippi si rivelerà preso la chiave di volta per la vittoria definitiva nel Teatro Occidentale della guerra di secessione americana. Grant si dimostrerà un generale di "tenacia ostinata e volontà di ferro"; il maggiore generale John Charles Frémont gli assegnerà il comando delle truppe sul Mississippi a Cairo già alla fine di agosto (scavalcando in tal maniera dei generali John Pope e Benjamin Prentiss)[142][143]. Frémont aveva smentito le voci sull'alcolismo di Grant degli anni precedenti dichiarando che che c'era qualcosa nel suo modo di fare "che era sufficiente a neutralizzare l'influenza di ciò che gli altri dicevano"[144].

Il Cairo, basa militare e navale dell'Unione, veniva utilizzata per lanciare campagne congiunte oltre che sul Mississippi anche sul fiume Tenneessee e sul fiume Cumberland[145]. Dopo che i Confederati invaderanno il territorio del Kentucky occidentale con il chiaro proposito di aggredire la zona meridionale dell'Illinois Grant, sotto la diretta autorità di Frémont, avanzerà su Paducah prendendone possesso senza dover sparare un colpo ed istituendo una stazione di rifornimento[145][146].

Avendo compreso l'importanza che il presidente Lincoln dava nel mantenere il territorio sotto il controllo dell'Unione Grant non mancherà di rassicurare i suoi cittadini: "Sono venuto tra voi non come vostro nemico, ma come vostro amico"[147]. Il 1° di novembre Frémont gli ordinerà di intraprendere esercizi di dimostrazione contro i Confederati su entrambi i lati del Mississippi, ma gli proibì di accattare il nemico[148].

Belmont, Fort Henry e DonelsonModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln § Teatro occidentale e blocco navale, Battaglia di Belmont (1861), Battaglia di Fort Henry e Battaglia di Fort Donelson.

Quel 1° di novembre s'imbarcherà in direzione sud dal Cairo con le proprie truppe per bloccare i Confederati accampatisi a Belmont, piccola cittadina del Missouri. Assieme al collega John Alexander McClernand farà sbarcare 2.500 uomini a Hunter's Point, due miglia Nord dell'accampamento avversario[149]; riuscirà ad occupare il campo, ma il sopraggiungere dei rinforzi nemici guidati da Benjamin F. Cheatham e Gideon Johnson Pillow costringeranno a un ritiro caotico[150].

 
Operazioni nel Teatro Occidentale dalla battaglia di Belmont (novembre 1861) alla Battaglia di Shiloh (aprile 1862)

     Confederazione

     Unione

All'inizio ebbe l'intenzione di distruggere le fortificazioni avversarie sia a Belmont che a Columbus, ma Frémont non gli aveva concesso un numero sufficiente di truppe per poter svolgere adeguatamente il compito che si era prefissato. Fattisi strada verso le loro imbarcazioni ormeggiate si trovarono costretti a ritornare al Cairo sotto il fuoco incessante proveniente dalla fortificazione pesante di Columbus[151][152]; una sconfitta tattica, la "battaglia di Belmont" del 7 di novembre instillerà nonostante tutto fiducia ed esperienza nei volontari di Grant[153].

Le forze Confederate di Columbus continuarono a bloccare l'accesso al basso corso del Mississippi. Grant e James B. McPherson escogiteranno un piano di aggiramento per muovere con una forza di 25.000 uomini contro Fort Henry sul fiume Tennessee e poi proseguite 10 miglia ad Est fino a Fort Donelson sul Cumberland; fin dal principio esso prevedeva l'apoggio di cannoniere corazzate che avrebbero dovuto aprire la via di entrambi i fiumi, grazie ad un'operazione anfibia, consentendo così di accedere più a Sud[148].

Grant presenterà il suo piano a Henry Halleck, il suo nuovo comandante sotto il neo-dipartimento del Missouri[154]. Frémont verrà licenziato quando si rifiuterà di eseguire l'ordine impartitogli da Lincoln di far annullare il suo "proclama" volto ad emancipare gli schiavi dei proprietari Sudisti[155]; sarà per un breve lasso di tempo sostituito da David Hunter come comandante del dipartimento del West prima che questo si disfacesse[156]. Halleck stava nel frattempo considerando la stessa strategia, ma respinse la proposta, credendo di aver bisogno di almeno un numero doppio di truppe.

Tuttavia, dopo che ebbe telegrafato per consultarsi con McClellan a riguardo, alla fine accetterà a condizione che l'attacco fosse condotto in stretta collaborazione con l'Ufficiale di bandiera della Marina, Andrew Hull Foote[157][158]; con le cannoniere di Foote che metteranno a tacere definitivamente la maggior parte delle armi del forte, le truppe di Grant vi si potranno trasferire e catturare facilmente Fort Henry il 6 di febbraio del 1862[159]. La battaglia di Fort Henry costituirà la prima grande vittoria dell'Unione dall'inizio della guerra.

Grant ordinerà quindi l'assalto al vicino Fort Donelson, sotto il comando di John Buchanan Floyd, che dominava il Cumberland. Diversamente da Fott Henry ora il comandante stava però affrontando una forza pari alla propria; del tutto ignari degli effettivi della guarnigione nemica le truppe si avvicineranno alla scena confidando su un altro semplice trionfo[160].

Grant, McClernand e Charles Ferguson Smith posizioneranno i rispettivi reparti tutt'attorno al fortino e la mattina seguene cominceranno ad essere lanciati degli attacchi sporadici d'avvertimento su quelli che considerarono essere i punti deboli nella linea confederata, ma solo per ritirarsi con pesanti perdite[161].

Il 14 di febbraio giungeranno le cannoniere di Foote le quali cominceranno a bombardare il fortino, per poi essere respinte dai colpi dei pesanti cannoni avversari; lo stesso Foote rimarrà ferito. Presto però arriveranno i finforzi dell'Unione, dando in tal modo a Grant una truppa totale di 40.000 uomini; dopo che Foote avrà riacquistato il controllo del fiume Grant riprenderà l'attacco, ma rimarrà in una situazione di stallo. Quella serà Floyd indisse un consiglio di guerra, incerto sul da farsi e sulle prossime azioni da intraprendere[162].

 
Il contrattacco dell'Unione del 15 febbraio durante la battaglia di Fort Donelson.

Grant riceverà un dispaccio da Foote con la richiesta di un incontro; il comandante montò a cavallo percorrendo 7 miglia su strade ghiacciate raggiungendo la divisione di Smith e, dopo averlo istruito a prepararsi al prossimo assalto, si diresse incontro a McClernand e Wallace; dopo esersi scambiati i rapporti incontrò Foote, che riprenderà il bombardamento segnalando in tal modo agli altri generali di iniziare l'attacco[163].

La battaglia di Fort Donelson durerà per l'intera giornata seguente, fino a quando la guarnigione Sudista si sottomise alla richiesta di "arrendersi incondizionatamente e immediatamente". Venne telegrafato ad Halleck per informarlo che Fort Donelson, l'ultima linea difensiva al confine tra Kentucky e Tennessee, era caduta[164].

Grant catturerà l'intera compagine avversaria composta da 12.000 uomini. Halleck tuttavia si arrabbierà per il fatto che si fosse agito senza la sua preventiva autorizzazione e non mancò di lamentarsene con McClellan accusando il sottoposto di "negligenza e inefficienza"; il 3 di marzo giungerà a mandare un telegramma a Washington lagnandosi di non avere più alcuna comunicazionee con Grant da almeno una settimana. Tre giorni dopo farà seguire un post scriptum in cui sosteneva: "la notizia mi ha appena raggiunto... Grant ha ripreso le sue cattive abitudini di bere"[165].

Grazia a questo successo - che precludeva i collegamenti tra le due ali dell'esercito confederato - il presidente Lincoln, a prescindere dalle voci nei suoi riguardi, promuoverà Grant al grado di maggiore generale dei volontari e il comando dell'Armata del Tennessee, mentre tutta la stampa del Nord iniziò a trattarlo come un eroe; facendo un gioco di parole sulle sue iniziali U.S.G presero a chiamarlo "Unconditional Surrender Grant"[166][167].

Battaglia di Shiloh e sue conseguenzeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Arriva Grant e Battaglia di Shiloh.

Mentre si radunava il gran numero di truppe di entrambi gli eserciti, era opinione diffusa al Nord che il prossimo sarebbe stato lo scontro decisivo che avrebbe posto fine al conflitto. Grant, rentegrato pienamente nelle sue funzioni da Halleck grazie alle pressioni ricevute da parte del presidente e del Segretario alla Guerra Edwin McMasters Stanton, lasciò Fort Henry viaggiando in barca lungo il Tennessee per raggiungere il proprio esercito e dar l'ordine di avanzare[168].

Le sue forze principali erano situate nei dintorni della Contea di Hardin a Pittsburg Landing, mentre 40.000 truppe confederate confluivano a Corinth, importante snodo ferroviario sudista[169]. Il Brigadiere Generale William Tecumseh Sherman assicuererà Gran che le sue truppe fresche erano pronte. Verrà quindi concordato un attacco e la loro valutazione trasmessa via cablogramma ad Halleck[170]. Grant avrebbe desiderato colpire al più presto Corint con i suoi 45.000 uomini, ma il diretto superiore gli ordinerà invece di trattenersi fino all'arrivo della divisione di Don Carlos Buell forte di altri 25.000 uomini[171][172][173].

Nel frattempo studierà un piano d'attacco tra forze approssimativamente uguali; invece di preparare fortificazioni difensive tra il Tennessee e Owl Creek e la compensazione dei campi di fuoco trascorrera la maggior parte del tempo nelle esercitazioni delle truppe in larga parte ancora del tutto inesperte, mentre Sherman respingeva i rapporti i quali indicavano i confederati oramai molto vicini[174][175].

 
Schema della battaglia di Shiloh alla mattina del 6 aprile.

L'inerzia prodottasi creò per i confederati l'opportunità di attaccare prima del sopraggiungere di Buell[176]. La mattina del 6 di aprile le truppe di Grant si lasceranno cogliere di sorpresa dall'armata sudista guidata da Albert Sidney Johnston e Pierre Gustave Toutant de Beauregard la quale colpirà per prima - "come una valanga alpina" - di fianco alla chiesa del villaggio assalendo 5 divisioni e costringendo ad una confusa ritirata verso le sponde del Tennessee[169][177][178][179].

Johnston rimarrà ferito gravemente ad una gamba e morirà durante lo scontro, pertanto gli subentrerà Beauregard[180].

 
Schema della battaglia di Shiloh al pomeriggio del 6 aprile.

Una linea riuscirà a contenere l'attacco per diverse ore in un luogo più tardi chiamato "Hornet's Nest", dando così a Grant il tempo d riunire l'artiglieria e 20.000 soldati vicino a Pittsburg Landing[181]; ma i condeferati alla fine sfonderanno a "Hornet's Nest" arrivando a catturare l'intera divisione, mentre la "Grant's Last Line" a Pittsburg Landing manterrà le posizioni. Esausti e privi di rinforzi i confederati - che videro dimezzati i propri effettivi - si troveranno costretti ad interrompere l'avanzata[181][182][183].

Quella sera cominciò una fitta pioggia battente quando Grant e il suo staff si ripararono accoccolati attorno al fuoco; quando gli fu chiesto da McPherson se stava per ritirarsi replicò: "Ritirata? No. Io propongo di attaccarli alla luce del giorno e di frustarli"[184].

Sostenuto dalle 18.000 truppe fresche delle divisioni di Buell e Lew Wallace le quali gli consentiranno di essere in superiorità numerica Grant contrattaccherà all'alba riguadagnando il campo e costringendo i ribelli disorganizzati e demoralizzati a ritirarsi precipitosamente a Corinth, mentre migliaia di persone diserteranno[185][186].

 
Controffensiva del 7 aprile.

Halleck ordinerà di non avanzare più di una giornata di marcia dal campo, fermando in tal modo di fatto l'inseguimento della Confederate States Army[187]. Sebbene Grant avesse vinto la battaglia, la situazione non cambiò molto, con l'Unione in possesso di Pittsburg Landing e i Confederati ancora una volta rintanati a Corinth[188].

Rendendosi ben presto conto che il Sud era determinato a combattere e che la guerra non sarebbe stata vinta grazie ad un'unica battaglia, avrebbe scritto in seguito: "Allora, in effetti, ho abbandonato ogni idea di salvare l'Unione se non attraverso una completa conquista"[189][190].

La battaglia di Shiloh fu la più costosa in termini di vite umane perdute dell'intera storia americana fino a quel momento, con ben 13.000 vittime nordiste; il numero impressionante di 23.746 caduti in totale stordirà l'intera nazione[191][192]. Ciò avrà tuttavia l'occasione di procurare a Grant numerose critiche, cui egli - rimasto impantanato nella controversia - poté far fronte solo grazie all'appoggio incondizionato espressogli dalla presidenza di Abraham Lincoln[193].

La stampa lo rimprovererà per le perdite sorprendentemente alte, accusandolo anche di ubriachezza durante la battaglia, questo in contrasto con i resoconti forniti dagli ufficiali e da quanti si trovavano con lui in quel frangente. In risposta alle accuse il suo ufficiale William Ruben Rowley sosterrà che erano delle pure bugie frutto d'invenzione; altri testimoni dichiareranno che Grant era erfettamente sobrio la mattina del 6 di aprile[194][195].

Nonostante ciò la vittoria a Shiloh porrà termine ad ogni possibilità che i confederati potessero riuscire a prevalere nella valle del fiume Mississippi o riconquistare il vantaggio strategico nel Teatro occidentale[196][197]. Halleck giungerà da Saint Louis l'11 di aprile per prendere il comando e radunare un esercito combinato di circa 120.000 uomini; il 29 seguente solleverà Grant dal comando di campo per sostituirlo con George H. Thomas. Halleck farà marciare lentamente la propria armata in direzione di Corinth, trincerandosi ogni notte[198]. Iniziava l'assedio di Corinth.

Nel frattempo Beauregard invierà dei falsi disertori per raccontare che si stava ampiamente rinforzando, spostando nel contempo l'esercito durante la notte; per l'estrema sorpresa di Halleck quando arrivò a Corinth il 30 di maggio[199][200]. Scoraggiato, intanto Grant considerò l'ipotesi delle dimissioni, ma Sherman riuscirà a farlo desistere[201][202]. Lincoln liquiderà i critici di Grant dicendo: "non posso fare a meno di quest'uomo, egli combatte!"[203].

Halleck dividerà le sue forze e reintegrò Grant come comandante in campo dell'Armata del Tennessee l'11 di luglio[204][205]. Il 19 di settembre partecuperà alla vittoriosa battaglia di Iuka, per poi difendere con successo Corinth, infliggendo pesanti perdite agli avversati nella seconda battagla di Corinth[206].

Il 25 di ottobre Grant assumerà il comando del nuovo "Distretto del Tennessee"[207]. A novembre, dopo l'avviso preliminare del Proclama di emancipazione, ordinerà alle unità sotto il suo comando di incorporare gli ex schiavi nell'Union Army, fornendo loro abiti, riparo e salari per i loro servizi[208]. In questo modo Grant potrà continuare le operazioni militari per il resto del 1862, occupando l'area del Tennessee occidentale e del Mississippi settentrionale, che difese efficacemente dai tentativi di riscossa confederati vincendo cinque scontri campali.

Campagna di VicksburgModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Vicksburg.

Tuttavia, il controllo dell'intero corso del Mississippi restava precluso alle forze nordiste a causa della presenza della solida fortezza di Vicksburg, che Grant inizierà a mettere sotto assedio a partire dal dicembre del 1863. La roccaforte confederata bloccava la strada per il completo controllo sul fiume, rendendo così la sua cattura vitale per l'efficace proseguimento dell'impegno bellico[209].

L'Armata di Grant stazionava nell'Ovest del Tennessee con 40.000 truppe disponibile al combattimento[210]; rimarrrà però esasperato dall'apprendere che il presidente aveva autorizzato McClernand a creare un esercito separato per lo scopo[211]. Halleck lo farà ordinare attorno a Memphis ponendolo sotto l'autorità di Grant[212][213]. A seguito della conquista di Holly Springs progetterà di attaccare la zona frontale di Vicksburg via terra mentre Sherman avrebbe dovuto avanzare dalla parte del fiume[214].

Le incursioni della cavalleria confederata svoltesi tra l'11 e il 20 di dicembre tuttavia riusciranno a interrompere le comunicazioni, facilitando in tal modo la loro ripresa di Holly Springs ed impedendo ai due fronti unionisti di connettersi[215][216]. Il giorno 29 le forze confederate guiate dal tenente generale John Clifford Pemberton respingeranno la tattica diretta di Sherman il quale tentava di risalire le scogliere nella Battaglia di Chickasaw Bluffs[217][218]; l'esercito di Sherman verrà raggiunto da McClernand e ne assumerà il comando; indipendentemente da Grant condurrà una campagna che porterà alla Battaglia di Fort Hindman[219].

 
Mappa delle operazioni contro Vicksburg (dicembre 1862-marzo 1863), inclusa la Battaglia di Fort Hindman.

     Confederazione

     Unione

Durante questo periodo di tempo Grant farà incorporeare gli schiavi in fuga nell'Union Army, fornendo loro protezione e lavoro retribuito[220]. Insieme alle sue responsabilità militari nei mesi immediatamente seguenti il ritorno al comando, Grant si preoccuperà per l'espansione del contrabbando di cotone nel proprio distretto[221]; paventando che tale commercio illecito indebolisse lo sforzo bellico dell'Unione finanziando la Confederazione e prolungando di conseguenza la guerra, mentre i soldati continuavano a morire sul terreno[222][223], il 17 di dicembre farà emettere l'"Ordine Generale N° 11".

Questa disposizione prevedeva l'espulsione immediata di tutti gli Ebrei dal territorio, dichiarando che i loro mercanti stavano violando le regole del commercio[224]. Scrivendo nel 2012 lo storico Jonathan D. Sarna ha detto che Grant "ha emesso il più noto ordine ufficiale anti-ebraico nella storia dell'antisemitismo negli Stati Uniti d'America"[221][225]; le opinioni degli specialisti a riguardo variano a seconda delle motivazioni addotte dal generale per l'emanazione dell'ordine esecutivo[226][227][228]. I leader della comunità ebraica andranno a lamentarsi direttamente con Lincoln, mentre la stampa del Nord criticava fortemente Grant[226][229].

Il presidente chiederà pertanto che l'Ordine venisse revocato, cosa che venne fatta; sarà rescisso entro 3 settimane[226]. Intervistato anni dopo in risposta alle accuse rivoltegli di antigiudaismo del suo Ordine Grant avrà l'occasione di spiegare: "Durante i tempi di guerra queste belle distinzioni sono state ignorate, non abbiamo avuto il tempo di gestire le cose usando i guanti di velluto"[230]; farà ammenda durante la sua presidenza, nominando molti ebrei americani a varie posizioni nell'amministrazione[231][232].

Il 29 di gennaio assumerà il comando generale e tenterà di avanzare attraverso il terreno segnato dall'acqua con l'intento di aggirare i cannoni di Vicksburg; la mossa si rivelerà del tutto inefficace, tuttavia consentirà alle nuove leve di poter iniziare ad acquisire l'esperienza necessaria[233]. Il 16 di aprile darà ordine alle cannoniere dell'ammiraglio David Dixon Porter d'incontrarsi con le sue truppe - sotto il fuoco delle batterie - che avevano marciato a Sud lungo il lato Ovest del Mississippi. Guiderà la fanteria, composta da 33.000 uomini, oltre il caposaldo sulla sponda occidentale; mentre anche la flotta si portava al di là della roccaforte, fuori gittata delle sue artiglierie[234].

 
Schema delle operazioni di Grant contro Vicksburg dall’aprile al luglio 1863, incluse la Battaglia di Big Black River Bridge (maggio) e la Battaglia di Jackson (Mississippi).

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     Unione

Darà pertanto disposizioni alla cavalleria d'intraprendere degli scontri diversivi lungo l'intero territorio dello Stato per confondere Pemberton e permettere così al suo esercito di spostarsi ad Est attraverso il fiume; la fanteria e la cavalleria si congiungeranno sul basso corso per traghettare le truppe sulla riva opposta dove Grant, pur rimasto fuori dalle proprie linee di rifornimento, manovrerà con rapidità sorprendendo più volte i confederati fino a sbarcare nella cittadina di Bruinsburg[235].

Il generale, sfruttando l'inimicizia tra i due comandanti confederati della zona (Joseph Eggleston Johnston a capo del dipartimento confederato dell'Ovest e J. C. Pemberton, comandante della piazzaforte di Vicksburg), sconfiggerà una forza nemica proveniente da Nord a Port Gibson, per poi spostarsi ad Est ricacciando indietro una seconda armata comandata da Jonhston da Jackson con due scontri campali vincenti[236][237].

La Battaglia di Jackson (Mississippi) permetterà di conquistare la capitale dello Stato; quindi si sposterà verso l'obiettivo, sconfiggendo Pemberton nella Battaglia di Champion Hill il 16 di maggio e costringendolo ad una fuga disordinata e ad asserragliarsi nella fortezza, messa sotto assedio dopo due falliti assalti frontali[238][239].

Dopo aver assaltato le trincee poste di fronte all'ingresso di Vicksburg e subendo gravi perdite - Infatti Grant fece scavare due trincee lunghe 25 km e tentò di minare le poderose fortificazioni scavando delle gallerie sotto i bastioni, che fece saltare procurandosi un varco: al momento dell'assalto però i soldati Nordisti vennero fermati da un fitto lancio di granate provenienti dagli spalti, mentre gli stessi corpi dei caduti ostruirono la barriera creatasi con il crollo delle mura - s'insediarono per un assedio il quale durerà per 7 settimane[240][241].

 
Assedio di Vicksburg. I comandanti di corpo e di divisione sono rappresentati per il periodo dal 23 giugno al 4 luglio.

Durante i periodi di maggior calma avrà occasionalmente la possibilità di bere[242]. Perberton alla fine dell'assedio di Vicksburg si arrenderà per fame il 4 di luglio - anniversario del Giorno dell'Indipendenza - consegnando a Grant un ingente bottino di armi e prigionieri di guerra (circa 30.000, tra cui 15 generali, 260 cannoni e 60.000 fucili)[243].

La caduta di Vicksburg darà alle forze unioniste il pieno controllo del Mississippi dividendo la Confedreazione in 2 tronconi. A quel tempo le simpatie politiche di Grant coincidevano completamente con l'azione aggressiva dei Repubblicani Radical sui temi della guerra e dell'emancipazione degli schiavi[244]. Il successo conseguito rappresenterà una notevole spinta morale volta allo sforzo bellico; la rivalità personale con McClernand continuerà fino a quando Grant non gli tolse il comando dopo aver contravvenuto agli ordini facendo emettere un'ordinanza senza il suo previo permesso[245].

Quando il Segretario alla Guerra Edwin McMasters Stanton suggerirà che il generale sarebbe stato riportato ad Est per dirigere l'Armata del Potomac Grant lo smentirà scrivendo di conoscere assai meglio la geografia e le risorse dell'Ovest e di non voler sconvolgere la catena di omando del Teatro Orientale[246].

Campagna di Chattanooga e promozioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Chattanooga.

Con la caduta di Vicksburg, la Confederazione si ritrovò tagliata in due tronconi. Il 16 ottobre del 1863 Lincoln lo nominerà comandante generale del "Fronte Occidentale" e gli assegnerà il comando della "Divisione del Mississippi" appena costituita, compresa l'armata dell'Ohio, l'armata del Tennessee e l'armata del Cumberland[247][248][249].

Dopo la battaglia di Chickamauga (18-20 settembre) l'esercito del Cumberland si era ritirato a Chattanooga, ov'era però rimasto intrappolato[250]; quando venne informato della situazione venutasi a creare mise George H. Thomas a capo della spedizione di salvataggio[251]. Prendendo personalmente il comando Grant giunse a cavallo, con l'intenzione di rifornire la città e rompere definitivamente l'assedio a proprio favore[252][253].

Il presidente gli inviò anche in aiuto Joseph Hooker con due divisioni dell'"Armata del Potomac"; le forze unioniste catturarono così il "Brown's Ferry" aprendo una linea diretta di rifornimento per Bridgeport[254][255][256]. Il 23 di nomembre organizzò i 3 eserciti per attaccare nella battaglia di Lookout Mountain (24 novembre) prima e nella battaglia di Missionary Ridge (25 novembre) poi[257]. Grant ordinerà a Thomas e all'"Armata del Cumberland" di avanzare quando le truppe di William Tecumseh Sherman non riuscirono ad occupare Missionary Ridge da Nord-Est[258].

Guidato da Philip Henry Sheridan e dal generale di brigata Thomas John Wood l'esercito caricò in salita arrivando a conquistare i trinceramenti confederati posti sulla cima, costringendo i ribelli a battere in ritirata[259]. Gli scontri campali svoltisi nel corso della campagna di Chattanooga saranno decisivi per dare all'Unione il pieno controllo del Tennessee oltre che ad aprire la Georgia - il cuore degli Stati Confederati d'America - alla tanto attesa invasione. Il generale ntendeva incunearvisi per dividere ulteriormente i territori e gli eserciti ribelli[260].

 
Il Generale Grant in una foto scattata da Mathew B. Brady nel 1864.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln § Grant assume il comando.

La sua volontà di combattere e la sua abilità nel vincere avevano già avuto modo d'impressionare favorevolmente Lincoln il quale - il 2 marzo del 1864 - lo promuoverà al grado di Tenente generale; mentre il 17 dello stesso mese gli affiderà la guida di tutte le armate unioniste in qualità di comandante generale dell'esercito statunitense, dovendo pertanto rispondere delle decisioni prese solamente al presidente[248][261][262].

Lo stile di Grant nei combattimenti venne definito da un generale "quello di un bulldog". Durante molte battaglie egli ordinò attacchi diretti o assedi assai rigidi, spesso anche quando questi stavano lanciando offensive contro le sue truppe; una volta che l'offensiva o l'assedio erano iniziati, Grant rifiutava di cessarli fino a quando il nemico non si fosse arreso o fosse stato sbaragliato. Una simile tattica toglieva senza dubbio forza al nemico, infliggendogli perdite irreparabili, ma spesso portava anche a pesanti perdite fra i suoi uomini.

Dopo aver assegnato a Sherman la "Divisione del Mississippi" si recherà a Washington per incontrarsi con Lincoln e realizzare una strategia incentrata sul paralizzare l'esercito ribelle e catturare Richmond. Grant stabilirà quindi il suo nuovo quartier generale tra l'"Armata del Potomac" di George G. Meade a Culpeper, poco a Nord-Ovest della capitale nemica[263]. Meade aveva seguito il cauto approccio di Henry Halleck ai combattimenti e Grant era lì per dargli una direzione e l'incoraggiamento ad essere più aggressivo[264]; concentrerà d'ora in poi le sue attenzioni per prendere la città che da lungo tempo resisteva alle forze dell'Unione.

Presto svilupperà un piano generale di 5 offensive coordinate con l'attacco in contemporanea degli eserciti ribelli, per costringere i confederati a spostare i propri finforzi all'interno delle loro linee difensive[265]; Sherman avrebbe dovuto inseguire l'armata confederata del Tennessee di Joseph Eggleston Johnston mentre Meade avrebbe guidato l'esercito del Potomac - con Grant sul campo - per attaccare e distruggere l'Armata Confederata della Virginia Settentrionale ai comandi di Robert Edward Lee[265][266]. Benjamin Butler sarebbe dovuto infine avanzare da Sud lungo il fiume James, mentre un'operazione congiunta tra Union Army e Union Navy doveva essere lanciata contro Mobile (Alabama)[265][267].

Se Lee fosse stato costretto a fermarsi a Sud come previsto, Grant avrebbe unito le proprie forze con gli eserciti di Butler e avrebbe ricevuto i rifornimenti necessari attraverso il James. Nel frattempo Franz Sigel avrebbe dovuto occupare la linea ferroviaria di Lynchburg e subito dopo muoversi in direzione Est ed attaccare direttamente dai Monti Blue Ridge[265][268][269]. Sapeva infatti molto bene che Lee disponeva di una manodopera alquanto limitata e che una guerra di logoramento combattuta su un campo di battaglia privo di alcun trinceramento avrebbe condotto ad una sua certa sconfitta[270].

 
Fotografia ritraente i tre cavalli di Grant durante la campagna terrestre (a Cold Harbor (Virginia), da sinistra a destra: Egitto, Cincinnati e Jeff Davis.

Dopo lo scontro riceverà un enorme cavallo purosangue inglese di nome Cincinnati come dono da parte di un ammiratore riconoscente; l'animale diverrà immediatamente il favorito del generale, lasciando che nessun altro oltre a Lincoln lo potesse cavalcare[271]; Grant era considerato uno dei migliori esperti di equitazione e nel corso della guerra guiderà diversi altri cavalli[272].

Il Comandante stava ora sperimentando una marea crescente di popolarità e si cominciò a ventilare l'ipotesi che una decisiva vittoria entro la prima metà dell'anno avrebbe potuto portare alla sua cadidatura alle elezioni presidenziali del 1864; egli, che fu a conoscenza delle voci, escluderà però categoricamente un suo interessamento all'ingresso nell'agone politico. La possibilità sarebbe presto svanita a seguito di ritardi sopraggiunti sul fronte bellico[270].

Campagna terrestre e assedio di PetersburgModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna terrestre.

La "Campagna terrestre" risulterà essere una serie di battaglie senza quartiere combattute nel territorio della Virginia per 7 settimane durante i mesi di maggio e giugno del 1864; gli sforzi congiunti messi in atto da Sigel e Butler non ebbero l'esito sperato, essendo rimasti troppo incerti, tanto che Grant verrà lasciato solo a combattere Lee[273]. La mattina di mercoledì 4 maggio, vestito di tutto punto con la sua uniforme intera e con la spada al fianco, uscì dal suo quartier generale a Culpeper verso Germanna Ford, montando il suo prediletto Cincinnati[274][275].

 
I movimenti del 7 maggio 1864; sono inserite anche la azioni della cavalleria.

     Confederazione

     Unione

Durante quella stessa giornata attraverserà senza ostacoli il Rapidan, mentre le truppe unioniste guadavano il fiume e le provviste venivano trasportate su quattro ponti di barche[275][276]. Il 5 attaccherà Lee nella battaglia del Wilderness la quale durò per ben tre giorni con un numero stimato di vittime di 17.666 per Unione a fronte delle 11.125 per i Confederati[277][278]. Nonostante le gravi perdite e le difficoltà del terreno l'"Armata del Potomac" opporrà una resistenza accanita; invece di ritirarsi come avevano fatto i suoi predecessori Grant affiancherà l'esercito di Lee a sud-est tentando di mettere le sue forze tra il generale nemico e Richmond alla Spotsylvania Courthouse[279].

 
L'assalto di Grant del 12 di maggio (il "Bloody Angle") nel corso della battaglia di Spotsylvania Court House.

L'armata avversaria arrivò per prima e ne seguì un difficile sconto, la battaglia di Spotsylvania Court House della durata di tredici giorni con perdite stimate di 18.399 unionisti contro 13.421 confederati e che terminerà in un sostanziale pareggio[278][280]. Grant tenterà di sfondare il saliente Muleshoe di Lee sorvegliato dall'artiglieria provocando in tal modo uno dei più sanguinosi assalti della Guerra Civile, noto come "Bloody Angle"[281]; incapace di spezzarne le linee affiancherà nuovamente i ribelli a sud-est, incontrandoli nella battaglia di North Anna, che proseguirà da 23 al 26 di maggio[282].

 
La campagna terrestre, dalla battaglia del Wilderness fino all'attraversamento del fiume James

     Confederazione

     Unione

Grant manovrerà quindi il suo esercito verso Cold Harbor, un importante snodo ferroviario collegato a Richmond, ma gli uomini di Lee avevano il vantaggio difensivo e si trincerarono. Durante il terzo giorno della battaglia di Cold Harbor (31 maggio-12 giugno) verrà condotto un assalto assai costoso in termini di vite umane; il Comandante generale sarà presto identificato come "il Macellaio" dalla stampa nordista dopo aver perso 52.788 uomini in un colpo solo. L'esercito confederato subirà invece 32.907 vittime, ma fu meno in grado di poterle sostituirle[283].

Questa sarà la seconda di due battaglie nel corso della totalità delle operazioni di guerra che Grant in seguito disse di rimpiangere (l'altro era stato il suo assalto iniziale a Vicksburg). Non rilevato da Lee riuscirà comunque a tirarsi fuori da Cold Harbor e a spostare il proprio esercito a sud del fiume James, liberò Butler dalla Campagna di Bermuda Hundred (dove i ribelli lo avevano circondato) e avanzò verso Petersburg, il fulcro ferroviario della Virginia[268][284].

Dopo aver attraversato il James arriverà in vista della città minacciando così direttamente la vicina Richmond. Inizierà così l'assedio di Petersburg, durato dal 9 giugno del 1864 al 25 marzo del 1865; la sua pressione incessante costringerà verso la fine Lee a far evcuare Richmond, non prima però di aver fatto appiccare un incendio generalizzato.

Pierre Gustave Toutant de Beauregard si pose alla difesa e ben presto arrivarono i rinforzi costituiti dai veterani di Lee. Il risentimento del Nord crebbe mentre la guerra si trascinava, ma Lee fu costretto solo a difendere Richmond, del tutto incapace di rafforzare le altre truppe confederate. A Sheridan fu assegnato il comando dell'Armata Unionista di Shenandoah e Grant gli ordinò di "seguire il nemico fino alla morte" e di distruggere le forniture vitali nemiche presenti nella Valle dello Shenandoah di sua competenza[285].

Quando Sheridan riferì di aver subito attacchi da parte della cavalleria confederata irregolare di John Singleton Mosby, il Comandante raccomandò di radunare le loro famiglie per subire l'incarcerazione come ostaggi a Fort McHenry[286].

A Petersburg Grant approvò un piano per far saltare parte delle trincee nemiche utilizzando un tunnel sotterraneo; l'esplosione creò un cratere, nel quale si riversavano le truppe dell'Unione le quali saranno però mal guidate. Ripresisi dalla sorpresa i confederati le circondarono e facilmente le fecero priginiere al loro interno (la battaglia del cratere). Le vittime dell'Unione, 3.500, superarono di gran lunga il numero di quelle avversarie per almeno tre a uno; sebbene il piano avrebbe potuto avere successo se implementato correttamente, Grant ammetterà che la tattica era stata uno "stupendo fallimento"[287][288][289].

Piuttosto che combattere Lee in un attacco frontale completo come aveva già tentato di fare a Cold Harbor, continuerà invece a frazinare le difese di Lee a sud e a ovest della città per cercare di catturare i collegamenti ferroviari essenziali[290].

Dopo che il genio militare completò la ricostruzione della rete ferroviaria a City Point, Grant userà i mortai per aggredire le forze nemiche oramai soverchiate dalle truppe unioniste[291]. Tre il 2 e il 23 di agosto verrà conquistata Mobile nella battaglia della baia di Mobile e il 2 settembre Sherman vincerà la battaglia di Atlanta, con il ritiro completo delle forze confederate[292][293]. Entrambe le vittorie, combinate con il trionfo di Sheridan nella Shenandoah Valley, assicurarono la rielezione di Lincoln a novembre[292][293].

Sherman convincerà sia Grant che il presidente a mandare il suo esercito a marciare su Savannah e devastare il cuore confederato; sarà la marcia verso il mare di Sherman[294][295]. Egli taglierà con un percorso a tenaglia il territorio nemico per un raggio di 60 miglia di larghezza accompagnandosi alla distruzione totale delle infrastrutture del Sud - la tattica della terra bruciata - senza incontrare praticamente alcun ostacolo di sorta; raggiungerà infine le sponde dell'Oceano Atlantico e catturerà Savannah il 22 di dicembre[295].

Intanto il 16, dopo essere stato molto sollecitato da Grant, l'esercito sotto il comando di Thomas otterrà una sonante vittoria nella battaglia di Nashville[296]. Era l'inizio della fine per la Confederazione, con le forze di Lee asserragliate a Petersburg come unico ostacolo significativo rimasto[297].

 
L'incontro tra Grant (al centro sinistra) accanto ad Abraham Lincoln con il generale William Tecumseh Sherman (all'estrema sinistra) e l'ammiraglio David Dixon Porter (a destra) in un dipinto di George Peter Alexander Healy intitolato The Peacemakers (I pacificatori).

Campagna di Appomattox e vittoria finaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Appomattox e Presidenza di Abraham Lincoln § resa confederata.

Nel marzo del 1865 Gran era oramai riuscito ad indebolire notevolmente le forze di Lee, avendo esteso la propria linea del fronte fino ad un'apiezza di 35 miglia[298], con i ranghi delle truppe avversarie allo sbando e abbandonati a migliaia a causa della fame e delle tensioni crescenti dovute alla spossante guerra di trincea[299].

Il 28 di marzo il Comandante generale con Sherman, l'ammiraglio David Dixon Porter e il presidente, si ritrovarono per tenere insieme una conferenza il cui tema precipuo doveva essere la discussione della resa incondizionata dei confederati e del successivo piano di ricostruzione per il Sud[300].

 
Barack Obama e Nancy Pelosi nello Studio Ovale con, nella parete centrale The Peacemakers.

Il 2 di aprile gli unionisti prenderanno Petersburg e già il giorno seguente potranno entrare in una Richmond fatta evacuare in gran fretta dopo essere stata data alle fiamme[301]. Lee tenterà in un ultimo tentativo disperato di ricomporsi con i resti dell'esercito sconfitto di Joseph Eggleston Johnston, ma la cavalleria di Sheridan avrà il sopravvento riuscendo ad impedire la convergenza dei due tronconi, tagliandogli inoltre tutti i beni di rifornimento[302].

Grant si trovava in comunicazione con Lee già prima che affidasse al proprio aiutante di campo Orville Elias Babcock il compito di portare il suo ultimo dispaccio al generale nemico chiedendo la sua consegna immediata con le istruzioni per scortarlo in un luogo d'incontro scelto dallo stesso Lee[303]. In sella al suo prediletto Cincinnati percorrerà una lunga rotta verso Ovest scavalcando quello che rimaneva dell'armata di Lee per unirsi a Sheridan il quale nel frattempo aveva catturato la stazione di Appomattox, bloccando in tal maniera ogni possibile via di fuga residua[304].

 
La stretta di mano tra Grant e Robert Edward Lee all'"Appomattox Court House" in un disegno a colori di Thomas Nast.

Lungo la strada gli verrà incontro uno dei membri dello staff di Mead che trasportava una lettera inviata dal generale confederato attraverso i picchetti, informando Grant che era pronto ad arrendersi formalmente[305]. Il 9 di aprile avverrà il tanto atteso incontro all'"Appomattox Court House" ove Grant offrira a Lee di stringergli la mano[306]; dopo aver ricevuto l'invito riguardo alla proposta d'incontro il Comandante si trovava in uno stato giubiilante, ma in seguito avrà modo di scrivere nelle sue memorie che Lee "era un uomo di gran dignità" e che non poté evitare di sentirsi triste per "la caduta di un nemico che aveva combattuto così a lungo e valorosamente"[307][308].

Dopo aver discusso brevemente dei loro giorni nella guerra Messico-Stati Uniti Grant metterà nero si bianco i termini della resa, dopo di che Lee espresse la propria soddisfazione a riguardo e li accettò[309]. Andando ben oltre la sua autorità militare concederà agli avversari un'amnistia generale; i confederati avrebbero consegnato le loro armi e se ne sarebbero ritornati alle loro case. Su richiesta di Lee permetterà anche che tenessero i propri cavalli, il tutto a condizione che non avessero mai più imbracciato le armi contro gli Stati Uniti[310][311].

Ordinerà quindi alle sue truppe d'interrompere tutte le celebrazioni spontanee esplose con grandi "urrah" e battimani, asserendo molto semplicemente che "la guerra è finita, i ribelli sono nuovamente diventati nostri compatrioti"[312]; seguiranno altre rese, l'esercito di Albert Sidney Johnston il 26 di aprile, l'armata di Richard Taylor dell'Alabama il 4 di maggio ed infine l'esercito texano di Edmund Kirby Smith il 26 di maggio. La guerra civile era finità ed aveva costato più di mezzo milione di morti[313][314][315].

 
Il generale Grant assieme alla famiglia in un ritratto di John Sartain.

Dopo la battaglia di Palmito Ranch del 12-13 di maggio le forze confederate si arrenderanno il 2 di giugno anche in tutta l'area del Dipartimento del Mississippi.

L'omicidio del presidente LincolnModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Assassinio di Abraham Lincoln.

Nel pomeriggio del 14 di aprile - Venerdì santo - Grant partecipeò all'ultima riunione di gabinetto della presidenza di Abraham Lincoln. Lincoln inviterà lui e la moglie Julia Grant al Teatro Ford per quella stessa serata, ma furono costretti a rifiutare poiché avevano in programma di recarsi a Filadelfia. Nell'ambito di una vera e propria cospirazione che prese di mira diversi membri del governo il presidente verrà fatalmente colpito da John Wilkes Booth alle spalle mentre questi stava assistendo in compagnia della consorte Mary Todd Lincoln ad una rappresentazione. Morirà la mattina seguente senza aver potuto riprendere conoscenza[316].

Molti, incluso lo stesso Grant, pensarono di essere stati un bersaglio della trama criminosa[317]. Informatolo del sopraggiunto decesso di Lincoln il Segretario alla Guerra Edwin McMasters Stanton lo convocerà immediatamente a Washington; il Vice in carica Andrew Johnson presterà il solenne giuramento entro la mattinata del 15. Assistendo ai funerali di Stato svoltisi il giorno 19 Grant volle rimanere solo e lo si vide piangere apertamente; in seguito dirà che il presidente era stato "il più grande uomo che abbia mai conosciuto"[318].

Per quanto riguardava Johnson confiderà a Julia che temeva il cambiamento di amministrazione; giudicherà l'atteggiamento del nuovo presidente nei confronti dei Sudisti come una serie di azioni che avrebbe contribuito a "renderli cittadini riluttanti" ed almeno inizialmente non poté fare a meno di pensare che con Johnson "la ricostruzione è stata di gran lunga fatta arretrare"[319].

Comandante generaleModifica

La carriera militare di Grant sarà la seguente[320]:

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America) e Presidenza di Ulysses S. Grant.

Al termine del conflitto Grant rimarrà Comandante dell'esercito, con incarichi che includeranno la gestione delle truppe al confine durante l'intervento francese in Messico il quale aveva messo sul trono Massimiliano I del Messico[321], la messa in atto esecutiva dell'Era della Ricostruzione negli ex Stati confederati oltre che la supervisione delle guerre indiane nelle Grandi Pianure centrali del West[322].

 
La folla entusiasta accoglie il Comandante a Galena.

Assicurerà infine una degna abitazione per la propria famiglia in "Georgetown Heights" a Washington entro il 1865, ma istruì il suo futuro Segretario di Stato Elihu Benjamin Washburne che per gli scopi più eminentemente politici la sua residenza ufficiale doesse rimanere a Galena[323]. In quello stesso anno parlerà alla Cooper Union di New York; altri viaggi compiuti in estate lo condurranno ad Albany, nuovamente a Galena e in tutto l'Illinois e l'Ohio, ottenendo ricevimenti entusiastici[324].

Il 25 luglio del 1866 il Congresso creerà appositamente per lui il grado di General of the Army[325].

Nel corso dell'intera presidenza di Andrew Johnson, entrata nelle sue piene funzioni a seguito dell'assassinio di Abraham Lincoln avvenuto nell'aprile del 1865, Grant si verrà a trovare inevitabilmente invischiato nella lotta politica tra il presidente, che voleva seguire una politica di conciliazione con gli sconfitti secondo i dettami del suo predecessore, e la maggioranza dell'Assemblea congressuale dominata dagli eponenti più intransigenti del Partito Repubblicano (i Radical) desiderosi di misure severe e soprattutto repressive nei riguardi del profondo Sud.

 
Il General of the Army in sella al suo destriero.

RicostruzioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896).

L'Era della Ricostruzione si rivelerà un lasso di tempo turbolento che ebbe inizio già nel 1863 per terminare all'inizio della presidenza di Rutherford Hayes; un periodo in cui via via saranno riammessi all'Unione gli ex Stati Confederati d'America e "durante il quali il diritto statunitense e la stessa Costituzione nazionale furono riscritte per garantire i diritti fondamentali degli ex schiavi e i primi governi statali bi-raziali giunsero al potere nei territori confederati sconfitti"[326].

Nel novembre del 1865 Johnson invierà Grant a compiere una missione di inchiesta nel Sud: egli raccomanderà la prosecuzione delle attività di un "Freedmen's Bureau" riformato, proposta questa a cui il presidente si opporrà con veemenza; ma sconsiglierà invero l'utilizzo di truppe nere nelle guarnigioni, fatto che a suo parere non avrebbe fatto altro che incoraggiare gli afroamericani ad un'alternativa al lavoro agricolo loro assegnato[327][328][329].

Il Comandante non credette che il popolo meridionale fosse già pronto per la concessione dell'autogoverno e che sia i bianchi che i neri del Sud richiedessero dell'adeguata protezione dal governo federale; i quattro anni di guerra fratricida avevano difatti portato ad un minore rispetto nei confronti delle autorità civili e Grant ne concluse che l'esercito avrebbe dovuto continuare ad avere una forte presenza nel territorio per poter mantenere quantomeno un ordine precario[327].

Lo stesso giorno in cui fu ratificato il XIII emendamento presenterà una relazione - a dire il vero assai poco convincente e troppo ottimista - sul tour compiuto, esprimendo la sua fede che "la massa di uomini pensanti del Sud accetta la situazione attuale in perfetta buona fede"[330].

L'opinione di Grant sulla Ricostruzione sarà in larga parte - almeno all'inizio - in linea con la politica di Johnson atta a ripristinare gli ex confederati nelle loro precedenti posizioni di potere, sostenendo che il Congresso avrebbe dovuto acconsentire a che i rappresentanti del Sud tornassero a riprendere il loro posto nelle aule parlamentari[331][332]. Proprio come Abraham Lincoln prima di lui, per un estremo senso del dovere, credette che il governo federale avesse la responsabilità di aiutare tutti i veterani dell'Union Army che servirono nella guerra, fossero essi sia bianchi che neri[333].

Malgrado fosse stato abbastanza conciliante con i confederati, il comandante americano si troverà alla fine a schierarsi proprio dalla parte dei repubblicani radicali, ritenendo che un'eccessiva considerazione accomodante verso i Sudisti avrebbe permesso a questi ultimi di rivendicare le proprie prerogative prebelliche e far precipitare nuovamente la Nazione in una nuova catastrofica guerra civile.

 
Grant in alta uniforme fotografato da Mathew B. Brady.

Rapporti con JohnsonModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Andrew Johnson § Ricostruzione.

La relazione intercorsa tra Grant e Johnson inizierà su una base molto congeniale, nonostante le differenze di personalità e innanzitutto di schieramento politico. Il proprio servizio come Comandante generale lo spingerà ben presto ad unirsi alle fila dei Repubblicani[333]; mentre il presidente favorirà un approccio indulgente alla Ricostruzione, chiedendo un immediato ritorno degli ex Stati ribelli nell'Unione senza alcuna garanzia sul rispetto dei diritti civili nei riguardi degli afroamericani[334].

Il Congresso controllato dai radicali si opporrà però all'idea promossa da Johnson e rifiuterà pertanto di ammettere come suoi membri i fautori della secessione; oltre a far annullare il diritto di veto presidenziale, rinnoverà anche il "Freedmen's Bureau" e promulgherà la Civil Rights Act (1866)[335]. Grant e Johnson si troveranno quindi protagonisti di un polemico conflitto per quanto riguardava la messa in pratica della Ricostruzione, anche se come soldato sarà sempre determinato a rimanere fedele al proprio Comandante in capo[336].

Avendo un disperato bisogno della sua popolarità, Johnson lo porterà con sé nel suo tour "Swing Around the Circle", parlando però apertamente contro la Ricostruzione voluta dal Congresso[337][338]. Grant penserà che il presidente agitasse deliberatamente un'opinione conservatrice per sfidare le direttive congressuali, non mancando di definire privatamente i suoi discorsi come un'autentica "vergogna nazionale"[334].

Il 2 marzo del 1867, annullandone nuovamente il veto, il Congresso approverà il primo dei tre Atti della Ricostruzione, che dividevano gli Stati del Sud in cinque distretti militari, mettendone a capo gli alti ufficiali per far rispettare la propria politica[338][339]; per proteggere Grant inoltre promulgherà la Command of the Army Act, allegandola ad una legge per lo stanziamento straordinario di fondi all'esercito, impedendone la sua rimozione o eventuale trasferimento e costringendo infine Johnson a far passare i suoi ordini esclusivamente tramite Grant, il generale in capo[338][340].

Nell'agosto successivo il presidente sospenderà dalle funzioni il Segretario alla Guerra Edwin McMasters Stanton, un incaricato di Lincoln che simpatizzava con la Ricostruzione dei Radicali, sostituendolo con Grant stesso in qualità di facente funzione "ad interim"[338][341] (Johnson aveva già licenziato altri quattro comandanti dei distretti militari[342]).

Stanton troverà però l'appoggio incondizionato dagli alleati al Congresso[338]; il Comandante avrebbe desiderato prenderne il posto, ma si raccomandò di non aggirare la Tenure of Office Act (1867) la quale impediva il licenziamento dei funzionari pubblici per motivi politici senza la preventiva approvazione da parte del Senato[338][341].

Grant accetterà la posizione - non volendo che l'Esercito cadesse sotto un incaricato conservatore che potesse impedire la Ricostruzione - e si troverà così a dover gestire un'assai disagiata collaborazione con Johnson[338][343]; nel dicembre del 1867 il Congresso votò per mantenere Stanton, che fu pertanto reintegrato da un comitato del Senato il 10 gennaio seguente. Grant riferità quindi al presidente che avrebbe lasciato l'ufficio, poiché se non lo avesse fatto a questo punto avrebbe sempre potuto essere sottoposto a misure giudiziarie[342].

Johnson, che stava già progettando di sbarazzarsi di Grant, gli dirà che avrebbe lui stesso assunto tutte queste responsabilità e gli chiese pertanto di ritardare le dimissioni, almeno fino a quando non fosse stato trovato un rimpiazzo adatto; credette che Grant avrebbe accettato facilmente; ma quando il Senato voterà per reintegrare d'autorità Stanton Grant abbandonerà prontamente l'incarico ancor prima che il presidente avesse l'opportunità di nominare un sostituto[344].

Johnson, livido di rabbia, in una burrascosa riunione di Gabinetto avrà un forte alterco con Grant, tra reciproce accuse di promesse menzognere; la pubblicazione dei resoconti dettagliati condurrà ad una rottura completa tra i due[345][346]. L'accensione della polemica avrà inoltre come sua immediata conseguenza quella di far partire un procedimento di impeachment ed al processo di Johnson al Senato[338].

Avendo comunque bisogno del suffragio di almeno i 2/3 dei senatori il presidente risulterà assolto[347]. Il gesto di rottura compiuto contro Johnson renderà Grant ancor più popolare di quanto già non fosse tra i Repubblicani tanto da farne il candidato incontestato alle Elezioni presidenziali del 1868[338][348].

Presentato da tutti gli avversari dei Democratici come un eroe nazionale e difensore dell'Unione il generale verrà scelto praticamente senza alcuna concorrenza nella Convention nazionale tenutasi a Chicago il 20 di maggio.

Elezioni presidenziali del 1868Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1868.

Alla Convention nazionale Repubblicana svoltasi a Chicago i delegati nomineranno all'unanimità U.S. Grant dell'Ohio in qualità di candidato, affiancandogli il presidente della Camera Schuyler Colfax dell'Indiana[338]; la piattaforma programmatica sosterrà "uguali diritti civili e politici a tutti" e il definitivo affrancamento degli afroamericani[349][350].

I Democratici da parte loro, dopo aver abbandonato Johnson, sceglieranno l'ex governatore di New York Horatio Seymour, affiancandogli Frank P. Blair Jr. del Missouri[351]; propugneranno il ripristino immediato degli ex Stati confederati nell'Unione e l'amnistia da "tutti i precedenti reati politici"[352]. Sebbene Grant non abbia intrapreso personalmente la campagna elettorale i colleghi Repubblicani adotteranno le sua frase "Let's have peace" come slogan ufficiale[353].

L'"Ordine Generale n. 11" fatto elettere nel 1862 diventerà uno dei problemi affrontati; cercherà quindi di prenderne le distanze affermando: "non ho alcun pregiudizio contro alcuna delle religioni negli Stati Uniti d'America o razza, ma voglio altresì che ogni individuo possa venire giudicato esclusivamente in base ai propri meriti particolari"[354].

I Democratici si concentreranno principalmente sul tentativo di porre fine all'Era della Ricostruzione e restituire il controllo del profondo Sud alla classe dei bianchi americani padroni di piantagione, fatti questi che contribuiranno sostanzialmente ad alienargli molti dei "War Democrat" nel Nord[355]; Grant vincerà l'elezione popolare con un margine di 300.000 voti su 5.716.082 preferenze espresse, ricevendo in tal modo una larga maggioranza dei Grandi elettori; 214 voti contro 80[356].

 
La 1° cerimonia inaugurale del presidente.

Seymour otterrà la maggioranza dei voti bianchi, ma Grant sarà aiutato dai 500.000 voti espressi per la prima volta dai neri; la grande differenza la faranno proprio loro che, appena ammessi al voto, scelsero in massa l'ex-comandante nordista[351]. Perderà la Louisiana e la Georgia essenzialmente a causa dei diffusi atti di violenza perpetrati dal Ku Klux Klan contro gli elettori di colore[357].

All'età di 46 anni diverrà il più giovane presidente eletto fino a quel momento, così come il 1° ad essere eletto dopo che la nazione aveva messo fuori legge la schiavitù negli Stati Uniti d'America; la sua vittoria sarà ampiamente considerata come un trionfo dei principi che includevano il ripristino degli Stati ricostruiti nel Sud, un governo efficiente e una buona e solida moneta[356][358][359].

PresidenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Ulysses S. Grant.

Divenne così il 18º Presidente degli Stati Uniti (18681877), rimanendo in carica per due mandati, dal 4 marzo 1869 al 3 marzo 1877: infatti, alle elezioni presidenziali del 1872 vinse agevolmente sullo sfidante democratico Horace Greeley, che guadagnò solo 3 voti dei Grandi Elettori. Viene considerato dagli storici moderni più critici come il peggior Presidente degli Stati Uniti d'America, anche se altri attenuano questo giudizio. Grant infatti fu molto più docile del predecessore Andrew Johnson nei confronti del Congresso e in particolare delle sue politiche riguardanti gli Stati del Sud, divenendo lo strumento di cui si valse l'ostruzionismo repubblicano e nordista per portare avanti la politica di ricostruzione contro i sudisti.

La sua presidenza fu però afflitta dal sospetto di scandali, specialmente quello conosciuto come Whiskey Ring (Giro del Whiskey) nel quale oltre 3 milioni di dollari di tasse furono sottratti al governo federale. Orville E. Babcock, segretario privato del presidente, presunto membro del giro, fu sottratto al processo solo da una speciale grazia presidenziale.

Dopo l'affare Whiskey Ring il ministro della guerra William W. Belknap fu coinvolto in un'inchiesta: fu provato che aveva preso tangenti per l'assegnazione di posti di lavoro ai nativi americani. Sebbene non ci sia prova che Grant abbia tratto profitto dalla corruzione dei suoi subordinati, non prese una posizione ferma contro i malfattori e non reagì con forza dopo che la loro responsabilità fu accertata.

Politica internaModifica

Sotto la sua amministrazione venne riorganizzato l'apparato burocratico e amministrativo federale: furono infatti creati il Ministero della Giustizia (1870), l'Avvocatura dello Stato (1870) e il Ministero delle Poste (1872). Evento centrale della sua presidenza fu la cosiddetta Era della Ricostruzione, ovvero la riorganizzazione degli Stati del Sud, dove le libertà civili degli afroamericani venivano sistematicamente violate sia dalle leggi statali locali sia da organizzazioni paramilitari segrete, come il Ku Klux Klan, che avevano come scopo la segregazione nella società tra bianchi e neri, verso i quali compivano intimidazioni e linciaggi, spesso e volentieri con la convivenza o la complicità delle autorità locali.

Per risolvere la situazione, Grant sottopose tutti gli Stati sudisti ad occupazione militare per meglio far rispettare i diritti civili della popolazione afroamericana; l'esercito inoltre aveva anche il compito di favorire la riorganizzazione del Partito Repubblicano nel Sud, grazie al sostegno elettorale dei neri, degli immigrati provenienti dal Nord (detti Carpetbaggers) e dei simpatizzanti bianchi sudisti (detti Scalawags).

Il compito ebbe parziale successo: al governo degli Stati sudisti andarono governi filo-repubblicani, tra i quali figuravano anche numerosi politici di colore (tra cui figurava Hiram Rhodes Revels, primo afroamericano ad essere eletto al Senato federale), molti dei quali però si dimostrarono inefficienti e corrotti, esasperando l'animo della popolazione locale e favorendo in poco tempo il ritorno al potere dei democratici razzisti locali, che rimasero al governo per quasi un secolo.

Tuttavia, la difesa dei diritti civili fu una costante dell'amministrazione Grant: infatti il 3 febbraio 1870 il presidente ratificò il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che garantiva a tutti i cittadini statunitensi il diritto di voto indipendentemente dalla propria razza, dal colore della pelle o dal credo religioso. Inoltre, con due provvedimenti legislativi fra il 1870 e il 1871, il presidente decretò lo scioglimento e la messa al bando del Ku Klux Klan, considerato da allora un'organizzazione terroristica illegale contro la quale era possibile intervenire anche con la forza.

Altro passo fondamentale fu la firma, il 1º marzo 1875, del Civil Rights Act, che proibiva la discriminazione razziale nei luoghi pubblici, pena un'ammenda pecuniaria e, nei casi più gravi, un periodo di detenzione: questa legge fu però applicata assai raramente, a causa del ritiro delle truppe federali due anni dopo dal Sud, e sarebbe stata abolita dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1883.

Anche con i nativi pellerossa il presidente tentò una politica di conciliazione, volendo rispettare il trattato di Fort Laramie del 1866 che assegnava alle tribù di Sioux e Cheyenne un ampio territorio nell'odierno Dakota del Sud come riserva di caccia. Infatti da più parti lo si pressava perché quei territori, dove si vociferava ci fossero giacimenti auriferi, fossero assegnati ai coloni bianchi che si stavano riversando all'Ovest in cerca di fortuna: Grant resistette fino al 1873, quando scoppiò una gravissima crisi economica derivata dal fallimento di molte banche e dal tracollo dell'agricoltura, collegata ad una generale depressione mondiale durata fin quasi alla fine del secolo.

Il presidente allora autorizzò, nell'estate del 1874 una spedizione militare nelle Black Hills, territorio considerato sacro dagli indiani, dove si supponeva che si trovassero i giacimenti auriferi, guidata dal generale George Armstrong Custer. Quando la spedizione scoprì effettivamente l'oro, numerosi coloni e minatori si riversarono nel territorio, senza che l'esercito potesse fermarli: alle proteste delle numerose tribù indiane, il governo propose l'acquisto delle Black Hills e il trasferimento in una riserva in Oklahoma, ma al netto rifiuto degli interessati, la guerra, ormai inevitabile, scoppiò: episodio più significativo di questo conflitto fu la battaglia di Little Big Horn, avvenuta il 25 luglio 1876, dove il reggimento di Custer venne annientato da una coalizione di Sioux e Cheyenne guidata da Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Sarebbe stata però l'ultima vittoria indiana: dopo appena un anno, sotto la pressione dell'esercito, Cavallo Pazzo dovette arrendersi, mentre Toro Seduto fu costretto a rifugiarsi in Canada, per poi accettare pochi anni dopo l'inevitabile entrata in una riserva.

Verso al fine della sua presidenza, Grant annesse lo Stato del Colorado, entrato a far parte dell'Unione il 1º agosto 1876.

Politica esteraModifica

Grant fu il primo presidente, dopo James Knox Polk, a intraprendere una forte politica estera che ridesse agli Stati Uniti il prestigio incrinatosi durante la guerra civile dinanzi alle potenze europee, aiutato in questo dal suo Segretario di Stato Hamilton Fish: tuttavia, la forte opposizione da parte dell'opinione pubblica americana e di gran parte del Congresso resero vana la sua visione politica d'insieme, che constatò sia successi che fallimenti. Tra questi ultimi, andò a monte il tentativo, opera personale del presidente, di annettere, tra il 1869 e il 1871, la Repubblica Dominicana, oltre all'accordo con il Nicaragua e la Colombia per garantire agli Stati Uniti il controllo di un futuro canale interoceanico (il canale di Panama).

Maggior successo Grant lo ebbe con la soluzione di vertenze internazionali. Pendeva infatti con l'Inghilterra una frizione diplomatica, in quanto nei cantieri inglesi erano state costruite, durante la guerra civile, numerosi navi per conto della marina confederata: una di queste, l'Alabama, per due anni agì da nave corsara, ostacolando il commercio tra i due Paesi. Il governo di Washington, che considerava i sudisti dei ribelli, protestò con quello di Londra per aver agito in violazione del diritto internazionale, in quanto non aveva impedito ai confederati la costruzione delle navi nelle acque territoriali inglesi e aveva equipaggiato e rifornito navi destinate ad un conflitto che non aveva la credibilità di una vera e propria guerra ufficiale, in quanto i sudisti non ne possedevano i requisiti.

Per queste ragioni, che violavano il principio di neutralità, gli Stati Uniti chiedevano un risarcimento al governo inglese per i danni cagionati dalle navi sudiste costruite nei cantieri britannici. Dopo serrate discussioni diplomatiche, si giunse, l'8 maggio 1871 al trattato di Washington, che rimandava la vertenza tra i due Paesi al giudizio di un arbitrato internazionale, stabilendo la composizione del collegio arbitrale e i temi delle controversie da sottoporre a giudizio. Alla fine, il collegio arbitrale, presieduto dal senatore italiano Federigo Sclopis e riunito a Ginevra, con sentenza del 14 settembre 1872 deliberò a favore degli Stati Uniti, che si videro corrispondere dall'Inghilterra un risarcimento di 15.500.000 dollari.

Un'altra grana diplomatica fu il cosiddetto Affare Virginius, che vide il governo americano invischiato nella Guerra dei dieci anni tra la Spagna e i ribelli separatisti a Cuba, che ottennero anche l'appoggio di molti volontari stranieri, tra i quali molti americani. Quando alla fine del 1873 le autorità spagnole sequestrarono la nave corsara Virginius, battente bandiera americana (per abuso, come poi si dimostrò), che trasportava armi e volontari per la causa cubana, e trassero in arresto l'equipaggio, sia gli Stati Uniti che l'Inghilterra (alcuni marinari erano britannici) protestarono e ne richiesero il rilascio immediato.

Invece gli spagnoli decisero di giustiziare 50 membri dell'equipaggio, tra i quali il capitano del natante, con l'accusa di pirateria: questo avrebbe potuto segnare l'inizio di un conflitto tra Stati Uniti e Spagna, ma grazie al cambio di rotta del governo spagnolo e all'intervento del console americano a Cuba, Caleb Cushing, si trovò un accordo, secondo il quale la Spagna avrebbe risarcito di 80.000 dollari le famiglie degli uomini giustiziati per pirateria. Questo episodio avrebbe contribuito successivamente all'incremento della marina militare americana, all'epoca molto inferiore a quelle europee.

Grant fu anche marginalmente coinvolto nella vicenda di Edgardo Mortara, avendo inviato un appello a Papa Pio IX perché il ragazzo tornasse dai suoi genitori.

Dopo la presidenzaModifica

 
Statua di Grant a Vicksburg, Mississippi.

Dopo la fine del secondo mandato Grant trascorse due anni in viaggio con la famiglia per il mondo: ad esempio, nella città inglese di Sunderland aprì la prima biblioteca comunale gratuita.

Quando nel 1879 il Giappone annunciò l'annessione delle Isole Ryūkyū, territorio tributario della Cina, la corte imperiale di Pechino protestò diplomaticamente e sollevò obiezioni, chiedendo a Grant di arbitrare la questione: l'ex-presidente americano decise che la rivendicazione giapponese era più solida e deliberò in favore del governo di Tokyo.

Nel 1880 Grant, rompendo un precetto non scritto risalente addirittura a George Washington, tentò di ottenere un terzo mandato presidenziale, candidandosi alle Elezioni primarie del Partito Repubblicano: riuscì ad avere al primo turno la maggioranza relativa dei voti (308 contro i 299 di James G. Blaine e i 93 di John Sherman), ma, dopo 35 infruttuose votazioni, un'alleanza tra i suoi avversari fece convergere il loro peso elettorale sul nuovo candidato James A. Garfield, che superò Grant di 399 voti a 306, diventando così il candidato ufficiale repubblicano e, successivamente, il 20º Presidente degli Stati Uniti.

Battuto alla nomination per la Casa Bianca, Grant venne eletto nel 1883 ottavo presidente dell'ancor oggi influente National Rifle Association (Associazione nazionale degli utilizzatori di armi).

 
Grant sulle banconote da 50$, serie del 2004.

Grant scrisse le sue memorie poco prima di morire, mentre era un malato terminale di cancro alla gola e in difficoltà finanziarie per il collasso della ditta bancaria "Grant and Ward", in cui aveva perso tutto il suo patrimonio. Lottò dunque per completare le sue memorie nella speranza di poter risolvere i problemi economici della sua famiglia: assistito dallo scrittore Mark Twain, riuscì a completarle pochi giorni prima della sua morte e a garantire un futuro dignitoso alla moglie e ai figli.

Morì il 23 luglio 1885 a Wilton nello Stato di New York, a 63 anni. Il suo corpo riposa nella città di New York, con quello della moglie, nella Grant's Tomb, il più grande mausoleo del Nord America.

CuriositàModifica

Grant è ricordato per essersi rifugiato all'Hotel Williard per sfuggire allo stress della Casa Bianca. Egli si riferiva alle persone che lo aspettavano nell'ingresso (lobby in inglese) come "quei maledetti lobbisti", probabilmente dando origine al termine come lo intendiamo oggi.

 
L'attore Donald Crisp nei panni del presidente in Nascita di una nazione.
 
Edward Alyn Warren impersona il generale Grant ne Il cavaliere della libertà.

Influenza nella cultura di massaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti.

Il ritratto di Grant è raffigurato sulle banconote da 50 dollari.

Grant è il terzo presidente statunitense più popolare ad essere ritratto al cinema o in televisione; il suo personaggio appare in almeno 35 film[360] e spesso viene ritratto come un ubriacone, il che è - almeno in parte - storicamente inaccurato. Tra questi sono inclusi:

Anno Film Attore Note
1915 Nascita di una nazione Donald Crisp Film muto
1930 Il cavaliere della libertà (Abraham Lincoln) Edward Alyn Warren
1931 Eroi senza gloria Edward Alyn Warren
1934 L'agente n. 13 Edward Alyn Warren Non accreditato
1939 La via dei giganti Joseph Crehan
1941 La storia del generale Custer Joseph Crehan
1942 Tennessee Johnson Harrison Greene Sulla vicenda biografica di Andrew Johnson
1944 Il pilota del Mississippi Joseph Crehan Sulla vita di Mark Twain
1953 I pascoli d'oro Joseph Crehan Western
1958 Dalla Terra alla Luna (film) Morris Ankrum Non accreditato
1962 La conquista del West (How the West Was Won) Harry Morgan
1965 - 1969 Selvaggio west James Gregory e Roy Engel Serie televisiva di genere western
1966 Branded William Bryant Serie televisiva di genere western (episodi The Assassins: Part One e The Assassins: Part Two[361][362]
1978 Grizzly Adams Mark Slade Episodio 20 della 2ª stagiome, The Stranger[363]
1981 La leggenda del ranger solitario Jason Robards
1982 Il grigio e il blu Rip Torn Miniserie televisiva
1985 Nord e Sud Anthony Zerbe Miniserie televisiva
1988 Lincoln (miniserie televisiva)]] (Gore Vidal's Lincoln) James Gammon Miniserie televisiva
1990 The Civil War Jason Robards (voce) Documentario-miniserie TV
1992 Lincoln Rod Steiger
1998 The Day Lincoln Was Shot[364] John Ashton Sull'assassinio di Abraham Lincoln
1999 Wild Wild West Kevin Kline
2007 Bury My Heart at Wounded Knee Senatore Fred Thompson Film TV basato sul libro Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
2007 Sherman's March Harry Bulkeley Documentario TV sulla marcia verso il mare di Sherman
2010 Jonah Hex Aidan Quinn
2012 Lincoln Jared Harris Sulla presidenza di Abraham Lincoln
2013 Hell on Wheels Victor Slezak Serie televisiva
2014 Field of Lost Shoes Tom Skerritt Film di guerra

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro del Congresso
— 17 dicembre 1863
 
Il generale col suo cavallo.
 
Ulysess S. Grant in un dipinto di Henry Ulke.
 
Ritratto di Ulysses Simpson Grant in uniforme (di Ole Peter Hansen Balling).
 
Il generale Grant a cavallo.
 
Il generale indica la direzione da prendere.
 
Grant sul sito della battaglia di Missionary Ridge.
 
Il presidente ritratto da Vanity Fair nel 1872.
 
La famiglia Grant davanti al Tempio di Karnak nel 1878.
 
L'ex presidente in Cina a fianco di Li Hongzhang (1879).
 
Grant nel 1885.
 
Copia originale delle memorie dl presidente.
 
La processione lungo la Quinta Strada durante i funerali di Stato concessi all'ex presidente.
 
Un pacchetto di "sigarette Grant" del 1888.
 
Medaglione con l'effigie del presidente.
 
Il dollaro d'oro coniato per celebrare il centenario della nascita del presidente.
 
La tomba del presidente.
 
Staua di cera che ritrae il generale con la divisa dell'Union Army.

NoteModifica

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BibliografiaModifica

Biografia, politica ed economiaModifica

EsercitoModifica

Fonti primarieModifica

StoriografiaModifica

Voci correlateModifica

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