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Umberto Cagni di Bu Meliana

ammiraglio e esploratore italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Ammiraglio Cagni" rimanda qui. Se stai cercando il sommergibile della Regia Marina italiana, vedi Ammiraglio Cagni (sommergibile).
Umberto Cagni
Umberto Cagni capitano vascello.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 24 febbraio 1919 –
22 aprile 1932
Sito istituzionale
Umberto Cagni
24 febbraio 1863 – 22 aprile 1932
Nato aAsti
Morto aGenova
Cause della mortemorte naturale
Luogo di sepolturaAsti
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
ArmaMarina
Gradoviceammiraglio
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
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Umberto Cagni conte di Bu Meliana (Asti, 24 febbraio 1863Genova, 22 aprile 1932) è stato un ammiraglio ed esploratore italiano. Ricoprì le cariche di senatore del Regno e commissario al Consorzio autonomo del porto di Genova.

Indice

BiografiaModifica

Il padre Manfredo, generale dell'esercito piemontese, lo iscrisse a 14 anni nella Scuola di marina di Napoli. Proseguì gli studi alla marina di Genova, conseguendo il grado di guardiamarina nel 1881.[1]

Dal 1882 al 1885 fece il giro del mondo sulla nave Vittor Pisani. Nel 1895, sulla Cristoforo Colombo, partecipò ad un altro viaggio analogo.

Nominato da Umberto I aiutante del duca degli Abruzzi nel 1893, nel 1897 partì appunto con Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi per l'Alaska alla conquista della vetta del monte Saint Elias, che avvenne il 2 agosto dello stesso anno.

Nel 1899 partecipò alla spedizione al Polo Nord con la Stella Polare, organizzata da Luigi Amedeo di Savoia. Riuscì tra la fine di marzo ed il 25 aprile dello stesso anno, a raggiungere la più alta latitudine mai prima toccata dall'uomo sino a quel momento: 86° 41'.

Nel 1909 si distinse particolarmente per i soccorsi portati a seguito del terremoto di Messina.[2]

La presa di Tripoli e la Grande GuerraModifica

 
L'ammiraglio Faravelli e il capitano Umberto Cagni a Tripoli al passaggio di consegne con il Regio Esercito

Nel 1911 all'inizio della guerra italo-turca sbarcò a Tripoli nella Libia ottomana occupando la città con poche centinaia di marinai[3] e tenendola brillantemente fino all'arrivo del contingente del Regio Esercito. Durante la prima guerra mondiale comandò la divisione incrociatori a Brindisi e poi la base navale della Spezia.[4]

Nominato il 4 novembre 1918 comandante delle forze navali destinate a Pola, entrò in quella che era stata la principale base austriaca il giorno seguente e impose la consegna dei forti, della base e della flotta.

Conte di Bu Meliana nel 1919, presidente del Consiglio Superiore di Marina nel novembre del 1922, l'ammiraglio lasciò il servizio militare nel 1923. Era (assieme all'Ammiraglio Millo) un rivale di Paolo Thaon di Revel, vicino al partito nazionalista e agli ambienti politici favorevoli all'espansione coloniale in Africa e ad una politica di annessioni in Adriatico, la rivalità con Thaon di Revel (che fu ministro della marina dal 1922 al 1925) agì da freno sulla sua carriera, convincendolo ad uscire dai ruoli. Fu Commissario dal 1923 al 1926 e poi Presidente fino al 1929 del consorzio del Porto di Genova. Successivamente presiedé i Cantieri Navali Riuniti dell'Adriatico. Morì nel 1932 e fu sepolto nella città natale, Asti.

La spedizione al Polo NordModifica

 
Umberto Cagni

Con Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, il 12 giugno 1899 l'ammiraglio Umberto Cagni salpò da Christiania (oggi Oslo) sulla baleniera di legno di 350 tonnellate Jason, (ribattezzata Stella Polare) per tentare di raggiungere il Polo Nord per via “di superficie”, cioè su quel mare di ghiaccio e raggiunse la baia di Teplitz.[5]

 
La nave Stella Polare, 1899

Erano imbarcati, oltre a Cagni e a Luigi Amedeo, dodici italiani, tra cui i componenti della pattuglia poi da lui guidata verso al polo, il tenente di vascello Querini e il medico di Marina Achille Cavalli Molinelli, (poi comandante del Corpo Sanitario della Regia Marina), otto norvegesi (che costituivano l'equipaggio), un centinaio di cani da slitta, provviste alimentari e attrezzature varie.

Per prepararsi alla spedizione vera e propria, si fermarono a Teplitz nell'inverno, ma la nave, imprigionata dai ghiacci, si squarciò su un lato e venne allestito un campo base di fortuna sulla banchisa; il Duca degli Abruzzi subì l'amputazione di due falangi a causa di congelamenti e dovette rinunciare al tentativo di raggiungere il Polo.[6]

La spedizione iniziò in primavera, l'11 marzo 1900. I membri si divisero in tre gruppi, con slitte e cani, viveri e materiali: i primi due gruppi, di sostegno al terzo, dopo alcuni giorni di difficoltà, tornarono al campo base contando la perdita di tre uomini. Il terzo gruppo, formato dal comandante Cagni, il marinaio Canepa e le guide valdostane Petigax e Fenoillet, con viveri per tre mesi, il 25 aprile, tra mille difficoltà, raggiunsero gli 86° e 34' di latitudine nord, superando il record di Fridtjof Nansen di 21', a 381 km dal Polo Nord.

Nel freddo dell'Artico, con strumenti ricognitivi rudimentali e amputazioni per congelamento, decisero però di tornare indietro: dopo dieci giorni di marcia abbandonarono quasi tutto sui lastroni di ghiaccio, alla deriva. Con una sola tenda, dodici cani e le provviste strettamente necessarie sulle slitte rimaste, i quattro uomini riuscirono finalmente a raggiungere la baia di Teplitz, era il 23 giugno 1900. Cagni e i suoi avevano percorso 1400 chilometri in 104 giorni: un'impresa storica.

Nella letteraturaModifica

Fu riconosciuto valoroso ufficiale anche dagli scrittori del periodo:

«….La nostra bandiera
sta sopra indicibili lande.
Chi l'ha nell'eterno confitta?
chi? Stuolo non molto, sì grande.

E ferro non era
nelle inaccessibili mani:
aurighi d'alivola slitta,
tra un rauco anelare di cani,

parevano un arido volo
di foglie, che piccolo e solo
va con la bufera….»

(A Umberto Cagni, Giovanni Pascoli)

«Penso.(...). la volontà spietata e senza voce che ti facea lo sguardo come il taglio della piccozza.(...).il maglio invisibile che schiacciava i blocchi enormi.(...). le slitte tratte fuori dalle crepe improvvise; la costretta man dolorosa ai ruvidi lavori.(...). la galletta muffita per panatica, all'ansante sete il sorso dell'acqua fetida, ogni penuria, ogni miseria.(...). Le dighe bianche s'alzavano, crollavano.(...).E tu dicevi a te: «Più oltre». L'Oceano era un bàratro di rotte isole. E tu dicevi a te: «Più oltre». Sparivano i due solchi in un tumulto raggiante informe immenso. E tu: «Più oltre!»...»

(Laudi, Canzone a Umberto Cagni, Gabriele D'Annunzio)

CuriositàModifica

 
Cippo in memoria di Umberto Cagni (parco del Valentino, Torino)
  • A cento anni di distanza, l'Associazione Filatelica Astigiana ha ricordato Umberto Cagni e la spedizione al Polo Nord con un annullo postale (Asti, 10 novembre 2000), in una cartolina ufficiale disegnata da Peracchio.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ CAGNI Umberto Archiviato il 4 febbraio 2012 in WebCite.
  2. ^ Speciale Terremoto 1908[collegamento interrotto]
  3. ^ Arma dei Carabinieri - Home - L'Arma - Curiosità - Non tutti sanno che... - C
  4. ^ http://www.scuolaumbertocagni.at.it/web-comuni/dettaglio_menu.aspx?categoria=La-storia&comune=ScuolaCagni[collegamento interrotto]
  5. ^ anmi taranto Archiviato il 10 dicembre 2010 in Internet Archive.
  6. ^ Copia archiviata, su canottieriquerini.it. URL consultato il 27 maggio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

BibliografiaModifica

  • Bruce Vandervort, Verso la quarta sponda la guerra italiana per la Libia (1911-1912), Stato maggiore dell'esercito, Roma, 2012
  • Emilio Salgari: La stella polare ed il suo viaggio avventuroso, Fabbri, 2002
  • Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Umberto Cagni: La Stella Polare nel mare artico, Effemme edizioni, 2004, ISBN 978-88-87321-10-4
  • Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Umberto Cagni, Achille Cavalli-Molinelli: La Stella Polare nel mare artico, Hoepli, Milano 1903, disponibile online
  • Filippo de Filippi: La spedizione di S.A.R. il Principe Luigi Amedeo di Savoia-Aosta Duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) - 1897, Hoepli, Milano, 1900, disponibile online

Altri progettiModifica

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