Un americano a Roma

film del 1954 diretto da Steno

Un americano a Roma è un film comico del 1954, diretto da Steno ed interpretato da Alberto Sordi.

Un americano a Roma
Alberto Sordi - scena degli spaghetti - Un americano a Roma (1954).jpg
La celebre scena dei "maccheroni"
Paese di produzioneItalia
Anno1954
Durata89 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia, comico
RegiaSteno
SoggettoSandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi, Steno
SceneggiaturaSandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi, Steno
ProduttoreCarlo Ponti, Dino De Laurentiis
Casa di produzioneExcelsa Film, Ponti - De Laurentiis
Distribuzione in italianoMinerva Film
FotografiaCarlo Montuori
MontaggioGiuliana Attenni
MusicheAngelo Francesco Lavagnino
ScenografiaPiero Filippone
CostumiGiorgio Veccia Scavalli
TruccoMarcello Ceccarelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Oltre all'aspetto puramente comico, il film avanzava una penetrante satira di costume dell'Italia del secondo dopoguerra, descrivendovi brillantemente il mito esterofilo dell'America, agognata e fantasticata terra dalle mille opportunità, di cui però si conoscevano usi e costumi soltanto attraverso il cinema, i fumetti e le riviste.

Il personaggio di Nando Mericoni, protagonista della pellicola, nasceva in realtà come uno dei vari personaggi della commedia ad episodi Un giorno in pretura (1953), diretto dallo stesso Steno e scritto da quasi gli stessi sceneggiatori del film (tra i quali lo stesso Sordi).[1]

Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare.[2]

TramaModifica

«Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno...!»

(Nando Mericoni[3])

Italia, 1954. L'immagine di grandezza ed opulenza, portata dall'arrivo delle truppe statunitensi dieci anni prima durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, è ancora viva nella mente di molti giovani italiani. Uno di questi è Ferdinando Mericoni, conosciuto come Nando, ma autosoprannominatosi Santi Bailor, eterno sognatore ad occhi aperti, conoscitore del mondo americano attraverso il cinema statunitense di cui è fervente cultore. Convinto di un futuro al di là dell'Atlantico, Nando trasferisce la sua fissazione a Roma, americanizzando la propria vita a suon d'imitazioni di ogni genere e tentando di ricreare un'ambientazione hollywoodiana nella sua camera, coinvolgendo nelle sue bizzarrie molti malcapitati, in particolare i genitori, ormai disperati, e la fidanzata Elvira, che lo ama nonostante tutto, probabilmente divertita dal suo modo di fare.

 
Con Maria Pia Casilio sulla Harley-Davidson

Nando gira con un bracciale di cuoio borchiato, cinturone da cowboy, maglietta bianca attillata dentro i jeans a tubo e berretto da baseball, chiama in palese pseudo-inglese i suoi familiari (Elvy, papi, mami) ma soprattutto vive ogni situazione quotidiana come se fosse la scena di un film americano di cui lui è il protagonista. Nando è peraltro convinto di essere padrone della lingua inglese, che invece ignora completamente: nella sua parlata si mescolano espressioni in romanesco ed inglese approssimativo (come "Polizia der Kansas City"[4] e "orrait orrait", deformazione di all right, all right), oppure completamente inventate ("auanagana").

 
Amalia Pellegrini in una celebre scena del film

Dopo varie disavventure - raccontate in retrospettiva dai personaggi a lui vicini - che puntualmente lo frustrano nei suoi intenti, ricorre ad un gesto estremo prendendo spunto da un celebre film dell'epoca, 14ª ora di Henry Hathaway[5]. Così decide di salire sul Colosseo, minacciando di uccidersi se qualcuno non l'aiuterà a partire per l'America. Dopo ore interminabili in cima al monumento, per Nando sembra concretizzarsi il sogno quando fa la sua comparsa l'ambasciatore americano, che per farlo scendere gli promette un viaggio ed un lavoro negli Stati Uniti. Ma l'ambasciatore è proprio una delle sue "vittime": si era infatti rotto una gamba dopo essere finito con la sua automobile in un burrone per un'indicazione mal capita, dopo che Nando gli aveva indicato di "Nun annà a destra perché c'è er burone d'aa Maranella, orrait? orrait!", gesticolando in modo tale da far confondere "orrait" con "right" (destra). Quando finalmente Nando scende, l'ambasciatore lo riconosce e lo aggredisce furiosamente, per vendicarsi dell'incidente. Per Nando ricoverato in ospedale è la fine del sogno, ma in cuor suo resta un irriducibile Americano a Roma.

 
Una scena del film, ambientata evidentemente al Colosseo

ProduzioneModifica

RipreseModifica

Le riprese del film si svolsero a Roma, ma all'aperto e non negli Studi di Cinecittà; tra le location principali vi sono:[6]

Il protagonista Ferdinando MericoniModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Nando Mericoni.

Il personaggio di Ferdinando Nando Mericoni, inventato dall'aiuto regista Lucio Fulci, viene ripreso dopo l'inaspettato successo del film Un giorno in pretura. Mericoni torna nel 1975 nel film a episodi Di che segno sei?, qui una scapestrata guardia del corpo di un istituto di vigilanza milanese.

Il bulletto di Trastevere, estremamente esterofilo e americanista, aveva detto nella prima apparizione di essere orfano, e di esser stato allevato da una "zia Costanza", informazione contraddetta dalla trama di Un americano a Roma, dove questa zia non compare e al contrario Nando vive con i due, vivi, genitori. In Di che segno sei? un Nando ormai invecchiato e abbrutito si fa chiamare "Gorilla K2" ed è bodyguard di un commendatore milanese (interpretato da Ugo Bologna). Da segnalare una particolarità del personaggio, il cognome: nel primo film viene chiamato Meniconi, Mericoni e anche Moriconi, nel secondo sempre Mericoni (tranne quando il padre Augusto viene chiamato, verso la fine del film, signor Moriconi), mentre nel film degli anni settanta è definitivamente ribattezzato Moriconi.

PromozioneModifica

La realizzazione dei manifesti e delle locandine, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Sandro Symeoni.

DistribuzioneModifica

Il film uscì per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane il 10 dicembre del 1954,[7] mentre negli Stati Uniti solo dal 20 novembre 1985, nella prima del film al Carnegie Hall di New York.[8]

 
La celebre moto utilizzata in una scena, l'Harley Davidson 750cc WLA del 1942

CuriositàModifica

Nella cultura di massaModifica

  • La celebre scena degli spaghetti si rivede nel film Borotalco, in casa dei futuri suoceri del protagonista Carlo Verdone.

RestauroModifica

  • Ripley’s film, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e Marzi, in collaborazione con Sky Cinema (2008)[10]

NoteModifica

  1. ^ MYmovies.it, Un americano a Roma - Un giorno in pretura. Collector Edition, su MYmovies.it. URL consultato il 22 dicembre 2022.
  2. ^ Rete degli Spettatori
  3. ^ La famosa scena dei "Maccheroni" è stata girata con un solo ciak (Alberto Sordi in un'intervista)
  4. ^ Alberto Sordi ricevette la cittadinanza onoraria dalla città di Kansas City, che nel film descrive come una città magnifica dove vorrebbe andare a vivere (confronta Copia archiviata, su albertosordi.it. URL consultato l'8 agosto 2015 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2015)., anno 1955)
  5. ^ La locandina del film La 14ª ora, cui fa riferimento la trama, si vede in una scena del film.
  6. ^ www.davinotti.com, https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/un-americano-a-roma/50000206. URL consultato il 22 dicembre 2022.
  7. ^ Un americano a Roma - Film 1954, su Movieplayer.it. URL consultato il 22 dicembre 2022.
  8. ^ An American in Rome (1954) - IMDb. URL consultato il 22 dicembre 2022.
  9. ^ Un americano a Roma (1954) | FilmTV.it. URL consultato il 22 dicembre 2022.
  10. ^ Un americano a nuovo, su cinematografo.it.

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