Un povero ricco

film del 1983 diretto da Pasquale Festa Campanile
Un povero ricco
Un povero ricco.jpg
Fosforo (Piero Mazzarella) ed Eugenio (Renato Pozzetto) sul tetto del Duomo di Milano
Paese di produzioneItalia
Anno1983
Durata88 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaPasquale Festa Campanile
SoggettoOttavio Jemma e Francesco Venturoli
SceneggiaturaRenato Pozzetto
ProduttoreAchille Manzotti
Casa di produzioneFaso Film
Distribuzione in italianoCIDIF
FotografiaFranco Di Giacomo
MontaggioAmedeo Salfa
MusicheStelvio Cipriani e Monica Castello
ScenografiaEzio Altieri
CostumiRosanna Andreoni
Interpreti e personaggi

Un povero ricco è un film italiano del 1983 diretto da Pasquale Festa Campanile.

TramaModifica

L'ingegnere Eugenio Ronconi vive a Milano una vita agiata in una grande villa ed è sposato con Romina, ma è ossessionato dal perdere tutte le ricchezze e diventare povero. Su consiglio del proprio psicanalista, decide dunque di diventare povero per circa un mese: dice al vicepresidente della sua azienda, l'avvocato Marini, che partirà per il Medio Oriente; in realtà si procura documenti falsi, si fa chiamare Eugenio Ragona, si taglia la barba e si fa assumere nella sua ditta, la S.O.F.R.A.M, come fattorino, per poter così vivere in prima persona quest'esperienza.

Nell'appartamento che la ditta gli riserva conosce Marta, la vicina di pianerottolo, che, pur non conoscendolo, gli diventa subito amica, mentre Eugenio se ne innamora. Eugenio viene assunto come addetto alle pulizie. Nonostante il suo lavoro umile, consiglia a un suo superiore di non consegnare l'importo a una ditta giapponese, perché questa rischia il fallimento; le sue previsioni si avverano e il capo dice a Eugenio che questi potrebbe ricevere una proposta dal presidente della ditta (lo stesso ingegner Ronconi): allora Eugenio, per evitare di farsi scoprire, fa la pipì davanti a tutti su una pianta per farsi licenziare.

Non avendo più il permesso di stare nell'appartamento della ditta, Eugenio è costretto a vivere in mezzo alla strada, dove conosce il capo dei barboni di Piazza Duomo, Stanislao, detto Fosforo, che gli insegna i trucchi del mestiere della vita da senzatetto. Intanto per la vergogna nasconde la sua condizione a Marta, che corteggia nella speranza che la donna lo ricambi e smetta di concedersi ad altri per sbarcare il lunario. L'uomo perde sempre di più la stima di sé stesso, arrivando a rubare e truffare pur di mangiare: ruba al supermercato e si finge un mendicante cieco e sordo fuori di una chiesa. Ma, quando non riesce nemmeno a trovare qualcosa da mangiare tra i rifiuti, a causa dei cani feroci che lo attaccano, si arrende e torna alla sua ricca villa.

Una volta rientrato, scopre che sua moglie l'ha tradito con l'avvocato Marini. Ritorna allora da Marta e la conquista; la mattina seguente scopre quanto sia indebitata la sua amata. Dunque Eugenio, pazzo d'amore, chiede una mano a Fosforo e si concede un'ultima truffa per aiutare la donna e portarla via dalla stanza dove attendeva i clienti. Ridiventa quindi l'ingegner Ronconi e prende una decisione drastica: liquida tutte le proprie attività; poi regola i conti con quelli che lo circondavano e avevano approfittato di lui: caccia via dalla sua villa il corrotto maggiordomo e insieme a lui anche la propria moglie Romina, che lo tradiva con il suo avvocato. Alla fine Eugenio va a vivere con Marta nella casa galleggiante che Fosforo ha rimesso a nuovo per darla in affitto; e qui infine rivela alla donna la sua reale condizione economica, sotto una pioggia di banconote.

ProduzioneModifica

Il regista Pasquale Festa Campanile, in virtù della riuscita del film e del sodalizio lavorativo con Pozzetto (questa è stata la loro quarta e ultima pellicola insieme, dopo Nessuno è perfetto, Culo e camicia e Porca vacca), avrebbe voluto dirigere in seguito Il ragazzo di campagna, altro film con protagonista Pozzetto; ma la regia, al pari di soggetto e sceneggiatura, furono di Castellano e Pipolo.

CastModifica

Piero Mazzarella, il barbone Stanislao detto Fosforo, è stato uno dei più grandi attori teatrali della scena milanese nonché pioniere, nei primi anni Ottanta, di Canale 5, rete televisiva che trasmetteva i suoi spettacoli teatrali.

RipreseModifica

Il film è stato realizzato fra Milano e Roma. Della prima città si vedono largo Cairoli, la stazione Centrale, la pinacoteca di Brera e la Darsena; della capitale si riconoscono l'Istituto San Michele in piazzale Tosti e il mercato rionale del quartiere Marconi in via Damiano Macaluso. Alcune scene furono girate a Gratosoglio(Milano) e a Gaggiano, a sud-ovest di Milano; la scena finale sulla casa galleggiante è stata girata a Gaggiano. Per la residenza dell'ingegner Ronconi venne scelta Villa Parisi a Frascati.

La celebre scena della forchettata data da un operaio a Pozzetto è stata girata alla Darsena di Milano, che in quel periodo era veramente un cantiere, in quanto stava per essere costruita la fermata della metropolitana Porta Genova.

Prima visione TVModifica

  • La pellicola è andata in onda in prima visione TV su Italia 1 il 10 maggio 1984.

Collegamenti esterniModifica

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