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Un uomo da marciapiede

film del 1969 diretto da John Schlesinger
Un uomo da marciapiede
Midnight gip.jpg
Una scena del film
Titolo originaleMidnight Cowboy
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1969
Durata113 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico
RegiaJohn Schlesinger
SoggettoJames Leo Herlihy (romanzo)
SceneggiaturaWaldo Salt
ProduttoreJerome Hellman
Casa di produzioneUnited Artists
FotografiaAdam Holender
MontaggioHugh A. Robertson
MusicheJohn Barry
ScenografiaJohn Robert Lloyd
CostumiAnn Roth
TruccoIrving Buchman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un uomo da marciapiede (Midnight Cowboy) è un film del 1969 diretto da John Schlesinger, basato sull'omonimo romanzo del 1965 di James Leo Herlihy e interpretato da Dustin Hoffman e dall'esordiente Jon Voight nel ruolo dei protagonisti.[1]

Vincitore di tre premi Oscar nel 1969, il film segna una tappa fondamentale verso una visione cinematografica disincantata e spietata del mondo delle metropoli americane. Nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[2] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al trentaseiesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[3] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al quarantatreesimo posto.[4] Caratteristica peculiare del film è che Dustin Hoffman, nella versione italiana, è doppiato con un forte accento napoletano da Ferruccio Amendola che, da questo momento, diventerà il suo doppiatore ufficiale.

TramaModifica

Il giovane texano Joe Buck, stanco della sua noiosa e insoddisfacente vita e del suo lavoro di lavapiatti in una tavola calda, decide di partire per New York. Nella Grande Mela, Joe, nelle vesti d'un cowboy da rodeo, spera di guadagnarsi da vivere facendo il gigolò in quanto, per sua stessa ammissione, l'unica cosa che gli riesce bene è fare l'amore. I primi tempi a New York si rivelano, invece, piuttosto fallimentari: fare lo spaccone lo rende ridicolo e l'incapacità d'avvicinare le "clienti" non gli procura "ingaggi". La prima volta che va a letto con una donna, ignara del suo lavoro di "stallone di professione", si rivela un disastro: infatti, quando le chiede il "compenso", la donna scoppia in lacrime e alla fine, paradossalmente, è Joe a darle dei soldi (per quietarla e farle passare la crisi), imbarazzato e stupito.

Un giorno, Joe incontra in un bar Enrico Salvatore Rizzo, detto "Sozzo" (anche se lui preferisce il soprannome non dispregiativo "Rico"), un italo-americano zoppo, figlio d'un lustrascarpe, che tira avanti, alquanto malamente, con piccole truffe e raggiri. Rizzo però si presenta a Joe come un suo possibile amico: dietro pagamento di venti dollari, gli organizza un incontro con un tale, a suo dire in grado d'aiutarlo nella sua attività di gigolò. Come scoprirà a sue spese, il presunto "intermediario" altro non è che un "maniaco religioso". Da quel momento le cose per Joe vanno sempre peggio: senza soldi, è costretto a lasciare la sua camera e i proprietari della stessa gli trattengono i bagagli finché non potrà pagare. Davanti al giovane texano si pone anche la terribile prospettiva di tornare a fare il lavapiatti: disperato, Joe cerca di prostituirsi anche con gli uomini, ma l'unico cliente che riesce a rimediare è un giovane studente squattrinato.

Quasi per caso Joe ritrova Enrico all'interno d'una tavola calda, su cui si getta con rabbia nel tentativo di riavere i suoi soldi: Rizzo però è al verde, ma nonostante ciò si offre d'aiutare il ragazzo, ospitandolo nella sua "casa", uno scalcinato appartamento in un palazzo pericolante destinato alla demolizione. Inizia così un periodo in cui i due cercano di tirare avanti aiutandosi vicendevolmente: Joe aiuta Rico nelle sue "attività" (piccoli furti e raggiri) mentre l'italo-americano cerca d'aiutare, senza successo, il texano nel suo lavoro di prostituto facendogli da manager. Nonostante i tentativi di "sopravvivenza urbana" dei due, le cose però non vanno bene, il cibo è sempre meno, l'appartamento non offre riparo al freddo invernale, Joe non riesce a trovare clienti, mentre Rizzo vede aggravarsi le sue già precarie condizioni di salute. Nonostante tutto, tra i due s'instaura una forte amicizia, che aiuta Joe a dimenticare i brutti ricordi del passato e a Enrico la sua vita di malfermo e malato, sognando un giorno d'andare in Florida.

Un giorno una bizzarra coppia incontra Rizzo e Joe in una tavola calda e invita il secondo a un party: i due si ritrovano così a una festa in un surreale e grottesco clima warholesco, dove Joe incontra Shirley, che accetta, su proposta d'Enrico, di pagare venti dollari per passare la notte col giovane texano. Dopo le prime difficoltà a letto, Joe, punzecchiato dalla donna su una sua presunta omosessualità, si riprende e i due passano una notte di sesso sfrenato, tanto che al mattino Shirley combina per alcuni giorni dopo un incontro tra Joe e un'amica sua. Quando però, raggiante e ottimista sul futuro, Joe torna nell'appartamento, trova Rico febbricitante e incapace di camminare. Rizzo si rifiuta di ricevere assistenza medica, ma insiste per realizzare il suo sogno, andare a Miami. Sconvolto, Joe esce dall'appartamento, con l'intento di racimolare i soldi necessari per la corriera. Alla ricerca d'un cliente, viene invitato in albergo da un certo Towny, che però, all'ultimo minuto, si pente di ciò che sta per fare e lo manda via: Joe però ha bisogno di denaro e dato che l'uomo, molto scosso, non gli dà che alcuni spiccioli e un medaglione di San Cristoforo (patrono dei viaggiatori), si prende il denaro con la forza, picchiando selvaggiamente l'uomo e spingendogli con forza la cornetta del telefono. Non è chiaro se l'uccida e anche in seguito, su domanda esplicita di Rizzo, Joe afferma di non volerne parlare.

Con i soldi Joe compra due biglietti per la Florida e, caricato Rico sulla corriera, partono insieme: nonostante le condizioni di Rico, Joe cerca di fare di tutto per rendere migliore la loro situazione. Dopo che il compagno s'è urinato addosso, Joe scende a una sosta e compra vestiti nuovi per l'amico e per se stesso, abbandonando così la sua identità da cowboy. Risalito sulla corriera, comincia a parlare del futuro, ma poco dopo s'accorge che Rico è morto.

Aspetti controversiModifica

Per il 1969, anno in cui la pellicola fu distribuita, molte scene di sesso e nudità del film risultarono scioccanti, per quanto non vi fossero nudi integrali, e le scene di sesso e stupro (quello di Anne e di Joe) non mostrassero nulla di particolarmente spinto. Di fatto però la MPAA decise di porre un X-rating (l'attuale NC-17) al film, valutazione che alcuni anni dopo sarebbe diventata distintiva dei soli prodotti dell'industria pornografica. Un uomo da marciapiede divenne così l'unico film di X-rating a aggiudicarsi un premio Oscar. Da rilevare comunque che nel 1970 la United Artists, la casa di produzione, ottenne il declassamento a R-rating (Restricted) della pellicola, che fece aumentare il numero di cinema che lo proiettavano.

Per l'epoca risultarono quantomeno inusuali per un film i temi dell'omosessualità esplicitamente trattati, compresa la scena al cinema in cui Joe si prostituisce con il giovane studente.

Colonna sonoraModifica

John Barry, supervisore per la colonna sonora, ricevette il Grammy per il miglior tema strumentale, mentre il brano Everybody's Talkin' (che compare varie volte durante il film), scritto da Fred Neil, fece vincere a Harry Nilsson un Grammy nella categoria miglior performance vocale maschile.

Schlesinger scelse Everybody's Talkin' tra una rosa di altri possibili brani, tra cui I Guess the Lord Must Be in New York City (sempre di Nilsson), Cowboy di Randy Newman e Lay, Lady, Lay di Bob Dylan. Anche la canzone He Quit Me, di Warren Zevon (che, con il titolo di She Quit Me, fu inclusa nell'album di esordio del cantante, Wanted Dead or Alive) compare nella pellicola.

RiconoscimentiModifica

La pellicola nel 1994 fu scelta per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Frasi celebriModifica

La frase pronunciata da Enrico Rizzo: "Sto camminando qui! Sto camminando qui!" (I'm walking here! I'm walking here!), quando rischia di essere investito da un'auto mentre attraversa la strada, divenne molto famosa, tanto che fu inserita al 27º posto tra le "AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes" , la lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di sempre tratte da film statunitensi.

NoteModifica

  1. ^ 7 motivi per vedere "Un uomo da marciapiede", su Il Post, 25 maggio 2019. URL consultato il 1º giugno 2019.
  2. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 20 aprile 2014.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.

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Collegamenti esterniModifica

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