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Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita

album di Claudio Lolli del 1973
Un uomo in crisi. Canzoni di morte. canzoni di vita
ArtistaClaudio Lolli
Tipo albumStudio
Pubblicazione1973
Durata50:18
Dischi1
Tracce9
GenereMusica d'autore
Pop
EtichettaEMI Italiana
ProduttoreAndrea Carpi
Claudio Lolli - cronologia
Album precedente
(1972)
Album successivo
(1975)

Un uomo in crisi: Canzoni di morte. Canzoni di vita è il secondo album del cantautore Claudio Lolli; fu pubblicato nel 1973.

Il discoModifica

Registrato allo studio "Sonic Recording" di Roma.
Tecnico del suono: Franco Patrignani.
Recordista: Massimo Ruggeri.
Foto di copertina di Umberto Telesco (raffigura Claudio Lolli vestito di marrone scuro seduto su una sedia rossa, in una stanza fotografata in bianco e nero virato seppia).

Il disco contiene nove canzoni, ma è suddiviso in due parti, corrispondenti grosso modo ai due lati del disco: c'è una canzone introduttiva, "Io ti racconto", seguita da tre canzoni raggruppate come "Canzoni di morte", canzoni cioè dove nelle tematiche viene evidenziata una visione pessimistica della vita, nei suoi aspetti personali ("La guerra è finita" e "Morire di leva") e sociali ("Hai mai visto una città"), nel lato A; il lato B invece si apre con "Un uomo in crisi", per passare poi a tre "Canzoni di vita", dove Lolli evidenzia una via d'uscita alla situazione evidenziata nel lato A nella ricerca della parte più profonda del nostro essere ("Un uomo nascosto"), nell'impegno politico ("Quello lì") e nel coraggio di prendere fra le mani la propria vita per cambiarla ("La giacca"). Conclude però l'album "Un bel mattino", dove pare ritornare la visione quasi nichilista espressa nel lato A, ma che nel finale recita "Ma oggi amore dobbiamo andare, giù nella strada, dobbiamo lottare".

Musicalmente il disco ripete le atmosfere del primo, forse con una cupezza in più e meno soluzioni ritmiche; tra i musicisti in evidenza l'allora violinista di Alan Sorrenti, la statunitense Talia Toni Marcus, che nello stesso anno suonerà anche in Opera buffa e l'anno seguente in Stanze di vita quotidiana entrambi di Francesco Guccini e che, anni dopo, aggiungendo anche il nome originale (Talia) e ritornata a vivere negli Stati Uniti, diventerà la violinista di Van Morrison; inoltre partecipa all'incisione Stefan Grossman, uno dei più grandi maestri del fingerpicking, allievo di Gary Davis e autore anche di molti manuali di questa tecnica chitarristica, e i due fratelli Enzo ed Elio Volpini, membri del gruppo di progressive L'Uovo di Colombo.

CanzoniModifica

  1. Io ti racconto (4:48) - Brano molto conosciuto, successivamente è stato anche reinciso da Lolli nel disco Nove pezzi facili.
  2. La guerra è finita (5:40) - Se l'ambientazione del testo, una festa di un compleanno adolescenziale, può ricordare "Il compleanno" di Francesco Guccini, il modo che ha Lolli di raccontarlo si distacca da quello del suo concittadino, riuscendo ad essere addirittura più pessimista, e sembra voler essere una critica ai condizionamenti familiari e ai disagi psicologici che possono provocare,.
  3. Morire di leva (ad un amico siciliano) (9:22) - Questa canzone è forse quella per cui vale più che le altre la definizione di canzone di morte: la storia di un ragazzo che si suicida mentre è di leva (e che diventa, quindi, la descrizione della piaga dei suicidi nelle caserme) e quello che ne segue, in particolare l'ipocrisia del dolore dei superiori e dei genitori. La musica ripete una strofa in minore, accompagnata da una chitarra, interrotta nel corso dei dieci minuti da un ritornello sempre in minore, con il contrappunto della fisarmonica di Enzo Volpini.
  4. Hai mai visto una città (6:00) - La chitarra di Stefan Grossman inizia con un arpeggio questa canzone, accompagnata dal violino di Toni Marcus che riproduce, con le note, una sorta di "lamento" che affiora qua e là per tutta la canzone, che nel testo descrive il disagio della vita in città, in particolare nelle periferie degradate ("le luci arancione danno al cielo un colore anormale"); si può ricollegare, in una certa misura, ad "Angoscia metropolitana" del disco precedente.
  5. Un uomo in crisi (2:00) - Con i suoi soli due minuti di durata, questa canzone è la vera anomalia del disco: e lo è anche per la musica che, per gli standard dell'album, si può definire allegra, con una chitarra in fingerpicking suonata da Stefan Grossman, accompagnata sul finale dal violino della Marcus ed un testo che descrive il modo di manifestarsi all'esterno della crisi esistenziale di un uomo.
  6. Un uomo nascosto (5:25) - Il messaggio di questo testo è: cerca dentro di te quello che sei veramente....ognuno di noi ha qualcosa di nascosto, "dentro ogni vestito, in ogni maschera, in ogni sorriso, in ogni parola non detta, in ogni gesto, in ogni espressione del viso: c'è un uomo nascosto in ognuno di noi". La dolcezza della musica è sviluppata dagli accordi di pianoforte di Enzo Volpini, a cui si affianca alla terza strofa il violino, dando al tutto un'atmosfera un po' alla Leonard Cohen. Lolli non ha, almeno recentemente, ripreso questa canzone.
  7. Quello lì (compagno Gramsci) (7:08) - Questa canzone racconta le vicende di Antonio Gramsci ancora studente a Torino, viste con gli occhi di un suo vicino di casa di mentalità gretta e reazionaria, con un risultato estremamente sarcastico.
  8. La giacca (4:45) - Il testo di questa canzone invita a darsi da fare, a prendere in mano la propria vita per provare a cambiarla: così si concludono le tre canzoni di vita. La musica ha in evidenza il pianoforte.
  9. Un bel mattino (5:03) - Questa canzone, in un certo senso, ribadisce il messaggio della precedente, anche se nei primi versi pare invece rovesciarlo.

FormazioneModifica

CuriositàModifica

Con oltre 50 minuti di durata l'album risulta essere uno dei più lunghi della musica leggera italiana tra quelli pubblicati in formato LP.

BibliografiaModifica

  • Jonathan Giustini, Claudio Lolli. La terra, la luna e l'abbondanza, Stampa Alternativa, 2003. ISBN 8872267463

Collegamenti esterniModifica

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