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Una peccatrice

romanzo scritto da Giovanni Verga
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film muto italiano del 1918, vedi Una peccatrice (film 1918).
Una peccatrice
AutoreGiovanni Verga
1ª ed. originale1866
GenereRomanzo
SottogenereSentimentale
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneCatania, Acicastello
ProtagonistiPietro Brusio, Narcisa Valderi

Una peccatrice è un romanzo di Giovanni Verga pubblicato nel 1865 a Torino dall'editore Negro.

TramaModifica

Pietro Brusio, un giovane di Catania, studente di legge e con passioni letterarie, si innamora perdutamente di una donna incontrata casualmente durante una passeggiata ai giardini pubblici della città.

La donna si chiama Narcisa Valderi ed è la moglie del conte di Prato. Lei, però, non sembra accettare la corte assidua del giovane che, desideroso di riscattarsi, compone in breve tempo un dramma, il Gilberto, che lo rende subito celebre.

Grazie alla notorietà ottenuta riesce a conquistare la donna, ora innamorata persa di lui. Ma dopo un periodo assai breve di grande felicità ed esaltazione Narcisa, resasi conto che il giovane inizia a stancarsi del suo ossessivo e sfrenato amore, decide di suicidarsi: si avvelena e muore in una villa di Acicastello dopo aver ascoltato un valzer (Il Bacio di Luigi Arditi) stretta al corpo di Pietro. Quest'ultimo, scioccato dal gesto estremo della donna, trascorrerà mediocremente il resto dei suoi giorni al suo paese natale scrivendo qualche verso per gli onomastici dei suoi parenti:

«Le splendide promesse del suo ingegno, che l'amore di un giorno aveva elevato sino al genio della sua anima fervente, erano cadute con quest'amore istesso. Pietro Brusio è meno di una mediocrità, che strascina la vita nel suo paese natale rimando qualche sterile verso per gli onomastici dei suoi parenti, e dissipando il più allegramente possibile lo scarso suo patrimonio. Misteri del cuore!.[1]»

La criticaModifica

  • «Pietro e Narcisa sono così i primi vinti del mondo verghiano, né mancano nel romanzo precorrimenti veristici[2]
  • «L'opera è in gran parte autobiografica. Emerge tuttavia in essa l'esigenza della narrazione staccata e impersonale che lo scrittore stesso enuncerà in seguito come la propria linea programmatica.»[3]

EdizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Giovanni Verga, Verga, Una peccatrice, storia di una capinera, Eva, Tigre reale, Oscar Mondadori, Milano, 1980, pag. 156.
  2. ^ Sarah Zappulla Muscarà, Invito alla lettura di Verga, Mursia, Milano, 1984, pag. 72.
  3. ^ Giovanni Croci, in Giovanni Verga, Una peccatrice, storia di una capinera, Eva, Tigre reale, Oscar Mondadori, Milano, 1980, pag. 17.

Voci correlateModifica

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