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Una storia semplice (film)

film del 1991 diretto da Emidio Greco
Una storia semplice
Una storia Semplice.jpg.jpg
Gian Maria Volonté in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1991
Durata94 min
Generedrammatico, giallo
RegiaEmidio Greco
SoggettoLeonardo Sciascia
SceneggiaturaAndrea Barbato ed Emidio Greco
ProduttoreClaudio Bonivento
Casa di produzioneBBE International, Claudio Bonivento Productions
Distribuzione in italianoColumbia Tristar Italia
FotografiaTonino Delli Colli, Roberto Calabrò
MontaggioAlfredo Muschietti, Cecilia Catalucci, Sonia Fermanelli
MusicheLuis Bacalov
ScenografiaAmedeo Fago, Roberto Ferri
CostumiLia Francesca Morandini, Stefania Svizzeretto
Interpreti e personaggi

Una storia semplice è un film del 1991 diretto dal regista Emidio Greco, tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Il film è l'ultimo interpretato in Italia da Gian Maria Volonté ed è dedicato a Gianluca Favilla, morto poco dopo il termine delle riprese.

TramaModifica

Sbarcando dal traghetto che porta in Sicilia, due uomini si dividono e uno (un rappresentante di case farmaceutiche) raggiunge un piccolo paese alla vigilia della festa di San Giuseppe dove si consuma la tradizione del falò. Quella stessa sera il commissariato del paese riceve una telefonata da Luca Roccella di Monterosso, un diplomatico in pensione, per anni vissuto lontano dall'Italia, che invita la Polizia a far visita alla propria villa e masseria poco distante dal centro abitato. L'indomani il brigadiere Lepri fa visita alla villa, e trova il cadavere del diplomatico riverso sulla scrivania con accanto un'arma e un foglio con su scritto: "Ho trovato." Sopraggiungono per il sopralluogo il questore e il colonnello dei carabinieri e si ipotizza subito un suicidio, "questo è un caso semplice", sottolinea sbrigativamente il questore. Le indagini proseguono con gli interrogatori di rito ad un ragazzo che aveva accompagnato Roccella alla villa la sera del delitto e al professor Carmelo Franzò, il quale riferisce di una telefonata ricevuta dal vecchio amico diplomatico la sera precedente, quando gli aveva confidato alcune stranezze avvenute nella villa durante la sua assenza.

Nel mentre, il rappresentante si imbatte in un gruppo di viaggiatori di un treno bloccato da un semaforo rosso che impedisce loro il raggiungimento della successiva stazione di Monterosso. Viene pregato dal capotreno di avvertire del fatto i colleghi della stazione stessa. Passano le ore e il capotreno, spazientito, si decide a raggiungere a piedi la stazione, dove trova il capostazione e un manovale assassinati. Dopo l'accaduto la polizia dirama la descrizione del rappresentante alla guida della Volvo come possibile implicato nei fatti che, sentendo l'avviso per radio, decide di costituirsi in commissariato e dare la propria versione raccontando di aver sì avvertito il capostazione, che si stava adoperando per il guasto. Non riconoscendolo tra le foto sottoposte dal questore, il rappresentante, che era all'oscuro del duplice delitto, viene fermato in via cautelativa.

Proseguono intanto le indagini nella villa di Roccella. Una apparente mossa sbagliata del commissario, che trova con facilità un interruttore nascosto, insospettisce il brigadiere Lepri. Dopo essersi confidato con Franzò sulla sua ipotesi, Lepri riesce a salvarsi da un tentativo del commissario di inscenare un incidente per ucciderlo. È il procuratore, che per non coinvolgere il nome di un alto esponente di polizia nel traffico di droga, insabbia il caso riconoscendo a Lepri l'attenuante per lo stesso incidente che avrebbe voluto inscenare il commissario morto.

Il rappresentante viene così rilasciato dalla Polizia: il parroco del paese lo incrocia con lo sguardo e gli chiede se si conoscono: sulla strada del ritorno, l'uomo della Volvo ricorda di avere visto quel volto proprio alla stazione del passaggio a livello. Deciso a testimoniare per avere riconosciuto il parroco come responsabile di quel duplice delitto, prima fa marcia indietro, ma subito dopo, temendo un nuovo fermo, cambia idea e riprende la strada verso il continente.

RiconoscimentiModifica

Collegamenti esterniModifica

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