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Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana
AbbreviazioneUNCRSI
TipoAssociazione
Fondazione19 maggio 1962
Scopotutela e valorizzazione della memoria e dei caduti della RSI
Sede centraleItalia Roma
PresidenteArmando Santoro
Sito web

L'Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana (UNCRSI) è un'associazione fondata dai partecipanti (militari e ausiliarie) alla Repubblica sociale italiana nella seconda guerra mondiale.

Indice

StoriaModifica

Trae le sue origini nella Federazione nazionale combattenti della Repubblica Sociale Italiana (FNCRSI) fondata nel 1949[1] e il cui primo segretario fu Beppe Vogogna (presidente dal 1951 Rodolfo Graziani e dal 1959 Giorgio Pini). A seguito di essa nacquero numerose altre associazioni di arma legate alla RSI[1].

L'UNCRSIModifica

Nel 1962, volendosi rendere autonoma da diatribe partitiche, nasce l'Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana. La prima riunione fu presieduta dal generale Mario Carloni, già comandante della 4ª Divisione alpina "Monterosa" della RSI[2]. Il 19 maggio 1962 a Roma fu ufficialmente costituita l'Unione e presidente Onorario “ad memoriam” fu nominato il maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani[3]. Il primo presidente fu il colonnello Bruno Gemelli, con vicepresidenti: Alessandro Scala e Vincenzo Costa[4]. Rapidamente l'Unione ottenne l'adesione di molte associazione sparse sul territorio, a cui seguì, dopo l'ufficiale costituzione dell'UNCRSI, l'adesione della Federazione nazionale combattenti della RSI, di Junio Valerio Borghese, che deliberò il proprio scioglimento[5].

Il primo Congresso Nazionale si svolse tra il 29 e 30 giugno 1963 a Roma, ma alla prima direzione nazionale si dimise il presidente Gemelli così fu nominato terzo vicepresidente con funzioni di vicario il colonnello Aurelio Languasco[6]. Il 18 dicembre 1963 Languasco fu eletto presidente.

Per lunghi anni ne è stato presidente Cesco Giulio Baghino. Dal 2003 al 2012 ne è stato presidente l'ex senatore Ajmone Finestra.[7]. A lui è succeduto il reduce Armando Santoro.

Pubblica un periodico: Nuova Continuità Ideale.[8]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica