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StoriaModifica

L'unione è nata con atto costitutivo del 20 gennaio 2015[2], firmato nel municipio di Dolceacqua dagli otto rappresentanti locali dei territori della val Nervia e della val Roja.

L'ente locale ha sede a Dolceacqua. Il primo presidente dell'Unione, eletto il 16 aprile 2015 nella prima seduta del Consiglio[3], è Fulvio Gazzola (sindaco di Dolceacqua).

DescrizioneModifica

L'unione dei comuni comprende una parte del territorio del torrente Nervia - i comuni di Apricale, Castel Vittorio, Dolceacqua, Isolabona, Pigna e Rocchetta Nervina - e la zona geografica attraversata dal fiume Roja nei comuni di Airole e Olivetta San Michele.

Per statuto[4] l'Unione si occupa di questi servizi:

  • organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo;
  • organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale;
  • catasto;
  • la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovra comunale;
  • attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
  • organizzazione e gestione dei rifiuti e la riscossione dei relativi tributi;
  • progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini;
  • edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;
  • polizia municipale e polizia amministrativa locale.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 aprile 2015 in carica Fulvio Gazzola sindaco di Dolceacqua presidente del Consiglio dell'Unione

NoteModifica

  1. ^ circa
  2. ^ Atto costitutivo dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja, su dolceacqua.it. URL consultato il 14 luglio 2015.
  3. ^ Presidenza e giunta dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja, su dolceacqua.it. URL consultato il 14 luglio 2015.
  4. ^ Statuto dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja, su dolceacqua.it. URL consultato il 14 luglio 2015.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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