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Urna funeraria romana. I secolo, Museo archeologico regionale di Palermo.
Urna funeraria con le ceneri di Sigmund Freud (1856 – 1939).

Un'urna funeraria (anche chiamata urna cineraria, dal latino cinis, -eris, cenere) è un vaso destinato a raccogliere le ceneri di un defunto dopo la cremazione.

Indice

StoriaModifica

L'usanza di cremare i corpi e raccoglierne le ceneri in un vaso è documentata da reperti almeno dal VII millennio a.C. in Cina, nel sito arcaico di Jiahu (almeno 32 sepolture), a Laoguantai nello Shaanxi e, databili al 5000-3000 a.C., sullo Yangshao, dove sono state rinvenute circa 700 sepolture pertinenti soprattutto a bambini.

In Occidente la cinerazione è documentata almeno dall'Età del Bronzo, in Europa centrale (Cultura dei campi di urne) e in Italia centro-settentrionale (Terramare, Cultura di Canegrate, Cultura protovillanoviana). Le urne erano in terracotta e, per i personaggi di rango, in bronzo[senza fonte].

La cinerazione continuò, anche in parallelo all'inumazione nelle culture greca, etrusca e poi romana, con urne in pietra locale (travertino, alabastro...), in terracotta o in marmo. Era un'usanza comune presso alcune tribù celtiche, per gli Anglosassoni e per alcune civiltà precolombiane. Col Cristianesimo in Europa la cinerazione fu accantonata, tornando tra le possibili opzioni di sepoltura solo nel XIX secolo.

DescrizioneModifica

Le urne cinerarie possono essere composte di vari materiali tra i quali la pietra, il metallo (ad es. il bronzo), il marmo, l'alabastro, la ceramica, la terracotta o il vetro.[1] Generalmente i contenitori hanno una forma circolare e sono chiusi da un coperchio; spesso erano sprovvisti di anse.

L'urna fu impiegata in molte civiltà del passato che praticavano il rito funerario della cremazione, come la cultura dei campi di urne, i vasi biconici in Etruria e l'olla nell'antica Roma, che veniva custodita all'interno di colombari.

NoteModifica

  1. ^ URNA; voce dell'Enciclopedia Treccani ed. 1937 di G. Ben., V. G., on-line su www.treccani.it (consultato nel novembre 2014)

BibliografiaModifica

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