Urospermum

genere di pianta della famiglia Asteraceae
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Boccione
Urospermum dalechampii 3 (Espagne).JPG
Urospermum dalechampii (Boccione maggiore)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Genere Urospermum
Scop., 1777
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Specie

Urospermum Scop., 1777 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a margherita.

EtimologiaModifica

Il nome del genere (Urospermum) deriva dal greco antico: οὐρά, ourá («coda») e σπέρμα, spérma («seme») e fa riferimento al becco (un lungo prolungamento apicale) dell'achenio.[1][2] Il nome scientifico di questo genere è stato proposto dal medico e naturalista italiano Giovanni Antonio Scopoli (1723-1788) nella pubblicazione "Introductio ad historiam naturalem, sistens genera lapidum, plantarum et animalium hactenus detecta, caracteribus essentialibus donata, in tribus divisa, subinde ad leges naturae. Prague." del 1777.[3]

DescrizioneModifica

Le specie di questo genere sono erbe annuali e perenni con forma biologiche sia terofite scapose (T scap) che emicriptofite scapose (H scap). L'altezza massima per queste piante è attorno ai 60 cm.[4][5][2]

RadiciModifica

Le radici sono fittonanti.

FustoModifica

La parte aerea del fusto è eretta e ascendente; sia fogliosa nella metà inferiore che ramoso-corimbosa.

FoglieModifica

Le foglie si dividono in basali e cauline. Quelle basali (o inferiori) hanno una lamina di tipo pennatosetto o spatolato e sono picciolate; mentre quelle cauline hanno un contorno più lanceolato e sono subintere e sessili. I margini delle foglie possono essere dentati.

InfiorescenzaModifica

Le infiorescenze sono composte da capolini solitari alla fine degli steli. I capolini sono formati da un involucro a forma urceolata composto da diverse brattee (o squame) disposte su una serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le brattee in genere da 7 a 8 su una o due serie; i bordi sono scariosi e alla base sono connate; la forma è da ovato-lanceolata a lanceolato-lineare. Il ricettacolo è "nudo", ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è da piatta a convessa. Diametro dell'involucro: 10 – 20 mm.

FioriModifica

I fiori da 20 a 50 sono tutti del tipo ligulato[6] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono tutti ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]

FruttiModifica

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono marrone con corpi appiattiti; la base può essere rigonfia; il becco è vuoto e separato da un diaframma dal contenitore dell'embrione. Il pappo è composto da setole piumose (da 18 a 22) e alette rigide.

RiproduzioneModifica

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitatModifica

La distribuzione delle specie di questo genere è relativa alla Macaronesia, al Mediterraneo (Europa meridionale e Africa settentrionale) e al Vicino Oriente. In altre zone è considerato genere naturalizzato (America del Sud, Sudafrica e Australia). L'habitat preferito sono le zone incolte e lungo le vie a quote non superiori ai 1000 m s.l.m. di altitudine.

SistematicaModifica

La famiglia di appartenenza del genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[9] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[10]). Il genere Urospermum è composto da due specie entrambe delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è da 2n = 10 a 2n = 14. Sono presenti solamente specie diploidi.[4]

Specie del genereModifica

Le specie riconosciute per questo genere sono due:[11]

  • Urospermum dalechampii (L.) Schmidt, 1795 - Boccione maggiore: il ciclo biologico è perenne; la caratteristica maggiore è nell'infiorescenza composta da un solo capolino relativamente grande (6 - 7 cm).
  • Urospermum picroides (L.) Schmidt, 1795 - Boccione minore: il ciclo biologico è annuo; la caratteristica maggiore è nell'infiorescenza composta da parecchi capolini più piccoli (2 - 4 cm).

SinonimiModifica

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Arnopogon Willd.
  • Daumailia Arènes
  • Tragopogonoides Vaill., 1754

NoteModifica

  1. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 22 ottobre 2012.
  2. ^ a b eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 27 ottobre 2012.
  3. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 27 ottobre 2012.
  4. ^ a b Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 197.
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 241.
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12.
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  9. ^ Judd 2007, pag. 520.
  10. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  11. ^ Conti et al. 2005, pag. 180.

BibliografiaModifica

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae – Chapter 24 (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 241, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 626.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 180, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 197, Berlin, Heidelberg, 2007.

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