Ursula Grabley

attrice tedesca

Ursula Margarete Marie Feodora Grabley (Woltersdorf, 8 dicembre 1908Brilon, 3 aprile 1977) è stata un'attrice e doppiatrice tedesca.

Complessivamente, tra cinema e televisione, recitò in oltre un'ottantina di differenti produzioni, a partire dalla fine degli anni venti.[1] Tra i suoi ruoli principali, figurano, tra l'altro, quelli nei film Annette im Paradies (1934), Der Bunte Traum (1952), Mamitscha (1955), ecc.[1][2][3][4]

Come doppiatrice, prestò la propria voce ad attrici quali Hermione Baddeley, Binnie Barnes, Faith Brook, Barbara Couper, Brenda De Banzie, Joan Hickson, Meg Jenkins e Maureen Roden-Ryan.[5]

Fu la prima moglie dell'attore e regista Viktor de Kowa.[2][3][4][6]

BiografiaModifica

Ursula Margarete Marie Feodora nasce a Woltersdorf, nel Brandeburgo, l'8 ottobre 1908[1][2][4][6], figlia di Paul Ludwig Grabley e di Johanna Elisabeth Rohrbeck[4].

Negli anni venti, conosce ad Amburgo l'attore Viktor de Kowa[2], che diventa suo marito nel 1926[2][3][4] e con il quale si trasferisce a Berlino[4].

Fa il proprio esordio sul grande schermo nel 1929, recitando nel film, diretto da Karl Grune, La danzatrice di corda (Katharina Knie).[1]

In seguito, nel 1934, è la protagonista, nel ruolo di Annette nel film Annette im Paradies.[1]

Nella metà degli anni trenta, divorzia da Vitkor de Kowa.[2] Sposa quindi in seconde nozze Edgar Heyl.[2]

Dopo la seconda guerra mondiale, si trasferisce ad Amburgo.[4]

Muore il 3 aprile 1977[1][2] (6 aprile 1977, secondo un'altra fonte[4]) per un arresto cardiaco[2].

Filmografia parzialeModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

TeatroModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f (DE) Ursula Grabley, Filmportal. URL consultato il 6 aprile 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i (DE) Ursula Grabley - Biographie, Film-Zeit. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
  3. ^ a b c (DE) Ursula Grabley, Cyranos.ch. URL consultato il 7 aprile 2016.
  4. ^ a b c d e f g h (DE) Ursula Grabley, Die Vergessenen Filme. URL consultato il 7 aprile 2016.
  5. ^ (DE) Ursula Grabley, Deutsche Synchronkartei. URL consultato il 7 aprile 2016.
  6. ^ a b (DE) Ursula Grabley, Steffi-Line. URL consultato il 6 aprile 2016.

Collegamenti esterniModifica

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