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La Maona di Chio e di Focea (1346–1566) fu una maona costituita dalla Repubblica di Genova per l'esazione dei tributi nell'Isola di Chio (allora Scio) e nel porto di Focea. Quale risarcimento per le spese sostenute dagli investitori della maona per acquistare le galee e riconquistare Chio e Focea, Genova cedette alla maona il diritto di esazione delle tasse.

StoriaModifica

La costituzioneModifica

La maona fu costituita dal doge Giovanni da Murta per riconquistare Monaco e Roccabruna, covo dei ribelli Antonio e Stefano Doria. Dei 29 soci della maona (i maonesi), 26 erano popolani e sei nobili. Ognuno di essi dovette armare una galea e versare una somma di 20.000 lire genovesi a titolo di prestito[1]. In cambio la Repubblica di Genova garantiva tutti i soci per eventuali perdite. La flotta, il cui comando fu affidato, il 19 gennaio 1346, al popolano Simone Vignoso, era composta da 29 (secondo altre fonti 25) galee, che trasportavano 6.000 uomini, compresi 1.500 temibili balestrieri genovesi. Intimoriti da tale schieramento di forze, i ribelli, con 34 galee e 12.000 uomini (tra i quali 6.000 balestrieri) si rifugiarono a Marsiglia sotto la protezione del Re di Francia, che li avrebbe schierati nella sfortunata battaglia di Crecy.

La flotta della maona, ormai armata, venne quindi inviata nel maggio del 1346 nel Levante a tutelare gli interessi genovesi. La famiglia genovese Zaccaria, investita del titolo Re e Despoti dell’Asia Minore dall'Impero latino di Costantinopoli, controllava Focea e la Signoria di Chio; l’Imperatore Andronico II il Paleologo aveva sottratto alla famiglia genovese le due isole rispettivamente nel 1325 e nel 1329.

La conquistaModifica

Vignoso e la sua flotta entrarono nel porto di Chio il 16 giugno 1346, occupando l'isola in tre giorni; la guarnigione greca asserragliata nel capoluogo, al comando del governatore bizantino Colajanni Cybo, capitolò solo il 12 settembre. Focea Vecchia fu conquisata il 16 settembre, mentre Focea Nuova venne occupata il 20 settembre da un corpo di spedizione al comando di Pietro Ranelli Giustiniani.

Il 27 febbraio 1347 il doge, non potendo ripagare il debito contratto con i 29 armatori, concesse alla maona la giurisdizione civile, il diritto di riscossione dei tributi sulle isole ed il monopolio del commercio del mastice per un periodo di 20 anni. In cambio dell'eventuale conquista dei territori, la repubblica avrebbe saldato il suo debito con i maonesi concedendo quindi loro una concessione ventennale sullo sfruttamento commerciale delle isole.

I coloni genovesi a Chio e la popolazione locale, per l'80% di etnia greca, erano assoggettati alla sovranità della Repubblica di Genova, ma la difesa e l'amministrazione ricadevano interamente sui maonesi. Il dominio della maona si protrasse per oltre due secoli; la formazione originaria, detta Maona Vecchia, fu poi conosciuta come Maona dei Giustiniani, la famiglia preminente all'interno del consorzio.

http://wwwbisanzioit.blogspot.it/2011/10/isola-di-chios-scio-introduzione.html Inizialmente, i membri della maona erano cittadini genovesi, che avevano ricevuto il diritto ai ricavi derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali e commerciali dell'isola, pagando in cambio un tributo annuale alla Repubblica. Dopo alcuni anni dalla concessione di tale diritto tuttavia gli azionisti originari che vivevano a Genova vendettero le loro quote ad alcuni coloni residenti a Chio o a concittadini emigrati nell'isola. Questi nuovi membri costituirono la Nuova Maona, conosciuta poi come Maona dei Giustiniani. Poiché la Repubblica non fu in grado di riscattare l'isola dai Giustiniani, Chio rimase in loro possesso fino alla caduta per mano dei Turchi. Oltre a che a Genova, nello stesso tempo la maona pagava un tributo all'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo ed in seguito ai Turchi[2].


The republic engaged to secure these citizens against all loss, and pledged a portion of the annual revenues of the state pay the interest on their advances. Each subscriber had paid down 400 Genoese livres; twenty-six galleys had been equipped by the commons and three by the nobels.[3] Once the conquest of Chios was successfully achieved, the ship-owners then returned to Genoa and advanced the sum of 250,000 lire to cover the expenses of the campaign. After long deliberations, an agreement was concluded on 26 February 1347 between the Commune and the group of its creditors represented by the Genoese admiral Simone Vignoso. This association took the name of Maona of Chios. The debt owed to the ship-owners was repaid in shares, or "luoghi", to an amount of 203,000 Genoese lire.

This was less than the commanders of the ships demanded, but nonetheless they got property and the administration of Chios and Phocaea, in addition to the revenues provided by the "luoghi". The more-or-less forced benevolence of the ship-owners made up for the deficiencies of the state, which was then obliged to hand over public revenues to them to meet its obligations.[4]

The Genoan family of Giustiniani, with their Maona, governed Chios, appointing a commissioner and commanding 52 military Genuates (tribes from around Genoa) in the island: during these years (1346-1566), the trade revived and the island enjoyed huge prosperity.

The Mahona of Chios ended its activities in 1566 when the Turks invaded and occupied the island. Admiral Piyale Pasha annexed it to the Ottoman Empire. His sultan had a good pretext for putting an end to the government of the Giustiniani, for the island served as a place of refuge for fugitive slaves, and of refreshment for Christian corsairs.[5]

ReferencesModifica

External linksModifica

http://wwwbisanzioit.blogspot.it/2011/10/isola-di-chios-scio-introduzione.html http://www.giustiniani.info/ http://www.giustiniani.info/amministrativa.html

[[Categoria:Repubblica di Genova]]


MunizionamentoModifica

Le attuali munizioni 7,65 × 21 mm Mannlicher vengono realizzate in realtà con bossolo leggermente troncoconico per facilitarne l'estrazione. La munizione venne prodotta in Europa fino all'inizio della seconda guerra mondiale. La palla pesava circa 85 grani (5,5 g), blindata in acciaio o cupro-nichel. La carica, variabile in base alla polvere usata, secondo gli standard europei era di 3,5 grani (227 mg) di polvere standard DWM, che sviluppava una velocità alla volata di 326 m/s.


While this is a cartridge of considerable power to use in a blow-back action, the pistol design itself is so sturdy that the arm has given satisfaction through the years


La Armata del Regio Esercito italiano partecipò all'invasione della Jugoslavia da parte delle forze dell'Asse durante la seconda guerra mondiale.

Ordine di battaglia 1939-1943Modifica


VI Corpo d'Armata

XI Corpo d'Armata

XIV Corpo d'Armata

XVIII Corpo d'Armata

Corpo d'Armata Celere

Corpo d'Armata Autotrasportabile

Comando Supremo Forze Armate Slovenia e Dalmazia




120/50 Mod. 1909Modifica

Essa derivava[1] da quella del cannone da 120/50 Mod. 1909, versione su licenza di pezzi inglesi Armstrong[2][3] e Vickers[4], che equipaggiarono come armamento secondario le navi da battaglia classe Dante Alighieri e classe Conte di Cavour; come armamento primario era invece imbarcato sull'esploratori Quarto

Marsala cannoniere 


Mortaio da 149/5
149A
15 AR Ret
Tipomortaio pesante
Origine  Italia
Impiego
Utilizzatori Regio Esercito
ConflittiPrima guerra mondiale
Descrizione
Rigatura18 righe
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