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HEINRICH BÖLL

Considerato uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca del secondo dopoguerra, Böll fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1972.

VitaModifica

Böll era l'ottavo figlio di un falegname di Colonia. Cresciuto in ambiente cattolico, pacifista e progressista, Böll si oppose al partito nazista e negli anni 1930 rifiutò l'iscrizione nella Gioventù hitleriana. Dopo la maturità nel liceo umanistico, dal 1937 lavorò come apprendista presso una libreria di Bonn fino al 1938, quando interruppe l'apprendistato e si dedicò ai suoi primi scritti.

Nel 1939 si iscrisse al corso di laurea in letteratura tedesca e filologia classica presso l'Università di Colonia, ma ben presto venne arruolato nell'esercito. Combatté in Francia, Romania, Ungheria e Russia. Nel 1942 durante una licenza sposò Annemarie Čech. Fu ferito quattro volte e nel 1945 trascorse un breve periodo in campi di prigionia americani.

Nel 1946 iniziò gli studi di letteratura tedesca all'università di Colonia e nel 1947 cominciò la sua carriera da scrittore con la pubblicazione di una serie di racconti brevi su alcuni giornali. Nel 1949 fu pubblicato il primo romanzo, Der Zug war pünktlich (Il treno era in orario). Böll frequentava il Gruppo 47 insieme a Günter Grass, Ingeborg Bachmann e altri. Nel 1951 ricevette un premio per il racconto satirico Die schwarzen Schafe (La pecora nera). Seguirono molti romanzi e racconti. Sono per lo più ambientati nella Germania post-bellica e raccontano di emarginati in una società che cerca di rimuovere velocemente il passato. La sua opera è stata definita Trümmerliteratur ("letteratura delle macerie"), con implicito riferimento alle rovine causate dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, che gradualmente diminuirono nei due decenni del dopoguerra e la ricostruzione. Böll fu un esponente di spicco degli scrittori tedeschi che cercarono di confrontarsi con la memoria della guerra, il nazismo e l'Olocausto, e i relativi sensi di colpa.
Nei suoi scritti oltre a criticare nettamente la Germania nazista, trova altri bersagli polemici nelle autorità dellla politica, dell'economia e della chiesa, che egli accusa, ora ironicamente, ora aspramente di conformismo, mancanza di coraggio, abuso di potere.
Nel 1967 Heinrich Böll ricevette il Prix Georg Büchner per l'insieme della sua opera.

Nel 1972 gli venne conferito il Premio Nobel per la Letteratura per i suoi numerosi romanzi, racconti, saggi. L'anno prima era stato pubblicato il romanzo Foto di gruppo con signora, nel quale, tramite la biografia di una donna, viene rappresentata la storia della Germania dalla prima guerra mondiale agli anni sessanta.

Le sue opinioni politiche contro la guerra fredda e la corsa agli armamenti gli attirarono simpatie in Unione Sovietica senza che tuttavia lo scrittore potesse essere tacciato di comunismo. Büll accolse Solženicyn subito dopo l'espulsione dall'URSS nella sua villa di Langenbroich. In Germania, i suoi interventi a favore di Ulrike Meinhof, la critica verso la politica repressiva del governo, insieme a campagne calunniose della stampa conservatrice lo collocarono a sinistra.
Nel 1974 fu pubblicato il libro di Böll ora più conosciuto L'onore perduto di Katharina Blum, che rappresenta un contributo al dibattito sulla violenza degli anni settanta e si confronta criticamente soprattutto con la stampa del gruppo Springer. Il libro fu tradotto in più di trenta lingue, trasposto in film da Volker Schlöndorff e acquistato in circa 6 milioni di copie solo in Germania (fino al 2007).
Negli anni successivi si occupò ancora dei problemi politici della Germania e di altri paesi, come la Polonia e l'Unione Sovietica. Si impegnò anche rispetto ai conflitti in Sud America. Alla fine degli anni settanta sostenne l'impegno a favore dei boat people vietnamiti.
Si espresse criticamente verso la Chiesa cattolica e nel 1976 con atto dimostrativo uscì da essa, senza peraltro rinnegare la fede.

Visse con la moglie Annemarie sia a Colonia, città alla quale fu sempre profondamente legato, sia tra i monti Eifel nella Renania-Palatinato, vicino a Langenbroich dove morì nel 1985.


CHRISTOPH FRIEDRICH NICOLAIModifica

voce inserita il 13 aprile 2010

da: http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Nicolai&action=historysubmit&diff=72477519&oldid=71923390

Christoph Friedrich Nicolai, (scritto anche Nickolai) (Berlino, 18 marzo 1733 - 8 gennaio 1811) fu uno scrittore, editore, critico, autore di romanzi satirici e resoconti di viaggio, storico locale tedesco. Fu esponente di spicco dell'Illuminismo berlinese, amico di Lessing, Carl Friedrich Zelter e Moses Mendelssohn, oppositore di Kant e Fichte.

 
Friedrich Nicolai nell'incisione di Daniel Chodowiecki

VitaModifica

Nacque a Berlino come ottavo figlio del libraio Christoph Gottlieb Nicolai. Dopo il ginnasio, studiò al liceo latino delle Fondazioni Francke di Halle ed infine alla Heckersche Realschule di Berlino. In seguito si diplomò in un corso per librai a Francoforte sull'Oder. Dopo la morte del padre nel 1758, subentrò nell'attività paterna. Nel 1760 sposò Elisabeth Macaria Schaarschmidt, figlia del medico personale del re professor Samuel Schaarschmidt, dalla quale ebbe otto figli che morirono tutti prima del padre.

EvoluzioneModifica

Nicolai acquisì una vasta cultura nell'ambito delle scienze umane e giunse ad un vivace scambio di lettere con grandi personaggi dell'epoca. Quindi elaborò scritti personali e divenne un esponente importante, anche se non indiscusso, dell'Illuminismo protestante.

 
Targa commemorativa sulla casa a Berlino
 
La casa di Nicolai in Brüderstraße a Berlin-Cölln

Nel 1755 comparvero le Briefe über den itzigen Zustand der schönen Wissenschaften in Deutschland (Lettere sulla condizione attuale delle scienze umane in Germania), che lo fecero conoscere ampiamente. Nello stesso anno uscirono anche le Briefe, die neueste Literatur betreffend (Lettere relative alla nuova letteratura), pubblicate insieme a Lessing, divenuto suo amico (in 24 parti dal 1759 al 1765).

La terza opera pubblicata da Nicolai, Allgemeine Deutsche Bibliothek (Biblioteca generale tedesca) (dopo il 1793 "Neue Allgemeine deutsche Bibliothek"), ottenne presto il livello di organo più importante dell'Illuminismo in lingua tedesca. Qui da più di 150 collaboratori temporanei furono recensite tutte le pubblicazioni importanti del tempo.
In complesso furono discusse più di 80.000 nuove pubblicazioni. Insieme a Moses Mendelssohn dal 1759 pubblicò la Bibliothek der schönen Wissenschaften und freien Künste (Biblioteca delle scienze umani e arti liberali) in dodici volumi. Nel 1766 ottenne la collaborazione di Johann Gottfried Herder per la Allgemeine deutsche Bibliothek; tuttavia nel 1774 intervenne una rottura tra i due in seguito a dissensi insuperabili.
Nicolai era massone appartenente alla loggia "Zu den drei Weltkugeln" ("Ai tre globi") e fondatore della "Berliner Mittwochsgesellschaft" (società del mercoledì berlinese). Nel 1782 cominciò una controversia letteraria con vari personaggi, fra cui Herder e Johann Georg Hamann, il quale combattè Nicolai con l'ironia, per esempio a proposito del Bafometto dei Templari. Bafometto in seguito fu il soprannome dato da Herder a Nicolai, il quale indicava questo presunto idolo segreto dei templari come il "battesimo della sapienza" gnostico. Hamann lo soprannominò "Coelius" dall'amico di Cicerone Marco Celio Rufo, oppure "Nabal" (cugino) o "Nickel" ovvero "Nothanker" dal romanzo di Nicolai "Vita e pensieri del Signor Maestro Sebaldus Nothanker". Nicolai nel 1783 divenne membro dell'Ordine degli Illuminati e prese qui il nome di "Diocletian" [1]. A metà del 1785 fu nominato "Reggente" e "Prefetto" di Berlino.

Nel 1781 divenne membro esterno dell'Accademia delle scienze di Monaco di Baviera e nel 1798 entrò nell'Accademia prussiana delle scienze. Nel 1799 ottenne la laurea honoris causa di Dottore in filosofia.

RelazioniModifica

Dal 1777 Nicolai fu in rapporti d'amicizia con il bibliotecario Johann Erich Biester (1749–1816). Gustav Parthey, nipote di Nicolai, nei suoi "Ricordi di giovinezza" descrisse Biester come l'amico più autentico di Nicolai. Nell'Accademia Reale Prussiana delle Scienze Biester nel 1811 tenne un discorso funebre su di lui, che fu pubblicato nel 1812/13 nelle "Abhandlungen" (Dissertazioni) e si può consultare liberamente in Internet. Vi furono stretti rapporti anche con Friedrich Gedike (1754–1803), un altro esponente di primo piano dell'Illuminismo berlinese, fondatore della "Berlinische Monatschrift" (Mensile berlinese), membro anch'egli della loggia massonica e della "Società del mercoledì"; per questo si parlò di un triumvirato Nicolai, Gedike e Biester.

Con il pastore di Klein-Schönebeck, ad est di Berlino, Raymund Dapp, strinse un'amicizia che durò tutta la vita. Dapp lo sostenne durante la stesura del libro Beschreibung einer Reise durch Deutschland und die Schweiz (Scritti di viaggio attraverso Germania e Svizzera). Il romanzo Leben und Meinungen Gundibert's, eines deutschen Philosophen (Vita e opinioni di Gundibert, filosofo tedesco) fu scritto da Nicolai durante un soggiorno presso Dapp a Klein-Schönebeck.

 
Friedrich Nicolai

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Friedrich Vieweg (1761–1835) fu da giovane indotto da Nicolai ad iniziare un corso per librai e più tardi fondò una casa editrice.

OrientamentiModifica

Le pubblicazioni di Nicolai stanno tutte nel quadro dell'Illuminismo e si contrappongono ad un cristianesimo che l'Illuminismo interpretava come irrazionale. Esso fu respinto tanto nelle correnti mistiche o pietistiche, quanto nelle varianti dogmatiche; così pure furono attaccati l'Ordine dei Gesuiti e tutti gli altri nemici reali o presunti dell'Illuminismo.
In filosofia per la sua vicinanza al pensiero di Leibniz e di Wolff criticò la filosofia trascendentale di Kant ed anche l'Idealismo nascente di Immanuel Hermann Fichte. In letteratura caddero sotto la critica di Nicolai Herder, poi lo Sturm und Drang, gli scrittori classici e il Romanticismo agli albori. Strumento della critica di Nicolai era la polemica contro le regole, che spesso dapprima suscitò forti reazioni negli scrittori colpiti e poi si trasformò in un dispute letterarie, che furono di frequente caratterizzate da modi aggressivi da ambo le parti.
È tuttora noto il contrasto col giovane Goethe: al suo romanzo I dolori del giovane Werther Nicolai contrappose col titolo Gioie del giovane Werther (1775) una parodia più leggera con lieto fine. Goethe, criticato, e Herder già prima attaccato poterono tuttavia apprezzare come documento dell'epoca Leben und Meinungen des Herrn Magisters Sebaldus Nothanker (una delle poche opere di finzione di Nicolai), cosa che peraltro resta un'eccezione tra i contemporanei. Dallo Sturm und Drang ai Romantici egli fu deriso come un piatto razionalista.
Nel corso degli anni, qualche volta ponendo termine ad un'amicizia inizialmente stretta, J. G. Hamann, Johann Caspar Lavater, Christoph Martin Wieland, Johann Heinrich Voß, Johann Heinrich Jung-Stilling e Ludwig Tieck ed altri divennero avversari del bellicoso Nicolai. Johann Georg Jacobi nel 1779 cercò consenso presso Johann Wilhelm Ludwig Gleim, Wieland e Goethe, e l'ottenne, per un fronte di opposizione contro Nicolai; Fichte si lasciò andare allo scritto Friedrich Nicolais Leben und sonderbare Meinungen. Ein Beitrag zur Literaturgeschichte des vergangenen und zur Pädagogik des ausgehenden Jahrhunderts (Vita e opinioni insolite di Friedrich Nicolai. Contributo alla storia della letteratura del secolo passato e alla pedagogia del secolo che sta per finire) (1801).


Anche Beschreibung einer Reise durch Deutschland und die Schweiz im Jahre 1781 (Descrizione di un viaggio in Germania e Svizzera) e Beschreibung der königlichen Residenzstädte Berlin und Potsdam (Descrizione delle città reali Berlino e Potsdam) non sono esenti da polemica illuminista; contengono inoltre numerose osservazioni geografiche, economiche, politiche e culturali. Heinrich Heine, che lo considerava un "cattivo scrittore", affermò tuttavia più tardi: "Dobbiamo riconoscere che il vecchio Nicolai era un uomo profondamente onesto, le cui rette opinioni erano in accordo con quelle del popolo tedesco, e che per la sacra causa della verità non aveva paura nemmeno del peggiore martirio, l'essere messo in ridicolo.

OpereModifica

  • Ehrengedächtniß Herrn Ewald Christian von Kleist; Berlin 1760
  • Ehrengedächtniß Herrn Thomas Abbt; Berlin u. Stettin 1767
  • Leben und Meinungen des Herrn Magisters Sebaldus Nothanker; Berlin 1773–1776
  • Freuden des jungen Werthers. Leiden und Freuden Werthers des Mannes; Berlin 1775
  • Eyn feyner kleyner Almanach Vol schönerr echterr liblicherr Volckslieder …; Berlin Berlin u. Stettin 1777
  • Ein paar Worte betreffend Johann Bunkel und Christoph Martin Wieland; Berlin u. Stettin 1779
  • Noch ein paar Worte betreffend Johann Bunkel und Christoph Martin Wieland; Berlin u. Stettin 1779
  • Beschreibung einer Reise durch Deutschland und die Schweiz im Jahre 1781; 12 Bde., Berlin u. Stettin 1783–1796
  • Beschreibung der königlichen Residenzstädte Berlin und Potsdam; Berlin 1786
  • Geschichte eines dicken Mannes worin drey Heurathen und drey Körbe nebst viel Liebe; Berlin u. Stettin 1794
  • Anhang zu Friedrich Schillers Musen-Almanach für das Jahr 1797; Berlin u. Stettin 1797
  • Leben Justus Mösers; Berlin u. Stettin 1797
  • Leben und Meinungen Sempronius Gundibert's eines deutschen Philosophen; Berlin 1798
  • Vertraute Briefe von Adelheid B. an ihre Freundin Julie S.; Berlin 1799
  • Über den Gebrauch der falschen Haare und Perücken in alten und neuen Zeiten; Berlin u. Stettin 1801
  • Einige Bemerkungen über den Ursprung und die Geschichte der Rosenkreuzer und Freymaurer; Berlin u. Stettin 1806
  • Philosophische Abhandlungen; Berlin u. Stettin 1808
  • Herders Briefwechsel mit Nicolai; hg. v. Otto Hoffmann, Berlin 1887
  • Aus dem Josephinischen Wien. Geblers und Nicolais Briefwechsel 1771–86; hg. v. Richard Maria Werner, Berlin 1888

Non risultano allo stato attuale (aprile 2010) traduzioni in lingua italiana.

PeriodiciModifica

BibliografiaModifica

  • Rainer Falk, Alexander Košenina (Hrsg.): "Friedrich Nicolai & die Berliner Aufklärung". Hannover 2008, ISBN 978-3-86525-081-0
  • Christopher Spehr: Aufklärung und Ökumene. Reunionsversuche zwischen Katholiken und Protestanten im deutschsprachigen Raum des späteren 18. Jahrhunderts. Tübingen 2005, S. 374-410, ISBN 3-16-148576-9
  • Pamela Selwyn: Everyday Life in the German Book Trade. Friedrich Nicolai as Bookseller and Publisher in the Age of Enlightenment 1750–1810. Pennsylvania University Press, 2000.
  • Horst Möller: Aufklärung in Preußen. Der Verleger, Publizist und Geschichtsschreiber Friedrich Nicolai. Berlin 1974.

Voci correlateModifica

(in lingua tedesca)

  • L'editoria nel secolo XVIII [2]
  • La casa di Nicolai a Berlino [3]

Collegamenti esterniModifica

(in lingua tedesca)

(in lingua inglese)

NoteModifica

  1. ^ la voce Illuminati attribuisce però a Nicolai il nome "Lucian"


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J.M. CoetzeeModifica

da: http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=J._M._Coetzee&oldid=356677902 testo pubblicato il 10 maggio 2010

 
J.M. Coetzee

John Maxwell Coetzee (Città del Capo, 9 febbraio 1940) è un romanziere, critico letterario e traduttore sudafricano, premio Nobel per la letteratura nel 2003.

Giovinezza e studiModifica

Coetzee (pronuncia: kʊtˈsiː)[1] [2] è nato il 9 febbraio 1940 a Città del Capo in Sudafrica[3] da genitori di stirpe Afrikaner.[4] Il padre ha lavorato come avvocato, impiegato pubblico e allevatore di pecore; la madre era maestra.[5][6] In casa si parlava inglese, ma con gli altri parenti Coetzee parlava Afrikaans. La famiglia discendeva da coloni olandesi stabilitisi in Sudafrica già nel diciassettesimo secolo .[7] Coetzee ha anche radici polacche, in quanto il bisnonno Baltazar (o Balcer) Dubiel era un immigrato polacco.[8]

Coetzee ha trascorso la maggior parte dell'infanzia a Città del Capo e a Worcester nella Provincia del Capo (oggi Western Cape), come ha raccontato nell'autobiografia romanzata Boyhood: Scenes from Provincial Life (Infanzia. Scene di vita di provincia) (1997). Quando aveva otto anni, la famiglia si trasferì a Worcester dopo che il padre perse l'impiego pubblico per dissensi sull'apartheid.[6] Coetzee ha frequentato la scuola cattolica di Saint Joseph, a Rondebosch nei pressi di Città del Capo [9]; in seguito, egli ha studiato matematica e inglese all'Università di Cape Town, e ha ottenuto i diplomi di Bachelor of Arts con lode in inglese nel 1960 e in matematica nel 1961.[10][11]

Coetzee ha sposato nel 1963 Philippa Jubber, da cui ha divorziato nel 1980. Ha avuto una figlia, Gisela, nata nel 1968, e un figlio, Nicolas, nato nel 1966. Quest'ultimo nel 1989 è morto in un incidente stradale.[6][12][13][14]

Carriera accademica e letterariaModifica

Nel 1962 Coetzee si è trasferito nel Regno Unito, dove è rimasto per tre anni lavorando come programmatore informatico, dapprima all'IBM a Londra, poi a Bracknell, nel Berkshire.[15] Nel 1963 ha ottenuto la laurea all'Università di Città del Capo con una tesi sui romanzi di Ford Madox Ford.[5] Ha raccontato le sue esperienze in Inghilterra nel secondo volume di memorie romanzate, Youth: Scenes from Provincial Life II (2002)

Con il Programma Fulbright nel 1965 è andato all'Università del Texas ad Austin, dove ha ricevuto il dottorato in linguistica nel 1969, con una tesi sull'analisi stilistica computerizzata nelle opere di Samuel Beckett. Frattanto, aveva iniziato ad insegnare letteratura all'Università di Buffalo nello stato di New York. Qui è rimasto fino al 1971 ed ha iniziato il primo romanzo, Dusklands (Terre al crepuscolo).[5]. In quest'anno la sua richiesta di residenza negli Stati Uniti è stata respinta perché aveva preso parte al movimento di protesta contro la guerra del Vietnam: nel mese di marzo del 1970, con altri 45 docenti, aveva occupato un'aula dell'università ed era stato arrestato.[16]

È quindi tornato in Sudafrica come insegnante di letteratura inglese all'università di Città del Capo dove ha compiuto la carriera accademica fino al pensionamento nel 2002. Si è quindi trasferito ad Adelaide, in Australia, divenendo membro onorario del Dipartimento d'inglese all'università[17], dove insegna la sua compagna, Dorothy Driver. Fino al 2003 è stato professore al Committee on Social Thought dell'università di Chicago [18]

Oltre ai romanzi, Coetzee ha pubblicato opere di critica e traduzioni dalla lingua olandese e dall'Afrikaans.[19]

Il 6 marzo 2006 ha ottenuto la cittadinanza australiana.[17]

PersonalitàModifica

Coetzee è molto riservato ed evita la pubblicità al punto tale che non ha ritirato personalmente i due Booker Prize.[20][21] Lo scrittore Rian Alan ha detto:[22]

«Coetzee ha un'incredibile autodisciplina e dedizione al suo lavoro. Non beve, non fuma, non mangia carne. Percorre lunghe distanze in bicicletta per tenersi in forma e ogni mattina passa almeno un'ora alla scrivania. Un collega di lavoro dice di averlo visto ridere solo una volta in dieci anni. Un conoscente ha partecipato a diverse cene in cui Coetzee non ha detto nemmeno una parola.»

Di conseguenza, le copie dei suoi romanzi firmate dall'autore sono molto ricercate.[19] Per questo è stato una figura chiave nella pubblicazione presso la Oak Tree Press delle First Chapter Series, opere di grandi autori in edizione limitata e firmate a scopo benefico, in favore dei bimbi vittime dell'AIDS in Africa.[23]

Negli ultimi anni, Coetzee ha assunto apertamente posizioni critiche contro i maltrattamenti di animali e a favore del movimento per i diritti degli animali.[24] In un discorso tenuto a Sydney per l'associazione australiana Voiceless per i diritti degli animali, il 22 febbraio 2007, si è scagliato contro le tecniche moderne di allevamento degli animali.[25]

Anche nella narrativa Coetzee si è impegnato su questi temi; in particolare nei romanzi Disgrace, The Lives of Animals, (La vita degli animali) e Elizabeth Costello. È vegetariano.[26]

RiconoscimentiModifica

Malgrado la sua nota allergia alle cerimonie di premiazione, Coetzee ha ricevuto molti riconoscimenti.[27] Il romanzo Waiting for the Barbarians (Aspettando i barbari) ha ottenuto il "James Tait Black Memorial Prize" e il "Geoffrey Faber Memorial Prize"[28]; Coetzee ha vinto tre volte il "CNA Prize".[29] Il libro Age of Iron (Età di ferro) ha ricevuto il premio come libro dell'anno del «Sunday Express» nel 2007, e The Master of Petersburg (Il maestro di Pietroburgo) ha ottenuto il premio internazionale per la narrativa di «Irish Times» nel 1995.[30] Ha anche ricevuto il Prix Femina, il Commonwealth Writers' Prize e nel 1987 il Jerusalem Prize for the Freedom of the Individual in Society.[31]

È stato il primo scrittore insignito due volte del Booker Prize: la prima nel 1983 per Life & Times of Michael K (La vita e il tempo di Michael K), la seconda nel 1999 per Disgrace.[32] Solo un altro scrittore ha ricevuto due volte il premio, l'australiano Peter Carey. Coetzee è anche stato finalista al concorso per il premio nel 2009 col romanzo Summertime[33]. Il premio è però stato assegnato a Hilary Mantel.

Il 2 ottobre 2003 è stato annunciato che aveva vinto il Premio Nobel per la letteratura, il quarto africano a riceverlo, il secondo sudafricano dopo Nadine Gordimer.[34] [35]

Nella motivazione del premio,[36] l'Accademia svedese ha dichiarato "I racconti di John Maxwell Coetzee sono caratterizzati da una composizione ben articolata, ricca di dialogo e analiticamente brillante". La sua opera "tra molteplici travestimenti espone la sconcertante complicità dell'alienazione" e "descrive il sorprendente ruolo degli outsider nella storia".[37]

La premiazione si è svolta a Stoccolma il 10 dicembre 2003. Il 27 settembre 2005 Coetzee ha ricevuto dal governo sudafricano l'Ordine di Mapungubwe per "il suo straordinario contributo nel campo letterario e per aver messo il Sudafrica in primo piano sulla scena mondiale".[38] Ha ricevuto lauree honoris causa dalle Università di Adelaide, Austin, Oxford e altre.

Orientamento politicoModifica

Scrivendo della sua vita in terza persona, nel libro Doubling the Point, Coetzee afferma:

«During his student years he, this person, this subject, my subject, steers clear of the right. As a child in Worcester he has seen enough of the Afrikaner right, enough of its rant, to last him a lifetime. In fact, even before Worcester he has perhaps seen more of cruelty and violence than should have been allowed to a child. So as a student he moves on the fringes of the left without being part of the left. Sympathetic to the human concerns of the left, he is alienated, when the crunch comes, by its language – by all political language, in fact.[39]»

(Da studente egli, questa persona, questo soggetto, il mio soggetto, si tiene alla larga dalla destra. Da bambino a Worcester ha conosciuto della destra Afrikaner, delle sue declamazioni, abbastanza da averne per tutta la vita. In realtà, anche prima di Worcester ha visto più crudeltà e violenza di quanto si addica a un bambino. Perciò da studente si muove al margine della sinistra senza farne parte. Condivide l'attenzione della sinistra per i diritti umani, ma viene allontanato, quando si arriva al dunque, dal suo linguaggio - da tutto il linguaggio politico, anzi.)

A proposito di quest'ultima frase, ha detto in un'intervista:

«There is no longer a left worth speaking of, and a language of the left. The language of politics, with its new economistic bent, is even more repellent than it was fifteen years ago.[40]»

(Non c'è più una sinistra degna d'esser menzionata, né un linguaggio della sinistra. Il linguaggio della politica, con la sua recente curvatura economicistica, è anche più repellente di quanto fosse quindici anni fa.)

Il giudizio sul SudafricaModifica

Insieme a André Brink e a Breyten Breytenbach, Coetzee è stato "in prima fila nel movimento anti-apartheid nella letteratura Afrikaner"[41] nel ricevere il Premio Jerusalem nel 1987, Coetzee ha parlato delle limitazioni cui è soggetta l'arte nella società sudafricana, le cui strutture hanno prodotto "relazioni deformate e forzate tra gli esseri umani" e "una vita interiore deformata e forzata". ha continuato dicendo che "la letteratura sudafricana è una letteratura in stato di schiavitù. È una letteratura non completamente umana. È proprio quel genere di letteratura che ci si aspetterebbe fosse scritta da persone in prigione". Ha chiesto al governo sudafricano di rinunciare alla politica dell'apartheid. Lo studioso Isidore Diala afferma che J. M. Coetzee, Nadine Gordimer e André Brink sono "tre dei più eminenti scrittori bianchi del Sudafrica, tutti con un preciso impegno anti-apartheid".[42]

Si è visto il romanzo Disgrace (Vergogna) come un'allegoria della Commissione per la Verità e la Riconciliazione.[43]

Su di essa Coetzee ha affermato: "In uno stato senza una religione ufficiale, la TRC è stata in certo modo anomala: una specie di tribunale basato in larga misura sull'insegnamento cristiano e su un filone di insegnamento cristiano accettato interiormente solo da una piccola parte della popolazione. Soltanto il futuro potrà dire che cosa la TRC è riuscita ad ottenere".[40]

Dopo aver ufficialmente ricevuto la cittadinanza australiana, Coetzee ha detto: "Non ho lasciato il Sudafrica, con cui mantengo forti legami affettivi; piuttosto sono venuto in Australia. Sono venuto perché fin dalla mia prima visita nel 1991 sono stato attratto dallo spirito libero e generoso della popolazione, dalla bellezza del territorio e - quando ho visto per la prima volta Adelaide - dal fascino della città che ora ho l'onore di chiamare casa mia". Quando si era trasferito in Australia, aveva citato il lassismo del governo sudafricano verso la criminalità come un motivo per il trasferimento, entrando in urto con Thabo Mbeki che, parlando del romanzo Disgrace ("Vergogna") dichiarò: "Il Sudafrica non è solo un posto di stupri".[20] Nel 1999 l'African National Congress, durante un'inchiesta sul razzismo nei media da parte della Commissione sudafricana per i diritti umani, indicò Disgrace come un romanzo che sfrutta gli stereotipi razziali.[44]

Tuttavia, quando Coetzee ha vinto il Nobel, il presidente Mbeki si è congratulato con lui "a nome della nazione sudafricana ed anzi del continente africano"[45]

Critica alle leggi antiterrorismoModifica

Nel 2005, Coetzee ha criticato le nuove leggi antiterrorismo dell'Australia in quanto simili a quelle adottate dal regime dell'apartheid in Sudafrica: "Pensavo che gli autori delle leggi sudafricane che di fatto hanno sospeso l'applicazione del diritto fossero moralmente dei barbari. Ora mi rendo conto che erano solo pionieri in anticipo sui tempi".[46] Nel libro del 2007 Diary of a Bad Year ("Diario di un anno difficile"), che è stato descritto come una fusione di "memorie e invenzione, critica accademica e narrazione romanzesca", che non riconosce "il confine che ha tradizionalmente separato la teoria politica dalla narrativa d'invenzione",[47] il protagonista esprime analoghe preoccupazioni sulla politica di John Howard e di George W. Bush.[48]

Bibliografia italianaModifica

  • Terre al crepuscolo, Torino: Einaudi 2003 (tr. Maria Baiocchi) [Dusklands, 1974]
  • Deserto, Roma: Donzelli 1993 (tr. Paola Splendore); Nel cuore del paese, Torino: Einaudi 2007 (tr. Franca Cavagnoli) [In the Heart of the Country, 1976]
  • Aspettando i barbari, Torino: Einaudi 2000 (tr. Maria Baiocchi) [Waiting for the Barbarians, 1980]
  • La vita e il tempo di Michael K., Milano: Rizzoli 1986 (tr. Enzo Giachino); Torino: Einaudi 2000 (tr. Maria Baiocchi) [Life and Time of Michael K, 1983]
  • Foe, Milano: Rizzoli 1987 (tr. Gianni Pilone Colombo); Torino: Einaudi 2000 (tr. Franca Cavagnoli) [Foe, 1986]
  • Età di ferro, Roma: Donzelli 1995 (tr. Carmen Concilio) [Age of Iron, 1990]
  • J. M. Coetzee: le origini ideologiche dell'apartheid: emergere dalla censura, a cura di Angelo Righetti, Verona: Università 1999 (tr. Annalisa Pes), conferenza del 1992.
  • Il maestro di Pietroburgo, Roma: Donzelli 1994 (tr. Maria Baiocchi) [The Master of Petersburg, 1994]
  • La vita degli animali, Milano: Adelphi 2000 (tr. Franca Cavagnoli e Giacomo Arduni) [The Lives of Animals, 1999]
  • Pornografia e censura, Roma: Donzelli 1996 (tr. Maria Baiocchi) [Giving Offense (traduzione parziale), 1996]
  • Infanzia. Scene di vita di provincia, Torino: Einaudi 2001 (tr. Franca Cavagnoli) [Boyhood, 1997]
  • Vergogna, Torino: Einaudi 2000 (tr. Gaspare Bona) [Disgrace, 1999]
  • Spiagge straniere, Torino: Einaudi 2006 (tr. Paola Splendore) [Foreign Shores. Essays 1993-1999, 1999]
  • Gioventù. Scene di vita di provincia, Torino: Einaudi 2002 (tr. Franca Cavagnoli) [Youth, 2002]
  • Elizabeth Costello, Torino: Einaudi 2004 (tr. Maria Baiocchi) [Elizabeth Costello, 2003]
  • Slow Man, Torino: Einaudi 2006 (tr. Maria Baiocchi) [Slow Man, 2005]
  • Lavori di scavo, Torino: Einaudi 2010 (a cura di Paola Splendore, tr. Maria Baiocchi) [Inner Workings. Essays 2000-2005, 2006]
  • Diario di un anno difficile, Torino: Einaudi 2008 (tr. Maria Baiocchi) [Diary of a Bad Year, 2007]
  • Summertime, Torino: Einaudi (in corso di stampa) [Summertime, 2009]


Film e riduzioni televisiveModifica

ReferencesModifica

  1. ^ Catherine Sangster, How to Say: JM Coetzee and other Booker authors, BBC News, 14 settembre 2009. URL consultato il 1º ottobre 2009.
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  3. ^ Derek Attridge, J. M. Coetzee and the Ethics of Reading: Literature in the Event, Chicago, University of Chicago Press, 2004, p. 94, ISBN 978-0-226-03117-0.
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Chiamalo sonno dalla voce in inglese 2 marzo 2015

Chiamalo sonno è un romanzo di Henry Roth pubblicato nel 1934. Narra le esperienze di un bambino che cresce nel ghetto ebraico di New York (Lower East Side) all'inizio del ventesimo secolo.

Il libro fu accolto con favore dalla critica, ma si vendette poco e non fu ristampato per quasi trent'anni. Fu riportato in luce da una recensione del critico letterario Irving Howe sulla prima pagina di The New York Times Book Review il 25 ottobre 1964. Riedito da Avon in paperback vendette più di un milione di copie. Il romanzo nel 2005 fu incluso dalla rivista TIME nella lista dei cento migliori romanzi in lingua inglese scritti dal 1923 (anno in cui uscì il primo numero della rivista). Trama

Chiamalo sonno è la storia di una famiglia di ebrei galiziani immigrata a New York all'inizio del ventesimo secolo. Il protagonista, David Schearl, di sei anni, ha un rapporto affettuoso con la madre Genya, mentre il padre Albert è freddo, pieno di risentimento verso la moglie e il figlio. David cresce fra la paura della potenziale violenza del padre e la vita squallida nelle strade del sobborgo. Quando la famiglia ha iniziato ad ambientarsi, viene dalla Galizia austriaca (oggi Ucraina occidentale) la sorella di Genya, Bertha, che si stabilisce da loro. Il suo carattere aspro e disinibito offende Albert, e la sua presenza in casa rinnova e aggrava la tensione nelle relazioni familiari.

Ascoltando Genya e Bertha chiacchierare, David intuisce che sua madre forse ha avuto una relazione amorosa con un non ebreo in Galizia prima di sposare Albert, ed immagina la cornice romantica dei "campi di grano" per gli incontri segreti della coppia.

Bertha lascia casa Schearl quando sposa Nathan; insieme aprono un negozio di dolciumi e vivono con le due figlie di Nathan, Polly e Esther.

David, quando inizia l'istruzione religiosa presso il rabbino Reb Yidel, si mette in luce ben presto come un eccezionale studente della lingua ebraica. Egli è affascinato dalla storia del cap. 6 del libro di Isaia, che viene tradotta dal rabbino per uno studente più grande. In particolare, lo colpisce l'immagine di un angelo che passa un carbone ardente sulle labbra di Isaia e così lo purifica dal peccato.

Durante le vacanze per Pesach, David incontra dei bambini più grandi, che non vanno a scuola, che lo costringono ad accompagnarli e a far cadere un pezzo di zinco sul binario elettrificato di un filobus. La scarica elettrica che ne deriva viene collegata nella mente di David al potere di Dio e al carbone di Isaia.

Intanto, Albert ha trovato lavoro come fattorino che consegna il latte: David, che lo accompagna, un giorno vede Albert frustare brutalmente (forse a morte) un uomo che ha tentato di rubare qualche bottiglia di latte.

David incontra un ragazzo più grande, Leo, cattolico, che sfrutta l'amicizia e l'ammirazione di David: gli offre un rosario — che agli occhi di David ha poteri speciali di protezione — in cambio della possibilità di incontrare le quasi cugine di David, Polly e Esther. Leo porta Esther nella cantina del negozio di dolci e la violenta.

David, turbato e agitato, va da Reb Yidel e inventa che Genya è in realtà sua zia, sua madre è morta e lui è nato dalla sua relazione con l'uomo non ebreo. Nel frattempo, Polly racconta a Bertha e Nathan ciò che è accaduto a Esther. Mentre il rabbino va a casa Schearl per informare Genya e Albert di quello che David gli ha detto, Bertha prega Nathan di non parlare ad Albert del ruolo di David nelle azioni di Leo. Pur temendo la furia di Albert, Nathan va ugualmente. David arriva in casa dopo che il rabbino ha parlato ai suoi genitori. Albert comincia a rivelare i suoi sospetti sulla nascita di David; dice a Genya che il loro matrimonio è un disastro, combinato per coprire un peccato di lei (la relazione, rimasta segreta) con un altro di lui, che ha lasciato che suo padre, un violento, fosse incornato da un toro.

Malgrado i dinieghi di Genya, Albert riafferma la sua versione della storia e dichiara che David non è suo figlio ma il frutto della relazione di Genya. A questo punto arrivano Nathan e Bertha. Nathan di fronte al furore freddo di Albert esita, ma David si fa avanti per confessare ai suoi genitori ciò che ha fatto. Dà al padre la frusta con cui aveva colpito il ladro di latte. Al culmine del furore, Albert scopre il rosario, e vede in esso la prova dei suoi sospetti. Si lancia su David con la frusta come per ucciderlo. Mentre gli altri trattengono Albert, David fugge e ritorna alla rotaia elettrificata. Questa volta, tocca la terza rotaia con un lungo attrezzo per il latte, ed è colpito da un'enorme scarica elettrica. Privo di sensi, è scoperto dai clienti di un'osteria vicina, rianimato dal medico di un'ambulanza, e riportato a casa da un poliziotto. Quando i genitori sono informati dell'accaduto, Albert per la prima volta mostra rimorso e compassione per il figlio. Mentre la madre lo prende in braccio, David sperimenta una sensazione "che avrebbe potuto chiamare sonno".