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Generali tedeschi comandanti d'armata nell'agosto 1914Modifica

Fronte occidentaleModifica

Fronte orientaleModifica

Generali austro-ungarici comandanti d'armata il 18 agosto 1914Modifica

Fronte orientaleModifica

Fronte balcanicoModifica

Generali francesi comandanti d'armata l'8 agosto 1914Modifica

Generali britannici comandanti d'armata nell'agosto 1914Modifica

Generali russi comandanti d'armata il 15 agosto 1914Modifica

Fronte orientaleModifica

Costa del Mar NeroModifica

Costa del Mar BalticoModifica

Generali serbi comandanti d'armata nell'agosto 1914Modifica

LanzichenecchiModifica

Battaglia di Caen
parte della battaglia di Normandia
della seconda guerra mondiale
Data7 giugno - 20 luglio 1944
Luogoregione di Caen, Normandia, Francia
EsitoIndeciso
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
640.000 soldati britannici e canadesi HASTINGS 253 e 1.500 carri armati300.000 soldati e 645 carri armati
Perdite
34.700 morti, feriti e dispersi
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Con la denominazione di battaglia di Caen si designano nella storiografia della seconda guerra mondiale i duri combattimemti svoltesi durante la battaglia di Normandia tra le forze anglo-canadesi del generale Bernard Montgomery e le truppe tedesche della Wehrmacht comandate prima del feldmaresciallo Erwin Rommel e poi dal feldmaresciallo Günther von Kluge. La battaglia ebbe inizio il 7 giugno 1944, il giorno successivo allo sbarco alleato in Normandia e continuò con brevi pause fino alla fine del mese di luglio quando formalmente ebbe termine con la completa conquista di Caen da parte delle forze canadesi. In realtà i combattimenti nel settore continuarono accaniti a sud di Caen in direzione di Falaise fino alla definitiva sconfitta tedesca in Normandia provocata dal riuscito sfondamento americano di Avranches nel settore occidentale della testa di ponte.

La battaglia di Caen fu caratterizzata soprattutto da ripetuti e violenti scontri tra mezzi corazzati e vide una breve fase iniziale di contrattacchi delle Panzer-Division tedesche che, pur raggiungendo qualche successo, non riuscirono a ributtare in mare le forze britanniche sbarcate, e da una seconda fase costellata da una serie di grandi operazioni offensive anglo-canadesi organizzate allo scopo di guadagnare terreno e possibilmente sfondare il fronte tedesco. Queste costose e impegnative operazioni, sferrate con il concorso di potenti mezzi meccanizzati e aerei, furono regolamente fermate dalle formazioni corazzate tedesche e costarono gravi perdite ad entrambe le parti.

Dal punto divista tattico le deludenti offensive del generale Montgomery non raggiunsero i risultati previsti contro le agguerrite Panzer-Division della Wehrmacht e delle Waffen-SS ed esposero il generale ad aspre critiche sul suo operato, ma dal punto di vista strategico riuscirono ad attirare la maggior parte delle forze pesanti tedesche nel settore britannico favorendo i successi americani nel Cotentin e nella successiva operazione Cobra.

La città di Caen, obiettivo territoriale principale della battaglia, venne completamente distrutta nel corso della battaglia dai bombardieri e dall'artiglieria alleata.

Contrattacchi tedeschi del 7 e 8 giugnoModifica

Il colonnello Kurt Meyer, l'esperto e aggressivo comandante del reggimento panzergrenadier di testa della 12. SS Panzer-Division "Hitlerjugend", si era incontrato nelle prime ore del mattino del 7 giugno con i generali Feuchtinger e Richter per valutare la situazione, nonostante la confusione, le difficoltà di movimento e la superiorità aerea alleata egli si mostrò molto ottimista e affermò che "li ributteremo in mare in mattinata"[1]. In realtà le forze tedesche non riuscirono a concentrarsi rapidamente a causa degli attacchi aerei, la Panzer-Division-Lehr era molto in ritardo e mancava il carburante; il generale Fritz Witt, comandante della "Hitler jugend" ricevette dal comando del I Panzer-Korps SS l'ordine di attaccare alle ore 16.00 a sinistra della linea ferroviaria Caen-Luc-sur-Mer in collegamento con la 21. Panzer-Division[2]. L'ordine stabiliva che "la divisione attaccherà il nemico sbarcato...e lo ricaccerà in mare"[3].

Al primo mattino del 7 agosto i panzergranatieri della 12. SS "Hitlerjugend" raggiunsero la periferia occidentale di Caen; la città era in fiamme dopo una serie di violenti bombardamenti aerei alleati. Il colonnello Meyer si recò nel convendo di Ardenne per controllare direttamente la situazione e da una delle torri della costruzione potè vedere la costa, dove erano in pieno svolgimento le operazioni di sbarco, e la pianura a nord di Caen dove furono individuate colonne di carri armati britannici che si stavano avvicinando alla linee di combattimento dei suoi soldati. I mezzi corazzati nemici erano già nel villaggio di Buron e stavano avanzando lungo la strada Caen-Bayeux con l'obiettivo di conquistare l'importante aereoporto di Carpiquet, che era già stato evacuato precipitosamente da un reparto di avieri della Luftwaffe. La colonna nemica sembrava ignara della presenza delle truppe tedesche e marciava senza proteggere i fianchi[4].

NoteModifica

  1. ^ A.Beevor, D-Day, p. 188.
  2. ^ G.Bernage, Les Panzers dans la bataille de Normandie, p. 36.
  3. ^ P.Carell, Arrivano!, p. 155.
  4. ^ P.Carell, Arrivano!, p. 155-156.
Offensiva sovietica contro la Polonia
parte della guerra sovietico-polacca
La Prima armata a cavallo sovietica, si riconoscono da destra, Vorošilov, Ordžonikidze e Budënnyj
Data27 maggio 1920 - 12 agosto 1920
LuogoUcraina, Bielorussia, Lituania e Polonia
Esitovittoria sovietica non decisiva
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
150.000 uomini200.000 uomini
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L'offensiva sovietica contro la Polonia fu una fase della guerra sovietico-polacca caratterizzata dalla massiccia e inizialmente vittoriosa avanzata dell'Armata Rossa verso il cuore della Polonia per sconfiggere in modo decisivo il nemico e favorire una diffusione della rivoluzione socialista in Europa.

L'offensiva, sferrata in risposta all'invasione polacca dell'Ucraina e della Lituania, ebbe inizio il 27 maggio sul fronte meridionale e il 4 luglio sul fronte nord-occidentale; mentre a sud le forze sovietiche, guidate dalla famosa Armata a cavallo, liberarono l'Ucraina e avanzarono verso Lvov, a nord l'audace offensiva guidata dal generale Tuchacevksij penetrò, attraverso Minsk, Vilnius, Grodno e Lomza, fino alle porte di Varsavia e sembrò mettere in pericolo l'esistenza stessa della Polonia.

Tuttavia, la forte resistenza polacca, la mancata insurrezione filo-bolscevica delle masse popolari e gli accesi contrasti politico- militari tra Stalin, commissario politico del fronte meridionale, Lenin e Trockij, commissario alla Guerra e principale fautore dell'offensiva su Varsavia del generale Tuchacevksij, fecere fallire il piano sovietico e nella successiva battaglia di Varsavia, i polacchi sconfissero il nemico e riconquistarono una parte del terreno perduto.


Dieci colpi di maglio
parte della seconda guerra mondiale
Colonne di carri armati T-34 superano i relitti della sconfitta tedesca.
Data1º gennaio - 31 dicembre 1944
Luogofronte orientale (seconda guerra mondiale)
EsitoVittoria sovietica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
2.500.000 uomini (oltre a 700.000 soldati rumeni, ungheresi, finlandesi)
7.000 pezzi d'artiglieria
4.700 mezzi corazzati (carri armati e cannoni d'assalto)
3000 aerei
6.500.000 uomini
8.000 carri armati e cannoni semoventi (senza le riserve)
114.000 pezzi d'artiglieria
13.400 aerei
Perdite
2.500.000 morti, feriti e prigionieri e oltre 6.400 mezzi corazzati4.200.000 tra morti, feriti e dispersi, circa 16.900 mezzi corazzati
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Con la locuzione Dieci colpi di maglio (o anche "i dieci colpi di Stalin", "le dieci vittorie" o semplicemente "i dieci colpi") si designa nella storiografia sovietica (ed in parte anche in quella occidentale) la serie di grandi offensive sferrate dall'Armata Rossa nel corso dell'anno 1944 durante la seconda guerra mondiale, che inflissero gravi sconfitte alla Wehrmacht tedesca e permisero di liberare la gran parte dei territori sovietici ancora occupati e di penetrare nel cuore dell'Europa orientale, in preparazione dell'attacco finale al Terzo Reich.

L'espressione venne coniata personalmente da Stalin, a posteriori il 7 novembre 1944, e quindi dopo lo svolgimento delle offensive vittoriose, e venne sfruttata propagandisticamente per sottolineare la grande potenza dell'Armata Rossa e la ineluttabile sconfitta della Germania.