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Lascio wikipedia. E' un progetto bellissimo - forse utopico - che, come spesso succede, è rovinato in modo probabilmente irreparabile da chi lo fa. Proprio per questo me ne vado.

Non perché non mi riconosca più nel progetto, ma perché non mi riconosco affatto in come è portato avanti. Non so se la situazione è ultimamente degenerata al punto da risultarmi non più sopportabile o se semplicemente si sono abbassati i miei livelli di tolleranza. Però non ce la faccio più a lavorare ad un progetto in cui qualunque cazzata scritta da un anonimo diventa quasi intoccabile e in cui invece si fa di tutto per allontanare le persone intelligenti. Non ce la faccio più a lavorare in un progetto il cui scopo iniziale (scrivere un'enciclopedia) è diventato ormai secondario rispetto alla "comunità" che lo scrive e in cui di conseguenza i vandali sono trattati in modo incomparabilmente migliore rispetto ai contributori abituali che magari hanno l'unico neo di avere la lingua appuntita. Non solo; si discrimina anche tra "lingua" e "lingua": un admin crea un sockpuppet con il solo scopo di insultare un utente, poi nelle vesti di admin blocca il suo SP per insulti e, una volta scoperto, si dimette, si fa pochi giorni di blocco e torna come se nulla fosse. Un altro utente per offese molto meno gravi (ammesso che siano tali perché a me e ad altri non sembrate offese) viene bloccato d'imperio per un mese. E questo solo per fare due esempi recenti.

No, non è questo il posto in cui impiegare il mio tempo. A wikipedia ne ho dedicato molto negli ultimi due anni e mezzo. A volte divertendomi, a volte spinto da una sorta di dovere morale verso il progetto. Ho conosciuto persone che stimo per la loro intelligenza e per le loro doti umane. Mi sono trovato a confrontarmi (in modo anche duro) con alcuni e poi a ritrovarmeli a fianco in altre situazioni. Ne ho conosciuto poi anche altre che tireranno un sospiro di sollievo nel leggere le prime due parole di questo messaggio.

Il mio contributo a wikipedia finisce qui. senza rimpianti, senza recriminazioni, ma anche senza tristezze --TierrayLibertad 18:51, 18 feb 2007 (CET)




Per iniziare...

Citius, altius e fortius era un motto giocoso di per sé, era un motto appunto per le Olimpiadi che erano certo competitive, ma erano in qualche modo un gioco. Oggi queste tre parole potrebbero essere assunte bene come quinta essenza della nostra civiltà e della competizione della nostra civiltà: sforzatevi di essere più veloci, di arrivare più in alto e di essere più forti. Questo è un po' il messaggio cardine che ci viene dato. Io vi propongo il contrario, io vi propongo il lentius, profundius e soavius, cioè di capovolgere ognuno di quei termini: più lenti invece che più veloci, più in profondità invece che più in alto e più dolcemente o più soavemente invece che più forte, con più energia, con più muscoli, insomma più roboanti. Con questo motto non si vince nessuna battaglia frontale, però forse si ha il fiato più lungo.

Alexander Langer, Dall'intervento (non rivisto dall'Autore) al Convegno giovanile di Assisi, Natale 1994
La Bandiera della Pace
it-N Questo utente può contribuire con un livello madrelingua in italiano.
es-2 Este usuario tiene un conocimiento intermedio del español.
fr-1 Cet utilisateur dispose de connaissances de base en français.
Ejército Zapatista de Liberación Nacional, Flag.svg Questo utente è un convinto zapatista .
Questo utente ha un cuore nerazzurro (e al cuore non si comanda)
Libri books.jpg Questo utente è un lettore incallito
Roasted coffee beans.jpg Questo utente è un consumatore in quantità industriale di caffè (equo, solidale e zapatista)
Answer to Life.png Questo utente possiede la risposta alla domanda definitiva sulla vita, l'universo e tutto quanto.
K-0 Questo utente odia chi usa la "k" al posto di "ch" o "c" o "q".
Lavori in corso
Le buone intenzioni

Per ora un elenco di buone intenzioni (la maggior parte venutemi in mente sfogliando wikipedia)

Sulle cancellazioni
  • cancellare le voci non è una missione.
  • salvare le voci non è una missione - Nel tempo che si impiega a salvarne una (riscrittura, ricerca/verifica di informazioni, ecc.) spesso si potrebbe scrivere tranquillamente una voce più ampia (e più precisa) su un argomento meglio conosciuto da chi effettua il salvataggio.
  • Il numero delle voci è importante, ma lo è molto di più la qualità.
  • "su xx.wiki ce l'hanno" non è un buon motivo per non cancellare
  • "mancano voci ben più importanti" non è un buon motivo per cancellare
  • "abbiamo anche la Lecciso perché non questo?" non è un buon motivo per non cancellare
  • La voce si vota per come è non per come potrebbe essere.
  • L'enciclopedicità deve emergere dalla voce (corollario del punto precedente)
  • Un'enciclopedia non è un archivio in cui conservare informazioni che potrebbero andare perse ma una sede in collocare informazioni che vale la pena conservare. Un buon criterio di valutazione dell'enciclopedicità di una voce è chiedersi: "fra 200 anni potrà essere una voce interessante?"
Le mani su... (non aggiornato)

Nuove voci

Cinema:

Letteratura:

Musica:

Altro:

Voci non iniziate ma di cui mi sento abbastanza responsabile

Modifiche o aggiunte consistenti

Lavoro sporco

Template utili

Template Cinema

  • {{Cinema}}
  • {{Cinema/orizzontale}}
  • {{Imdb}}

Template cancellazioni

  • {{Avvisocancellautente|Titolo_pagina}}
  • {{Da cancellare}}
  • {{richiesta cancellazione|Titolo_pagina}}
  • {{Wikipedia:Pagine da cancellare/Titolo_pagina}}
  • {{CE|totale votanti|voti positivi|voti negativi}} (cancellare)
  • {{CR|totale votanti|voti positivi|voti negativi}} (non cancellare)
  • {{CQ}} (quorum non superato)
... Per finire

Troppa è la corruzione, la falsità, il trionfo dell'apparenza e della volgarità. Troppo accreditati i finti rinnovamenti, moralismi abusivi, demagogia e semplicismo. Troppo evidente la carica di eversione e deviazione che caratterizza mansioni che dovevano essere di estrema responsabilità. Troppo tracotanti si riaffacciano durezza sociale, logica del più forte, competizione selvaggia. Davvero non si sa dove ritrovare le risorse spirituali per cimentarsi su un terreno sempre più impervio. Non sarà magari più saggio abbandonare un campo totalmente intossicato da non poter sperare in alcuna bonifica, e coltivare - semmai - altrove nuovi appezzamenti, per modesti che siano?

(Alex Langer, A proposito di Giona, relazione tenuta il 5 aprile 1991 e poi riscritta e dedicata a don Tonino Bello nel maggio 1995)


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