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Val di Fleres
Pflerschtal
Pflerschtal.JPG
La vallata da ovest (dalla Parete Bianca)
StatiItalia Italia
RegioniTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
ProvinceBolzano Bolzano
Località principaliBrennero
Fiumerio Fleres
Altitudinemedia di 1.245 m s.l.m.
Sito web

Coordinate: 46°57′51″N 11°20′52″E / 46.964167°N 11.347778°E46.964167; 11.347778

La val di Fleres (Pflerschtal in tedesco) è una piccola valle dell'Alto Adige, che parte da Colle Isarco, fino ad arrivare alla cima di Montarso (Östlicher Feuerstein) nelle Alpi Breonie.

Geografia fisicaModifica

 
Panoramica della val di Fleres

La valle è lunga all'incirca 16 chilometri, come l'omonimo rio Fleres, che dopo appunto 16 chilometri sfocia nel fiume Isarco. La valle con le sue frazioni e i suoi casali sparsi appartiene (dal 1928) al comune di Brennero e si trova ad un'altezza media di 1.245 m s.l.m.

StoriaModifica

Nel passato veniva chiamata anche Silbertal ("valle dell'argento") a causa delle miniere ivi presenti fin dal Medioevo.[1] Le miniere d'argento e di piombo di Fleres rimasero attive fino al 1818.[2][3] Attualmente la valle è considerata uno dei luoghi più incontaminati dell'Alto Adige.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SportModifica

InvernaleModifica

Nel periodo invernale si hanno a disposizione 15 chilometri di piste da sci, servite da due seggiovie quadriposto con ammorsamento automatico (Ladurns) e uno skilift in località San Antonio (St. Anton). E, ancora, vi sono due piste da fondo e una pista per lo slittino.

EstivoModifica

  • l'alta via di Fleres (Großer Pflerscher Höhenweg)
  • il sentiero Dolomieuweg: da Ladurns a Valminga (Valming) e monte Cavallo (Rosskopf)

LadurnsModifica

Zona sciistica d'inverno, ma molto apprezzata anche d'estate, in quanto offre la possibilità di molteplici punti di partenza per escursioni, ma anche semplici passeggiate. La malga Ladurns è raggiungibile a piedi in circa 2 ore (sentiero 35/A) o tramite la seggiovia, in 7 minuti.

Rifugio EdelweissModifica

Dalla malga Ladurns è possibile raggiungere la malga Edelweiss, riconoscibile in quanto ha appresso un crocefisso, ed un laghetto, dove si pescano anche le trote. Da qui l'escursionista si trova di fronte il gruppo del Tribulaun, che nonostante raggiunga solo 3.100 metri, si erge imponente rispetto agli altri massicci montuosi.

NoteModifica

  1. ^ Harald Kofler, Die Anfänge der Erzbergbaus und die Entstehung des Berggerichts, in «Der Schlern», 78, 2004, pp. 34-39.
  2. ^ Kompass Lexikon sulla carta nr. 44, Vipiteno. 1997, ISBN 3-87051-050-1
  3. ^ Louis van Houten, Die Erzlagerstätten des Pflerschtales in Südtirol, in «Jahrbuch der Geologischen Bundesanstalt Wien», 1930, pp. 339-349.

BibliografiaModifica

  • (DE) Engelbert Auckenthaler, Geschichte der Höfe und Familien des obersten Eisacktals (Brenner, Gossensaß, Pflersch); mit besonderer Berücksichtigung des 16. Jahrhunderts (Schlern-Schriften, 96), Innsbruck, Wagner, 1953)
  • (DE) Nikolaus Schmitz, Die Blei-Zinkerzlagerstätten des Pflerschtals bei Gossensass in Südtirol/Italien: zur genetischen Kennzeichnung eines ostalpinen Erzvorkommens, Aachen, Università degli Studi, 1971.
  • (DE) Harald Kofler, Heimatbuch Gossensaß und Pflersch mit den Weilern Giggelberg und Pontigl, 2 voll., Bolzano, Athesia, 2004-05.

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