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Valerano III di Limburgo

Valerano III
Waleran III of Limburg.png
Duca di Limburgo
In carica 1221 - 1226
Predecessore Enrico III
Successore Enrico IV
conte consorte di Lussemburgo[1]
In carica 1214 –
1226
Nome completo Valerano di Limburgo
Altri titoli Conte di Arlon e Signore di Monjoie
Nascita 1168 circa
Morte Cremona, 2 luglio 1226
Luogo di sepoltura Abbazia di Rolduc a Kerkrade (Limburgo)
Dinastia casato delle Ardenne
Padre Enrico III
Madre Sofia di Saarbrücken
Coniugi Cunegonda di Lorena
Ermesinda di Lussemburgo
Figli Sofia
Matilde
Enrico e
Valerano, di primo letto

Caterina
Enrico e
Gerardo, di secondo letto
Religione cattolico
Monumento funebre

Valerano di Limburgo (1168 circa – Cremona, 2 luglio 1226) fu conte consorte di Lussemburgo, dal 1214 e Duca di Limburgo e Conte di Arlon dal 1221 alla sua morte.

OrigineModifica

Valerano, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlio del Duca di Limburgo e Conte di Arlon, Enrico III[2] e della moglie (come ci viene confermato dal documento n° LXVII della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis., datato 1178[3]), Sofia di Saarbrücken[4], figlia del conte di Saarbrücken, Simone I[5] e della moglie Mechilde.
Enrico III di Limburgo, secondo la Histoire du Limbourg, vol III. era figlio del Duca di Limburgo e Conte di Arlon, Enrico II e della prima moglie, Matilde di Saffenberg[6], figlia del conte Adolfo di Saffenberg[7], la quale aveva portato in dote i territori di Rode, che da quel giorno furono detti: Rode le Duc, da cui Rolduc[8].

BiografiaModifica

Valerano viene citato nel documento n° LXVII della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis. del 1178, assieme al padre, Enrico III, alla madre, Sofia ed al fratello, Enrico[3].

Nel 1189, secondo la Histoire du Limbourg: vol III. Codex diplomatiche Dalemensis, Valerano prese la Croce al seguito dell'imperatore Federico Barbarossa, col fratello, Enrico ed il padre Enrico III di Limburgo, che, ben presto fece ritorno in patria[9]; la presenza alla terza crociata al seguito del Barbarossa, di Valerano, figlio del duca di Limburgo, assieme ai fratelli, viene confermata, nel 1188, anche dai Trophées tant sacrés que profanes du duché de Brabant[10].
Valerano fu al seguito del re d'Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone, alla conquista di San Giovanni d'Acri, nel luglio del 1191, alla vittoriosa battaglia di Arsuf, in settembre, sino a Gerusalemme, dove non fu posto l'assedio[11].
Nel 1192, Valerano, dopo essersi distinto alla riconquista di Giaffa, e, dopo che Riccardo Cuor di Leone aveva stipulato una tregua di circa tre anni col Saladino, fece ritorno in patria[12].

Secondo il documento n° LXXI della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis. del 1196, assieme al padre, Enrico III (Henricus de Lemborc), ed ai fratelli (Henrici, Waleranni, Frederici et Gerardi), Valerano assistette alla fondazione di una abbazia (Vallis Sancti Lamberti)[13].

Suo padre, Enrico III fu sostenitore di Ottone IV di Brunswick, che il 9 giugno 1198 era stato eletto a Colonia re di Germania (Rex Romanorum) dai principi guelfi del basso Reno[14]; l'incoronazione ebbe luogo ad Aquisgrana il 12 luglio e fu celebrata da Adolfo, arcivescovo di Colonia[14], in contrapposizione a Filippo di Svevia, incoronato a Magonza, l'8 settembre[14]. Secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium Valerano ed il padre, Enrico III, furono presenti all'incoronazione di Ottone[15].

In quel periodo Valerano divenne e Signore di Monjoie)[16].

Dopo essere rimasto vedovo della prima moglie, nel 1213 circa, Valerano, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, nella primavera del 1214, sposò, in seconde nozze, la contessa di Lussemburgo, Ermesinda[17], anche lei al secondo matrimonio (era vedova da pochi mesi del conte di Bar, Tebaldo I) come ci viene confermato sempre dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[18], divenendo così conte consorte di Lussemburgo; infatti nel documento n° CXI della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis. del 1218, Valerano viene citato come conte di Lussemburgo (Waleranum comitem Luceburgensem)[19].

Assieme a suo padre, Enrico III fu a fianco di Ottone IV, partecipò alla campagna contro il regno di Francia, ma, nei pressi di Bruxelles, vennero sconfitti, nel 1214, nella battaglia di Bouvines, vicino a Lilla[20][21].

Dopo essere divenuto conte consorte di Lussemburgo, secondo John Allyne Gade, nel suo Luxembourg in the Middle Ages (non consultato), Valerano per due volte, nel 1214 e nel 1223, si scontrò coi marchesi di Namur, in quanto la moglie aveva pretese dinastiche su quel marchesato[16]. Senza aver ottenuto la vittoria fu costretto a firmare la pace di Dinant, nel febbraio del 1223.

Suo padre, Enrico III morì nel 1221, e come ci ricorda la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium fu sepolto nell'Abbazia di Rolduc a Kerkrade, in Limburgo e gli succedette il figlio Valerano[2].

Sempre John Allyne Gade, nel suo Luxembourg in the Middle Ages (non consultato), Valerano aderì alla sesta crociata indetta, nel 1224, da papa Onorio III e, nel 1225, raggiunse, l'imperatore, Federico II di Svevia, nel regno di Sicilia, e dato che la partenza per la crociata venne rimandata, Valerano decise di rientrare nel suo ducato, ma, durante il viaggio di ritorno morì a Cremona[16]. Secondo il Chronicon Lamberti Parvi, a Reinerio Monacho Continuatum, 1225, Veterum Scriptorum, Tome V (non consultato), Valerano morì nel 1225[16], mentre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium valerano (Walerannus de Ardenna dux) morì, nel 1226, cinque anni dopo il padre (Henricus de Lemborg), e fu tumulato nell'Abbazia di Rolduc a Kerkrade[22].

Matrimoni e discendenzaModifica

Valerano, in prime nozze, come ci viene confermato dal documento n° CLII della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis. aveva sposato Cunegonda di Lorena[23], figlia del Duca di Lorena, Federico I (secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlio del Duca di Lorena, Mattia I e della moglie Giuditta detta anche Berta[24], nipote del re di Germania, Corrado III di Svevia) e della moglie (come viene confermato dal Chronicon Polono-Silesiacum[25]), Wierchosława Ludmilla, figlia di Mieszko III di Polonia, come viene confermato dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[26].
Valerano da Cunegonda ebbe quattro figli[16][27]:

  • Sofia (ca. 1190 – 1226/27), sposata con Federico di Isenberg, come ci viene confermato dal documento n° CLXII della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis. in cui il figlio di Sofia (Teodorico) si definisce figlio della sorella del duca Enrico IV[28]
  • Matilde (ca. 1192 – dopo il 1234), sposata con Guglielmo III di Jülich, madre di Guglielmo IV, Conte di Jülich, come da documento n° 139 del Niederrheins Urkundenbuch, Band II, del 1226[29]
  • Enrico[23] (ca. 1195 – 1247), Duca di Limburgo
  • Valerano[23] (ca. 1200 – 1242), che sposò Elisabetta di Bar, figlia di Ermesinda di Lussemburgo e del suo primo marito, Tebaldo I, conte di Bar[17].

Valerano, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, nella primavera del 1214, aveva sposato, in seconde nozze, la contessa di Lussemburgo, Ermesinda[17], che secondo il Gisleberti Chronicon Hanoniense era figlia del conte di Lussemburgo, Enrico IV, detto il Cieco e Agnese di Gheldria, sorella di Ottone I, Conte di Gheldria[30].
Valerano da Ermesinda ebbe tre figli[16][27]:

NoteModifica

  1. ^ assieme alla moglie Ermesinda di Lussemburgo
  2. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1226, pag. 918
  3. ^ a b (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. LXVII, pagg. 156 e 157
  4. ^ (FR) Histoire du Limbourg, vol III: Codex diplomatiche Dalemensis, pag. 363
  5. ^ (FR) Histoire du Limbourg, vol III: Codex diplomatiche Dalemensispag, pag. 358
  6. ^ (FR) Histoire du Limbourg, vol III: pag. 153
  7. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VII: Annales Rodensis, pag. 35
  8. ^ (FR) Histoire du Limbourg, vol III: pag. 142
  9. ^ (FR) Histoire du Limbourg: vol III. Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 170
  10. ^ (LA) Trophées tant sacrés que profanes du duché de Brabant, pag. 146
  11. ^ (FR) Histoire du Limbourg: vol III. Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 171
  12. ^ (FR) Histoire du Limbourg: vol III. Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 172
  13. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. LXXI, pagg. 164 e 165
  14. ^ a b c Austin Lane Poole, Filippo di Svevia e Ottone IV, cap. II, vol. V, pag. 59
  15. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1198, pag. 875
  16. ^ a b c d e f (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : LIMBURG - WALERAN van Limburg
  17. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1214, pag. 899
  18. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1193, pag. 870
  19. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CXI, pag. 192
  20. ^ Austin Lane Poole, Filippo di Svevia e Ottone IV, cap. II, vol. V, pag. 92
  21. ^ (FR) Histoire du Limbourg, vol III: pagg. 330-340
  22. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1226, pag. 918 e nota 25
  23. ^ a b c (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CLII, pagg. 218 e 219
  24. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1199, pag. 871
  25. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XIX: Chronicon Polono-Silesiacum, anno 1173, pag. 562
  26. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1145, pag. 838 e nota 55
  27. ^ a b (EN) #ES Genealogy : luxemburg 8 - Walram IV
  28. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CLXII, pag. 235
  29. ^ (LA) Niederrheins Urkundenbuch, Band II: documento n° 139, pag. 75
  30. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1186, pag. 550
  31. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CLXXXV, pag. 242
  32. ^ a b (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CXXV, pagg. 200 e 201

BibliografiaModifica

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