Valeriano Castiglione

scrittore italiano

Valeriano Castiglione (Milano, 3 gennaio 1593Milano, 1663) è stato un religioso e scrittore italiano.

Valeriano Castiglione

BiografiaModifica

Nato a Milano nel 1593, entrò nell'Ordine benedettino nel 1610.[1] Emigrato nel Ducato di Savoia sotto la protezione di Carlo Emanuele I (forse a seguito di minacce ricevute), dal quale fu nominato nel 1624 storiografo sabaudo[1], nel 1627 compì una significativa prima esplorazione per fini scientifici del territorio attorno al Monviso.[1] Di quest'esperienza lasciò il resoconto scritto Relatione di Monviso et dell'origine di fiume Po (1627), pubblicato a Cuneo.[2]

L'opera più famosa di Castiglione è lo Statista regnante (Venezia 1626), trattatello politico che può dirsi un estratto della Ragion di stato di Giovanni Botero ridotta a cinquanta massime riguardanti il modo in cui deve comportarsi il principe nel governo.

Il trattato di Castiglione è citato in modo canzonatorio nel capitolo XXVII dei Promessi Sposi di Manzoni:

«... il libro in cui si trovan racchiuse e come stillate tutte le malizie, per poterle conoscere, e tutte le virtù, per poterle praticare; quel libro piccino, ma tutto d'oro; in una parola, lo Statista Regnante di don Valeriano Castiglione, di quell'uomo celeberrimo, di cui si può dire, che i più gran letterati lo esaltavano a gara, e i più gran personaggi facevano a rubarselo; di quell'uomo, che il papa Urbano VIII onorò, come è noto, di magnifiche lodi; che il cardinal Borghese e il vicerè di Napoli, don Pietro di Toledo, sollecitarono a descrivere, il primo i fatti di papa Paolo V, l'altro le guerre del re cattolico in Italia, l'uno e l'altro invano; di quell'uomo, che Luigi XIII, re di Francia, per suggerimento del cardinal di Richelieu, nominò suo istoriografo; a cui il duca Carlo Emanuele di Savoia conferì la stessa carica; in lode di cui, per tralasciare altre gloriose testimonianze, la duchessa Cristina, figlia del cristianissimo re Enrico IV, poté in un diploma, con molti altri titoli, annoverare "la certezza della fama ch'egli ottiene in Italia, di primo scrittore de' nostri tempi".»

(Manzoni, I promessi sposi, capitolo XXVII)

Castiglione scrisse inoltre un Elogium de gestis heroicis Caroli Emanuelis (Venezia 1625), una Istoria della reggenza di Madama reale (Torino 1656), e lunghe ed erudite annotazioni al Regno d'Italia sotto i Barbari di Emanuele Tesauro (Torino 1664).

OpereModifica

  • Statista regnante di D. Valeriano Castiglione milanese monaco cassinense, Lione, 1623.
  • Il vino. Discorso di Don Valeriano Castiglione monaco cassinense alli signori accademici filarmonici di Verona, Milano, appresso Graciadio Ferioli, 1624.
  • Sacre pompe saviglianesi nella traslatione de' santi martiri Benedetto, Giusto, e Tadea descritte dal P.D. Valeriano Castiglione milanese, monaco cassinense, Torino, appresso Gio. Giacomo Barella, 1630.
  • Il prencipe bambino di don Valeriano Castiglione abbate cassinense, Torino, per Gio. Zavatta, & Gio. Domenico Gaiardo, 1633?
  • Lettere dell'abbate d. Valeriano Castiglione milanese benedettino cassinense. Su l'opere dell'illustrissimo sig. Gio. Francesco Loredano nobile veneto, Torino, Gio. Ambrosio Niella, 1642.
  • Delle prose dell'abbate D. Valeriano Castiglione benedettino cassinense, & accademico incognito, Torino, per Gio. Giacomo Rustis, 1645.
  • La maestà della reina di Svecia, Christina Alessandra ricevuta negli Stati dalle altezze reali di Savoia l'anno 1656, Torino, per Carlo Gianelli, 1656.
  • La nascita del re delfino di Francia celebrata dalle altezze reali di Savoia. Relatione dell'Abbate D. Valeriano Castiglione loro istoriografo, Torino, Carlo Gianelli, 1661.
  • Le feste nuttiali delle regie altezze di Savoia descritte dall'Abbate Don Valeriano Castiglione Benedettino milanese loro historico, Torino, per Gio. Antonio e Giuseppe Antonio Fratelli Gianelli, 1663.

NoteModifica

  1. ^ a b c Gino Benzoni (1979).
  2. ^ Laura Aliprandi e Giorgio Aliprandi, 1627: l'abate Castiglione esplora il Monviso, in Montagne 360, 2013, pp. 44-47.

BibliografiaModifica

  • Le glorie de gli Incogniti, Venetia, 1647, pp. 420-423.
  • Filippo Argelati, Bibliotheca scriptorum Mediolanensium, Milano 1765, s. 5ª.
  • Francesco D'Ovidio, Un libro che tutti conoscono e che nessuno legge, in Nuovi studi manzoniani, Milano 1908, p. 341 segg. (e in Opere, VI, Caserta 1928).

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