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Valle di Nerfa
Val di Nerfa.jpg
La valle di Nerfa
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceL'Aquila L'Aquila
Località principaliCappadocia, Castellafiume
Altitudinemedia: 1000 m s.l.m.

Coordinate: 42°00′17.9″N 13°18′34.4″E / 42.004972°N 13.309556°E42.004972; 13.309556

La valle di Nerfa è un'area della Marsica, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Indice

DescrizioneModifica

 
Veduta della valle dal territorio di Pagliara dei Marsi

«Esulta, o Nerfa, mia reclusa valle.
Dai secoli passati, senza vita.
Invan chiedesti all'indolenza aita.
Nessun t'intese…o ti voltò le spalle[1]»

Il confine a sud con la valle Roveto è segnato dal fosso Rianza di Pescocanale[2], mentre confina ad ovest con l'area del parco regionale dei monti Simbruini, ad est con i piani Palentini, infine a nord e nord-ovest è separata dalla piana del Cavaliere tramite la piccola depressione della valle del Fucero[3]. Ricadono in essa i comuni di Castellafiume e Cappadocia e le rispettive frazioni di Pagliara dei Marsi, Camporotondo, Petrella Liri e Verrecchie.

I rilievi principali che segnano i suoi confini sono rappresentati dai monti Aurunzo (o Arunzo), Cesalarga, Padiglione e Girifalco. La valle è attraversata dal fiume Liri, le cui sorgenti si trovano sui monti che sovrastano Cappadocia[4], e Imele. Comprende alcune cavità carsiche, come le grotte Cola I e Cola II sopra Petrella Liri, la cosiddetta grotta di Beatrice Cenci, il pozzo dell'Ovido e l'inghiottitoio dell'Otre nei pressi di Verrecchie, dove a quota 1051 m slm, si trova la sorgente dell'Imele[5][6].

Origini del nomeModifica

Sono due le principali ipotesi etimologiche del toponimo Nerfa:

  • Dalla lingua marsa "Ner-bhe", ovvero "La Forte"[7].
  • Il nome deriverebbe dal legame degli abitanti del luogo con le antiche comunità safine, popolazioni risalenti all'età del ferro di origine osco-umbra. Tali popolazioni erano contraddistinte dalle figure dei "raki", che corrispondevano ai re, e dei "nerf", ovvero i principi[8]. Di certo nel medioevo l'area era nota come "vallis de Nerphea".

StoriaModifica

Scavi e studi condotti nelle grotte Cola hanno restituito reperti di epoca preistorica e dell'età del bronzo, mentre sono numerose le testimonianze epigrafiche e i ruderi monumentali riemersi di epoca romana.

Nel V secolo a.C. la valle di Nerfa segnava il confine tra gli equi, posti nell'area più settentrionale dell'odierna Marsica, e i Marsi che stanziarono nel territorio circostante l'ex lago del Fucino e la valle Roveto. Con l'occupazione romana, al termine del IV secolo a.C., l'area passò sotto il controllo della colonia di Alba Fucens.

L'acquedotto dell'Aurunzo, canale sotterraneo ideato dal console Lucio Arrunzio e realizzato tra il 41 e il 54 d.C. nello stesso periodo della realizzazione dei cunicoli di Claudio alla base della montagna, per la bonifica dell'area fucense attraverso lo sversamento della acque nel fiume Liri, servì a collegare il rio Sonno nei pressi di Castellafiume con i piani Palentini[9][10].

Nella stessa epoca il passo di Girifalco rappresentò un punto strategico delle comunicazioni tra l'area di Subiaco (il sublacense) e Alba Fucens ma, in direzione sud, anche con la valle Roveto, tanto che il tracciato fu migliorato grazie alle opere volute nel 100 d.C. dall'imperatore Traiano.

NoteModifica

  1. ^ AA.VV., Pagliara dei Marsi dai primordi al Medioevo, Pagliara dei Marsi (dalle origini ai tempi attuali), a cura di Ezio del Grosso, Avezzano, 2000
  2. ^ L'età antica - Roma ed Alba Fucens, Comune di Avezzano.
  3. ^ Valle del Fucero, Iluoghidelcuore.it.
  4. ^ Sorgente del Fiume Liri, Terre Marsicane.
  5. ^ Storia Petrella Liri - Cappadocia, Terre Marsicane.
  6. ^ La valle Roveto nella geografia, Valleroveto.eu.
  7. ^ Antonio Sciarretta, Poleonimi d'Abruzzo, Antonio Sciarretta's Toponymy. URL consultato il 21 marzo 2019.
  8. ^ I Marsi…, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2016).
  9. ^ Francesco Proia, L'acquedotto dell'Arunzio: ecco come i romani fecero le prove generali del prosciugamento del Fucino, Marsica Live, 21 febbraio 2018. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  10. ^ Capistrello, Spartiacque.com. URL consultato il 21 febbraio 2018.

Voci correlateModifica

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